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Stazione ferroviaria di Augusta nel degrado, una richiesta di sicurezza e igiene

AUGUSTA – La stazione ferroviaria di Augusta, già ridotta negli ultimi anni nelle sue funzionalità, si presenta in uno stato di assoluto degrado. Come da foto postata ieri sul più noto dei social network, è stato addirittura piazzato un letto sulla banchina di attesa, presumibilmente da un clochard.

Nonostante sia frequentata da studenti e lavoratori pendolari, utenti delle tratte verso Siracusa o Catania, la stazione difetta di biglietteria (solo automatica), servizi igienici, punto di ristoro o informazioni. Mentre parte dei locali abbandonati, la scorsa estate, sono stati richiesti in comodato d’uso gratuito dal Comune per progetti con finalità socio-culturali. La scorsa notte, da ultimo, l’incendio di due mezzi parcheggiati nel piazzale antistante.

Il consigliere comunale di opposizione Biagio Tribulato interviene: “Qualche giorno fa circolavano sui social fotografie di una stazione ferroviaria, quella di Augusta, nel più assoluto degrado, come fosse un dormitorio a cielo aperto, situazione che si protrae da mesi. Ieri notte l’ennesimo atto vandalico consumatosi proprio nel piazzale antistante, l’incendio di due autovetture. È una situazione brutta quella che investe quest’area della nostra città, lasciata all’abbandono totale. Occorre maggiore controllo, maggiore videosorveglianza della zona, frequentata dai pendolari che utilizzano giornalmente il treno. Non è di certo un bel biglietto da visita per chi arriva ad Augusta in treno e trova questa situazione di degrado“.

Propone: “Invito le istituzioni tutte ad accendere i riflettori, come si era intrapreso qualche mese fa, a farsi promotrici con Rfi per la maggiore salvaguardia a tutela dei cittadini tutti della zona che ospita anche a due passi un’area dell’arsenale militare popolato da tantissime persone. Non si può permettere che in un centro abitato ed in una stazione negli ultimi anni sempre più depotenziata vengano meno sicurezza, igiene e versi nel più assoluto abbandono“.

(Foto in evidenza: pubblicata ieri in un gruppo facebook)


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