Politica

Designazione La Ferla nel comitato di gestione Adsp crea malumori nel Pd locale

AUGUSTA – Scoppia la polemica interna al Pd locale e non solo, dopo che ieri il parlamentare regionale di Alternativa popolare Vincenzo Vinciullo ha dato in pasto alla stampa e alla politica una rivelazione su ciò che si muove intorno allo “scippo” della sede dell’Autorità di sistema portuale, trasferita da Augusta a Catania per volontà dell’asse Pd Delrio-Crocetta-Bianco.

Con la designazione da parte del governatore Crocetta dell’augustano Gaetano La Ferla nel Comitato di gestione (in attesa della ratifica della commissione parlamentare Affari istituzionali), promotore della mozione Orlando alle recenti primarie del Pd, in linea con l’assessore regionale Bruno Marziano, emergerebbero quindi gli equilibrismi tra correnti del Partito democratico, dopo la nomina del presidente Andrea Annunziata, sponsorizzata invece dall’area renziana.

Interviene sulla designazione il consigliere comunale Alessandro Tripoli, iscritto al Pd, di area renziana: “Voglio esprimere il mio apprezzamento per la nomina, un segnale politico importante, del dott. Gaetano La Ferla nel Comitato di gestione dell’Autorità portuale. La sua nomina rappresenta infatti il giusto riconoscimento a un professionista competente, tra l’altro già presidente del movimento politico culturale “Augusta 2020”. Non mi sfugge il significato politico di questa nomina che, seppur premia Augusta e il Pd locale, rappresenta un segnale politico importante“.

Questa la premessa di una nota con la quale Tripoli evidenzia lo schema correntizio: “Il marito del vicepresidente del Pd provinciale, che è a sua volta presidente di una altro movimento di centrosinistra, è stato “premiato” per essersi fatto parte attiva del tesseramento per la corrente maggioritaria di Bruno Marziano, che, dal canto suo, non poteva che ringraziarlo con l’assegnazione di un incarico così importante“.

Nella conclusione il consigliere paventa lo “sgretolamento” del Pd locale: “Volevo far presente, a tutti i membri del Pd, che non esistono solo Marziano ed i suoi uomini e che tutti ci spendiamo per portare avanti un progetto che ritenevo fosse collettivo. A mio avviso, seminare il malcontento all’interno del Pd, con queste mosse, non fa altro che mettere a rischio quell’unità che io stesso, fino a qualche giorno fa, continuavo a osannare e auspicare, e che adesso inizio a vedere sempre più lontana. A che servono gli sforzi fatti e il tempo impiegato a portare consensi al Pd se poi è la maggioranza stessa a volerne lo sgretolamento? A questo punto, seguirò in prima linea ciò che accadrà per accertarmi che tutto quello in cui ho creduto fin ora e per il quale mi sono speso non debba essere vanificato“.


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