Politica

Strategie e polemiche, la “maratona” consiliare a difesa del porto di Augusta

AUGUSTA – Revoca del decreto non ancora pubblicato relativo al trasferimento dell’Autorità portuale da Augusta a Catania da chiedere al ministro Graziano Delrio, anche appellandosi al premier Paolo Gentiloni che lo dovrà controfirmare, e ritiro delle due note della Regione contenenti l’indicazione di Catania da chiedere al governatore Rosario Crocetta. Queste le due strategie individuate giovedì e sintetizzate in un documento unitario approvato al termine di un Consiglio comunale “congiunto” tenuto ad Augusta, durato quasi sei ore, e a cui hanno preso parte una folta rappresentanza della deputazione nazionale e regionale della provincia, i presidenti dei consigli di Priolo e Melilli insieme ai rispettivi consiglieri, le rappresentanze sindacali e i responsabili delle associazioni di categoria, prima tra tutti Assoporto.

Ad aprire la seduta è stato il sindaco Cettina Di Pietro che, invocando la mobilitazione popolare, ha chiamato alle loro responsabilità le deputazioni nazionale e regionale della provincia: “Mi sono sempre sentita dire che il criterio individuato dal Ministero era quello del porto “core”, in questi mesi ognuno ha lavorato per lo sviluppo del territorio, e ora ci troviamo con il fatto che la legge non conta, conta solo la discrezionalità di chi coltiva piccoli orticelli politici. Vorremmo sapere, ma lo è ancora più interessata la cittadinanza, quale intenzione abbia l’intera deputazione sulla vicenda”.

Indice puntato contro la decisione di Crocetta ed il ruolo della deputazione regionale assunto, o non assunto, nella vicenda anche dai sindaci di Priolo e Melilli, Antonello Rizza e Pippo Cannata. Mentre il sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo, pur dicendosi disponibile ad ogni tipo di iniziativa, ha evidenziato la preminenza del contenuto-governance rispetto al contenitore-sede della nuova Autorità di sistema portuale.

La deputata nazionale Stefania Prestigiacomo, di Forza Italia, autrice dell’interrogazione al question time che ha fatto finalmente esporre il ministro Delrio, ha preannunciato interventi alla Camera, con la presentazione di un pacchetto di emendamenti per chiedere anche la separazione dell’Autorità portuale di Augusta da quella di Catania, mentre la parlamentare nazionale del Pd Sofia Amoddio ha rilevato l’importanza di agire chiedendo la revoca sia al ministero che alla presidenza della Regione.

Assoporto con la presidente Marina Noè ha parlato di “esproprio istituzionale” ai danni del territorio ed ha annunciato iniziative anche in sede giudiziaria per contrastare il provvedimento sull’Autorità portuale, intenzione ribadita attraverso una nota odierna.

L’attenzione è stata focalizzata anche sull’assessore regionale Bruno Marziano e sulle sue azioni concrete a tutela del territorio, da siracusano con un ruolo fiduciario e di spicco nel governo Crocetta. “Non escludo le dimissioni – ha detto –, ho posto il problema sull’Autorità portuale in giunta e spero che insieme alla mobilitazione nazionale e al sostegno dell’opinione pubblica si giunga alla revoca del provvedimento”. Vincenzo Vinciullo, deputato regionale di Ncd, carte alla mano, ha puntato il dito contro il Ministro, reo a suo dire di aver violato la legge, e annunciato pertanto esposto alla Procura, mentre Pippo Sorbello, esponente dell’Udc all’Ars, ha parlato di partita solo iniziata e che deve proseguire anche in sede giudiziaria.

Polemici i sindacati con i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Roberto Alosi, Paolo Sanzaro e Stefano Munafò, che hanno abbandonato l’aula parlando apertamente di una passerella politica. “Piuttosto che concentrarsi sulle azioni da compiere perché l’Autorità portuale resti ad Augusta, si è sprecato tempo e l’occasione per individuare le presunte altrui responsabilità – hanno detto i tre segretari attraverso un comunicato congiunto odierno –. Noi vogliamo invece che le energie si concentrino sull’obiettivo da raggiungere e dunque si lavori per essere realmente uniti e dare il via a una mobilitazione di massa”. Cgil, Cisl e Uil hanno già stabilito di indire, per la prossima settimana, una manifestazione popolare ad Augusta, a cui sono invitati a partecipare cittadini, parlamentari, rappresentanti istituzionali ed operatori economici.


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