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“Una vita diversa” di Pina Carriglio, romanzo-testimonianza di chi ha superato ogni barriera

AUGUSTA – Una vita diversa è il racconto di una vita dignitosa e piena nella sua essenza e normalità. È il primo libro di Pina Carriglio. Un romanzo autobiografico che affida ai suoi lettori uno sguardo sul vissuto quotidiano di una donna che, ignorando la sua cecità, ha superato la barriera sociale del “Tu non puoi”.

La presentazione del lavoro si è tenuta lo scorso giovedì pomeriggio, 4 maggio, nell’aula magna dell’Istituto superiore “Arangio Ruiz”, promossa da Giuseppe Caramagno, presidente della “Unitre” di Augusta, e dalla moglie Franca Morana in Caramagno, che insieme hanno voluto fortemente l’evento subito dopo la pubblicazione. Proprio la signora Caramagno ha ricevuto per prima la bozza, redatta dall’autrice con il proprio computer superando l’impedimento fisico della vista, bozza poi revisionata oltre che dalla Caramagno anche dalla docente Gigli.

Nel corso dell’iniziativa sono stati letti brevi passi del romanzo dalle voci di Pietro Quartarone e Alessandro D’Oscini. Parole rivolte a tutti ma principalmente ai più giovani, dal momento che, come la Carriglio dichiara, le ha scritte in particolar modo per i suoi nipoti.

Infatti la nipote Cristina ha voluto offrire un contributo: “Non l’ho mai vista una donna diversa dalle altre. Non ha nulla in meno da noi perché lei vede, riesce a vedere meglio di chiunque altro, perché lo fa con il cuore, il tatto e tutti i suoi sensi“. Sono intervenute poi molte altre persone care e amiche della Carriglio, mettendone in evidenza la poliedricità, come nell’aneddoto raccontato dal maestro di ballo Spatola: “Avrebbe voluto partecipare alle gare nazionali di ballo, solo che io non ho potuto per una mia indisponibilità di maestro e di tecnico. Ma ne era certamente in grado“. Anche abile sarta ed eccezionale corista, come ha dimostrato entrando a far parte della corale “Unitre”.

Una determinazione che Pina Carriglio intende divulgare attraverso il romanzo, un messaggio di speranza e di incoraggiamento alle persone che lottano contro ogni forma di emarginazione e di umiliante indifferenza. Nella conversazione dinanzi alla platea con la Caramagno, le emozioni dichiarate dell’autrice: “Tutto questo mi sembra un sogno. Dopo tanto tempo di meditazione per auto convincermi a rendere pubblica la mia vita, ora eccomi qui, con questi libri che vorrei regalarvi per dare voce alla mia dignità come alla dignità di ogni persona che normodotata può e deve esserlo“.

Alessandra Peluso


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