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Vicenda “Muscatello”, Brugaletta replica a Vaccaro e al sindaco. Interviene anche l’Aaroi Emac

AUGUSTA – “Il reparto di Rianimazione di Lentini non è stato istituito con la delibera del 2013 dell’Asp di Siracusa ma dall’ultimo Decreto assessoriale di rimodulazione della rete ospedaliera n. 629/2017”. È questa la precisazione del commissario dell’Asp di Siracusa Salvatore Brugaletta, in riferimento alle recenti critiche mosse da Giuseppe Vaccaro, anestesista e sindacalista dell’Anaao Assomed, sul depotenziamento dell’ospedale “Muscatello” di Augusta in favore dell’ospedale di Lentini, con l’apertura di Rianimazione. Critiche seguite ieri da un comunicato del sindaco Cettina Di Pietro sulla situazione complessiva del “Muscatello” dello stesso tenore, riservandosi inoltre di interessare della vicenda la magistratura (vedi articolo).

Il commissario dell’Asp in replica a Vaccaro spiega: “La delibera cui si fa riferimento attiene ad una precedente Amministrazione che, peraltro, non ha mai avuto seguito visto che la Rianimazione di Lentini a quel tempo non fu mai attivata e che i fondi di cui all’art. 6 comma H della legge regionale 5 del 2009 non sono mai stati utilizzati per le Rianimazioni ma soltanto per i progetti di prevenzione individuati dall’Assessorato regionale della Salute. L’apertura delle Rianimazioni oggi, pertanto, deriva dalle attuali disposizioni di legge ed è stata inserita nella seconda annualità del Piano triennale delle assunzioni approvato da tutte le organizzazioni sindacali e dall’Assessorato regionale della Salute e non esclude la successiva realizzazione dell’Oncoematologia e degli altri reparti chiamati in causa nel rispetto della programmazione regionale e locale“.

Questa Amministrazione, infatti, è ben consapevole – prosegue Brugaletta – dell’importanza strategica del presidio ospedaliero di Augusta, che sarà completato nei modi e nei termini previsti, ma occorre fare sempre chiarezza e non ingenerare confusione e polemiche che non giovano all’interesse comune di condivisione nelle attività di sviluppo del territorio”.

Il commissario dell’Asp di Siracusa replica anche al sindaco Di Pietro: “L’Azienda sta rispettando tutti gli impegni assunti in sede di Conferenza dei sindaci. Tutti gli interventi previsti per il presidio ospedaliero di Augusta, ivi compreso quello del Centro amianto, saranno puntualmente realizzati secondo il cronoprogramma pubblicato col Piano triennale delle assunzioni. Si ribadisce, infine, che le Rianimazioni di Avola e Lentini saranno aperte con fondi di bilancio aziendale senza intaccare quelli riservati all’area a rischio ambientale”.

Sull’apertura delle Rianimazioni di Avola e Lentini, interviene il vicesegretario regionale Sicilia orientale del sindacato Aaroi Emac (anestesisti e rianimatori), Salvatore Tinè, anestesista all’ospedale “Umberto I” di Siracusa, contestando le critiche espresse da Vaccaro e difendendo l’operato dell’Asp.

 “Trovo del tutto pretestuosa e infondata la nota divulgata agli organi di stampa da parte di un anestesista rianimatore che ben conosce l’attività relativa alla nostra professione e, soprattutto, appare riduttiva l’affermazione che l’apertura della Rianimazione nell’ospedale di Lentini arrecherebbe danno alla collettività della zona industriale come da lui sottolineato, anzi tutt’altro“, afferma Tinè.

Spiega: “Poiché Siracusa è una delle poche province della regione Sicilia ad avere una sola rianimazione con otto posti letto per un bacino di utenza di 402 mila abitanti (dati Istat 2017), l’apertura delle Rianimazioni di Avola e Lentini darà ampio respiro alla Rianimazione di Siracusa, che è l’unica presente nel territorio siracusano, decongestionandola da eccessive richieste di ricovero dei pazienti critici, evitando continui e frequenti trasferimenti presso altri presidi ospedalieri fuori dalla nostra provincia e riducendo altresì il rischio clinico per il paziente e la tanto vituperata mobilità passiva. L’apertura delle Rianimazioni di Lentini ed Avola non sottrae risorse all’ospedale di Augusta, contrariamente a quanto affermato dal dottore Giuseppe Vaccaro, dove è in itinere piuttosto la realizzazione di nuovi reparti nel rispetto della programmazione sanitaria regionale“.

Tinè conclude: “Appare del tutto evidente che la guerra dei poveri non porta benessere alla collettività, anzi, proprio perché il latore del comunicato stampa è un addetto ai lavori, lo stesso dovrebbe esprimere solidarietà e soddisfazione per il raggiungimento di un traguardo così tanto atteso dalla intera collettività siracusana e non manifestare invece atteggiamenti ostativi e di campanilismo per ragioni che mal si comprendono”.


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