Augusta, ordinanza di chiusura per lo storico locale di Villa Marina
AUGUSTA – Il sindaco Giuseppe Di Mare ha disposto con un’ordinanza contingibile e urgente la chiusura immediata dell’intero edificio, in località Villa Marina, di via Spinelli al civico 60 (nella foto di repertorio in copertina), storica struttura che negli anni recenti ha continuato a operare come attività turistico-ricettiva. Il provvedimento, adottato lo scorso 17 luglio, è stato emanato nella qualità di autorità sanitaria locale, a seguito di una richiesta formale avanzata dai Carabinieri del Nas di Ragusa e dal Servizio igiene degli ambienti di vita (Siav) dell’Asp di Siracusa, dopo un’ispezione eseguita il 13 luglio.
L’ordinanza è rivolta alla società titolare con sede legale ad Augusta, e, per essa, a “chiunque eserciti poteri di gestione e direzione” della struttura. Secondo quanto riportato nel provvedimento, gli organi ispettivi hanno richiesto al sindaco di adottare l’ordinanza “contingibile e urgente” per “l’immediata cessazione dell’attività” a causa di un “quadro di gravissimo e conclamato rischio per l’incolumità pubblica“.
Tra le condizioni di “marcato e cronico degrado” dell’immobile rilevate nel corso degli accertamenti, gli ispettori, in particolare, hanno segnalato: “estese ed evidenti infiltrazioni di acqua meteorica provenienti dai solai sovrastanti, con vistose macchie di umidità e distacchi diffusi di intonaco sia nella hall al piano terra sia nelle camere del primo piano“; “soffitti lesionati, fessurati e parzialmente distaccati, nonché cornicioni esterni gravemente spaccati e in evidente stato di precarietà e pericolo di caduta“; “servizi igienici delle camere quasi totalmente compromessi a causa di anni di omessa manutenzione, con sanitari deteriorati, rivestimenti divelti, impianti idrici non funzionanti e condizioni di insalubrità generale incompatibili con la permanenza di ospiti“; infine “locali seminterrati non ultimati, in stato quasi grezzo, privi di finiture e non idonei all’uso cui risultano destinati“.
È stata segnalata altresì la “totale assenza del prescritto Certificato di prevenzione incendi (Cpi), obbligatorio per le strutture turistico-ricettive aventi capacità superiore ai 25 posti letto, essendosi accertata nella struttura la presenza di ben 28 posti letto (distribuiti in 11 camere al primo piano) in totale assenza di documentazione di conformità degli impianti e dei presidi antincendio“.
Nel provvedimento del sindaco si dà pertanto atto che “la contemporanea presenza di gravi dissesti strutturali, del profondo deterioramento igienico-sanitario e dell’assoluta mancanza dei requisiti minimi di sicurezza antincendio” determini “un concreto, attuale ed intollerabile pericolo per la salute e l’incolumità degli ospiti, del personale dipendente e di chiunque acceda alla struttura“.
Con l’ordinanza sindacale viene quindi disposta “l’immediata sospensione e chiusura” dell’intera struttura ricettiva, “l’immediata cessazione di ogni attività ricettiva, di alloggio, di somministrazione e di qualsiasi attività commerciale o accessoria eventualmente esercitata all’interno dell’immobile“.
Il provvedimento impone inoltre l’obbligo di eseguire “tutti i necessari interventi volti al ripristino delle originarie condizioni di stabilità strutturale, di salubrità igienico-sanitaria e di totale conformità alle norme di prevenzione incendi“, disponendo il divieto assoluto di riapertura dei locali fino alla “completa eliminazione di tutte le criticità riscontrate e all’acquisizione di ogni titolo, autorizzazione, agibilità e certificazione prescritti dalle normative vigenti“, previa verifica da parte degli organi competenti.
Avverso l’ordinanza sindacale è ammesso ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Sicilia entro 60 giorni dalla notifica, oppure ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.


















