Politica

Augusta, verso le amministrative: Lega oltre il boom europeo, Di Mare lancia la sua corsa con i “100”

AUGUSTA – Le elezioni non finiscono mai. E la settimana alle spalle ne ha offerto una conferma. Neanche il tempo di analizzare il voto delle elezioni europee del 26 maggio, che già appare passato prossimo, alla luce delle due iniziative politiche che hanno guardato più e meno esplicitamente alla tornata elettorale della amministrative 2020.

Prima la conferenza stampa della Lega guidata da Massimo Casertano, mercoledì mattina, convocata per l’analisi del voto europeo con virata sulle prossime comunali, poi, la presentazione in pompa magna, in un venerdì pomeriggio nell’auditorium di palazzo San Biagio, della candidatura a sindaco di Giuseppe Di Mare, a seguito di un battage di un paio di mesi sui “100 per Augusta”.

La Lega ha celebrato un successo non solo nazionale, attuale primo partito della scena politica, con Casertano a incentrare l’analisi sul dato locale del 23,87 per cento, pari a 2.828 voti di lista, superiore di 5 punti alla media provinciale. Un dato che ha subito offerto lo spunto a Casertano per evidenziare il ruolo di prima forza politica del centrodestra in città e assumersi l’onere di “chiamare a raccolta”, in chiave 2020, gli altri due soggetti che comporrebbero la coalizione “naturale”, quella Forza Italia che rispetto alle politiche dello scorso anno ha dimezzato le percentuali (dal 19,32 al 9,09) e quel Fratelli d’Italia che le ha raddoppiate (dal 3,73 all’8,10). Rispolverando il movimento civico “Adesso Augusta“, da lui stesso fondato mezzo anno prima di accasarsi alla Lega, ha inoltre rivolto un invito alle liste civiche già in campo, non escludendo per la scelta del candidato sindaco, di una coalizione di centrodestra estesa al civismo, l’ipotesi delle primarie.

Ma la conferenza stampa ha visto un tavolo dei relatori (nella foto in evidenza, a sinistra) parzialmente mutato rispetto ai precedenti, presentando alcuni elementi nuovi e registrando le assenze, “giustificate” secondo Casertano, di altri. Tra gli assenti l’ex consigliere comunale pentastellato Nilo Settipani, il quale proprio ieri sera ha annunciato che la sua “esperienza con la “gestione della Lega Casertano” si è conclusa ieri uscendo definitivamente dal gruppo“, pur affermando che continuerà “da “libero cittadino” a sostenere attivamente la Lega e i programmi politici di Matteo Salvini“. Una contestazione che Casertano minimizza: “Francamente abbiamo problemi più importanti che riguardano la Città di cui occuparci. Sono normali dinamiche di un partito che ha avuto una crescita esponenziale“. Replica che “la gestione del Circolo di Augusta è collegiale e condivisa” e aggiunge, menzionando “il codice etico della Lega“, che “come segretario della Lega sono il garante delle regole, che sono rispettate da circa un centinaio tra iscritti e militanti“.

Facendo un passo indietro, al 31 maggio, oltre un centinaio di persone ha presenziato al lancio della candidatura a sindaco di Giuseppe Di Mare, consigliere comunale d’opposizione, candidatura da tempo nota essendo stata esplicitata in una conferenza stampa di “CambiAugusta” già nel settembre di tre anni fa. Presentatrice, luci di scena, enfatizzazioni musicali e video promo e slide su maxi schermo per i “100 per Augusta“, presentando la lista civica e rendendo noti i volti di alcuni potenziali candidati al consiglio comunale (nella foto in evidenza, a destra).

Nell’auditorium del palazzo civico se ne sono avvicendati poco meno di una decina, tra qualche vecchia conoscenza della politica, dall’ex consigliere comunale e provinciale Ciccio La Ferla all’ex assessore della giunta Carrubba, Giuseppe Cassisi, e qualcuno alla prima esperienza.

Quindi l’atteso intervento di Di Mare, con radiomicrofono e toni accesi, che ha arringato i presenti, dichiarandosi in “discontinuità netta” rispetto all’amministrazione 5 Stelle, definita “annebbiata nel suo agire quotidiano dalla presunzione e dall’incapacità“, sulla quale ha aggiunto che sono “saliti al governo alla città giocando sulle macerie e alla fine ne sono rimasti sepolti e hanno travolto tutti i cittadini: il cambiamento si è presto trasformato in tradimento del patto elettorale, che per noi è sacro“. Ma ha verosimilmente marcato le distanze anche dai partiti, quando ha detto che “oggi noi decidiamo di scattare senza indugi” con l’intento di creare un progetto “tutti insieme, senza appartenenze, senza simboli, senza colori, senza pretese, senza padrini, senza padroni, senza tavoli, senza cellulari, senza siracusani, senza palermitani“.

Il richiamo al “patto elettorale tradito” rievoca anche i botta e risposta pubblici successivi a quanto avvenuto a ridosso del ballottaggio del 2015, quando Di Mare rese pubblico l’appoggio elettorale alla candidata del M5s, Cettina Di Pietro, precisando qualche mese dopo in una nostra intervista che “quella personale posizione “ideologica”” favorevole, motivata dalla valutazione che “in quel momento, al di là di alcuni amici, non mi riconoscevo nella coalizione che poi ha perso“, era ormai “decaduta“. Di Mare fu l’unico consigliere eletto della coalizione di liste civiche (“CambiAugusta” e “Lista Stella”) a sostegno della seconda candidatura consecutiva di Marco Stella, giunto quarto tra i contendenti alla carica di primo cittadino. E, venerdì sera, Stella ha preferito rimanere in platea, lasciando tutta la scena al designato successore Di Mare, affiancato dai giovani di “Destinazione futuro“. L’attuale presidente del movimento politico-culturale “CambiAugusta“, che con questi giovani ha dato vita alla federazione “#perAugusta“, possibile altra lista civica nel 2020, dirà la sua, in separata sede, in una prossima conferenza stampa.


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