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Per i precari proroga di un mese, ma Vinciullo chiarisce la nota dell’assessorato regionale

AUGUSTA – L’ultimo giorno dell’anno ormai alle spalle ha visto i rapporti di lavoro del personale precario in forza al Comune di Augusta prorogati solo di un mese, fino al 31 gennaio prossimo. La delibera di giunta è arrivata due giorni dopo l’incontro con i precari, avvenuto il 29 nel salone di rappresentanza del Palazzo di Città, e il giorno stesso, il 31 appunto, della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione della legge per la stabilizzazione di tutti i precari siciliani.

Tra i due eventi si è registrato l’invio di una nota, “a seguito di pressanti richieste di informazioni e chiarimenti da parte di amministratori locali”, si legge, a firma del direttore generale dell’assessorato delle Autonomie locali e della Funzione pubblica, che avrebbe generato confusione al livello degli enti locali interessati.

Per il presidente della commissione Bilancio e Programmazione all’Ars Vincenzo Vinciullo, che della legge regionale è stato relatore, non vi sarebbe “nessuna discrepanza” fra la legge e la nota del direttore regionale, respingendo certe obiezioni sollevate in questi ultimi giorni come “sciocchezze diffuse ad arte circa una presunta disparità di vedute” e intervenendo a chiarimento “per evitare che questa favola, tutta siracusana, continui a diffondersi, creando panico fra i lavoratori che, anziché avere riacquistato la serenità dovuta, vengono spinti sul baratro della tragedia e delle preoccupazioni, che poi qualche presunto “Arcangelo Gabriele” dovrebbe risolvere“.

Rileva che “la nota 19747 non è un decreto assessoriale ma una nota di chiarimento inviata alle associazioni dei Comuni, in attesa della pubblicazione della legge, che è avvenuta l’indomani” e che “i decreti assessoriali possono solo applicare le leggi e non intervenire per modificare un testo normativo“, mentre “chi afferma il contrario dimostra o di essere in assoluta malafede o di essere assolutamente ignorante“.

Vinciullo sostiene: “La nota del dirigente rimanda alla legge e non vuole essere una interpretazione né autentica né finale delle disposizioni legislative. Le norme le interpretano e le applicano coloro i quali sono stati eletti dal popolo a svolgere queste funzioni, cioè i signori sindaci della Sicilia. I direttori generali possono dare consigli che non hanno alcun valore legale, stante che la responsabilità non è in capo a loro ma in capo ai deputati che hanno fatto la legge e ai sindaci che la devono interpretare“.

Precisa che “il direttore generale non dice assolutamente che devono essere bloccate le proroghe e i contratti fino al 28 febbraio, ma ricorda solo, ed altro non poteva fare, che per quanto riguarda le ex province, entro quella data deve essere dichiarato il personale in sovrannumero, non confliggendo questa dichiarazione con la proroga dei lavoratori“. Ma contesta l’opportunità della nota: “Da ora in poi saremo costretti ad invitarlo a non fare più note del genere, dal momento che si prestano a interpretazioni scorrette prive di fondamento, allarmistiche e soprattutto sciocche“.

Quindi è Vinciullo a fornire un’interpretazione della nota stessa: “Conferma la necessità di stabilizzare il personale a partire dal 1 gennaio 2017, dal momento che è confermata l’assegnazione per gli anni 2017, 2018 e 2019; chiarisce che la vicenda legata alle ex province regionali nulla ha a che fare con la stabilizzazione del personale precario, che, qualora in sovrannumero, verrà inserito nell’organico della società Resais“.

Infine, cita a supporto il passaggio della nota nel quale si scrive che “ovviamente, un esame approfondito potrà essere realizzato da ciascuno solo dopo la pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale della Regione”, pubblicazione che, come già ricordato da Vinciullo, è poi avvenuta il giorno successivo.


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