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Da Augusta ai luoghi delle foibe: viaggio nella memoria per gli studenti del “Ruiz”

AUGUSTA – Un viaggio tra storia e memoria, sui luoghi simbolo delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Nei giorni scorsi, trentuno studenti delle classi quinte dell’Istituto superiore “Gaetano Arangio Ruiz” di Augusta hanno partecipato al “Viaggio del Ricordo”, un percorso formativo reso possibile grazie a un bando del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

L’iniziativa per la scuola augustana è stata coordinata dalla docente Tania Rizzotti e ha visto la partecipazione delle colleghe Alessandra Aloisi e Stefania Anfuso, accompagnando gli studenti in un itinerario in quattro giorni che ha attraversato alcuni dei luoghi più significativi della frontiera orientale italiana nel Novecento.

Dopo una prima tappa a Mestre, al Museo del ’900, utile a fornire il contesto storico, il viaggio è entrato nel vivo a Basovizza, alle porte di Trieste. Qui gli studenti hanno visitato la foiba, dichiarata nel 1992 monumento nazionale, dove vennero gettati migliaia di italiani (in molti casi ancora vivi) durante le violenze perpetrate dall’esercito jugoslavo agli ordini del maresciallo Tito nel secondo dopoguerra. Un luogo di forte impatto emotivo, dove la memoria storica si intreccia con il dolore collettivo.

Particolarmente significativa anche la visita al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste, dove sono custodite le masserizie degli esuli istriani, fiumani e dalmati: oggetti quotidiani, mobili e ricordi che raccontano vite spezzate e l’abbandono forzato delle proprie terre. Un’esperienza che ha consentito agli studenti di toccare con mano le conseguenze umane dell’esodo.

Il percorso è proseguito a Gorizia e Nova Gorica (vedo foto di copertina), città simbolo della divisione tra Italia e Slovenia, e oltre confine, nel borgo di Piemonte d’Istria, oggi quasi disabitato, dove i ragazzi hanno potuto osservare direttamente i segni lasciati dall’abbandono delle comunità italiane.

Tra le tappe anche il Centro raccolta profughi di Padriciano, testimonianza delle difficoltà affrontate dagli esuli una volta giunti in Italia.

È stata più di una gita scolastica – ha commentato la docente Rizzotti – Ogni tappa ha offerto ai ragazzi l’occasione di confrontarsi con una memoria viva e concreta, che continua a interrogarci sul valore della libertà, dell’accoglienza e della dignità umana“.

Il viaggio dei maturandi del “Ruiz” si è concluso con un forte coinvolgimento emotivo e con la consapevolezza di aver trasformato una pagina complessa della storia italiana in un’esperienza diretta e formativa.


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