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Augusta, Recovery plan, l’amministrazione invia lettera a Roma e Palermo per il porto “snobbato”

AUGUSTA – È stata inviata stamani dall’amministrazione comunale di Augusta una lettera ai vertici istituzionali competenti con “la richiesta di esplicitare ufficialmente l’inserimento del porto di Augusta come porto “Hub del Mediterraneo” all’interno degli investimenti del piano per il Recovery fund” e altresì di “un incontro urgente al fine di definire i progetti e gli investimenti del Recovery fund per lo sviluppo del porto di Augusta“. L’istanza, come viene reso noto dal Comune, è partita congiuntamente dal sindaco Giuseppe Di Mare, dall’assessore alle Politiche portuali Tania Patania e dal neo consulente del sindaco per gli affari legali Gianluca Galofaro, indirizzata al premier Conte, al ministro De Micheli, al governatore Musumeci, all’assessore regionale Falcone e al presidente Adsp Annunziata.

Continua a preoccupare evidentemente, nonostante recenti rassicurazioni [1], l’assenza del porto Megarese (nella foto di repertorio in copertina, ndr) da tutti i livelli di pianificazione, regionale e nazionale, per le risorse da attingere al Recovery fund europeo. Da alcune settimane circola sulla stampa nazionale una bozza del Recovery plan con l’elenco di una cinquantina di voci progettuali, comprendenti missioni, cluster e progetti, per le quali il governo Conte potrà richiedere le risorse del Recovery fund. Alla voce “Porti e intermodalità collegata alle grandi linee di comunicazione europee” sono previsti 880 milioni di euro, di cui 480 già considerati nei saldi di bilancio, mentre alla voce “Altri interventi su porti, infrastrutture e Reti Ten-T” sono previsti 3,2 miliardi di euro. E, al momento, non ci sarebbe traccia del porto di Augusta.

Abbiamo letto con preoccupazione – dichiarano congiuntamente il sindaco Di Mare, l’assessore Patania e il consulente Galofaro – dall’elenco dei progetti e dei fondi per navi, treni, porti e trasporti in Italia, circolato nei giorni scorsi, l’assenza di alcuna menzione del porto di Augusta mentre la scheda riepilogativa degli investimenti (circolata sulla stampa) prevede 500 milioni di euro per sviluppo del porto di Genova e 388 milioni di euro per porto di Trieste. Non possiamo che ribadire come il porto di Augusta sia perfettamente in linea con gli obiettivi della rete centrale Ten-T, per la sua conformazione naturale risulta essere strategico agli obiettivi del Recovery plan per l’intermodalità collegata alle grandi linee di comunicazione europee, oltre ad essere l’unico porto in Sicilia a svolgere sia la funzione cantieristica, sia industriale, che militare, potendo contare su una piattaforma logistica in grado di attrarre grandi quantità di container e smistarli con diverse modalità di trasporto“.

Riteniamo – concludono i tre – che debba essere detto chiaramente senza alcun indugio che la presenza del porto di Augusta per quello che rappresenta è necessaria all’interno della programmazione che si sta preparando, per eliminare ogni fraintendimento, preoccupazione e ambiguità“.

L’assessore Patania era già intervenuta lo scorso 24 novembre [2] quando circolava la notizia poi confermata che nel “Piano regionale per la ripresa e la resilienza“, cioè l’elenco di progetti che la Regione siciliana aveva inviato al governo nazionale per l’inserimento nel Recovery plan, era contemplato il solo porto di Marsala quale porto siciliano “hub del Mediterraneo”, richiesta di intervento peraltro poi bocciata dal governo centrale. Una vicenda che, al di là delle dichiarazioni o delle bozze, attenderebbe la pubblicazione di atti formali.