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Avviato al “Corbino” il progetto Alma per educare genitori e alunni alla diversità

AUGUSTA – Nel primo pomeriggio di ieri, lunedì 23 ottobre, si è tenuto nei locali del plesso “Morvillo” del 2° Istituto comprensivo “Orso Mario Corbino” di Augusta, il primo incontro tra gli esperti del progetto “Alma – Educare alle differenze” e, in questa occasione, i genitori degli alunni, finalizzato a sensibilizzare alle differenze di genere.

Ha aperto l’incontro la dirigente scolastica Maria Giovanna Sergi, ricordando che l’istituto accoglie per il quarto anno consecutivo il progetto. Dopo aver presentato gli esperti, rispettivamente appartenenti ai centri antiviolenza “Nesea” di Augusta e “I colori di Aretusa” di Siracusa e all’associazione “Demetra”, ha sottolineato l’importanza per i giovani alunni di crescere in classe serenamente, in un ambiente privo di pregiudizi. La dirigente ha poi messo in luce la valenza di un’iniziativa che consentirebbe a genitori e figli di crescere “parallelamente”, poiché sono previsti quattro incontri con i ragazzi e, oltre a quello di ieri, altri tre incontri per i genitori.

Quindi ha preso la parola l’attore augustano Luigi Tabita, coordinatore del progetto “Alma”, operatore culturale reduce dalla direzione artistica dell’annuale festival netino sulla cultura omotransessuale ”Giacinto – Nature Lgbt”, il quale ha evidenziato come “Alma” si rivolga soprattutto ai giovani in fase adolescenziale, nella quale i principi, i valori e, in parte, la personalità dell’individuo sono ancora in via di formazione.

A detta di Tabita, si intende così evitare il sorgere di pregiudizi, favorendo, piuttosto, la nascita della “cultura della diversità“. Fin dal nome del progetto, che significa “anima”, l’obiettivo dichiarato è quello di destrutturare stereotipi sociali ed estetici che produrrebbero pregiudizi e violenza, per aiutare a conoscere gli altri sulla base delle loro idee, dei loro sentimenti e, appunto, della loro anima.

L’iniziativa nel percorso formativo della scuola, insomma, è dedicata alle differenze come risorsa e opportunità per tutti, alla prevenzione della violenza maschile contro le donne e dei bullismi, per diffondere una cultura dell’inclusione e dell’accoglienza.


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