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	<title>abbandono &#8211; La Gazzetta Augustana</title>
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	<description>Notizie e ultim'ora su cronaca, politica, sport, eventi di Augusta</description>
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		<title>Augusta, monopattino in sharing abbandonato su un plinto del ponte al Rivellino</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-monopattino-in-sharing-abbandonato-su-un-plinto-del-ponte-al-rivellino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2022 17:45:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Un monopattino elettrico abbandonato, presumibilmente nella notte tra sabato e questa domenica, su un plinto di fondazione del ponte al Rivellino, esposto al moto ondoso del golfo Xifonio. Si tratta di uno dei monopattini a noleggio della flotta autorizzata dal Comune, operativa da alcuni giorni tra Isola e Borgata con servizio, fruibile tramite app, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Un <strong>monopattino elettrico</strong> abbandonato, presumibilmente nella notte tra sabato e questa domenica, su un plinto di fondazione del <strong>ponte al Rivellino</strong>, esposto al moto ondoso del golfo Xifonio.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di uno dei monopattini a noleggio della flotta autorizzata dal Comune, operativa da alcuni giorni tra Isola e Borgata con servizio, fruibile tramite app, di sharing pubblico in modalità “<strong>free-floating</strong>” (a flusso libero), cioè con possibilità di restituire il mezzo in punti diversi da quello di prelievo ma sempre all&#8217;interno delle apposite aree individuate e segnalate.</p>
<p style="text-align: justify;">Per motivi ignoti, qualcuno, che presumibilmente non ha attivato il servizio di noleggio per evitare identificazioni, ha asportato e lasciato in quella posizione il monopattino elettrico, subito <strong>avvistato</strong> da diversi passanti nelle prime ore della mattina.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>assessore Angelo Pasqua</strong> ha commentato: &#8220;<em>La battaglia contro l&#8217;inciviltà è la più difficile da combattere&#8230; ma la più bella da vincere. Non molleremo</em>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Augusta, il tifo organizzato al Palajonio si rigenera. Nuovo addio dello storico capo ultrà Franky</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 18:57:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Sarà una &#8220;Curva sud&#8221; composta da ragazzi, da oltre una trentina di adolescenti, quella che sosterrà al Palajonio l&#8217;Asd Megara Augusta nelle partite casalinghe del campionato di Serie C1, torneo regionale federale di calcio a 5 nel quale milita anche l&#8217;altra società cittadina dell&#8217;Asd I Bruchi. Ma il tifo organizzato dovrà fare a meno dello storico capo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Sarà una &#8220;<strong>Curva sud</strong>&#8221; composta da ragazzi, da oltre una trentina di adolescenti, quella che sosterrà al Palajonio l&#8217;<strong>Asd Megara Augusta</strong> nelle partite casalinghe del campionato di <strong>Serie C1</strong>, torneo regionale federale di calcio a 5 nel quale milita anche l&#8217;altra società cittadina dell&#8217;Asd I Bruchi. Ma il tifo organizzato dovrà fare a meno dello storico capo ultrà Sebastiano Di Franco, conosciuto come <strong>Franky</strong>, che annuncia l&#8217;addio, il terzo e a quanto pare definitivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i giovani della curva e l&#8217;ormai ex leader c&#8217;è un legame che va oltre il tifo, tant&#8217;è che nella scorsa stagione sportiva avevano dato vita al &#8220;<a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-rinascita-del-tifo-organizzato-al-palajonio-storico-capo-ultra-nuova-generazione/" target="_blank"><strong>Gruppo Franky</strong></a>&#8221; (nella foto di repertorio in copertina) pur di convincerlo a guidare i cori a sostegno dell&#8217;Asd Maritime Futsal Augusta, società che in estate, dopo gli onori recenti della Serie A, ha dovuto chiudere la propria esperienza agonistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il tifo organizzato si torna adesso all&#8217;antico, a cantare per i <strong>colori neroverdi</strong> dell&#8217;Asd Megara Augusta del patron Giovanni Santanello e del coach Andrea Tringali, due pilastri della blasonata Asd Augusta 1986 che portò per prima la città nella massima serie. L&#8217;ex capo ultrà, invece, 45 anni tra un mese, ha scelto con le lacrime agli occhi di cedere il passo alla nuova generazione di tifosi.