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Augusta, democrazia partecipata 2017, Comune sanzionato dalla Regione

AUGUSTA – “L’amministrazione Di Pietro non presenta nessun progetto e Augusta perde i fondi della democrazia partecipata 2017“. Questo è il titolo di una nota congiunta diramata dai consiglieri comunali d’opposizione, Giancarlo Triberio e Franco Lisitano.

La Regione con Ddg 555 del 19/12/2019 ha sanzionato l’amministrazione Di Pietro che, non avendo presentato nessun progetto per la democrazia partecipata per il 2017, dovrà ritornare le somme destinate a progetti per i nostri cittadini alla Regione – affermano i due consiglieri – È l’ennesima prova della inconcludenza e inefficienza della amministrazione Di Pietro, che non è riuscita a presentare nemmeno un progetto da poche centinaia di euro a beneficio della cittadinanza: stavolta a chi scaricherà le colpe?“.

Nell’allegato al decreto dirigenziale figura infatti il Comune di Augusta destinatario di 618 euro per l’anno 2017 “da destinare con forme di democrazia partecipata” e la relativa sanzione pari alla stessa somma “per mancata o parziale attivazione delle forme di democrazia partecipata”. In totale i comuni siciliani inadempienti (quattordici su ventuno in provincia) dovranno restituire 2 milioni 53 mila euro.

Ricordiamo che questi fondi sono stabiliti dalla legge finanziaria regionale del 2014, per la quale i comuni siciliani sono tenuti a spendere almeno il 2 per cento del trasferimento complessivo ricevuto dalla Regione in “forme di democrazia partecipata”, che utilizzino cioè “strumenti che coinvolgano la cittadinanza per la scelta di azioni di interesse comune”.

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Non bisogna far confusione con i fondi definiti pure “per democrazia partecipata” derivanti dai tagli del 30 per cento alle indennità di Giunta e consiglieri del Movimento 5 stelle, che ad Augusta dalla fine del 2017 vengono depositati in un apposito conto bancario privato, “liberi dai vincoli di spesa legati al bilancio corrente“, come rese noto il sindaco Cettina Di Pietro [2].

I consiglieri Triberio e Lisitano pongono anche un’altra questione di risorse, connessa alla crisi idrica nell’Isola [3] durata oltre tre mesi. “Ormai è evidente che le promesse elettorali dei 5 Stelle sono rimaste carta straccia e le loro azioni si sono rivelate distruttive per i cittadini – scrivono nella nota congiunta – Così come accaduto con la disastrosa gestione della problematica pozzo Giardini pubblici, che per incapacità di gestione dell’amministrazione ha provocato gravi disservizi ai residenti del centro storico e che, se non opportunamente gestita, porterà a pagare i giusti risarcimenti con degli aumenti nella bolletta della acqua a tutti i cittadini di Augusta“.

Pertanto è necessario, e invitiamo l’amministrazione a farlo subito, che venga predisposto immediatamente un capitolo di bilancio per sostenere economicamente i risarcimenti e gli sconti tariffari ai residenti del centro storico – concludono Triberio e Lisitano – perché non è accettabile che gli errori della loro arrogante mala amministrazione, che oggi ci ha fatto perdere i soldi della democrazia partecipata, domani ricadano direttamente sulle tasche di tutti i cittadini augustani che pagano l’acqua“.