Hobby & Hi-Tech

Selfie, filtri e fotoritocco: come cambia la fotografia

Il senso più profondo e intrinseco della fotografia è quello di rendere immortali tanti piccoli attimi della quotidianità, più o meno importanti che siano. Da attività di nicchia e riservata a pochi ed eletti professionisti, la passione per le foto si è diffusa in modo capillare e globale, riuscendo a trasformarsi in un vero e proprio stile di vita. Un gesto veloce e intuitivo, quello del clic, che ormai è in grado – specie tramite il web – di supportare moltissimi settori, dal turismo all’enogastronomia, all’industria e il mondo del lavoro in generale. Grazie a un mare di programmi per smartphone e tablet che fanno bella mostra di sé nella home dello schermo, al fianco delle popolari app di cucina e delle migliori app di blackjack online. Con l’obiettivo dichiarato di offrire un sempre maggiore margine di miglioramento dei singoli scatti, che spesso sono selfie e immagini copertina da affidare ai social network.

Dal filtro di Instagram ai servizi di stampo più tecnico tipo Photoshop ciascuno di noi ha ormai appreso l’Abc del fotoritocco, riuscendo a padroneggiarlo e plasmarlo in base alle singole necessità. Si va dal semplice aggiustamento della luminosità alla regolazione del contrasto, passando per la messa in evidenza dello sfondo o di un dettaglio: non ci sono più segreti. Un piano, quello che vede nello smartphone un protagonista assoluto, che si contrappone a uno più tradizionale dove a farla da padrona è ancora la macchina fotografica in quanto tale. Si registra un sempre crescente interesse, anzi, verso i corsi tenuti dai professionisti per apprendere l’arte della fotografia classica. All’interno dei quali però si fa spazio anche la categoria della foto con smartphone a testimonianza di una trasversalità inarrestabile. Le campagne fotografiche possono raccontare i fantasmi del bullismo oppure stigmatizzare le violenza sulle donne: la parola chiave è sempre realismo.

  • La ricerca continua dell’effetto wow

Le vetrine virtuali sono intorno a noi, ci assorbono e raccontano minuto per minuto chi siamo, cosa facciamo, che musica ascoltiamo e dove ci troviamo. Con un gusto per la spettacolarizzazione di sé che non sembra avere limiti. Apparire, nel vero senso della parola, è diventato un moderno mantra: le fotografie sono lo strumento principale attraverso il quale far parlare lo smartphone, alla ricerca continua del cosiddetto effetto wow che deve suscitare sorpresa, curiosità e, perché, no ammirazione in chi osserva. I canoni della bellezza, che non deve però mai essere stravolta, sono cambiati e corrono sulle piattaforme virtuali al ritmo delle condivisioni compulsive di selfie al mare, in palestra, sull’amaca in giardino o davanti allo specchio del bagno. Il gusto per il filtro è poi ormai una sorta di tocco d’artista, una licenza poetico-fotografica che ciascuno si sente libero di prendere nel nome di una personalizzazione assoluta.

Il fotoritocco, per sua essenza e fin dalle origini della fotografia stessa, si è reso necessario per modificare lo scatto e donare all’immagine questo o quel dettaglio, per esempio far risaltare gli sposi nell’album di matrimonio oppure rendere artistico un fermo immagine di un danzatore a mezz’aria. Oggi le fotografie, non solo selfie e scatti panoramici, sono soprattutto l’Abc del marketing digitale e seguono diktat spesso di tipo commerciale e pubblicitario.


scuolaopenday
In alto