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Questo addio è definitivo definitivo</em> &#8211; ci riferisce <strong>Franky</strong> &#8211;<em> Ho deciso in questi giorni, un paio di mesi dopo la delusione della mancata iscrizione del Maritime Augusta al campionato. Ma non è questo l&#8217;unico motivo. Raggiunta una certa età, mi sono reso conto che si deve mettere un punto. Consapevole, però, che dopo di me ci sono dei ragazzi giovanissimi, volenterosi di far parte della &#8220;Curva sud Augusta&#8221;, che alla prossima partita in casa dell&#8217;Augusta saranno pronti a tifare</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Sebastiano Di Franco si prospetta comunque un percorso nello <strong>staff</strong> dell&#8217;Asd Megara Augusta. E, probabilmente, nei prossimi match dividerà le proprie attenzioni tra il campo e la &#8220;sua&#8221; curva.</p>
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	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
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		<title>Sedute di mattina, nuovo scontro: senza opposizione, manca il numero legale. C&#8217;è interrogazione su decurtazione indennità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Casole]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2018 17:58:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; È durata circa mezzora la seduta del consiglio comunale convocato, inusualmente, di mattina, in cui si sarebbe dovuto discutere dei seguenti ordini del giorno: la mozione di indirizzo relativa alla regolamentazione della sosta con disco orario; la verifica delle quantità e qualità delle aree da destinare alla residenza e alle attività produttive o terziarie, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; È durata circa mezzora la seduta del <strong>consiglio comunale</strong> convocato, inusualmente, di mattina, in cui si sarebbe dovuto discutere dei seguenti <strong>ordini del giorno</strong>: la mozione di indirizzo relativa alla regolamentazione della sosta con disco orario; la verifica delle quantità e qualità delle aree da destinare alla residenza e alle attività produttive o terziarie, da allegare al bilancio di previsione 2017 che potrebbe sbarcare in aula dopo le festività pasquali; l’atto di indirizzo generale in merito all’applicazione delle leggi in materia di programmi costruttivi nel territorio del Comune di Augusta, e infine sulla mozione di indirizzo per il riconoscimento e sostegno dei caregiver familiari, già rinviata dalla scorsa seduta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma sarebbe stata all&#8217;ordine del giorno anche un&#8217;<strong>interrogazione</strong> con la quale l&#8217;opposizione intende ricevere chiarimenti dalla Giunta pentastellata sul recupero del <strong>30 per cento delle decurtazioni delle indennità</strong> di carica di sindaco, assessori e presidente del consiglio, il cavallo di battaglia del M5s prima del dietrofront di fine novembre. Il sindaco Di Pietro asseriva allora che in tal modo si intendeva &#8220;liberare&#8221; quelle somme dai vincoli di spesa legati al bilancio corrente, depositandole in un &#8220;apposito conto in banca&#8221;, ma poi non si sono più avute notizie su questo fronte.</p>
<p style="text-align: justify;">21 i consiglieri presenti a inizio seduta, ma i <strong>6 esponenti della minoranza</strong> presenti, Niciforo, Pasqua, Errante, Triberio, Lisitano e Schermi, alla fine di una disputa tra maggioranza e opposizione sulle convocazioni in orari pienamente lavorativi, anche per i cittadini che intendano assistere, e sull&#8217;interpretazione del concetto di &#8220;maggioranza&#8221; in sede di conferenza dei capigruppo, hanno abbandonato l’aula, facendo venir <strong>meno il numero legale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La premessa dell&#8217;abbandono nel botta e risposta dai banchi opposti tra Niciforo e Casuccio, quando il primo ha accusato la presidente Marturana che, a suo dire, &#8220;<em>da un po&#8217; di tempo ha smesso di fare la presidente super partes</em>&#8220;, riferendosi a un&#8217;asserita mutata disponibilità sul concetto di &#8220;maggioranza&#8221; nelle conferenze dei capigruppo, fino alla &#8220;<em>scelta presa in assoluta autonomia</em><em>, in assenza della condivisione dei capigruppo</em>&#8221; con l&#8217;alternanza mattina-sera negli orari di convocazione del consiglio comunale.