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Augusta d’estate, i Mastik Lickers tornano a casa. Ma chi sono oggi?

AUGUSTA – Sarà quello dei Mastik Lickers il secondo concerto live e il terzo grande evento in piazza Castello del cartellone comunale “Augusta d’estate 2026”. Oggi, domenica 9 agosto, il progetto di musica elettronica nato in città nel 2011 salirà sul palco allestito nel cuore dei giardini pubblici per uno spettacolo a ingresso gratuito, dal titolo “The golden story showcase“, pensato appositamente per il pubblico di casa.

Un ritorno che arriva in un momento particolarmente significativo del percorso artistico dei Mastik Lickers, musicisti nel tempo libero, per pura passione. Lo scorso marzo Davide Messina e Luigi detto Gino Lazzari erano stati ricevuti nel salone di rappresentanza del palazzo di città dall’amministrazione comunale per celebrare il Disco d’oro ricevuto da Impala (l’associazione che unisce e tutela le case discografiche indipendenti in Europa) per Conga, singolo distintosi nel mercato europeo della musica indipendente tra vendite e streaming. Era presente anche il terzo componente. Al nucleo storico, insieme da quindici anni, si è infatti aggiunto nell’ultimo anno Federico Romano, anch’egli augustano, dando avvio a una nuova fase del progetto.

Dopo le esperienze internazionali, tra cui quelle al Ministry of Sound di Londra e, più recentemente, al Parookaville in Germania, per i tre musicisti e dj arriva adesso una prova diversa: raccontare quindici anni di musica nella città in cui sono nati, cresciuti e nella quale tuttora vivono e lavorano. Hanno scelto La Gazzetta Augustana.it per un’intervista esclusiva.

Domenica tornate a suonare nella vostra Augusta. Che significato ha questo concerto rispetto ai grandi festival e ai club internazionali in cui vi siete esibiti?

Luigi Lazzari: “Il 9 agosto per me non sarà una data come le altre. Suonare in piazza Castello, nella mia Augusta, davanti alle persone con cui sono cresciuto, rappresenta probabilmente una delle emozioni più forti del nostro percorso.

Negli anni abbiamo calcato palchi in Italia e all’estero, dai club ai festival internazionali, ma tornare nella propria terra ha un peso diverso. Qui ogni angolo racconta un ricordo e tanti dei volti che avremo davanti hanno fatto parte, in un modo o nell’altro, del nostro cammino. È proprio questo a rendere tutto ancora più emozionante e, lo ammetto, anche un po’ più difficile. L’ansia c’è, perché quando suoni davanti alla tua gente vuoi riuscire a dare tutto.

C’è poi una sfida artistica particolare. Nei grandi festival di settore trovi un pubblico che conosce già il genere e sa cosa aspettarsi. Ad Augusta ci esibiremo invece in una piazza, davanti a un pubblico molto più eterogeneo: dovremo riuscire a raccontare attraverso la musica chi sono oggi i Mastik Lickers.

Da mesi stiamo preparando uno spettacolo costruito appositamente per piazza Castello. Non sarà un semplice dj set, ma un viaggio attraverso la nostra storia, accompagnato da contenuti video e da una selezione delle grandi hit dance e radiofoniche che hanno segnato le nostre serate e il nostro percorso, dal 2011 a oggi.

Con me ci saranno Davide e Federico e uno staff che sta lavorando dietro le quinte con grande passione per questa serata. Spero di vedere tanti amici, tante famiglie e tutte quelle persone che hanno condiviso anche solo un pezzo del nostro cammino. Perché questa non sarà soltanto la nostra serata: sarà la serata di Augusta“.

Qual è stata l’esperienza che vi ha fatto capire che i Mastik Lickers avevano ormai raggiunto una dimensione internazionale?

Davide Messina: “Oltre alle presenze al Ministry of Sound, uno dei club più famosi al mondo, a farci comprendere davvero le potenzialità raggiunte dal progetto è stata l’ultima esperienza in Germania, proprio negli ultimi giorni di luglio, al Parookaville. È stato lì che abbiamo avuto la percezione della dimensione raggiunta dai Mastik Lickers sotto diversi aspetti: nell’esibizione, nella musica e nella capacità di comunicare con il pubblico.

