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Augusta “arancione” in salsa siciliana, lo sfogo dei gestori di palestre

AUGUSTA – Mentre enti locali e cittadini si interrogano sulle interpretazioni possibili delle misure della “zona arancione” in salsa siciliana che in otto comuni siracusani, tra cui Augusta, avrà efficacia per ordinanza del presidente della Regione da domani, sabato 4 settembre, fino a martedì 14 settembre, si registra la rabbia di titolari e gestori di palestre, categoria che comprende anche le scuole di danza.

Riceviamo e pubblichiamo qui di seguito alcuni stralci di una nota condivisa da oltre una dozzina di gestori di palestre nel territorio comunale, attività, tra le più colpite dalle restrizioni dell’ultimo anno e mezzo, che ai sensi della normativa nazionale per la “zona arancione” vedrebbero l’ennesima sospensione almeno per i prossimi undici giorni.

Il vaccino si fa per motivi di salute, ma anche per riprendere in mano la propria vita, e questo diritto ai gestori di palestre è stato negato – esordiscono nella nota – Nonostante il vaccino, ci è stato negato il diritto di vivere la nostra vita, per entrare nelle palestre è obbligatorio il Green pass, questo le rende un luogo sicuro come le altre attività. Le persone all’interno è vero che possono contagiarsi come chiunque, ma non possono avere problemi di salute se il vaccino funziona come dicono. Allora perché punire noi gestori, perché punire quella parte di vaccinati che crede nello sport?“.

I contagi stanno salendo, è vero, ma le palestre non c’entrano nulla – prosegue la nota dei gestori di palestre – ricordiamo che siamo stati chiusi fino a inizio estate, periodo in cui la gente non frequenta, quindi cosa c’entriamo noi? Il Covid non si è propagato a causa delle palestre; perché questo accanimento verso di noi perché state punendo i vaccinati? Perché a questo punto lasciate liberi di andare a lavorare i non vaccinati? E perché a noi si toglie proprio questo diritto al lavoro! Non sarebbe più sensato vietare ai non vaccinati di frequentare luoghi per loro ritenuti rischiosi, come è attualmente, e poi dove sta il rischio nel frequentare una palestra che rispetta le regole di igiene, di distanziamento, di fasce orarie, di sanificazione, di richiesta di Green pass? Anche noi gestori di palestre siamo cittadini come tutti gli altri, abbiamo figli da mantenere, affitti e tasse da pagare e, se permettete, anche uno stomaco da nutrire“.

Perché questo accanimento contro di noi? – aggiungono con enfasi – Se ci richiudete adesso, momento in cui le palestre dovrebbero lavorare, praticamente ci state condannando a morte“.

(Foto di copertina: generica)


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