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	<title>Cultura &#8211; La Gazzetta Augustana</title>
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	<description>Notizie e ultim'ora su cronaca, politica, sport, eventi di Augusta</description>
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		<title>Amministrazione, Finanza e Controllo: specializzarsi fa davvero la differenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[PFE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 11:48:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazione finanza]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
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					<description><![CDATA[Il contesto economico in cui operano le aziende moderne diventa sempre più complesso, al punto che molti imprenditori devono rivedere i modelli di business, aggiornare il personale e integrare quelle competenze necessarie a prendere decisioni sempre più rapide e basate su dati verificabili. Alla luce di queste condizioni, le funzioni di Amministrazione, Finanza e Controllo [&#8230;]]]></description>
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<p>Il contesto economico in cui operano le aziende moderne diventa sempre più complesso, al punto che molti imprenditori devono rivedere i modelli di business, aggiornare il personale e integrare quelle competenze necessarie a prendere decisioni sempre più rapide e basate su dati verificabili.</p>



<p>Alla luce di queste condizioni, le funzioni di <strong>Amministrazione, Finanza e Controllo (AFC)</strong> hanno assunto un ruolo strategico.&nbsp;</p>



<p>Basta considerare, infatti, che il controllo di gestione orienta i piani industriali, la tesoreria dialoga con investitori e banche, e la pianificazione finanziaria contribuisce direttamente a definire la sostenibilità e la redditività di un’azienda.&nbsp;</p>



<p>I professionisti impiegati in questo comparto di attività aziendale, allora, non possono più restare confinati alla mera gestione di costi e adempimenti, ma devono affinare skill fondamentali ad apportare valore aggiunto all’impresa.</p>



<p>Per specializzarsi in questo settore, d&#8217;altra parte, bisogna acquisire la capacità di <strong>leggere il business dall’interno</strong>, comprenderne le leve economiche, valutare l’impatto delle scelte strategiche e contribuire alla definizione di scenari futuri.&nbsp;</p>



<p>L’AFC è diventata ormai una professionalità che unisce <strong>rigore analitico, visione d’insieme e capacità decisionale</strong>, e che, per questo, è sempre più richiesta, soprattutto in imprese che stanno affrontando trasformazioni organizzative, processi di digitalizzazione o piani di crescita.</p>



<p>Un aspetto che emerge chiaramente, e che spesso rappresenta la differenza sul mercato del lavoro, è <strong>la profondità della preparazione tecnica</strong>.&nbsp;</p>



<p>Norme contabili, bilanci, KPI, budget, forecast, sistemi ERP e strumenti di analisi economico-finanziaria richiedono metodo, precisione ed esperienza applicativa e non sempre c’è il tempo di apprenderle sul campo in modo efficace e proattivo.Di qui la crescente importanza di <strong>percorsi formativi che combinino teoria, casi reali e strumenti operativi</strong>, pensati per costruire competenze realmente spendibili.</p>



<p>Dal lato dei professionisti, questa dinamicità di mercato apre sbocchi lavorativi plurimi, non limitati più solo alle grandi aziende, alla consulenza, agli studi professionali. Anche startup innovative, organismi finanziari e PMI avvertono oggi un forte bisogno di figure capaci di <strong>interpretare i numeri e trasformarli in scelte consapevoli</strong>. Una domanda che rimane solida, trasversale ai settori e caratterizzata da opportunità di crescita a lungo termine.</p>



<p>Come si arriva, però, a diventare competitivi in questo settore altamente complesso?</p>



<p>La <strong>formazione</strong> resta la chiave di volta più affidabile per costruirsi un futuro professionale solido e apportare valore all’impresa, specie se alimentata da scuole di alta formazione professionale ben collaudate e di un certo prestigio.</p>



<p>I <a href="https://www.24orebs.com/amministrazione-finanza-e-controllo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Master in finance</a> di <strong>24ORE Business School</strong> sono solo un esempio dell’ampia e articolata offerta formativa della scuola, pensata per rispondere a differenti livelli di esperienza</p>



<p>SI può optare, tra le diverse proposte, per il<strong> Master Full Time in Amministrazione, Finanza e Controllo</strong>, adatto ai giovani laureati che puntano a inserirsi nelle funzioni finance con una preparazione tecnica completa e uno stage garantito come passaggio di ingresso nel mondo del lavoro.L’<strong>Executive Master in CFO: Direzione Amministrazione, Finanza e Controllo, invece, si rivolge</strong> a chi già opera nel settore e desidera evolvere verso ruoli di responsabilità, con un focus su strategie finanziarie, governance e gestione dello sviluppo aziendale.Il <strong>Master in Controllo di Gestione e Pianificazione </strong>è specifico, invece, per rafforzare competenze su budgeting, reporting e performance management, mentre i p<strong>ercorsi verticali su temi tecnici, </strong>come bilancio consolidato, IFRS, tesoreria e corporate finance, sono progettati per aggiornare competenze già presenti in azienda.</p>



<p>L’aspetto che caratterizza in modo più significativo questi percorsi è la presenza di <strong>professionisti e manager in ruolo</strong>, come Chief Financial Officer, responsabili amministrativi, consulenti in corporate finance, controller di gruppi multinazionali.</p>



<p>Questo significa certamente che i casi studio <strong>non sono esempi scolastici</strong>, ma situazioni realmente affrontate nelle aziende, gli strumenti utilizzati in aula sono quelli effettivamente impiegati nei dipartimenti finance e i partecipanti possono confrontarsi con <strong>logiche decisionali, errori, variabili e soluzioni</strong> che si incontrano nella pratica quotidiana.</p>