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre il capogruppo pentastellato Casuccio ha rivendicato la &#8220;legge dei numeri&#8221; in consiglio, da tenere in considerazione anche in sede di conferenza dei capigruppo, dove invece si trova solo dinanzi ai tre capigruppo dell&#8217;opposizione, ricordando che comunque resta in capo al presidente dell&#8217;aula “<em>la prerogativa di fissare il consiglio comunale</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">A quel punto Niciforo ha comunicato la decisione di abbandonare la seduta, rilevato che &#8220;<em>si pone ogni questione su un piano numerico, di maggioranza e di forza</em>&#8220;, consapevole dell&#8217;insufficienza numerica dei soli consiglieri di maggioranza presenti (15) per mantenere il numero legale.</p>
<p style="text-align: justify;">La seduta è stata, quindi, <strong>aggiornata a domani</strong>, sempre alle ore 10 del mattino.</p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Foto in evidenza: repertorio</em>)</p>
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		<title>Breve storia di Augusta: la chiesa e il convento di San Domenico</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-la-chiesa-e-il-convento-di-san-domenico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2016 17:36:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[abbandono]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
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		<category><![CDATA[salvo lentini]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA – Nell’ambito di una più ampia iniziativa editoriale promossa da La Gazzetta Augustana.it di divulgazione e promozione della storia di Augusta, abbiamo previsto una rubrica settimanale tematica nel nostro web magazine di approfondimento “Cultura”. Ha per titolo “Breve Storia di Augusta” ed è curata da Filippo Salvatore Lentini, detto Salvo, già ufficiale della Marina Militare, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA – <em>Nell’ambito di una più ampia iniziativa editoriale promossa da La Gazzetta Augustana.it di divulgazione e promozione della storia di Augusta, abbiamo previsto una rubrica settimanale tematica nel nostro web magazine di approfondimento “Cultura”. Ha per titolo “Breve Storia di Augusta” ed è curata da Filippo Salvatore Lentini, detto Salvo, già ufficiale della Marina Militare, che da appassionato alle vicende storiche e alle tradizioni augustane, facendo ricorso ad un’estesa bibliografia che comprende i numeri del “Notiziario storico di Augusta” e i diversi lavori succedutisi nel tempo di noti studiosi della storia cittadina (che Lentini ci ha chiesto di menzionare in ordine casuale in premessa: Mario Mentesana, Elio Salerno, Tullio Marcon, Ennio Salerno, Vincenzo Vinciguerra, Ezechiele Salerno, Giorgio Casole, Sebastiano Salomone, Giovanni Vaccaro, Giuseppe Messina, Giovanni Satta, Giuseppe Carrabino, Italo Russo e non solo), ha pubblicato nel 2008 l’apprezzata opera dal titolo “L’Isola delle Palme”. Offrirà ai lettori de La Gazzetta Augustana.it, per la prima volta su una testata, la versione ridotta e adattata al web della sua pubblicazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;">8. <strong>La chiesa e il convento di San Domenico</strong>.</p>
<div id="attachment_17568" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2016/02/piazza-e-chiesa-san-domenico-anni-50-breve-storia-di-augusta-di-salvo-lentini.jpg?x84197"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-17568" class="wp-image-17568 size-medium" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2016/02/piazza-e-chiesa-san-domenico-anni-50-breve-storia-di-augusta-di-salvo-lentini-300x207.jpg?x84197" alt="Piazza e chiesa di San Domenico, anni '50" width="300" height="207" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2016/02/piazza-e-chiesa-san-domenico-anni-50-breve-storia-di-augusta-di-salvo-lentini-300x207.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2016/02/piazza-e-chiesa-san-domenico-anni-50-breve-storia-di-augusta-di-salvo-lentini.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-17568" class="wp-caption-text">Piazza e chiesa di San Domenico, anni &#8217;50</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il complesso religioso composto dal Convento e dalla Chiesa di San Domenico fu fondato, secondo la leggenda, dal beato Reginaldo d’Orleans addirittura qualche anno prima della nascita del castello di Federico II di Svevia: pertanto convento e castello si possono considerare le due strutture &#8220;coetanee&#8221; che hanno dato inizio alla nascita della città di Augusta.