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Tari 2018, Di Mare: “Dove sono finiti i risparmi della differenziata?”. E si scaglia contro il principio di analogia per emendamenti in aula

AUGUSTA – Ieri pomeriggio, il consigliere comunale di minoranza Giuseppe Di Mare, affiancato dall’avvocato Stefano Amato, già vicino al consigliere Giuseppe Schermi all’epoca del breve esperimento di meetup pentastellato “alternativo”, ha tenuto una conferenza stampa nella quale ha esposto alcune “pregiudiziali e anomalie” emerse nell’ultima seduta consiliare fiume, svolta di Venerdì Santo nonostante le polemiche mosse dallo stesso Di Mare (vedi articolo) e in cui sono state approvate dalla sola maggioranza pentastellata le nuove tariffe Tari (vedi articolo). Di Mare ha riferito di aver inviato i relativi atti all’ufficio Ispettivo dell’assessorato regionale Enti locali.

Presente tra il pubblico, oltre a Marco Stella e Roberto Meloni, referenti del movimento civico #perAugusta a cui appartiene Di Mare, anche l’ex sindaco Massimo Carrubba.

Di Mare ha cominciato subito a parlare di “pregiudiziali”, con l’opposizione che ne aveva presentate ben diciotto, e di una presunta “anomalia, con tanto di suggerimento del segretario generale, in merito alla possibilità di emendare il regolamento Tari in aula”. Entra nel merito di ciò che ritiene anomalia: “Il regolamento di contabilità del Comune, nell’art. 15, prevede la possibilità per i consiglieri comunali di emendare tutte le tariffe e tutti gli atti inerenti al bilancio con almeno dieci giorni di anticipo”. Dieci giorni di tempo che i consiglieri non hanno avuto visto che “le documentazioni le abbiamo ricevute solo due giorni prima della seduta consiliare“, come era stato chiarito anche in aula.

Secondo Di Mare, per riparare a tale “inefficienza”, la maggioranza avrebbe fatto leva sulla facoltà per i consiglieri di presentare gli emendamenti direttamente in aula, applicando una norma del regolamento attraverso il principio di analogia. “Una forzatura che crea un precedente gravissimo”, è stato il giudizio dell’avvocato Amato, il quale ha sostanzialmente riferito che la norma regolatrice le modalità di trasmissione degli emendamenti esiste ed è disciplinata dall’articolo 15 del regolamento di contabilità del Comune. Pertanto, afferma Amato (ricordando la norma contenuta nell’art. 12 delle Preleggi), verrebbe a mancare la ratio che giustificasse l’applicazione in via analogica, considerando, altresì, che dovrebbe essere un Tribunale a stabilire l’idoneità all’utilizzo dell’analogia legis. Di Mare ha segnalato, quindi, una ulteriore anomalia: “Il piano finanziario del costo del servizio dovrebbe essere completo di atti che in quello presentato in consiglio non erano assolutamente presenti”.

Il consigliere di minoranza è entrato nel merito della tassa sui rifiuti: “Al di là dei toni trionfalistici di chi ci amministra, rimane una iniqua intestazione del concetto della Tari, che rimane ancorata al concetto dei metri quadri. Nulla è stato fatto per portare questa tassazione a un concetto più equo, che è quello relativo al numero delle persone in un’abitazione oltre ai metri quadri”.

Di Mare ha spostato l’attenzione sull’intero servizio di raccolta porta a porta: “C’è stato modo di verificare come incidono gli eventuali costi dovuti alla raccolta differenziata? Negli ultimi due anni il costo della raccolta differenziata ha portato a una riduzione di circa 600 mila euro dei costi di conferimento in discarica, dove sono finiti questi soldi? Quest’anno è stato creato un fondo crediti di dubbia esigibilità di 250 mila euro – ha aggiunto – Questo importo da dove nasce? Chi l’ha deciso? Non ci sono state risposte”.

Quanto alla Tari per le associazioni socio-assistenziali onlus, con la nuova tariffa fissata a 0,50 euro al metro quadrato, ha precisato: “Non è stata fatta nessuna riduzione, perché le onlus in questa città non hanno mai pagato la Tari. L’anno scorso questa amministrazione ha obbligato le nostre associazioni che si occupano degli ultimi a pagare la Tari, 8.000 per un’associazione e via dicendo”. Associazioni che in genere ricevono le strutture in comodato d’uso gratuito, pertanto anche la nuova tariffa viene ritenuta elevata da Di Mare, “tanto che avevamo proposto – ha ricordato – un emendamento per riportare la cifra simbolicamente allo 0,01, che aveva trovato il favore sia dei revisori che dei tecnici, ma anche questo non ci è stato concesso”.

Di Mare ha concluso la conferenza stampa illustrando alcune analisi relative ai mesi di ritardo con cui si è giunti all’approvazione degli adeguamenti degli oneri urbanizzazione e dei costi di costruzione dal 2014 al 2018. In particolare, ha evidenziato che nel 2015 “l’adeguamento è stato fatto con determina del responsabile di settore, quando la legge dice che l’adeguamento è compito del consiglio comunale, onde evitare gravi danni erariali all’ente” mentre nel 2017 “la deliberazione non è stata fatta”.


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