Cultura

Una lezione sui sentimenti, presentato ad Augusta il romanzo “Tommaso” di Fortuna

AUGUSTA – Non si dimenticano quasi mai i primi amori adolescenziali, le prime esperienze e la sete di conoscenza provata in pieno dai giovani ribelli negli anni postbellici e paragonabile sempre alla curiosità ancora viva nei ragazzi di oggi. Questo il clima che traspare dalle pagine di un’opera letta anche nelle scuole e suggerita da alcune docenti di Lettere agli alunni del biennio del Liceo classico “Megara” di Augusta.

Tommaso. Educazione sentimentale di un giovane è un romanzo di Angelo Fortuna, edito da Armando Siciliano nel 2016, e presentato lo scorso 31 marzo al Circolo Unione. Dell’iniziativa è stata promotrice Nellì Tringali, ringraziata nel corso della serata dalla padrona di casa Gaetana Bruno, presidente del Circolo Unione, e dai presidenti dei club service cittadini che insieme ne hanno curato l’organizzazione, Adriana Fazio per la Fidapa, Domenico Morello per il Kiwanis e Giuseppe Pitari per il Rotary.

L’autore del libro, avolese di nascita e netino di adozione, da anni giornalista collaboratore del mensile bolognese “Quaderni” e laureato in Lingua e civiltà straniere, attualmente docente di francese nei licei, è anche saggista e poeta insignito dal Capo dello Stato, nel 1999, dell’alta onorificenza di Medaglia d’oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte.

Dopo i saluti iniziali, Fortuna ha incuriosito gli ospiti presenti commentando i passi più poetici della sua opera, di cui è stato possibile ascoltarne i principali estratti, attraverso la lettura della figlia Santinella Fortuna e di Vincenzo Lombardo. Scostandosi dalle sue precedenti fatiche letterarie, Giuseppe Cassone e Margit Hirsch. Un amore cosmico e Tina Di Lorenzo. Il fascino e l’arte dell’Encantadora, il racconto si snoda tra le vicende e le eccitanti sensazioni provate dal giovane protagonista di nome Tommaso, che dopo la guerra e tra i banchi di scuola, dal ginnasio alla laurea poi conseguita in Storia e filosofia, si imbatte in diverse avventure di carattere prevalentemente amoroso. Tre, dunque, le ragazze che gli rubano il cuore: Giulia, Annamaria, infine Chantal.

Ambientato nei luoghi suggestivi della Sicilia sud-orientale, della sua Avola natia, poi Noto, Vendicari, Marzamemi, Catania, e via di seguito, scuote l’anima del lettore che rivive insieme al protagonista certe storie e certe situazioni tipiche della gioventù.

Proprio la trama, con la sua descrizione monumentalistica della Sicilia ha affascinato gli studenti delle classi I e II A del Liceo classico megarese, di cui alcuni, presenti al Circolo, hanno posto delle domande mirate all’autore sulla genesi del suo libro, le difficoltà incontrate nella stesura e nella descrizione dei sentimenti giovanili.

Alle curiosità di Anna Musumeci, Matteo Bonaccorso e Gabriele Giovanniello, del primo anno, e di Beatrice Brusca, Carlotta Gallo Francesca e Teresa Ragaglia, del secondo, accompagnati per l’occasione dalle docenti Zaira Lipari, Gabriella Rista e Gabriella Fassari, lo scrittore Fortuna ha così rivelato: “Effettivamente penso che sia difficile e al contempo facilissimo parlare di emozioni giovanili. Difficile perché cambiano i modi di esprimersi nella vita ma l’uomo, la donna e i ragazzi rimangono sempre generalmente uguali dentro di sé. Però tali sensazioni si manifestano in modo diverso e io ho dato espressione ai miei protagonisti, secondo i modi di essere e di sentire di quegli anni che, a mio parere, corrispondono ai modi di sentire dei ragazzi di oggi, anche se nelle espressioni pratiche ci sono molte differenze“.

L’autore ha poi aggiunto: “La ricerca del senso dell’esistenza è la stessa, ciò che cambia semmai è il linguaggio. Unica la ricerca dell’uomo proiettato verso l’amore e l’infinito”.

Ad affiancarlo l’editore Armando Siciliano, che ha offerto un suo contributo alla serata, incoraggiando in chiusura i lettori di ogni età a scegliere per il proprio bagaglio opere di produzione locale, affinché da questa inversione passino la difesa delle tradizioni e il recupero della dignità di comunità territoriale.

Alessandra Peluso


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