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Cultura

Tragedie, amori, follie e ironici epiloghi sull’inconsueto palcoscenico del Circolo Unione

AUGUSTA – In due pomeriggi, quelli di venerdì 28 e sabato 29 aprile, si è compiuto in città un ellenico rito di purificazione, la catarsi moderna dalla perpetua distrazione dalla cultura come dalle passioni intense della quotidianità, per mezzo della parola: indiscussa protagonista all’interno della scena. Cambiando la sua veste abituale, il salone di rappresentanza del Circolo Unione di Augusta, è così stato allestito a teatro, intriso di tragedia e di ironia, a palcoscenico di eroi e di sensi amorosi, con il debutto di “Kàtarsis, ovvero tragedie, amori, follie e ironici epiloghi“.

È questo infatti il titolo dato allo spettacolo di prosa e lirica condensate insieme, interpretato dall’attore e regista Gianni Alderuccio e da Maria Rita Sgarlato, con l’accompagnamento musicale al pianoforte del maestro Rosario Cicero e impreziosito dalla voce del soprano Noemi Muschetti. Da un lungo periodo di studio, prove e dunque dalla piena collaborazione tra il Circolo, l’Accademia Yap di Marcello Giordani e “Italia nostra“, con la sezione locale presieduta da Jessica Di Venuta, ne è scaturito un sofisticato excursus emotivo per il pubblico, catapultato nelle vicende umane in atmosfere spesso conflittuose, con la ripresa di estratti d’autore, dai più grandi drammaturghi del passato sino ai poeti di ogni tempo. Fattasi calda con le luci di scena di Fabio Grasso e verosimile grazie ai costumi realizzati da Daniele Costantini, l’ambientazione degli atti in forma di semplice monologo o memorabili sketch a duetto è stata arricchita da particolari effetti speciali curati da Luca Musumeci.

Uno sfondo ideale per le dieci performance con brevi battute tratte dall’Agamennone di Vittorio Alfieri, dal Giulio Cesare di William Shakespeare, per poi passare al suo Romeo and Juliet. Un salto indietro nel tempo con il richiamo alla dantesca Beatrice angelo per Dante nel suo sonetto Tanto gentile e tanto onesta pare. Altri omaggi a Wordsworth con Splendore nell’erba, a Jacques Prévert con I ragazzi che si amano per poi concludere con Pirandello e la sua lucertola da Non si sa come e le avance imbarazzanti contenute nell’ultimo atto dello spettacolo chiuso con l’opera Il professore di pianoforte Georges Feydeau. Nessuna premessa o presentazione iniziali delle opere scelte né tantomeno del lavoro svolto per metterlo in scena nei due pomeriggi interamente dedicati al teatro, quello di sabato in particolare modo partecipato dagli studenti del Liceo “Megara” e dai suoi docenti.

Subito gli spettatori hanno potuto assistere in medias res e a conclusione sono seguiti i ringraziamenti da parte della presidente del Circolo, Gaetana Bruno, che ha voluto omaggiare florealmente le donne protagoniste sulla scena e anche le mogli dei maestri Cicero e Alderuccio. La Bruno si è detta onorata di aver collaborato a questa iniziativa tanto “inconsueta” quanto apprezzata, evidenziandone l’armonia espressa tra la prosa innanzitutto e il canto, la musica e gli effetti speciali. Mentre Gianni Alderuccio, che dello spettacolo ha curato la regia, ha inteso difendere la dignità originaria del teatro, che per lui “non è quel fenomeno da baraccone che imperversa negli ultimi decenni“, in riferimento alla tv, bensì “un’arte antica che merita grande rispetto e grande attenzione, che è e deve essere disciplina da insegnare e la scuola deve fare la sua parte in tutto questo“. “Il teatro è ben altra cosa: è sacrificio, devozione e amore“, ha aggiunto, ovvero la passione che lo stesso Alderuccio ha saputo incarnare sul palco.

Alessandra Peluso


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