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Il documentario “Veneranda Augusta” sul “triangolo della morte” al festival di Clermont-Ferrand

AUGUSTA – È stato presentato un documentario dal titolo Veneranda Augusta nei giorni scorsi al Mercato del corto che si svolge all’interno del prestigioso Festival internazionale del cortometraggio di Clermont-Ferrand, in Francia. L’opera è diretta dal regista messinese Francesco Cannavà, co-prodotta dalla 8 Road Film e da Recplay, e recentemente se n’è occupata anche la stampa nazionale.

Racconto la mia terra per far conoscere il genocidio che sta accadendo nel “Triangolo della morte” in Sicilia, ad Augusta-Priolo-Melilli“, ha annunciato tramite social network il giovane regista che, nel contesto dei ringraziamenti a professionisti e cittadini che lo hanno supportato, molti augustani, ha menzionato l’arciprete don Palmiro Prisutto e il giornalista Giuseppe Pipitone come coloro dai quali ha tratto ispirazione per la realizzazione del documentario.

Le riprese del documentario sono iniziate lo scorso 28 aprile in occasione del corteo organizzato da don Palmiro”, per commemorare i morti di tumore, ci ha riferito il regista. Ha poi aggiunto: “Siamo in Francia per presentare il documentario, al Mercato internazionale del cortometraggio di Clermont-Ferrand, con l’obiettivo di essere selezionati per partecipare ai festival più importanti del cinema, e poter così raccontare lo spirito, i sentimenti, il dramma di tutta la comunità augustana. Il passo successivo sarebbe proporre il documentario in tv per far conoscere ancora di più la problematica della città”.

cortometraggio-veneranda-augusta-francesco-cannava-2 [1]Molti augustani ricordano quella giornata del 28 aprile [2], una sequela memorabile di fazzoletti bianchi e gialli che simboleggiavano rispettivamente chi non ce l’ha fatta e chi invece si trova a lottare contro l’ “alieno”, come lo definì la compianta giornalista Oriana Fallaci.

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Presente in occasione delle riprese del corto e in tutte le battaglie per la tutela della salute a fianco di padre Prisutto, Carmelo Miano, vittima anch’egli del cancro, scomparso lo scorso novembre. È proprio Miano la persona a cui Francesco Cannavà dedicherebbe il documentario.

Famigerata Augusta, per l’appartenenza al “triangolo industriale” insieme a Melilli e Priolo, anche drammaticamente chiamato “triangolo della morte”. Definizione quest’ultima, come noto, scaturita dalla constatazione di un territorio vessato dall’inquinamento di uno dei più grandi poli petrolchimici d’Europa, e nel quale le indagini hanno attestato una elevata percentuale di mortalità a causa di tumori e un alto tasso di bambini nati malformati.

Don Prisutto da anni porta avanti la sua battaglia “per la vita”. Dalla lettura in chiesa Madre ogni 28 del mese, da tre anni, dell’elenco dei deceduti colpiti dal cancro (oltre ottocento); alle marce di solidarietà per la salute, ai ripetuti appelli alle istituzioni; finanche mobilitazioni cittadine, per la difesa dell’ospedale “Muscatello” del quale, più volte, è stata paventata la chiusura. Anche in occasione della rappresentazione del documentario, l’arciprete non si è sottratto dal testimoniare contro quello che ha sostenuto essere un “olocausto industriale”.

(Foto: Alessio Saraceno per La Gazzetta Augustana.it)