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Sigaretta elettronica contro sigaretta tradizionale: è guerra tra gli esperti della salute

Il dibattito attorno alla possibilità che la sigaretta elettronica sia salutare o meno si è acceso sin dai primi periodi in cui questo dispositivo ha fatto capolino nei mercati di tutto il mondo. In merito, si sono accesi anche gli animi degli esperti che hanno a cuore la salute degli esseri umani, dando vita ad una guerra di pareri contrastanti, che oscillano tra la convinzione che la sigaretta elettronica e i suoi liquidi [1] siano nocivi quanto la sigaretta tradizionale, e le prese di posizione di diversi oncologi anche italiani che ne approvano il suo utilizzo quale mezzo per far smettere ai pazienti di fumare.

Benché anche l’e-cig provochi assuefazione e dipendenza tanto quanto la sigaretta classica, soprattutto a causa della presenza di nicotina liquida nel composto, gli effetti del suo utilizzo sembrano essere nettamente meno nocivi, soprattutto quando si misura la quantità di veleni cancerogeni che l’organismo assume con il consumo di sigarette tradizionali.

Se gli studi sulle controindicazioni delle sigarette a tabacco sono estensivi e consolidati, quelli eseguiti sulle e-cig e i suoi effetti non possono ancora essere considerati incontrovertibili e gli elementi a disposizione non permettono di dare un giudizio definitivo sulla questione.

Eppure, i punti a favore della versione elettronica sembrerebbero molteplici, a partire dagli effetti sull’organismo e sul risparmio economico per il mantenimento del “vizio”.

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Vediamo allora quali sono le principali differenze tra la bionda tradizionale e la versione elettronica e quali sono i motivi, in estrema sintesi e senza pretesa di divulgazione scientifica in questa sede, che hanno spinto gli specialisti ad adottare posizioni differenti in merito agli effetti sulla salute.

C’è chi la definisce la “sorella” elettronica della sigaretta tradizionale ma il confronto pare azzardato a partire dal concetto di base: il funzionamento. Il fine ultimo è lo stesso per entrambe, cioè l’assunzione della nicotina che, in entrambi i casi provoca dipendenza anche se in quantità variabile.

Ma la sostanziale differenza tra le due sta nel fatto che nella e-cig viene meno il processo di combustione del tabacco, che è il principale responsabile dell’inalazione di veleni altamente tossici, che sono di fatto la prima causa di cancro ai polmoni nei fumatori.

Nella sigaretta elettronica, invece, la batteria a litio attiva il surriscaldamento della resistenza-atomizzatore che, entrando a contatto con il liquido contenuto nella cartuccia, fa sì che esso evapori emanando il caratteristico fumo, che in realtà è vapore acqueo. Niente combustione, quindi, né tabacco. Esso è sostituito da un liquido aromatizzato composto da sostanze utilizzate già nel comparto alimentare e cosmetico e arricchito con aromi che rilasciano in bocca gusto e odore particolari dopo l’aspirazione.

Altro elemento di confronto tra le due tipologie di sigarette è dato dalla possibilità di inserire o meno la nicotina nel composto. Infatti, mentre nella sigaretta tradizionale la nicotina è sempre presente, con le e-cig vi è la possibilità di svapare liquidi completamente privi di nicotina, riducendo ulteriormente gli effetti nocivi dati dall’assuefazione a questa sostanza. La nicotina nel liquido delle sigarette elettroniche è, quindi, facoltativa e può essere aggiunta o meno in quantità variabili.

Questo è diventato appunto uno degli elementi su cui gli oncologi fanno leva per dimostrare la differenza tra le due sigarette e per sottolineare come quelle elettroniche possano costituire un’alternativa meno nociva alle bionde tradizionali. Inoltre, alcuni studi scientifici con esperimenti sui fumatori hanno dimostrato che il passaggio alla sigaretta elettronica potrebbe aiutare ad abbandonare gradualmente il vizio del fumo.

A tal proposito, è di forte impatto l’esperimento promosso dalla Public Health England, il Dipartimento per la Salute della Gran Bretagna, che con un video ha dimostrato come il vapore aspirato con l’impiego delle sigarette elettroniche sia 95% meno dannoso del fumo [3] della sigaretta tradizionale. Per tale motivo, anche il Governo inglese ha mostrato posizioni favorevoli all’adozione della e-cig per ridurre i danni arrecati dal fumo e aiutare i fumatori a smettere di fumare.

Infine, un altro elemento di confronto importante tra la sigaretta tradizionale e quella elettronica è determinato dal costo. Con un calcolo sommario, un fumatore italiano, che consumi almeno un pacchetto di sigarette al giorno, spenderà mediamente 150 euro al mese. Se questo importo viene moltiplicato per tutti i mesi dell’anno, possiamo renderci conto di quanto impatti il vizio del fumo nell’economia delle persone.

A confronto, invece, i costi stimati per il vizio dello svapo sono nettamente inferiori. Ad eccezione di un primo investimento un po’ più importante per acquistare il dispositivo elettronico e tutti i suoi componenti, in seguito sarà sufficiente acquistare solo le ricariche dei liquidi aromatizzati, che costano appena pochi euro, per continuare ad utilizzare la stessa sigaretta per mesi. I liquidi possono essere acquistati nei negozi specifici e online negli e-shop specializzati in liquidi per sigarette elettroniche pronti all’uso da miscelare.

Infine, è addirittura possibile realizzare il liquido da soli in casa, ottenendo ulteriore risparmio di costo a fronte di quantità maggiori di prodotto. Basta infatti acquistare i singoli ingredienti, miscelarli nelle giuste proporzioni ed aggiungere a piacere nicotina e aromi, per creare combinazioni particolari e uniche.