<p>Il risultato è una formazione che non solo offre solide basi tecniche, ma <strong>allena a ragionare come un professionista del settore</strong>, diventando una leva concreta per fare la differenza in questo settore così promettente.</p>
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		<title>Augusta, &#8220;Dimmi cosa vuoi&#8221;, la strada per la felicità in un racconto di Marcella Di Grande</title>
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		<dc:creator><![CDATA[PFE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 09:37:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[coach neurolinguistico]]></category>
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		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; &#8220;La prima volta che ho infilato la testa nel mio mondo sommerso, nell’abisso che albergava in me, tutto era buio, con nebulose sparse e stelle e lamenti e sangue e pace. Ero immersa nel caos e nel disordine (…) ma ciò che vidi fu qualcosa che mi trasformò per sempre&#8220;. Questo l&#8217;incipit del [&#8230;]]]></description>
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<p>AUGUSTA &#8211; &#8220;<em>La prima volta che ho infilato la testa nel mio mondo sommerso, nell’abisso che albergava in me, tutto era buio, con nebulose sparse e stelle e lamenti e sangue e pace. Ero immersa nel caos e nel disordine</em> (…)<em> ma ciò che vidi fu qualcosa che mi trasformò per sempre</em>&#8220;. Questo l&#8217;incipit del racconto di <strong>Marcella Di Grande</strong>, coach neurolinguistica e novella scrittrice augustana. </p>



<p>Gli ultimi otto anni del suo lavoro di coaching, che consiste nel guidare l’altro fino alla realizzazione personale attraverso modelli soggettivi orientati alla soluzione, sono confluiti nella stesura del suo secondo libro, <em><strong>Dimmi cosa vuoi</strong></em>, un titolo che presuppone l’essenza della realizzazione: domande utili e funzionali e parole scelte con cura. </p>



<p><em>Dimmi cosa vuoi</em>, già <a href="https://amzn.eu/d/7wayOyj" target="_blank" rel="noreferrer noopener">acquistabile su Amazon in versione cartacea ed eBook</a>, racconta la storia di un cambiamento vero che parte dall’insoddisfazione per diventare poi esplorazione di sé, consapevolezza, scoperta, comprensione, perdono, amore, intuizione, capacità nuove e, infine, realizzazione. </p>



<p>In <em>Dimmi cosa vuoi</em> ogni cosa accade in un modo che la <strong>protagonista</strong> non avrebbe mai potuto immaginare e grazie a <strong>una donna</strong>, un’energia, una visione, della quale, solo alla fine, si scoprirà l’identità; quattro chiavi di diverso colore saranno un insolito accesso alla tanto temuta quanto desiderata <strong>trasformazione</strong>.</p>



<p>Il racconto di Marcella Di Grande intende rappresentare un valore aggiunto alla quotidianità, un libro che mostra la strada che si cerca da tempo, che assiste nelle decisioni e guarisce dalle ansie e dalle paure.</p>



<p>&#8220;<em>&#8220;Dimmi cosa vuoi&#8221; suggerisce che le cose possono davvero cambiare, non dobbiamo far altro che tirar fuori il tutto che sta dentro di noi per raggiungere il benessere </em>&#8211; afferma l&#8217;<strong>autrice</strong>, al lancio del suo libro nel più popolare store digitale &#8211;<em> Perché la felicità esiste, l’amore a prima vista esiste, così come esistono tanti modi di vedere la realtà e di agire senza rinunciare all’amore per noi stessi e alla nostra identità</em>&#8220;.</p>



<p class="has-small-font-size">ARTICOLO PUBBLIRED</p>
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		<title>Augusta, &#8220;Due storie un unico destino&#8221;, Carmelo Fazio al quarto racconto tra memorie familiari e storia collettiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2025 13:41:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[carmelo fazio]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Ha visto la luce nei giorni scorsi Due storie un unico destino (Monti edizioni, 2025), il nuovo libro dello scrittore Carmelo Fazio, augustano trapiantato da decenni a Milano, che aggiunge così alla sua produzione letteraria il quarto &#8216;capitolo&#8217; narrativo ispirato ad Augusta, sua città natale e luogo dell’anima. Dopo ’A Mazzucca. Storia d’amore [&#8230;]]]></description>
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<p>AUGUSTA &#8211; Ha visto la luce nei giorni scorsi <em><strong>Due storie un unico destino</strong></em> (Monti edizioni, 2025), il nuovo libro dello scrittore <strong>Carmelo Fazio</strong>, augustano trapiantato da decenni a Milano, che aggiunge così alla sua produzione letteraria il <strong>quarto</strong> &#8216;capitolo&#8217; narrativo<strong> ispirato ad Augusta</strong>, sua città natale e luogo dell’anima.</p>



<p>Dopo <em>’A Mazzucca. Storia d’amore e di attesa infinita</em> (<strong>2014</strong>), <em>Eroi. Monte Pasubio-Vallarsa, teatro della Grande Guerra. Augustani in trincea</em> (<strong>2024</strong>) e <em>Ustanisi. Fuori porta </em>(<strong>2024</strong>), tutti con la medesima casa editrice, questo quarto volume idealmente chiude un cerchio fatto di memorie, luoghi, tradizioni e persone che hanno segnato l’infanzia e l’adolescenza dell’autore.</p>



<p>I racconti di Fazio nascono da una matrice autentica: le<strong> narrazioni orali familiari</strong>, ascoltate nelle riunioni serali dopo cena, quando il passato si faceva voce viva e condivisa. In <em>Due storie un unico destino</em>, la memoria privata si intreccia con la <strong>storia nazionale</strong>, in particolare con quella dell’Italia durante le due guerre mondiali. Le vicende dei protagonisti, Alfio e Iana da un lato, Carmelo e Sara dall’altro, si muovono infatti all’interno di due micro-storie collocate nel più ampio contesto della macro-storia italiana, con un’attenzione particolare rivolta ad Augusta: da qui partirono quegli uomini, realmente esistiti, che il racconto ricorda con rispetto e riconoscenza.</p>



<p>Le due storie, seppur distinte, condividono un destino comune, tragico ma inevitabile, vissuto dai personaggi con una <strong>rassegnazione arcaica</strong>, quasi mitica, che richiama l’antico sentimento del Fato. Eppure, anche nel dolore, emerge la ricerca di un nuovo equilibrio, la capacità di reagire e di conservare la dignità.</p>