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1219 Domenico di Guzman, fondatore e seminatore dell’ordine dei frati predicatori in Europa, incaricò il confratello Reginaldo d’Orleans di erigere in Sicilia un convento dell’Ordine Domenicano. Lo stesso Fra Domenico, restando alla leggenda, diede un bastone al confratello Reginaldo affinché lo piantasse per individuare, con il suo germoglio, il luogo dove costruire il convento. La casualità ed una tempesta fecero approdare la nave di padre Reginaldo nel vecchio Chersoneso greco, ovvero nella futura &#8220;Isola delle Palme&#8221;: Augusta. In questa piccola penisola il frate piantò il suo bastone e, avendolo visto il giorno seguente miracolosamente attecchito e rigoglioso di germogli, fu felice di aver trovato il luogo profetizzatogli dal confratello Domenico, per la costruzione del convento: quello di Augusta fu il primo convento dei Padri Domenicani costruito nell&#8217;allora Regno di Sicilia.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggenda o meno, la presenza di un albero sacro, all’interno del convento domenicano, è spesso menzionata in diversi scritti antichi e recenti. Alcuni di questi testi dicono che, forse per dare più credito alla tradizione, quello contenuto in una teca, accuratamente conservata in chiesa, sia un sopravvissuto frammento di questo antico albero; mentre un altro pezzo è esposto nelle antiche mura del Convento dell’Ordine Domenicano di Santa Sabina a Roma, a conferma dell’importanza sacra riconosciuta alla reliquia proveniente dal leggendario bastone.</p>
<p style="text-align: justify;">Risalenti al primo ventennio del Milleduecento, il Convento e l’attigua Chiesa di San Domenico, nel corso della loro lunga esistenza, sono stati diverse volte danneggiati o addirittura distrutti, per mano di barbari od in conseguenza di calamità naturali. La Chiesa di San Domenico che, con molta probabilità, in origine aveva l’ingresso principale rivolto a ponente, nel 1551 fu devastata e data alle fiamme, insieme al convento, dalle barbariche forze ottomane. I lavori del successivo restauro e dello stesso ampliamento si prolungarono per quasi mezzo secolo ed avvennero per opera dell&#8217;augustano fra Salvatore Tringali, unico dei frati rimasti sul luogo dopo il disastro.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1693 l&#8217;intero complesso domenicano fu nuovamente raso al suolo dal fatidico e tristemente noto terremoto, avvenuto nel mese di gennaio. Fu proprio in occasione della ricostruzione post-terremoto, avvenuta in tempi abbastanza brevi, che nacque l’attuale chiesa con il prospetto principale orientato a levante; l’ennesima ristrutturazione, conseguente ai danni subiti dal sisma del 1848, le diede quell’impronta in stile neoclassico che conserva ancora oggi.</p>
<div id="attachment_17569" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2016/02/covento-san-domenico-cortile-anni-70-breve-storia-di-augusta-di-salvo-lentini.jpg?x84197"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-17569" class="size-medium wp-image-17569" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2016/02/covento-san-domenico-cortile-anni-70-breve-storia-di-augusta-di-salvo-lentini-300x187.jpg?x84197" alt="Convento di San Domenico, cortile interno, anni '70" width="300" height="187" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2016/02/covento-san-domenico-cortile-anni-70-breve-storia-di-augusta-di-salvo-lentini-300x187.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2016/02/covento-san-domenico-cortile-anni-70-breve-storia-di-augusta-di-salvo-lentini.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-17569" class="wp-caption-text">Convento di San Domenico, cortile interno, anni &#8217;70</p></div>
<p style="text-align: justify;">La chiesa del Santo Patrono è rimasta chiusa al culto per circa un quarto di secolo: dall’aprile 1981, in quanto inagibile per la vetustà di alcune strutture ed in seguito per essere stata ulteriormente danneggiata, a causa del terremoto del 13 dicembre 1990. Un lungo periodo di totale abbandono, durante il quale dal tempio, non custodito dovutamente, sono stati trafugati vari ed importanti arredi.</p>
