Politica

Sede Adsp, reazioni alla risposta di Delrio: chi punta su mobilitazione di piazza, chi su incontro con Crocetta

AUGUSTA – Il ministro Graziano Delrio insiste nell’esercitare la facoltà che la legge gli riconoscerebbe, dietro richiesta motivata della Regione, di trasferire almeno per i prossimi due anni la sede della nuova Autorità di sistema portuale a Catania. Senza ripensamenti e addebitando il ritardo della pubblicazione del suo decreto, per questo motivo ancora tecnicamente inesistente per il Tar di Catania che si è pronunciato sul ricorso di Assoporto Augusta, al competente servizio del ministero della Giustizia.

La risposta nel corso del question time di mercoledì, incalzato dall’interrogazione della deputata di Forza Italia Stefania Prestigiacomo (la quale nella controreplica ha parlato apertamente di “assoluta mancanza di trasparenza del procedimento amministrativo” e di “accordo di potere” tra Delrio e Bianco “avallato” dalla Regione), non lascia spazio a interpretazioni sugli intendimenti del governo Gentiloni e del Pd: Augusta declassata, si punta su Catania, seppur “transitoriamente“.

Si attendevano le reazioni dei promotori delle iniziative di protesta dei mesi scorsi, tra le quali si annoverano anche due cortei, che puntualmente sono arrivate tra ieri sera ed oggi.

Il sindaco di Augusta Cettina Di Pietro ha subito definito le dichiarazioni di Delrio “un insulto alla legge e al buonsenso” e, sulle certezze ostentate dal ministro in merito al pronunciamento del Tar di Catania, il primo cittadino ha ricordato che non si trattava di giudizio di merito e ha spiegato: “Pertanto, ammesso che il Ministro “abbia facoltà su proposta motivata della Regione, di individuare in altro porto la sede”, tanti sono ancora i nodi da sciogliere nel merito del ricorso, quali l’assenza di una corretta procedura nella formulazione della citata richiesta motivata della Regione, nonché la non veritiera affermazione contenuta in detta richiesta di “aver sentito le amministrazioni e le Autorità portuali interessate”, poiché, come più volte chiarito, né questa Amministrazione, né l’Autorità portuale di Augusta sono state interpellate da Crocetta“.

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Vincenzo Vinciullo, presidente della commissione Bilancio e Programmazione all’Ars, passato due mesi fa all’opposizione del governo Crocetta proprio per la vicenda dello “scippo” della sede di Adsp, torna a parlare di “mobilitazione generale di tutta la provincia per difendere non solo la Port authority di Augusta, ma il diritto calpestato e mortificato“.

Per il parlamentare regionale “occorre adesso reagire, occorre mettere in atto ogni opportuna iniziativa per richiamare tutti al rispetto della Legge e al rispetto della norma, a mio avviso violata e non rispettata“. Quindi precisa la sua proposta: “Una grande mobilitazione di piazza in modo da costringere il Governo a rispettare le direttive della Comunità europea“. Infine si rivolge al ministro Delrio: “Sappia il Ministro del Partito democratico che siamo ancora in un Paese libero, in un Paese in cui le scelte devono essere condivise con il territorio. Le dittature comuniste, per fortuna, sono morte ormai da tempo tranne, purtroppo, che in Italia“.

Anche i segretari generali provinciali dei sindacati insorgono, segnatamente Roberto Alosi della Cgil, Paolo Sanzaro della Cisl e Stefano Munafò della Uil. In una nota congiunta sulla risposta di Delrio affermano: “Il ministro Delrio non solo non ha dato prova di ragionevolezza, ma anzi ha fatto una sorta di prova di muscoli, perché si irrigidisce su una posizione che è quella iniziale e palesa di non intendere in alcun modo di aprire un confronto, e tutto questo va in direzione opposta rispetto a quanto ha dimostrato di volere il territorio, le forze sociali e istituzionali”. Rimarcano inoltre che la “anomala situazione che si è venuta a creare rischia di essere preludio di forme concorrenziali che andrebbero a inficiare rapporti di giusta sinergia e collaborazione per lo sviluppo della portualità della Sicilia tra due strutture che hanno specificità completamente diverse e, per questo, complementari“.

I tre sindacalisti confidano nell’incontro fissato a Palermo per mercoledì 19 aprile con il governatore Crocetta, alla presenza dell’assessore regionale Bruno Marziano e di tutte le parti interessate: “Dal presidente della Regione ci aspettiamo risposte certe e definitive sulla posizione politica che assume il Governo siciliano rispetto a una questione di primaria importanza per il territorio. Solo dopo l’incontro con Crocetta valuteremo le iniziative da assumere, di carattere sindacale e territoriale. Vorremmo far rilevare quanto l’atteggiamento sindacale in questa vicenda sia stato finora particolarmente ragionevole, e vuole continuare ad esserlo, ma nello stesso tempo mette in campo l’idea di voler dare risposte concrete, se questo dovrà essere il terreno di confronto”.

 


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