<p>Un elemento distintivo dell’opera è l’uso frequente della <strong>lingua siciliana</strong>, scelta stilistica che non solo restituisce autenticità alle vicende, ma colloca il lettore in un tempo e in un luogo precisi, ancora vivi nella memoria dell’autore, che non nasconde la nostalgia per quel mondo lontano, mai dimenticato. Attraverso la scrittura, Fazio trova un modo per far rivivere quel passato, dentro di sé e per la sua comunità, riaffermando il legame con le proprie radici e con le persone della sua città.</p>



<p>Ad arricchire ulteriormente il volume è la presenza di un <strong>apparato fotografico</strong>, che documenta personaggi ed eventi evocati nel testo. Le immagini, come le parole, contribuiscono a ricostruire un mondo perduto che costituisce, però, il fondamento esistenziale e narrativo dell’autore.</p>



<p>Ancora una volta, Augusta è protagonista, non solo come <strong>ambientazione</strong> bensì come <strong>contenuto vivo</strong>: con le sue tradizioni, le sue gioie e le sue ferite, sempre vere, sempre stampate nella memoria di chi scrive e di chi legge. Un libro che è insieme omaggio e testamento, rivolto sia a chi ha vissuto quei tempi, sia alle nuove generazioni, perché riconoscano nelle storie del passato il seme della propria identità.</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Salone del Libro di Torino, conosciamo tre titoli di autori augustani</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/salone-del-libro-di-torino-conosciamo-tre-titoli-di-autori-augustani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2025 09:20:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
		<category><![CDATA[autori]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[salone internazionale del libro di torino]]></category>
		<category><![CDATA[ultim'ora]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Al Salone internazionale del Libro di Torino, la più importante manifestazione italiana nel settore giunta alla sua trentasettesima edizione che si avvia oggi alla conclusione, presenti almeno tre autori augustani di cui abbiamo ricevuto notizia. Si chiamano Angela Calì, Fabio Carta e Angela Scatà, e hanno portato le rispettive opere tra gli stand [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>AUGUSTA &#8211; Al <strong>Salone internazionale del Libro</strong> di <strong>Torino</strong>, la più importante manifestazione italiana nel settore giunta alla sua trentasettesima edizione che si avvia oggi alla conclusione, presenti <strong>almeno tre autori augustani</strong> di cui abbiamo ricevuto notizia.</p>



<p>Si chiamano Angela Calì, Fabio Carta e Angela Scatà, e hanno portato le rispettive opere tra gli stand al Lingotto Fiere, nell&#8217;anno del tema “Le parole tra noi leggere”. Ognuno, con i propri peculiari linguaggio e stile, ha inteso comunicare un messaggio di apertura, autenticità, trasformazione, oltre a farsi testimone della vitalità letteraria della propria città.</p>



<p><strong>Angela Calì</strong> è l’autrice di <em><strong>Sorpresa. Ciò che non sembra possibile, a volte… lo è</strong></em>, pubblicato da Albatros, al padiglione 2 stand L150 M 149. Un titolo che rappresenta, per sé, una filosofia di vita. Il libro infatti tratta di un’esperienza vissuta, esempio di impegno sociale e partecipazione attiva nella società, la storia del gruppo &#8220;Donne&amp;Mamme&#8221;, che riesce in un’azione che sembrava impossibile: scongiurare la costruzione di ulteriori impianti inquinanti. Oltre alla tutela di salute pubblica e ambiente, nell’opera si ritagliano uno spazio anche amore, amicizia, uguaglianza, giustizia sociale, rispetto per la vita.</p>



<p><strong>Fabio Carta</strong>, istruttore cinofilo e mental coach, è presente al Salone per il secondo anno con il libro <em><strong>Pensa con la coda</strong></em>, un titolo che incuriosisce e invita alla riflessione. L&#8217;opera, autopubblicata tramite un noto servizio online di self-publishing, è presente al padiglione 2 stand G118/H117 area Autore self, offre ai lettori spunti originali nel mondo del più comune animale da affezione. È infatti un percorso che comincia dalla comprensione del punto di vista del cane e poi verte sulla &#8216;revisione&#8217; dei comportamenti umani. Ogni capitolo raggruppa dei racconti brevi di fatti realmente accaduti, con l’aggiunta di intermezzi narrativi.</p>



<p><strong>Angela Scatà </strong>ha portato al Salone del Libro, padiglione 2 stand H09, l&#8217;opera <em><strong>La danza dei fenicotteri</strong></em>, pubblicata da Ctl Editore Livorno. Un titolo evocativo per un romanzo di formazione delicato e suggestivo. Marco è un adolescente fragile che desidera andare alla ricerca delle sue origini per riscoprire sé stesso e capire cosa fare della propria vita. Nel percorso di ricerca delle proprie radici, Marco è accompagnato in Romania dai genitori adottivi, in un viaggio fra luoghi meravigliosi che diventa occasione per vedere il mondo con occhi diversi e che offrirà a Marco gli strumenti per il passaggio dall’adolescenza all’età adulta.</p>



<p>(<em>Nella foto di copertina, da sinistra: Scatà, Carta, Calì</em>)</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Augusta, perché San Domenico è festeggiato il 24 maggio anziché l&#8217;8 agosto</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-perche-san-domenico-e-festeggiato-il-24-maggio-anziche-l8-agosto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Aug 2024 07:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[24 maggio]]></category>
		<category><![CDATA[8 agosto]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa di san domenico]]></category>
		<category><![CDATA[festa del patrocinio]]></category>
		<category><![CDATA[festa di san domenico]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio casole]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[turchi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Giorgio Càsole AUGUSTA &#8211; La chiesa di San Domenico, patrono della città federiciana, è strettamente legata al convento dei padri domenicani, di cui la chiesa era una pertinenza. Secondo un’antica tradizione, il fondatore dell’ordine dei frati predicatori, lo spagnolo Domenico di Guzmán, avrebbe affidato al confratello Reginaldo d’Orléans il compito di fondare un convento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di <strong>Giorgio Càsole</strong></p>



