Elezioni Augusta, consiglio comunale senza opposizione: ecco i 24 eletti
AUGUSTA – Dopo la netta rielezione del sindaco Giuseppe Di Mare con l’84 per cento dei consensi, al primo turno, prende forma anche il nuovo Consiglio comunale che, salvo verifiche finali e proclamazione ufficiale dell’Ufficio centrale elettorale, si avvia a essere composto esclusivamente da esponenti della maggioranza vincente.
Un quadro politico senza precedenti recenti nella storia amministrativa cittadina, determinato dal mancato superamento della soglia di sbarramento del 5 per cento da parte di tutte le liste collegate ai candidati sindaco sconfitti Salvo Pancari (Pd, M5s e Avs) e Concetto Cacciaguerra (“Coraggio e libertà”).
L’effetto combinato del risultato per la carica di primo cittadino e dell’esito del voto di lista, oltre al mancato raggiungimento da parte degli sfidanti per la sindacatura della soglia del 20 per cento, consegna così alla coalizione di Giuseppe Di Mare 24 seggi su 24, azzerando la rappresentanza consiliare delle opposizioni.
Si tratta, naturalmente, di una ripartizione da considerarsi in attesa della proclamazione ufficiale degli eletti.
A risultare la lista più votata è quella del partito Grande Sicilia, sotto l’egida del leader provinciale Peppe Carta, deputato regionale nonché sindaco di Melilli, che raccoglie 3.514 voti di lista, pari al 18,46 per cento, conquistando sei seggi. Una lista che annovera il campione di preferenze Biagio Tribulato, vicesindaco e consigliere uscente, che fu già il più votato in città nella precedente tornata elettorale del 2020. Entrerebbero in Consiglio comunale: Biagio Tribulato (uscente) con 1.219 preferenze, Roberto Conti (uscente) con 387, Cosimo Cappiello con 366, Michela Italia con 353, Peppe Montalto (uscente) con 342, Manuel Mangano (uscente) con 264.
Seconda forza della coalizione la civica “Cinque + Cinque“, con 3.276 voti (17,20 per cento) e cinque seggi. Gli eletti sarebbero: Marco Stella (uscente) con 732 preferenze, Massimo Casertano con 562, Paolo Trigilio (uscente) con 555, Peppe Tedesco (uscente) con 546, Norma Valmarin con 388.
A seguire, si piazza la civica “Giuseppe Di Mare sindaco – Il cambiamento continua insieme” che ottiene 2.769 voti di lista, pari al 14,54 per cento, assicurandosi quattro seggi. In aula andrebbero: Margaret Amara (uscente) con 385 preferenze, Andrea Lombardo (uscente) con 369, Francesco Messina con 327, Angelo Pasqua con 310.
Quarta forza comunale la civica “I love Augusta” totalizza 1.988 voti (10,43 per cento) e conquista tre seggi: Tania Patania (assessore uscente) con 458 preferenze, Pino Carrabino (assessore uscente) con 336, Marco Meloni con 289.
L’unico partito nazionale a seggio, Forza Italia raccoglie 1.718 voti di lista (8,11 per cento) con due seggi: Corrado Amato (uscente) con 406 preferenze, Salvatore Daniele con 194.
La civica “Più Augusta” ottiene 1.543 voti (9,12 per cento) e due seggi: Andrea Campisi con 239 preferenze, Rosy Centamore con 217.
La civica “Augusta 2020“, con 1.140 voti (5,99 per cento), conquista un seggio: Marco Niciforo (uscente) con 561 preferenze.
Ultima lista a seggio “Insieme per Augusta“, insegna civica della Lega lanciata in provincia dall’ex deputato regionale Giovanni Cafeo, con 977 voti (5,13 per cento) supera di misura lo sbarramento e porta in aula un consigliere: Benedetta Salmeri con 334 preferenze.
Restano dunque escluse dalla futura composizione consiliare le liste a sostegno dei due candidati sindaco sconfitti, che non avrebbero raggiunto la soglia minima richiesta dalla normativa elettorale regionale.
Nella coalizione del candidato sindaco Pancari rimasto al 13,70 per cento con 2.718 voti, il Movimento 5 stelle si è fermato al 4,54 per cento con 867 voti di lista, il Partito democratico al 3,41 con 650 voti, Alleanza Verdi e Sinistra al 2,72 con 518 voti.
Infine la lista “Coraggio e libertà” a sostegno di Cacciaguerra, che con la candidatura a sindaco ha raccolto il 2,21 per cento dei consensi e cioè 438 voti, ha registrato lo 0,46 per cento pari a 87 voti di lista.
L’ufficialità definitiva del nuovo Consiglio comunale arriverà comunque soltanto con la proclamazione formale dell’Ufficio centrale elettorale.


