Il festival aveva peraltro un’impronta musicale diversa dalla nostra, ma siamo riusciti comunque a ritagliarci il nostro spazio, portando la nostra musica e il nostro mood e riuscendo a coinvolgere il pubblico. Per noi è stato un successo“.

Possiamo considerarlo, insieme al Disco d’Oro, uno dei punti più alti raggiunti in quindici anni?

Messina: “Direi di sì. Insieme al Disco d’Oro ottenuto qualche mese fa, questo rappresenta certamente uno degli apici raggiunti finora dal progetto. Ed è un momento che coincide anche con un’importante evoluzione della nostra formazione: da due siamo diventati tre, con l’ingresso di Federico“.

Chiamato in causa, Federico Romano aggiunge: “Gino e Davide provengono da esperienze e sonorità differenti dalle mie. Io ho un’impronta più melodica, maggiormente legata all’house music nella sua forma più pura. L’incontro tra questi background diversi ha dato vita a qualcosa di nuovo: un sound più ricercato e, per certi aspetti, anche più di nicchia“.

Quanto hanno inciso le vostre origini siciliane sulla musica e sul rapporto con il pubblico?

Romano: “Tantissimo. Essere siciliani incide anche sulla nostra produzione e sulla volontà di contaminare ciò che facciamo, fino a creare un sound unico, che possa essere immediatamente ricondotto ai Mastik Lickers.

C’è poi il rapporto con il pubblico. In più occasioni, nei club come nei festival, abbiamo sperimentato la capacità di creare un’empatia immediata con chi abbiamo davanti. Il nostro modo di muoverci in console e di suonare riesce a trascinare il pubblico e questo ci ha restituito feedback immediati e davvero molto belli“.

Come nasce concretamente un vostro brano? E su cosa state lavorando adesso?

È proprio su questo terreno che i Mastik Lickers affidano a La Gazzetta Augustana.it un’anticipazione.

Romano: “Uscirà a brevissimo un remix di “Billie Jean” di Michael Jackson, rivisitata in chiave tech house contemporanea. Non si tratta, però, di una tech house pura: anche in questo caso il sound è fortemente contaminato dalla musica elettronica.

Siamo cultori della musica e dj da molti anni e nel nostro background ci portiamo dietro quelli che consideriamo dei mostri sacri dell’elettronica: dai Daft Punk ai Chemical Brothers, fino ai Prodigy. Sono alcuni dei precursori di ciò che sarebbe poi diventata la musica elettronica contemporanea e inevitabilmente fanno parte del nostro bagaglio“.

Lazzari rivela: “Il processo parte generalmente da un’idea principale sviluppata da Davide. Prima decidiamo cosa vogliamo realizzare e sperimentiamo diverse soluzioni: non nasce immediatamente una versione definitiva. Davide comincia a lavorarci, poi entriamo in studio partendo dalle sue idee e ci confrontiamo sulla strada da intraprendere, su cosa modificare e sugli elementi da aggiungere.

A quel punto ognuno porta il proprio contributo e tutte le idee vengono vagliate insieme. Decidiamo in tre quali cambiamenti apportare, quale direzione seguire e quale sound scegliere. È, a tutti gli effetti, un lavoro a tre teste“.

Torniamo alla tappa di casa: come avete costruito lo spettacolo per piazza Castello?

Lazzari: “Non sarà un classico dj set. Abbiamo costruito una vera e propria storia, sia audio sia video, accompagnata anche da voci fuori campo. Lavoriamo a questo show da oltre due mesi, preparando musiche, video e brani appositamente per questa occasione.

Dovendo portare lo spettacolo in una piazza e non in un festival di musica elettronica, abbiamo fatto un grande lavoro di selezione. Ci saranno le hit dance che hanno caratterizzato gli ultimi quindici anni, insieme ai nostri brani più adatti al pubblico di Augusta. Lo show racconterà la nostra crescita musicale dal 2011 a oggi, attraversando i diversi generi che hanno segnato il nostro percorso.

