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Augusta, ambiente e legalità, Fava agli studenti: “Ribellatevi all’ignominia di dover scegliere fra salute e lavoro”

AUGUSTA – Interessante tavola rotonda questa mattina nell’auditorium comunale “Giuseppe Amato”, nella cittadella degli studi. L’ha patrocinata il Liceo “Megara”, con la collaborazione dell’associazione fondata da don Ciotti “Libera” e di Legambiente Augusta, sul tema “Ambiente e legalità. Quale futuro?“, per la sensibilizzazione di tutti gli studenti delle quinte classi, studenti che – come ha precisato il dirigente scolastico Renato Santoro – quest’anno, agli esami di maturità, dovranno dimostrare d’aver seguito un percorso di formazione su cittadinanza attiva e legalità.

Alla tavola rotonda, coordinata dalla docente di matematica Rita Pancari, referente cittadina di Libera, hanno partecipato: il deputato regionale Claudio Fava, presidente della commissione Antimafia all’Ars, il magistrato Stefano Priolo, sostituto procuratore della Procura aretusea, il sindaco Cettina Di Pietro, don Palmiro Prisutto, Enzo Parisi di Legambiente e Lauretta Rinauro, coordinatrice provinciale di Libera.

Claudio Fava, figlio del giornalista e drammaturgo Pippo Fava, ucciso dalla mafia nel gennaio 1984, ha ricordato i suoi trascorsi di giovane cronista, quando, quasi 40 anni addietro, per conto del mensile “I Siciliani”, diretto dal padre, venne ad Augusta per intervistare il giovane pretore catanese Antonino Condorelli, che aveva saputo mettere sotto accusa i colossi nazionali del petrolchimico per inquinamento ambientale. Fava ha esortato gli studenti “a ribellarsi all’ignominia di dovere scegliere fra salute e lavoro”.

Il pretore Condorelli è stato definito pretore d’assalto perché ebbe il coraggio di assalire la roccaforte dei politici: il concetto è stato riportato da Enzo Parisi, del direttivo regionale di Legambiente, il quale ha ricordato la maxi tangente di due miliardi di lire pagata alla politica di allora, alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, dai petrolieri del Nord che qui installarono l’Isab perché trovarono quel terreno fertile che altrove, anche a Porto Marghera, non avrebbero trovato.

Parisi ha ricordato l’opera del pediatra Giacinto Franco, scomparso prematuramente nel 2012, e le sue ricerche sui bambini malformati e sul mercurio. “Quello che avviene ad Augusta – ha ammonito Parisi – non ha conseguenze solo sul nostro territorio, ma sul nostro pianeta” e, quindi, ha esortato gli studenti a mantenere saldo l’impegno per la legalità e per l’ambiente, che significa impegno per l’umanità.

Il sostituto procuratore aretuseo Stefano Priolo, anch’egli, ha sostenuto l’inscindibilità del rispetto per la tutela della salute e per il lavoro, costituzionalmente garantiti e ha esortato gli alunni a non farsi manipolare e a formare una coscienza propria, nel rispetto delle regole anche nel vivere quotidiano, tanto d’aver consigliato ai ragazzi la lettura di un libretto di Gherardo Colombo, del pool “Mani pulite”, oggi in pensione.

L’arciprete di Augusta, don Palmiro Prisutto ha confessato ai ragazzi che la sua lunga battaglia è dovuta alla sua presa di coscienza con un vissuto familiare drammatico: ben sei morti per cancro e due bambini nati malformati nella sua famiglia. Prisutto ha esortato anch’egli i ragazzi a non sentirsi soli, anche perché, pure in pochi, si può riuscire a bloccare situazioni ritenute pericolose, come ha fatto egli stesso con un manipolo di volontari, cinque appunto, in occasione del trasporto del polverino dell’Ilva di Taranto verso la discarica Cisma di Melilli. Prisutto ha ricordato la massima ciceroniana “Salus populi suprema lex esto”, cioè “la salute del popolo sia la legge suprema”.

Nel suo intervento, il sindaco di Augusta, Cettina Di Pietro ha asserito che a queste latitudini legalità e ambiente non sarebbero andati sempre a braccetto e ha detto che in questo campo, per troppi anni, non si è pensato alla tutela dell’ambiente e alla salute dei cittadini. Infine, la siracusana Lauretta Rinauro, coordinatrice provinciale di Libera, ha evidenziato le recenti manifestazioni italiane sulla scia del movimento giovanile internazionale per l’emergenza climatica, avviato grazie ai sit-in, davanti al Parlamento svedese, della sedicenne Greta Thunberg, che ogni venerdì non va scuola per scuotere le coscienze dei potenti a far presto per l’inversione di tendenza riguardo ai cambiamenti climatici. Avendo il merito, da coetanea degli uditori in platea stamani, quantomeno di far riaprire un dibattito globale necessario.