<p>AUGUSTA &#8211; La <strong>chiesa di San Domenico</strong>, patrono della città federiciana, è strettamente legata al convento dei padri domenicani, di cui la chiesa era una pertinenza. Secondo un’<strong>antica tradizione</strong>, il fondatore dell’ordine dei frati predicatori, lo spagnolo <strong>Domenico di Guzmán</strong>, avrebbe affidato al confratello <strong>Reginaldo d’Orléans</strong> il compito di fondare un <strong>convento</strong> in Sicilia, laddove fosse fiorito, il mattino successivo alla messa a dimora, un <strong>bastone</strong>, donatogli dallo stesso Domenico. </p>



<p>La leggenda riferisce che, in sèguito a un terribile fortunale, padre Reginaldo fu costretto a sbarcare sulla costa, che oggi è chiamata <strong>Terravecchia</strong>, e, resosi conto della bellezza dell’isola, caratterizzata dalla lussureggiante presenza di palme, decise di fondare il <strong>primo convento domenicano</strong> della <strong>Sicilia</strong>. Non abbiamo documentazione riguardo alla fondazione del convento, che dovrebbe essere <strong>coeva alla fondazione</strong> di Augusta, quell’isola delle palme che fu così denominata in onore del fondatore, <strong>Federico II di Svevia</strong>, appellato Augustus, come i Cesari dell’antica Roma, perché imperatore del Sacro Romano Impero. </p>



<p>I primi a popolare l’isola furono gli abitanti di due Comuni che si erano opposti a Federico II: erano i riottosi cittadini di <strong>Centuripe</strong> (oggi in provincia di Enna) e di <strong>Montalbano Elicona</strong> (oggi facente capo alla città metropolitana di Messina). Costoro furono deportati, nel <strong>1232</strong>, dopo l’espugnazione delle loro roccaforti da parte dello Svevo, che già, lui vivo, fu chiamato, fra l’altro, Stupor mundi. </p>



<p>Convento e chiesa hanno subìto <strong>notevoli danni</strong>, nel corso dei secoli, per varie ragioni: l’invasione dei Turchi nel <strong>1551</strong> ne provocò la quasi completa distruzione, i terremoti del <strong>1693</strong> e del <strong>1848</strong> hanno causato danni suscettibili di modifiche, a volte profonde, come quella dopo il terremoto del 1848, attestata da un prospetto della chiesa in stile neoclassico. </p>



<p>Secondo la <strong>tradizione popolare</strong>, gli augustani, nel maggio del <strong>1594</strong>, per sfuggire a un’altra terribile <strong>invasione ottomana</strong>, invocarono la protezione di San Domenico, che il <strong>24 maggio</strong> di quell’anno sarebbe <strong>apparso</strong> nel cielo di Augusta su un <strong>cavallo bianco</strong>, con la <strong>spada</strong> sguainata per mettere in fuga gli assalitori della cittadina a lui dedicata. Un’immagine quanto mai lontana dalla realtà, giacché il frate spagnolo, fondatore dell’ordine dei predicatori, che da lui prendono il nome, divenne popolare perché convertiva con il rosario, non certo incutendo timore con la spada. Per la <strong>fuga dei turchi</strong>, attribuita alla tremenda apparizione di San Domenico, in Augusta il Santo patrono è festeggiato solennemente il 24 maggio, anziché l’<strong>8 agosto</strong>, secondo il <strong>calendario liturgico</strong>. </p>



<p>Il <strong>24 maggio </strong>il <strong>simulacro del santo</strong> è portato in <strong>processione</strong> per le vie maggiori del centro storico, seguito dalla banda cittadina e da un discreto numero di fedeli. Al termine della processione, chiude i festeggiamenti un <strong>concerto</strong> di musica leggera in <strong>piazza Castello</strong>, così chiamata perché alla spalle di essa sorge l’antico maniero federiciano, simbolo di Augusta quale sede di piazzaforte militare, oggi comunemente denominato Castello svevo, coevo degli svevi Castel Maniace a Siracusa e Castello Ursino a Catania. </p>



<p>Maggiore solennità è riservata il <strong>23 maggio</strong>, vigilia della gran festa patronale, alla processione di una reliquia del santo, il cosiddetto <strong>braccio di San Domenico</strong>. La <strong>solennità</strong> maggiore scaturisce dal fatto che “il braccio” è preceduto processionalmente da tutti i sacerdoti e dalle varie confraternite e associazioni religiose ed è seguito dal sindaco, con la fascia a tracolla e dai rappresentanti istituzionali del Comune e delle forze armate presenti in città, mentre due carabinieri in alta uniforme fanno ala al “braccio”. Il 23 e il 24 maggio <strong>bancarelle</strong> di ogni tipo occupano <em>ad abundantiam</em> i viali della <strong>villa comunale</strong>, intitolata a una gloria cittadina, a quell’Orso Mario Corbino, che fu fisico di pregio, direttore della famosa scuola in via Panisperna a Roma, frequentata in primis da Enrico Fermi, premio Nobel per la Fisica nel 1938, da Edoardo Amaldi, Franco Rasetti, Emilio Segrè e anche da Ettore Majorana, quell’Ettore Majorana, scomparso misteriosamente il 27 marzo del 1938, tanto misteriosamente che ne è scaturito il “caso Majorana”, di grande interesse anche oggi. </p>



<p>La festa patronale, come accade anche in altre località, richiama frotte di cittadini provenienti dai comuni viciniori. In passato, fino a una quarantina d’anni fa, la maggiore occasione di richiamo era suscitata dalla &#8220;<strong>cursa de’ cavaddi</strong>&#8220;, che si svolgeva il 23 e il 24 maggio per rievocare la leggenda del santo a cavallo che mette in fuga i turchi. Sul limitare di piazza Risorgimento, da quella che un tempo era la porta di Terravecchia, due cavalli, spronati dai loro fantini, partivano, per correre fino alla villa comunale, sulla lunga “strata mastra”, pavimentata a basolato lavico, intitolata a quel principe Umberto di Savoia, che, divenuto re, fu ucciso da Gaetano Bresci, il 29 luglio 1900 a Monza. La strata mastra era transennata e una gran folla si assiepava al di là delle transenne, facendo il tifo per l’uno o l’altro dei concorrenti, quasi alla stregua del tifo che elettrizza i senesi ogni anno, in occasione del celebre palio di Siena, ove corrono più cavalli, in rappresentanza dei rioni della città toscana. </p>



