Politica

Via Adua, lanterne e affissioni selvagge tengono banco ad Augusta a pochi giorni dal voto

AUGUSTA – In una campagna elettorale, quella per le politiche del 4 marzo ormai prossimo, piuttosto sottotono, probabile effetto della controversa legge elettorale, Augusta vive questi ultimi giorni di “dibattito” politico su alcune questioni prettamente territoriali. Ad attirare le attenzioni dei consueti botta e risposta, su tutti, tre temi: i locali occupati dell’ex scuola di via Adua, l’illuminazione del ponte al Rivellino e le affissioni elettorali selvagge.

All’esposto, inviato alle autorità competenti dal consigliere di opposizione Giuseppe Di Mare, sul degrado igienico-sanitario nei locali privati dell’ex scuola di via Adua, con il quale ne richiedeva contestualmente lo sgombero, giacché occupato abusivamente da “una decina di persone non identificate“, ha replicato il sindaco pentastellato Cettina Di Pietro. Il primo cittadino ha respinto le accuse politiche di immobilismo sostenendo di aver richiesto ai proprietari, lo scorso 8 febbraio, “lo sgombero degli stessi dall’occupazione abusiva che vi insiste” e di aver ricevuto in risposta che “l’immobile risulta essere attualmente detenuto dal Libero consorzio di Siracusa, il quale, pertanto, è il soggetto responsabile della situazione che si sta verificando presso il suddetto immobile e a cui spetta l’onere di ripristino delle condizioni di normalità“. La Di Pietro si è infine riservata l’invio di “una nuova nota al Libero consorzio di Siracusa al fine di richiedere che si adoperi per fornire una soluzione al problema che va ad impattare la nostra città, soluzione che, non essendo l’immobile nel possesso dell’amministrazione comunale, non può essere materialmente adottata dalla sottoscritta“.

Si è aggiunta sulla vicenda, quest’oggi, la nota del “Collettivo Antigone“, che, oltre a “rimproverare” la stampa e il consigliere per aver sollevato la questione del degrado igienico-sanitario dell’area, ha espresso “preoccupazione per i reiterati attacchi alle persone che hanno occupato quello spazio, a fronte di una probabile mancanza di alternative, e vogliamo porre l’attenzione su questioni ineludibili rispetto alle modalità con cui si svolgerà suddetto sgombero“. Professandosi come “voce” per i migranti approdati ad Augusta, il “Collettivo Antigone” chiede, in merito agli occupanti dei locali dell’ex scuola, “quali siano le misure che eventualmente verranno applicate per effettuare lo sgombero“, se “ci saranno mediatori culturali in grado di spiegare la situazione” e “come si pensa di tutelarne la vulnerabilità e i diritti“.

Altra questione che ha tenuto e tiene banco è quella dell’illuminazione pubblica sul ponte al Rivellino, dinanzi alla Porta spagnola. L’avvio dei lavori di ripristino dell’illuminazione nell’area è stato annunciato lo scorso 19 febbraio dall’assessore ai Lavori pubblici, Roberta Suppo. Si è trattato della sostituzione delle vecchie lampade con lanterne ornamentali a led. A fare da contraltare all’immediato plauso a mezzo social network di diversi esponenti della maggioranza pentastellata, è stato il coordinatore dell’associazione “Facciamo squadra”, Giovanni Bonnici, che al riguardo ha parlato di “un altro duro colpo inferto all’intelligenza degli augustani“, ponendo l’interrogativa retorica: “Dobbiamo davvero credere che la nostra Città è ridotta a dover applaudire per un cambio di lampadine? Noi crediamo di meritare di più, che possiamo ambire a risultati più alti“. Ricordando poi la prioritaria questione ambientale, a partire dalla mancata depurazione delle acque reflue della città. Infine, anche il sindaco Cettina Di Pietro è intervenuta sulla sostituzione delle lanterne, annunciando ieri sera il completamento dei lavori ed evidenziando al contempo che l’Amministrazione “continua, senza sosta, ed in modo concreto e tangibile a portare avanti l’impegno di rendere migliore la nostra città“.

Infine, per esaurire i tre temi menzionati in apertura d’articolo, le polemiche sulle affissioni abusive di manifesti elettorali. Polemiche in seno ai social, a colpi di denunce fotografiche, finché il capogruppo consiliare pentastellato, Roberto Casuccio, questa mattina, ha deciso di presentare un esposto alla Polizia municipale e alla Prefettura, chiedendo di “mettere in atto le opportune azioni al fine di comminare a soggetti politici che venissero riconosciuti responsabili delle affissioni abusive la sanzione amministrativa prevista ed a far rimuovere, a loro spese, tutti i manifesti abusivi di propaganda elettorale“.


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