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Cultura

Tutte le celebrazioni sacre ad Augusta in un manoscritto del 1856, rinvenuto nella biblioteca Omodei-Migneco

AUGUSTA – Un “Officia Propria Sanctorum, juxta Ritum Monasterium ad usum Rev. M.s  M.a Eugenia Homodei”, datato 1856, è stato rinvenuto da Giuseppe Carrabino, cultore di storia e tradizioni locali, tra i molteplici volumi della biblioteca di Casa Omodei-Migneco.

Un volume di trecentoquindici pagine manoscritte, formato 21 x 15 con copertina cartonata, che Donna Eugenia Omodei, monaca benedettina, fece compilare con tutte le celebrazioni previste nel Monastero di Augusta. Il volume ha un frontespizio e un rigoroso elenco alfabetico dei rituali ivi contenuti. Ben cinquantasette pagine sono bianche. È verosimile che il volume sia stato rilegato precedentemente alla compilazione.

Carrabino riferisce su alcune delle pagine più rilevanti, tra quelle analizzate. L’elenco ha inizio con l’Officio dei Santi Alfio, Filadelfio e Cirino e termina con S. Zosimo. Sono comprese altresì la Commemorazione di tutti Santi, le feste della Corona di Spine e quella della Lancia che trafisse Nostro Signore. Alla pagina 164 è riportato l’Officio del 24 maggio “In Festa Translationis S. Dominici Confess: Patroni Princip: Civitat: Augustae”, celebrazione di prima classe con Ottava. Alle pagine 226-228, troviamo al 25 novembre l’Officio di prima classe per la Festa di S. Caterina Vergine e Martire, titolare “N.re Ecclesiae” e l’Ottava al 2 dicembre. La pagina 231 (nella foto in evidenza) con l’Officio dell’8 dicembre nella Festa dell’Immacolata Concezione di Maria è arricchita da una stampa devota francese con una cornice in oro che racchiude l’immagine di Maria Immacolata nell’atto di scacciare il serpente. Ben più antica, probabilmente ricavata da una settecentina, l’immagine applicata alla pagina 256 raffigurate la Natività di Nostro Signore, che precede il rito del Mattutino del 25 dicembre.

Secondo quanto riferito da Carrabino, il volume sarebbe stato compilato da almeno due amanuensi. Le pagine da 1 a 100 si differenziano da quelle che vanno dalla 101 alla 310, mentre la seconda parte è di qualità superiore ed è stata curata certamente da mano più raffinata. La presenza di questa opera manoscritta, tra molteplici volumi della biblioteca privata di Casa Omodei, farebbe supporre che Donna Eugenia, a seguito delle leggi eversive che costrinsero le monache a lasciare il monastero, abbia portato con sé il libro avendolo fatto compilare per uso personale. Ad oggi non è documentata la destinazione della biblioteca del Monastero, mentre i volumi manoscritti relativi alle entrate e uscite, atti, fondazioni, censi e bastardelli sono custoditi presso l’Archivio di Stato di Siracusa.

L’autore del rinvenimento e dell’accurata analisi ha voluto esprimere “sincera gratitudine alle sorelle Elvira, Rita e Marilene Migneco Omodei per avermi consentito la consultazione del manoscritto unitamente ai numerosi volumi della biblioteca di famiglia“.


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