<p>Tradizionalmente, la festa patronale si è svolta nei due citati giorni del 23 e 24 maggio, con un’<strong>appendice marginale</strong> l’<strong>8 agosto</strong>, giorno in cui la Chiesa cattolica celebra liturgicamente il santo di Guzman. Nel maggio 2024 i festeggiamenti in onore di san Domenico sono stati dilatati fino al punto da occupare un’intera settimana.</p>
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		<title>Augusta, presentato il giallo &#8220;Il senso dell&#8217;ora felice&#8221; scritto insieme da padre e figlio</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-presentato-il-giallo-il-senso-dellora-felice-scritto-insieme-da-padre-e-figlio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jun 2024 17:17:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Il 29 maggio è stato presentato ad Augusta, al palazzo di città, il romanzo giallo &#8220;Il senso dell&#8217;ora felice&#8221; scritto a quattro mani dalla coppia padre-figlio Raimondo e Luca Raimondi ed edito nella collana &#8220;Le dalie nere&#8221; dell&#8217;editore Ianieri, diretta da Raffaella Catalano e Giacomo Cacciatore. L&#8217;evento è stato ospitato nell&#8217;ambito della manifestazione [&#8230;]]]></description>
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<p>AUGUSTA &#8211; Il 29 maggio è stato presentato ad Augusta, al palazzo di città, il romanzo giallo &#8220;<strong>Il senso dell&#8217;ora felice</strong>&#8221; scritto a quattro mani dalla coppia padre-figlio Raimondo e Luca Raimondi ed edito nella collana &#8220;Le dalie nere&#8221; dell&#8217;editore Ianieri, diretta da Raffaella Catalano e Giacomo Cacciatore. </p>



<p>L&#8217;evento è stato ospitato nell&#8217;ambito della manifestazione &#8220;<strong>Il maggio dei libri</strong>&#8220;, campagna nazionale che porta i libri anche in contesti diversi da quelli tradizionali per intercettare coloro che di solito non leggono ma che possono essere così stimolati alla lettura. Tanti comuni sul territorio nazionale hanno aderito con iniziative che devono necessariamente svolgersi tra il 23 aprile e il 31 maggio. Anche Augusta, per opera dell&#8217;assessorato alla Cultura, Tradizioni e Promozione del territorio retto da Pino Carrabino, sono state coinvolte scuole, librerie, editori, associazioni e vari soggetti pubblici e privati, con un nutrito cartellone di eventi culturali.</p>



<p>Il romanzo dei due Raimondi, siracusani, di cui Raimondo è noto scrittore, giornalista pubblicista e critico d&#8217;arte, è stato presentato dalla docente Cristina Gianino, presidente della <strong>Fidapa di Siracusa</strong>, che ha dialogato con gli autori entrando negli intrecci della storia raccontata.</p>



<p>Il protagonista è Jano Pandolfini, un pittore che, nell’isola di <strong>Ortigia</strong>, a Siracusa, si muove all’interno di una conventicola di appassionati d’arte, di imbrattatele, di mercanti e di ricettatori. In questo bizzarro contesto irrompe la notizia della <strong>morte misteriosa</strong> di Elio Van Voot, anche lui pittore, la cui violenta dipartita farà schizzare in alto le sue quotazioni. Un noir volutamente stralunato, che di fatto è quasi un pretesto per ritrarre l’<strong>ambiente pseudo artistico</strong> di una piccola comunità, tra invidie, frodi e antagonismi. In questo contesto agisce il commissario Saitta, indolente, distratto, demotivato: un uomo che, al contrario di ciò che gli imporrebbe il suo ruolo, temporeggia invece che indagare, tralascia piuttosto che seguire in concreto una pista per ottenere qualche risultato. E mentre avviene un delitto a <strong>Palermo</strong>, il vortice del traffico di dipinti si intensifica e lambisce i due fatti di sangue. </p>



<p>I due coautori hanno voluto addentrarsi nel variegato mondo che li circonda, nel quale esistono assassini e vittime designate e dove le cronache quotidiane offrono a piene mani spunti per storie misteriose o per intrecci polizieschi non sempre condotti a buon fine dagli inquirenti. &#8220;<em>Il male è presente nella società, oggi come sempre, per il bene spesso non siamo attrezzati</em>&#8220;, questo l&#8217;assunto degli autori che hanno spiegato anche come cerchino nelle loro storie di creare personaggi che possano rappresentare una varietà di sfumature psicologiche e comportamentali. Nella scelta delle vittime si cerca di creare personaggi che abbiano una connessione significativa con il protagonista o con altri personaggi chiave della storia, in modo che la loro morte possa avere un impatto profondo sulla trama e sui personaggi stessi. L&#8217;assassino rappresenta un simbolo del male o dell&#8217;oscurità, e attraverso di lui avviene l&#8217;esplorazione  della psicologia umana. L&#8217;obiettivo è quello di creare una storia coinvolgente, che offra una riflessione su tematiche universali e profonde: obiettivo principe della narrativa è coinvolgere il lettore e non farlo annoiare dopo le prime pagine, insomma deve arrivare alla fine assaporando il gusto del libro. Scrivere è un mestiere solitario, ma in questo caso la sinergia tra i due coautori ha prodotto un fecondo incontro tra generazioni accumunate, oltre che dal piacere di narrare, anche dalla volontà di comunicare una emozione ai lettori.</p>