Sarà diviso idealmente in tre fasi: passato, presente e futuro. Partiremo dal periodo dei grandi show internazionali, per arrivare al sound che ci ha consentito di raggiungere una dimensione internazionale, quello di “Conga” e di altri nostri brani pubblicati da importanti etichette del settore. Intrecceremo quindi grandi brani conosciuti dal pubblico con una selezione delle nostre produzioni.

Il futuro, invece, sarà rappresentato dai nuovi brani realizzati con Federico. Il suo ingresso ci sta dando nuova grinta e nuova linfa anche sul piano delle idee. Dopo quindici anni, Davide e io abbiamo già vissuto molte esperienze e inevitabilmente alcune proposte non riescono più a suscitarci lo stesso entusiasmo della prima volta. Federico ha riportato quella voglia di partire, prendere un aereo e andare a scoprire qualcosa di nuovo. È una genuinità che, dopo tanti anni e dopo essere diventati anche un po’ più disincantati rispetto al sistema musicale, rischiavamo di perdere“.

E come funziona adesso una console condivisa da tre dj?

La risposta, all’unisono: “Quando eravamo in due utilizzavamo il classico back to back. In tre abbiamo provato a fare la stessa cosa, ma è più complicato, quindi abbiamo trovato una formula diversa: ciascuno ha il proprio spazio, indicativamente nell’arco di tre brani, e poi si ricomincia il giro.

Non è però uno schema rigido. Se a uno di noi viene voglia di intervenire sul mixer mentre l’altro sta terminando qualcosa, lo fa; lo stesso vale per effetti, filtri o altri interventi non programmati. È proprio questa libertà a impedire che tutto diventi troppo meccanico“.

Dopo il Disco d’Oro e i palchi internazionali, qual è il prossimo grande obiettivo?

Romano: “Il sogno più grande sarebbe avere la possibilità di esprimere la nostra musica sul palco di uno dei festival più importanti al mondo. Credo sia l’ambizione di ogni dj e produttore: arrivare a portare la propria musica davanti a quel pubblico. Gino e Davide magari guardano un po’ di più al successo discografico; io cerco anche di spingerli verso la dimensione dei grandi palchi internazionali.

Naturalmente le due cose sono strettamente legate. Puoi essere un dj tecnicamente molto bravo e professionale, ma senza una discografia importante alle spalle difficilmente riesci ad affermarti fuori dal tuo territorio. Servono produzioni e numeri capaci di costruire una fanbase e di renderti attrattivo anche per un pubblico straniero“.

Il presente, intanto, passa anche dalle etichette discografiche. “Lavoriamo con diverse realtà – aggiunge Lazzari Per il circuito dei festival ci stiamo muovendo con un’etichetta specializzata nel settore tech house. I Mastik Lickers, però, non sono soltanto tech house: abbiamo molte contaminazioni e spaziamo tra generi differenti. Il nuovo progetto su “Billie Jean”, per esempio, uscirà con etichette di grande distribuzione“.

Nel percorso del gruppo resta significativa anche la collaborazione con Jeffrey Jey, storica voce degli Eiffel 65. “Ha partecipato a diverse nostre produzioni – ricorda Lazzari – tra cui “Runaway”, nel 2019, che ha rappresentato il primo disco del ritorno dei Mastik Lickers. Il testo era interamente scritto e cantato da lui, mentre noi abbiamo curato la parte musicale“.

E alla domanda su quante produzioni si siano ormai accumulate in quindici anni, Lazzari chiude con una battuta: “I singoli sono davvero tanti. A volte apro Spotify e mi viene spontaneo pensare: “Ma davvero abbiamo fatto tutta questa roba?”“.

Prima dei nuovi obiettivi internazionali, però, c’è piazza Castello. Per i Mastik Lickers, stavolta, il palco più vicino a casa potrebbe essere anche quello emotivamente più impegnativo.


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