<p style="text-align: justify;">Finalmente, il 13 maggio del 2007, dopo difficoltà di ogni genere e su iniziativa del Comitato di San Domenico, sempre molto disponibile ed altrettanto attivo, la chiesa è stata riaperta al culto. L’avvenimento, tanto atteso, ha restituito agli Augustani il luogo cittadino simbolo dell’ispirazione profetica, nella speranza di un ritorno alle antiche tradizioni e ad una nuova forma di aggregazione religiosa, per riportare ai suoi vecchi fasti quella chiesa di San Domenico, dal 1516 Patrono della città, confidando soprattutto nei valori cristiani del popolo augustano.</p>
<p style="text-align: justify;">La funzione religiosa del Convento dei Domenicani cominciò a regredire sin dall’inizio dell’Ottocento, quando nel suo interno, dove ormai vi vivevano pochi frati, vi alloggiavano i Militari della Gran Guardia e fungeva da deposito di attrezzi militari. Dopo l’Unità d’Italia e la confisca dei beni ecclesiastici da parte dello Stato, dal 1867 l’antico convento domenicano, già abbandonato da quei pochi frati che lo abitavano, fu utilizzato come sede di diverse attività pubbliche. Gli uffici della Pretura, l’Ufficio Telegrafico, l’Ufficio del Registro, l’Ufficio del Demanio e la prima Scuola Tecnica di Augusta, furono i primi enti pubblici ad occupare i locali dell’ex convento. Dal 1912, trasferiti i vari Uffici Pubblici, l’edificio ospitò soltanto alcune delle scuole che esistevano a quei tempi ad Augusta.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbandonato per un lungo periodo, il Convento domenicano, alcuni anni addietro, è stato sottoposto a lavori di ristrutturazione per recuperare uno dei più importanti edifici storici di Augusta. Purtroppo, i lavori sono stati interrotti e la maestosa struttura è ritornata ad essere una&#8230; inutile presenza.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Salvo Lentini</em></p>
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		<title>Augusta: un patrimonio culturale da distruggere (la realtà)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Il Corbaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2015 10:43:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fine dell’illusione. Si ritorna alla realtà. Il precedente post è stato solo un volo pindarico e niente più. Esco di casa, mi sporgo sul lungomare, e il fetore delle fogne si esala graffiandomi la gola; guardo il Castello Svevo, e vedo un rudere sgarrupato; tento di accedere a Megara Hyblaea, ma mi ritrovo in una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14038" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.lagazzettaaugustana.it/category/il-corbaccio/" target="_blank"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-14038" class="wp-image-14038 size-medium" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/blog-il-corbaccio-carlo-veca-300x300.jpg?x84197" alt="Il Blog su beni culturali e arte Il Corbaccio di Carlo Veca per La Gazzetta Augustana.it" width="300" height="300" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/blog-il-corbaccio-carlo-veca-300x300.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/blog-il-corbaccio-carlo-veca-150x150.jpg 150w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/blog-il-corbaccio-carlo-veca-120x120.jpg 120w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/blog-il-corbaccio-carlo-veca-354x354.jpg 354w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/blog-il-corbaccio-carlo-veca.jpg 480w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-14038" class="wp-caption-text">CLICCA SULL’IMMAGINE PER LEGGERE TUTTI I POST DE IL CORBACCIO</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fine dell’illusione. Si ritorna alla realtà</strong>. Il <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-un-patrimonio-culturale-da-distruggere-il-sogno/" target="_blank">precedente post</a></strong></span> è stato solo un volo pindarico e niente più. Esco di casa, mi sporgo sul lungomare, e il fetore delle fogne si esala graffiandomi la gola; guardo il Castello Svevo, e vedo un rudere sgarrupato; tento di accedere a Megara Hyblaea, ma mi ritrovo in una sorta di savana di sterpaglie e rovi; dalla terrazza, osservo l’Hangar dirigibili e avverto come se attendesse di crollare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ah dimenticavo… la Porta Spagnola</strong>. Uno dei simboli della città di Augusta, che rappresenta il “passaggio” e l’accesso al centro storico, e che di recente è stata deturpata da un “graffito” sul muro perimetrale di sinistra. L’episodio ha scatenato grande scalpore e numerose