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Castello Svevo: identità in rovina

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata”.

Recitavano così alcuni celebri versi di Giuseppe Ungaretti, in un momento di tregua della Grande Guerra, che aveva impressionato e rattristato il Poeta per la sua brutalità. Mettendo da parte per un momento l’aspetto umano, non senza il rispetto che ne conviene, ciò che a volte accade al patrimonio culturale non è meno grave della devastazione che segue una guerra.

In un precedente post di questo Blog, “Augusta: un patrimonio culturale da distruggere (il sogno) [1]“, avevo provato a delineare con l’immaginazione il periodo più florido del Castello Svevo di Augusta. In un altro, “Augusta: un patrimonio culturale da distruggere (la realtà) [2]“, si evidenziava invece la triste, contraddittoria e ironica definizione della realtà.

Le parole di Ungaretti sembrano essere recitate dal “povero” Castello Svevo che, stanco dell’incuria nei suoi confronti dovuta alla storia recente, preferisce esser “lasciato solo”. Ebbene, il Gigante federiciano è stato accontentato… abbandonato al suo destino e dimenticato da tutto e tutti, senza escludere alcun livello.

Nonostante i numerosi annunci, su restauri, valorizzazione e realizzazione di un museo, oggi il Castello Svevo è stato posto sotto sequestro dai Carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Siracusa, provvedimento reso necessario a causa di un’indagine che vede indagati dirigenti della Regione Sicilia per i reati di “omissione di atti di ufficio, danneggiamento al patrimonio archeologico storico e artistico nazionale e omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina”.

La cosa sconvolgente, surreale ed esasperante allo stesso tempo è data dal fatto che proprio oggi, nel medesimo giorno del sequestro del Castello Svevo, sono stati annunciati tagli per milioni di euro alle istituzioni culturali dalla Regione Sicilia e allo stesso tempo la nascita di una task force contro la distruzione dei patrimoni dell’umanità.

“Una Nazione è viva quando è viva la sua Cultura” recita lo slogan dei Caschi Blu della Cultura. Ma senza entrare in qualunquismi scevri, viene da chiedersi, aspramente, come puoi Tu, Italia, difendere i patrimoni più a rischio del pianeta, dimenticando i tuoi figli? Manifestare un attivismo da slogan, senza un’adeguata coscienza del mosaico che è il nostro patrimonio culturale?

Il caso del Castello Svevo di Augusta è esemplificativo… le Istituzioni finora hanno fallito… e purtroppo siamo tutti complici.

Il Blog su beni culturali e arte Il Corbaccio di Carlo Veca per La Gazzetta Augustana.it [3]