<p>&#8220;<em>In un romanzo giallo è facile che l’attenzione sia focalizzata sui temi della giustizia o su problematiche quali il rapporto che tutti noi abbiamo con l’ignoto, con la paura, con la morte. L’obiettivo crediamo comunque sia più o meno uguale per tutti: creare un&#8217;esperienza di lettura coinvolgente e divertente, ma allo stesso tempo significativa e profonda</em>&#8220;. Questo il pensiero congiunto degli autori de &#8220;Il senso dell&#8217;ora felice&#8221; che, a giudicare dalle reazioni del pubblico presente nell&#8217;elegante salone di rappresentanza del Comune di Augusta, sono state recepite e condivise.</p>
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		<title>Augusta, la liceale Fabrizia Cipriani Gianino presenta il suo primo libro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jun 2024 12:06:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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		<category><![CDATA[autrice]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; &#8220;Galleria di uno spirito&#8221; è il primo racconto pubblicato di Fabrizia Cipriani Gianino, neo diciottenne augustana, maturanda del liceo classico &#8220;Megara&#8221;. Sarà presentato martedì 4 giugno alle ore 18,30 nella sede dell&#8217;associazione filantropica &#8220;Umberto I&#8221;, con il patrocinio dell&#8217;assessorato comunale alla cultura, tradizioni e promozione del territorio. La liceale, classe 2006, amante della [&#8230;]]]></description>
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<p>AUGUSTA &#8211; &#8220;<strong>Galleria di uno spirito</strong>&#8221; è il primo racconto pubblicato di <strong>Fabrizia Cipriani Gianino</strong>, neo diciottenne augustana, maturanda del liceo classico &#8220;Megara&#8221;. Sarà presentato <strong>martedì 4</strong> giugno alle ore 18,30 nella sede dell&#8217;associazione filantropica &#8220;Umberto I&#8221;, con il <strong>patrocinio</strong> dell&#8217;assessorato comunale alla cultura, tradizioni e promozione del territorio.</p>



<p>La liceale, classe 2006, amante della lettura e della scrittura fin dalla preadolescenza, debutterà con il suo primo libro, autopubblicato tramite una tipografia di Floridia, scelta scaturita solo a seguito di un incontro con il noto artista siracusano <strong>Aurelio Caliri</strong>.</p>



<p>Ad affiancarla nella presentazione sarà infatti il poliedrico artista nativo di Buscemi, musicista folk, disegnatore e scrittore, laureato in filosofia, che da fisarmonicista negli anni novanta prese parte ad alcune pellicole di Aurelio Grimaldi (regista in quegli anni candidato a un Leone d&#8217;oro a Venezia).</p>



<p>&#8220;<em>All&#8217;inizio scrivevo i miei flussi di coscienza, senza punteggiatura, perché dovevo capirli io e non scrivevo per farmi capire dagli altri. Racconti di fantasia, ma soprattutto riflessioni, teorie personali sul mondo </em>&#8211; ci riferisce Fabrizia Cipriani Gianino &#8211;<em> Pubblicare è sempre stato un sogno, concretizzato grazie ad Aurelio Caliri, conosciuto tramite contatti familiari. Quando gli ho consegnato una bozza di quest&#8217;ultimo racconto, mi ha subito persuaso di rifinirla per la pubblicazione</em>&#8220;.</p>



<p>In occasione della imminente presentazione di &#8220;Galleria di uno spirito&#8221;, oltre a Caliri, interverrà la docente del Liceo &#8220;Megara&#8221;, <strong>Alessandra Traversa</strong>. In apertura sono previsti i saluti del sindaco <strong>Giuseppe Di Mare </strong>e dell&#8217;assessore alla cultura <strong>Pino Carrabino</strong>.</p>



<p>Del racconto inedito, la giovane autrice ci fornisce un&#8217;<strong>anticipazione</strong>: &#8220;<em>È un insieme di racconti, di idee, racchiusi da una cornice unica, che è quella della conversazione tra due figure. Si intitola &#8220;Galleria di uno spirito&#8221; perché è come se si scavasse una galleria nella psiche del protagonista, rispetto alla quale il lettore è un visitatore</em>&#8220;.</p>
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		<title>Augusta, &#8220;Le parole devono vivere&#8221; è la nuova opera letteraria del finanziere scrittore Seguenzia</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-le-parole-devono-vivere-e-la-nuova-opera-letteraria-del-finanziere-scrittore-seguenzia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Feb 2024 15:07:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[aletti editore]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
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		<category><![CDATA[salvatore seguenzia]]></category>
		<category><![CDATA[shoah]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Nuova opera letteraria del finanziere scrittore augustano Salvatore Seguenzia, da oltre trent’anni ispettore della Guardia di finanza. Da un paio d’anni la sua terra natia, posta al centro del Mediterraneo e vicina all’Etna, è diventata fonte ispiratrice della sua lirica nonché della sua narrativa. Un&#8217;ispirazione apprezzata dalla casa editrice &#8220;Aletti editore&#8221;, la quale [&#8230;]]]></description>
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<p>AUGUSTA &#8211; Nuova opera letteraria del finanziere scrittore augustano <strong>Salvatore Seguenzia</strong>, da oltre trent’anni ispettore della Guardia di finanza. Da un paio d’anni la sua terra natia, posta al centro del Mediterraneo e vicina all’Etna, è diventata fonte ispiratrice della sua lirica nonché della sua narrativa.</p>



<p>Un&#8217;ispirazione apprezzata dalla casa editrice &#8220;Aletti editore&#8221;, la quale gli ha permesso di pubblicare la <strong>terza opera</strong> letteraria. Seguenzia da quasi dieci anni ha sposato la poesia e la scrittura. Come affermato nelle occasioni pubbliche, per lui le fondamenta del narrare coincidono con la custodia delle radici, il senso di appartenenza a un territorio, la memoria storica dialettale. Ogni mattina prima di recarsi al lavoro nell&#8217;isola di Augusta, fa un tragitto che lo porta a contatto con l&#8217;amato mare e, come si conviene con un amico, gli dedica un “buongiorno”.</p>



<p>La nuova opera letteraria, dal titolo <strong><em>Le parole devono vivere</em></strong>, altro non è che &#8220;<em>una “fantasia nella fantasia” dove l’attenzione è rivolta nel ricordare tutti coloro che, in quel frangente della loro vita, il ricordo rimarrà indelebile, purtroppo, nei loro cuori: la <strong>Shoah</strong></em>&#8220;, si legge nel comunicato di lancio della casa editrice.</p>



