Politica

Decreto regionale di riparto, sfogo del sindaco Di Pietro: “Inascoltata da sindacati e personale precario”

AUGUSTA – In merito a certe perplessità esternate più recentemente sulle possibilità di mantenere per l’ultimo trimestre dell’anno gli 85 lavoratori precari in forza al Comune di Augusta con il monte ore invariato, e in particolare all’appello della Fp Cisl ad impugnare i decreti regionali di riparto, il sindaco Cettina Di Pietro dice la sua. Lo fa con un lungo e articolato comunicato, che pubblichiamo qui di seguito.

Fin dall’inizio di questo travagliato anno, a seguito  della legge finanziaria nazionale con la quale si statuiva la possibilità per i comuni in dissesto di prorogare il personale precario con oneri totalmente a carico della Regione, ho sostenuto che difficilmente la Regione avrebbe elargito l’intero contributo di circa 1.900.000 euro necessari per pagare tutto il personale precario con lo stesso monte ore del 2013. In questa mia affermazione, come una “Cassandra”, non sono stata ahimè ascoltata né dai sindacati né dal personale precario .

Nei successivi mesi, a causa della costante incertezza sulle somme che la regione avrebbe assegnato al nostro Comune per le proroghe del personale a tempo determinato, sono stata costretta, insieme alla giunta, a prendere gravose decisioni relative all’orario di lavoro che, prima di tutto, hanno toccato i lavoratori ed in generale la funzionalità dell’Ente.

Nel medesimo periodo, sono stata oggetto delle più feroci critiche da parte di chi “dichiarava che i soldi la Regione li avrebbe messi tutti” e che io mi stavo divertendo a “torturare i precari”, arrivando a garantire, durante una seduta consiliare, che Augusta avrebbe ricevuto anche un incremento del contributo per i comuni in dissesto che, dai 474 mila euro dell’anno 2015, sarebbe stato aumentato fino a “604 mila euro”!

Solo a circa tre mesi dalla fine dell’anno la Regione, con decreto del 6 settembre 2016, ci ha indicato con esattezza le somme che ha assegnato al comune di Augusta, ovvero 1.594.027 euro, cifra ben lontana dai quasi 2 milioni promessi da “qualcuno”, con un contributo per il dissesto di 514.224,78 euro, superiore a quello dell’anno precedente, ma di gran lunga inferiore a quello promesso sempre da “qualcuno” di 600 mila euro.

I lavoratori sono stati vessati non certo da me, ma dai ritardi e dalle  logiche della Regione che solo adesso ci pone un limite massimo di contribuzione per i lavoratori pari a 24 ore.

Troppo facile, per chi è perennemente in campagna elettorale, venire ad Augusta e “sparare numeri”, per poi nascondersi, quando questi “numeri non ci sono”, dietro false informazioni che non solo continuano a gettare fumo negli occhi dei lavoratori ma servono a screditare questa amministrazione, addossando responsabilità che non ha, senza neanche il pudore di mentire.

Lo stesso dicasi per alcune organizzazioni sindacali alle quali non sono bastati i chiarimenti in sede di procedura di raffreddamento in Prefettura ed al Consiglio comunale, poiché continuano a ripetere, come un mantra, che “il Comune può usare le somme residue dello scorso anno non spese”.

Adesso, oltre alle considerazioni logiche – ovvero “che motivo ha un comune, se ha soldi, di non metterli a disposizione, quantomeno per garantire la funzionalità dell’Ente?!”-  c’è un dato che è insuperabile, ovvero quello normativo della legge regionale n. 3 del 17 marzo 2016, che all’art. 27, comma 7 prescrive che: in sede di riparto del fondo per i comuni in dissesto, detti trasferimenti “sono decurtati delle somme trasferite nell’anno precedente che siano eventualmente risultate in misura superiore rispetto all’effettiva spesa sostenuta nel medesimo anno per il personale precario. La relativa quota risultante in misura superiore non deve, pertanto, essere restituita.

Il Comune ha speso le somme per l’anno 2015, ma anche qualora fosse rimasta una somma residua, la stessa non andava restituita ma sarebbe stata decurtata questo anno!

Allora, invito tutti gli interlocutori a maggior senso di responsabilità! Questi lavoratori hanno diritto a chiarezza e verità e non ad illusioni alimentate  solo per attaccare questa Amministrazione o peggio addossarle responsabilità che non ha.

Infine, per chiarezza, questa Amministrazione, per il tramite del competente I settore, chiederà l’assegnazione della somma residua di 96.564,89 euro, che potrebbe consentire, con 23 ore per tutti, di traguardare il 31 dicembre.

Infatti, nel citato decreto del 6 settembre 2016, la Regione ha indicato quale somma massima erogabile al Comune di Augusta quella di 1.690.592,41 euro, senza tuttavia, per carenza di risorse regionali, assegnarla per intero.

Questa Amministrazione avrebbe voluto effettuare diversa rimodulazione delle ore per la proroga a partire da ottobre; ciò, per consentire di arrivare alla fine dell’anno senza ulteriori riduzioni ma semmai aumenti di ore in caso di elargizione della somma residua.

Se detta somma non dovesse essere assegnata, infatti, saremo costretti ad una ennesima rivisitazione dell’orario al ribasso, con le devastanti conseguenze in termini di mancati servizi ai cittadini ed eccessivo depauperamento dello stipendio del personale precario.

Il mio invito è quello di rivedere questa posizione richiesta in modo compatto ed in ogni caso di cominciare a lavorare, nelle dovute sedi, a tutela dei lavoratori, per capire lo scenario che si profilerà a partire dal 2017“.


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