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Universitario augustano alla finale nazionale del Premio “Giuseppe Sperduti”

AUGUSTA – Un universitario augustano alla fase finale del Premio “Giuseppe Sperduti” 2017, prestigioso premio nazionale nel campo degli studi giuridici promosso dalla Sioi (Società italiana per l’organizzazione internazionale), avente ad oggetto quest’anno la simulazione processuale di un caso di femminicidio avanti la Corte europea dei diritti dell’uomo.

Finalisti di questa edizione la squadra della facoltà di Giurisprudenza di Torino, quale migliore squadra “Ricorrente”, e la squadra della facoltà di Giurisprudenza di Catania, quale migliore squadra “in difesa dello Stato”. Il ventiquattrenne augustano Marco Failla ha fatto parte della squadra universitaria finalista partita da Catania, insieme al catanese Alessio Grancagnolo e alla puntese Chiara Spampinato.

Ieri, 29 novembre, nella sede della Sioi a Roma, ciascun componente delle due squadre ha avuto dieci minuti di tempo per esporre le proprie argomentazioni giuridiche sul caso oggetto del processo simulato, con successive replica e controreplica. Quindi, la “Corte”, composta da cinque docenti di diritto internazionale e un ambasciatore, si è ritirata in camera di consiglio e poi ha pronunciato il verdetto, con cui ha dichiarato vincitrice la squadra dell’Università di Torino, per soli 20 punti di vantaggio (su oltre quattrocento). Alla squadra vincitrice un premio di 1.000 euro e la segnalazione per un periodo di tirocinio presso la Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo. Premio di 500 euro per i secondi classificati.

Per la facoltà di Giurisprudenza di Catania si tratta della terza finale nazionale consecutiva. Un’occasione importante nel percorso accademico di un aspirante giurista, come rileva l’augustano Failla: “Partecipare al premio “Sperduti” mi ha dato la possibilità di applicare concretamente quanto studiato nella teoria sulla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, rappresentando una posizione processuale abbastanza complicata, quale è quella della difesa dello Stato, in un caso di femminicidio. Insieme a Chiara e Alessio abbiamo esposto le nostre arringhe alla Corte, rispondendo punto per punto alle tesi sostenute dalla squadra torinese. Purtroppo, otteniamo un secondo posto nazionale, per soli 20 punti di svantaggio“.

Non mancano i ringraziamenti per i docenti dell’ateneo catanese che hanno preparato i tre studenti alla tenzone giuridica: “Ringrazio il prof. Rosario Sapienza e la prof.ssa Adriana Di Stefano, della cattedra di diritto Internazionale e dell’Unione europea, che ci hanno guidati in questa importante esperienza molto formativa”.


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