<p>Il fulcro di questa “fantasia” narrativa è un <strong>diario ritrovato</strong>, appartenente a un eroe. Leggendolo, lo scrittore cerca di interpretare, quindi di far “vivere” in modo diretto e soggettivo, le “parole” di tutti i personaggi di quel diario, testimoni di una delle più tragiche pagine della storia dell&#8217;uomo, in cui si arrivò a negare il diritto alla vita.</p>



<p>&#8220;<em>Ancora, dopo tanti anni, si sente origliare… perché? </em>&#8211; prosegue il comunicato &#8211;<em> Con questa “fantasia” lo scrittore Seguenzia ha cercato di provare ad immaginare che, in quel periodo tragicamente storico, anche chi faceva parte di quelle squadre della morte, all’interno di quelle aree maledette, aveva un’anima nonché una coscienza e che il suo compito, purtroppo, era solo quello di eseguire gli ordini. Ha provato ad immaginare, infatti, che taluni di essi riuscivano a capire il significato dei termini vita, amore, uguaglianza, aiuto e sacrificio tanto da servire, chi sovraordinava i loro compiti, con una doppia personalità ossia da un lato soldato e dall’altro essere umano</em>&#8220;.</p>



<p>&#8220;<em>Non si permette di condannare </em>&#8211; si legge ancora nella nota della casa editrice &#8211;<em> ma, alla stregua, neanche vuole riconoscere il comportamento di quei soldati posti alle dipendenze perché ha pensato che loro erano obbligati a rispettare i cosiddetti ordini militari e, quindi, non avevano altra scelta se non obbedire: il giudizio del loro comportamento non spetta a noi ma è spettato e continuerà a spettare a Dio</em>&#8220;.</p>



<p>È lo stesso Seguenzia ad affermare che &#8220;<em>il 27 gennaio </em>(Giorno della memoria della Shoah, ndr)<em>, il 10 febbraio </em>(Giorno del ricordo delle foibe e degli esuli, ndr)<em> e il 24 marzo </em>(Giornata dei missionari martiri, ndr)<em> non devono essere ricordati, da tutti, come la commemorazione del Giorno della Memoria o del Ricordo, ma ogni giorno dell’anno deve avere come riferimento quelle date, affinché ogni momento della vita sia il punto di partenza con cui ognuno di noi ha la forza di reagire e porre in essere comportamenti ed azioni tali da sconfiggere queste supreme menti, per dimostrare che l’essere umano è unico e, nella sua unicità, deve apprezzare e godere del fatto che l’esistere è un dato di fatto, mentre il vivere è un dato di diritto se non un’arte</em>&#8220;.</p>



<p>Nella produzione letteraria di Salvatore Seguenzia, si ricordano in particolare la pubblicazione d’esordio <em><strong>Mègar… imando Hyblaea</strong></em> (2020),&nbsp;raccolta poetica&nbsp;e omaggio all’antica colonia greca situata nei pressi d’Augusta, Megara Hyblaea appunto, e&nbsp;il racconto&nbsp;<strong><em>Io rivivo dal buio</em></strong> (2021), ambientato in un fantomatico paesino nella Sicilia degli anni ’50. Entrambe le opere sono state presentate in rispettivi eventi a palazzo di città.</p>
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		<title>Augusta, Bollettino Società di storia patria al 10° numero, ecco i contenuti</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-bollettino-societa-di-storia-patria-al-10-numero-ecco-i-contenuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 19:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bollettino della società augustana di storia patria]]></category>
		<category><![CDATA[salvatore romano]]></category>
		<category><![CDATA[ultim'ora]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; È stato dato alle stampe, in questi giorni, il decimo numero del Bollettino della Società augustana di storia patria, che quindi a breve sarà presentato pubblicamente e distribuito ai soci del sodalizio culturale. Dodici i contributi accolti nel nuovo numero, di cui due postumi. Ecco, qui di seguito, i titoli e gli autori [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>AUGUSTA &#8211; È stato dato alle stampe, in questi giorni, il <strong>decimo</strong> numero del <strong>Bollettino</strong> della <strong>Società augustana di storia patria</strong>, che quindi a breve sarà presentato pubblicamente e distribuito ai soci del sodalizio culturale.</p>



<p>Dodici i <strong>contributi</strong> accolti nel nuovo numero, di cui due postumi. Ecco, qui di seguito, i <strong>titoli</strong> e gli <strong>autori</strong> in ordine di pubblicazione.</p>



<p>“<em>Storia locale. Lo stato della ricerca e le potenziali prospettive imposte dal futuro</em><strong>”</strong>, a cura del dott. <strong>Giuseppe Cacciaguerra</strong>, archeologo e membro dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale &#8211; Cnr di Catania.</p>



<p>“<em>Contrasti e liti tra i Castellani di Brucoli, i Baroni della Gisira e l’Università di Augusta</em>”, articolo postumo scritto nel 2012 dal compianto preside emerito prof. <strong>Giovanni Satta</strong> (1932-2012).</p>



<p>“<em>Una passeggiata per l’Agorà a Megara Hyblaea sulle tracce di Epicarmo</em>”,<em> </em>scritto dalla prof. <strong>Alessandra Teresa Traversa</strong>.</p>



<p>“<em>L’Idroscalo di Augusta da aeroscalo a patrimonio comune</em>” dell&#8217;avv. <strong>Raffaele Migneco Omodei</strong>, socio della Società augustana di storia patria.</p>



<p>“<em>Le Suore di Sant’Anna in Augusta</em>”, articolo postumo scritto nel 2005 dall’avv. <strong>Elio Salerno</strong> (1923-2018), indimenticato fondatore e presidente della “Commissione comunale di Augusta per il piano di studi di storia patria, istituzioni e ricerche”.</p>



<p>“<em>Augusta durante l’occupazione angloamericana</em>”, scritto dalla prof. <strong>Giuseppina Romeo Spina</strong>.</p>



