Politica

Sull’hotspot di Augusta polemiche, equivoci e misteri

AUGUSTA – Intorno allo sviluppo del porto commerciale di Augusta si susseguono nelle ultime settimane convegni, dibattiti, alla presenza anche di rappresentanti delle istituzioni competenti. Il realizzando hotspot per migranti (classificato come Cpsa, Centro di primo soccorso e accoglienza), proprio sulla banchina commerciale, è invece tema che spesso non trova spazio tra le argomentazioni dei tecnici ma che è rientrato nel dibattito politico nell’arco dell’ultimo mese.

Contro l’opera da 2,2 milioni di euro, con tempi di realizzazione previsti di ottanta giorni, si erano levate nel mese scorso fa diverse voci della politica, da destra con Fratelli d’Italia e da sinistra con Diem25, passando per l’ex presidente della commissione Bilancio all’Ars, Vincenzo Vinciullo (vedi articolo). Sull’avvio dei lavori non ci sono tuttora comunicazioni ufficiali ma solo notizie da fonti di stampa.

Il sindaco pentastellato Cettina Di Pietro si è espresso, due giorni fa, riferendo di aver incontrato a Roma il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli, del suo stesso partito, e di aver, tra l’altro, “discusso della vicenda relativa al realizzando “hotspot“, rappresentando la necessità di individuare una soluzione che tenga conto del contesto attuale, in concerto con gli altri Ministeri interessati“.

Ma l’autore della mozione presentata, un mese fa, per fermare l’opera, il consigliere d’opposizione Giuseppe Schermi, neo coordinatore regionale di Diem25, oggi lamenta che è stato “convocato il Consiglio comunale senza aver inserito questa urgente mozione“.

La prossima seduta consiliare è stata convocata per lunedì 16 luglio alle ore 10, oltre che sulle interrogazioni calendarizzate, sul Paes (Piano d’azione per l’energia sostenibile) e su due mozioni inerenti al dissesto idrogeologico, una sugli allagamenti all’incrocio tra via delle Saline e lungomare Rossini, l’altra sui fenomeni franosi nelle pendici di levante dell’Isola, questioni già oggetto di interrogazioni e risposte lo scorso aprile (vedi articolo).

Schermi afferma che “la Presidente del Consiglio si attribuisce un potere discrezionale che non risulterebbe previsto dal Regolamento, rigettando la mozione con un atto politico discutibile, ovvero “non ci sono elementi nuovi” ed allegando una mozione vecchia di quasi tre anni, quella del 2015, peraltro disattesa dai fatti essendo stato comunque appaltato il progetto“.

Il consigliere d’opposizione ritiene che gli elementi nuovi ci siano, tra cui “le politiche di respingimento del nuovo governo“, “il calo degli sbarchi di circa il 90 per cento negli ultimi dodici mesi“, “lo spreco di denaro pubblico per un appalto milionario che potrebbe andare “prima agli italiani”“, oltre a menzionare il suddetto intervento del primo cittadino.

Si ricorda che l’unica mozione approvata finora (all’unanimità dei 28 consiglieri presenti) che contenga un riferimento all’hotspot risale al lontano 2015, giorno 12 ottobre, con la quale si chiedeva al Governo, oltre alla conferma di Augusta quale sede della nascente Autorità di sistema portuale, la “dislocazione dell’hotspot per l’immigrazione presso altri porti non core“, concedendo però “in alternativa” la realizzazione, purché totalmente a carico del ministero competente, di “una banchina di sbarco in zona idonea e di idonee strutture per la prima accoglienza, nel rispetto della pianificazione commerciale del porto“.

(Foto in evidenza: repertorio)


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