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L’adunata dei 5 Stelle ad Augusta con i leader nazionali contro “Trivellopoli”

AUGUSTA – L’evento è stato organizzato in meno di 24 ore, considerato l’annuncio a mezzo social network del sindaco pentastellato Cettina Di Pietro risalente a domenica sera, quando era ancora in corso il voto per il referendum sulla durata delle trivellazioni in mare, che non ha poi raggiunto il quorum. E la parola d’ordine scelta dai promotori per connotare l’iniziativa di piazza è stata proprio “Trivellopoli”, richiamo ai più noti scandali giudiziari dell’ultimo ventennio.

La centralità acquisita da Augusta, suo malgrado, nei più recenti filoni d’inchiesta avviati dalla Procura di Potenza e non solo e che vedono coinvolti a vario titolo personaggi eccellenti del Governo nazionale, di Confindustria e della Marina Militare, l’ha resa centro di gravità del dibattito politico nazionale. Il Movimento 5 stelle lo ha compreso, portando in piazza Duomo in un lunedì pomeriggio centinaia di cittadini augustani e le telecamere de La7.

Sono scesi in campo i big, non soltanto quelli nazionali come Alessandro Di Battista e Roberto Fico, del direttorio al vertice del movimento, ma anche quelli regionali come il capogruppo all’Ars Giancarlo Cancelleri. Quest’ultimo ha invitato il governatore Crocetta a intervenire per sospendere le elezioni interne a Unioncamere Sicilia, per un’altra inchiesta, della Procura di Caltanissetta, a carico del presidente regionale anche dell’associazione degli industriali Antonello Montante.

Foto: Alessio Saraceno per La Gazzetta Augustana.it

Foto: Alessio Saraceno per La Gazzetta Augustana.it

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Il sindaco Cettina Di Pietro, padrona di casa, poco prima del deputato regionale, esordiva ricordando che un anno fa, in campagna elettorale, nella stessa piazza, sosteneva che il porto megarese “non poteva essere né il porto soltanto del petrolchimico, né il porto degli immigrati“, mentre “ancora oggi è così per le scelte del Governo“. Ha denunciato che i governi succedutisi “vogliono continuare a fare nel nostro porto soltanto investimenti legati al petrolchimico“, senza mostrare l’alternativa di “uno sviluppo sano con gli investimenti bio, che può portare soldi, lavoro e soprattutto salute“.

Si è infine agganciata alla protesta composta inscenata dagli ultrà delle società di calcio augustane, sul problema dell’assenza di una struttura per il calcio, che hanno esposto uno striscione recante le seguenti parole: “Lo stadio dov’è? Rivogliamo il Fontana!“. Infatti l’ex campo sportivo “Fontana”, chiuso da dieci anni, è stato oggetto della sanzione europea per mancate bonifiche, insieme alla rada megarese. “Non spetta a noi bonificare il territorio, spetta allo Stato e spetta alla Regione“, ha affermato il Sindaco, “noi pretenderemo, secondo l’accordo di programma quadro che lo stesso Ministero, che oggi ci chiede i soldi, ha stilato insieme alla Regione, che loro facciano queste bonifiche perché noi questo stadio lo vogliamo restituire a tutti i cittadini“.

Roberto Fico, presidente della commissione parlamentare di Vigilanza Rai, ha accusato le lobby del petrolio che “tramite dei faccendieri cercano di fare pressioni sul Governo per ottenere appalti e favori” e il Governo che “continua a fare leggi per favorire i petrolieri“. Ha poi spiegato: “Il loro progetto di sviluppo è da anni settanta, come petrolchimici e inceneritori; dobbiamo andare verso un nuovo modello di sviluppo, verso le bonifiche, che portano vero lavoro, le energie rinnovabili, il turismo ecosostenibile“.

Foto: Alessio Saraceno per La Gazzetta Augustana.it

Foto: Alessio Saraceno per La Gazzetta Augustana.it

Il più atteso, il deputato nazionale romano Alessandro Di Battista, rimarcando il ruolo di opposizione svolto dal M5s, in risposta alle domande dei giornalisti, ha colpito duro: “Il ministro Delrio ha subito o non ha subito delle pressioni? Occorre stare attenti… L’ammiraglio De Giorgi sta ancora al suo posto con delle accuse infamanti; questo è un Paese dove, veramente, non si dimette mai nessuno, questo è il sistema“.

Ha ribadito la battaglia che sta portando avanti il M5s in Parlamento per rendere trasparenti i finanziamenti a partiti e fondazioni e far emergere eventuali pressioni lobbistiche. Infine, Di Battista ha suonato la carica anti-partiti, proponendo il movimento come forza di governo: “Quello che traspare è un meccanismo d’ingiustizia perenne, di combriccole più o meno ricattabili, di uomini politici più o meno ricattabili, che rispondono agli interessi privati e non fanno gli interessi collettivi e del popolo italiano; il movimento è altro, poi, se piace, bene, noi andiamo avanti su questa strada, altrimenti ci sono i partiti; spero che i cittadini ci daranno l’opportunità di governare questo Paese“.

 


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