<p>“<em>Spigolature per la storia della Associazione Filantropica Liberale Umberto I fondata ad Augusta nel 1881</em>”, scritto da <strong>Salvatore Romano</strong>, presidente della Società augustana di storia patria.</p>



<p>“<em>Notazioni sul Giurista Simone Cuccia (Augusta 1841- Palermo 1894)</em>”,<strong> </strong>scritto dal prof. avv. <strong>Gabriele Massimiliano Ragusa</strong>, vicepresidente della Società augustana di storia patria.</p>



<p>“<em>Il Palazzo delle Poste di Augusta di Francesco Fichera</em>”, a cura dell’arch. <strong>Eleonora Di Mauro</strong>, dottore di ricerca in Disegno e Rappresentazione.</p>



<p>“<em>Dal 1861 al 1953 per Augusta 11 presenti in Parlamento non tutti nati qui e qualcuno non fu mai visto</em>”,<em> </em>scritto dal dott. <strong>Salvatore Ricciardini</strong>.</p>



<p>“<em>L’annullo delle Poste Italiane storicizzato per il 340° anniversario del culto della Madonna Addolorata ad Augusta. 7 aprile 2023</em>”, a cura della dott.ssa <strong>Carmela Mendola</strong>, segretaria della Società augustana di storia patria.</p>



<p>Il numero si chiude con il ritorno de &#8220;<em>La bacheca fotografica del Maestro <strong>Giuseppe Bottino</strong></em>&#8220;<em>,</em> con il servizio fotografico realizzato il 26 ottobre 1961 in occasione della cerimonia religiosa in suffragio dei Caduti della Seconda guerra mondiale sepolti nel Cimitero del Comune di Augusta e le cui reliquie mortali, riesumate e ricomposte in piccole urne di zinco, furono trasferite nel Cimitero militare di Catania.</p>



<p>&#8220;<em>La pubblicazione del numero 10 </em>&#8211; annuncia il presidente del sodalizio, <strong>Salvatore Romano</strong> &#8211;<em> sarà anche l’occasione per il rinnovo delle adesioni da parte dei soci sostenitori, dei soci benemeriti e di quanti vorranno iscriversi alla nostra associazione culturale oramai proiettata nel suo sesto anno di operosa e fattiva attività</em>&#8220;.</p>
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		<title>Festa dei morti ad Augusta, tradizioni e curiosità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Nov 2023 02:14:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[2 novembre]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Nel giorno della Commemorazione dei defunti, 2 novembre, proponiamo ai nostri lettori la riscoperta delle tradizioni locali con il paragrafo dedicato nella Breve storia di Augusta, a cura di Salvo Lentini, pubblicata negli anni scorsi su queste pagine. Ad Augusta, come in tantissime altre città della Sicilia, più che dalla vecchia Befana, i&#160;regali più attesi [&#8230;]]]></description>
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<p>AUGUSTA &#8211; <em>Nel giorno della <strong>Commemorazione dei defunti</strong>, 2 novembre, proponiamo ai nostri lettori la riscoperta delle tradizioni locali con il paragrafo dedicato nella <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.lagazzettaaugustana.it/tag/breve-storia-di-augusta/" target="_blank"><strong>Breve storia di Augusta</strong></a>, a cura di Salvo Lentini, pubblicata negli anni scorsi su queste pagine.</em></p>



<p>Ad Augusta, come in tantissime altre città della Sicilia, più che dalla vecchia Befana, i&nbsp;<strong>regali più attesi dell’anno</strong>&nbsp;erano quelli fatti dai morti; un’usanza che, fino a poco tempo addietro, era di certo superiore persino a quella di trovare il classico regalo sotto l’albero di Natale.</p>



<p>Secondo un’antichissima tradizione, nella notte che precede il 2 del mese di Novembre, giorno della Commemorazione dei Defunti, i morti portavano dei regali ai bambini delle proprie famiglie, ricevendone in cambio un perpetuo ricordo. Le richieste dei regali fatte ai “<strong>murticeddi</strong>” avvenivano con una letterina, in maniera simile di come avviene con Babbo Natale. Una lunga notte trascorsa quasi insonne per tutti i bambini, perché non riuscivano a prendere sonno per l’ansiosa attesa dell’arrivo di questi regali, desiderati da un intero anno.</p>



<p>Rimanere svegli durante quella notte per i bambini comportava anche dei rischi, perché i morti non gradivano di essere visti e si rischiava persino che non lasciassero nessun regalo; quindi i bambini, accuratamente avvertiti dagli interessati genitori, cercavano a tutti i costi di tenere gli occhi ben chiusi, per non rischiare di rimanere senza alcun regalo. Ma, come spesso succedeva in questi casi, c’erano quei bambini, magari più grandini, più curiosi ed anche meno creduloni degli altri, che facevano finta di dormire e ‘sbirciavano’ di nascosto, intravedendo delle sagome entrare in camera e posare dei regali, riconoscendo al buio i propri genitori, salutati soltanto poco prima per andare a letto!</p>



<p>Il regalo ricevuto dai bambini “u jornu de morti”, ogni anno quasi sempre uguale, era quello maggiormente gradito e magari più atteso del regalo di compleanno; perché questo era un regalo da far vedere agli altri bambini, per poterli confrontare e stabilire, instaurando una sorta di sfida, a chi di loro i ‘morti’ avevano portato quello più bello. Difatti, già dalle prime ore di quel giorno, tutti i bambini si ritrovavano nelle strade, nelle piazze, nei vicoli o alla “Villa”, ognuno a mostrare e a giocare con il regalo che gli avevano “purtatu i morti”: in ogni angolo della città vi era un piacevole e movimentato ambiente generato dalla loro grande animosità.</p>



<p>Questa tradizione, tramandata e portata avanti principalmente per i bambini, spesso offriva ai più grandi l’opportunità per fare dei regali più impegnativi, come quello di scambiarsi gli <strong>anelli di fidanzamento</strong>, a conferma della loro volontà di unirsi in matrimonio.</p>



<p>(<em>Nella foto di copertina: ala est del cimitero comunale, ieri</em>)</p>
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