opinioni, soprattutto sui social network, tutte orientate verso l’indignazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è solo l’ultimo esempio di carenza di sensibilità, di idiozia e criminalità, che ha portato al danneggiamento dei Beni Culturali di Augusta. La stessa Porta Spagnola ne è stata oggetto a più riprese; ma l’ultimo scempio lo cito perché mi dà la possibilità di riflettere su un dubbio che piano piano sta divenendo certezza: è possibile ammettere il totale disinteresse delle istituzioni &#8211; foriero di scarsa sensibilità intellettuale &#8211; alla valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale della città di Augusta? La risposta, ahinoi, è forse SÌ.</p>
<blockquote><p>Ciò che mi preme affermare, non senza amarezza, è che il gesto di un imbrattatore di monumenti non è più grave della noncuranza per il proprio territorio e per la propria città:</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">NON è più grave di aver “abbandonato” il <strong>Castello Svevo</strong>, gigante malato che sta crollando a pezzi al netto degli occhi di chi lo osserva;</p>
<p style="text-align: justify;">NON è più grave del degrado in cui riversa il sito di <strong>Megara Hyblaea</strong>, dove è quasi impossibile leggere le strutture, perché seppellite dalla vegetazione;</p>
<p style="text-align: justify;">NON è più grave della mancata fruizione di <strong>un altro castello, quello di Brucoli</strong>, tesoretto pronto per essere adoperato, ma in realtà fermo;</p>
<p style="text-align: justify;">NON è più grave dell’assenza di una vera e moderna <strong>biblioteca comunale</strong>, data l’inadeguatezza degli ambienti attuali;</p>
<p style="text-align: justify;">NON è più grave dell’istituzione di un <strong>Museo Civico</strong> negli anni ’70, che per più di quarant’anni è solo sulla carta, senza idee e mezzi per farlo decollare &#8211; eppure i reperti da esporre, e la “forza lavoro” di certo non mancherebbero;</p>
<p style="text-align: justify;">NON è più grave dell’esecuzione di restauri conservativi di alcuni Beni Architettonici, non supportati dalla previsione di un’appropriata destinazione d’uso (tra tutti, l’<strong>ex Faro Cantera</strong>, il <strong>Forte Vittoria</strong> e il <strong>convento di S. Domenico</strong>), cagione di ulteriore degrado e abbandono.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/porta-spagnola-deturpata.jpg?x84197"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-13847 alignright" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/porta-spagnola-deturpata-260x300.jpg?x84197" alt="Porta spagnola di Augusta deturpata da un graffito" width="260" height="300" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/porta-spagnola-deturpata-260x300.jpg 260w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/porta-spagnola-deturpata.jpg 693w" sizes="auto, (max-width: 260px) 100vw, 260px" /></a><strong>Non è più grave del non sentire quel “bisogno dell’antico” che deve passare prima dalla istituzioni</strong>, per permettere ai cittadini di riscoprirlo dentro di sé, testamento ed eredità per ricostruire la cultura di una città e per concretizzare il passaggio (attraverso la Porta Spagnola) da “un’incuria diffusa” alla valorizzazione diffusa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Siamo fortunati ma non ne siamo consapevoli</strong>. Abbiamo il dovere di comprendere il “valore” della cultura, sensibilizzando noi stessi e gli altri, per contrastare l’unico esempio di valorizzazione che al momento è attivo nella città di Augusta: la “cultura del dimenticare”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci permettiamo di abbandonare castelli e siti archeologici, di impiantare discariche a mare, di deturpare le coste</strong>, di far finta di non aver bisogno di un museo civico e di una biblioteca adeguata, di far decadere conventi, chiese e palazzi di interesse storico-artistico…e dovremmo indignarci per un “semplice” muro imbrattato, quello della Porta Spagnola, che si può restaurare con poco?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fino a quando non si comprenderà il significato intrinseco dei termini “Patrimonio” e “Cultura”, le cose non cambieranno facilmente</strong>. “Patrimonio Culturale” allude al valore “economicamente” storico e artistico di un Bene: è una forma di ricchezza, della collettività e di un luogo, che se non è valorizzata adeguatamente, è destinata a sperperarsi.</p>
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