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	<title>aia &#8211; La Gazzetta Augustana</title>
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	<description>Notizie e ultim'ora su cronaca, politica, sport, eventi di Augusta</description>
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		<title>Augusta, costruzione impianto per Css in cementeria, Legambiente contesta: &#8220;No a petcoke e rifiuti nei forni&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2020 15:43:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; &#8220;Apprendiamo però che in data 20 ottobre 2020 il Comune di Augusta, citando tra gli atti il decreto autorizzativo Aia del 2017 ma non il ricorso avanzato dall’amministrazione nel 2018, ha rilasciato il permesso di costruire “per la realizzazione dell’impianto di ricevimento e dosaggio del combustibile solido secondario (CSS) nel forno di cottura clinker [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; &#8220;<em>Apprendiamo però che in data 20 ottobre 2020 il Comune di Augusta, citando tra gli atti il decreto autorizzativo Aia del 2017 ma non il ricorso avanzato dall’amministrazione nel 2018, ha rilasciato il <strong>permesso di costruire</strong> “per la realizzazione dell’impianto di ricevimento e dosaggio del <strong>combustibile solido secondario</strong> (CSS) nel forno di cottura clinker dello stabilimento Buzzi Unicem S.p.A. di Augusta”. Siamo molto contrariati per questa decisione, che fa presumere una conclusione della vicenda favorevole alla Buzzi Unicem</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo evidenzia <strong>Legambiente Augusta</strong> in un comunicato, chiedendo lumi in particolare sull&#8217;esito del <strong>ricorso</strong> straordinario presentato al presidente della Regione siciliana dall&#8217;<strong>amministrazione comunale Di Pietro</strong> allora in carica, nell&#8217;aprile 2018, come auspicato dalla stessa associazione ambientalista, per l’annullamento dell&#8217;<strong>Aia</strong> oggetto di un decreto assessoriale regionale di modifica (17 novembre 2017) che consentirebbe alla cementeria di &#8220;<em>impiegare nei suoi forni il carbone, il petcoke, l’olio combustibile BTZ, il GPL, il CSS-rifiuto (20.000 tonnellate/anno) o, qualora disponibile, il CSS-combustibile</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi dall&#8217;associazione, rappresentata in città dal dirigente regionale Enzo Parisi, l&#8217;<strong>appello</strong> ai diversi livelli di governo: &#8220;<em>Chiediamo alla nuova amministrazione del sindaco Di Mare, al presidente della Regione Musumeci e al ministro dell’Ambiente Costa di porre in atto ogni legittima misura utile per bocciare questo progetto, per impedire che si brucino i <strong>rifiuti</strong> in cementeria e per mettere finalmente al bando il <strong>petcoke</strong></em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Come più volte detto il petcoke o carbone da petrolio </em>&#8211; asserisce l&#8217;associazione &#8211;<em> è un pessimo scarto, ciò che resta sul fondo del barile dopo aver raffinato ed estratto tutto il possibile, nel quale si concentra un’alta percentuale di zolfo e di metalli pesanti. Esso, assieme al carbone, è uno dei combustibili fossili più inquinanti e tra i maggiori corresponsabili dei cambiamenti climatici</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Anche questo di Augusta </em>&#8211; conclude Legambiente nel comunicato &#8211;<em> è un caso esemplare nel quale è di vitale importanza ed urgenza tutelare la salute delle persone e fermare i cambiamenti climatici. Per fare ciò si cominci con la onesta revisione e la rigorosa applicazione di un <strong>Piano regionale della qualità dell’aria</strong> idoneo a ripristinare condizioni di vivibilità e salubrità per le popolazioni delle aree industriali e dell’intera Sicilia</em>&#8220;.</p>
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		<title>Augusta, deposito Maxcom, Legambiente contro progetto rifacimento pontile. &#8220;Si deve delocalizzare&#8221;</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-deposito-maxcom-legambiente-contro-progetto-rifacimento-pontile-si-deve-delocalizzare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2020 00:58:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Alla fine dello scorso giugno, Legambiente Augusta ha presentato le proprie osservazioni in merito al progetto di rifacimento e allungamento di 25 metri del pontile del deposito carburanti Maxcom, ubicato alla Borgata, progetto sottoposto al procedimento di Valutazione impatto ambientale (Via). Lo rende noto adesso l&#8217;associazione ambientalista. &#8220;Abbiamo evidenziato che il pontile di cui si chiede il rifacimento e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Alla fine dello scorso giugno, <strong>Legambiente</strong> Augusta ha presentato le proprie osservazioni in merito al progetto di rifacimento e allungamento di 25 metri del <strong>pontile </strong>del deposito carburanti <strong>Maxcom</strong>, ubicato alla Borgata, progetto sottoposto al procedimento di Valutazione impatto ambientale (<strong>Via</strong>). Lo rende noto adesso l&#8217;associazione ambientalista.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Abbiamo evidenziato che il pontile di cui si chiede il rifacimento e allungamento</em> &#8211; si legge nel comunicato di Legambiente &#8211;<em> è collocato nella parte nord del porto Megarese e ricade all’interno del Sin Priolo. Esso è posizionato su fondali che secondo le indagini effettuate da Ispra/Cnr sono fortemente contaminati (<strong>zona rossa</strong>). Pertanto qualunque operazione – fosse anche la sola infissione di palancole &#8211; che determini un pur minimo sommovimento del sedimento marino, deve essere preliminarmente esaminata ed approvata dalla apposita Direzione del Ministero Ambiente. Inoltre il Piano regolatore portuale del porto di Augusta citato nel progetto della Maxcom è antiquato mentre è attualmente in corso di elaborazione il <strong>nuovo Prp</strong> e, in ogni caso, manca il parere dell’Autorità portuale di sistema (e quest’ultima, riteniamo, non può esimersi dal tenere ben presente ciò che prevede il Piano di Risanamento)</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Nella proposta progettuale manca la motivazione della necessità di incrementare la portata delle navi che accostano al pontile </em>&#8211; osserva ancora l&#8217;associazione &#8211;<em> Se ciò fosse propedeutico ad un contestuale o successivo aumento dello stoccaggio a terra con ulteriori serbatoi, per le intuibili refluenze sul piano ambientale e della sicurezza, appare evidente che sarebbe necessario sottoporre a Via anche l’ampliamento del parco serbatoi </em>&#8211; prosegue Legambiente &#8211;<em> Mancano altresì l’indispensabile Valutazione d’incidenza (Vinca) sulle vicine aree umide (Zsc) e tutte le ulteriori valutazioni sulla interferenza dell’allungamento del pontile con la prevista realizzazione dei viciniori pontili della Marina militare italiana, sui  suoi eventuali effetti sul ricambio delle acque del porto attraverso il ponte del Rivellino, sul rischio collisioni, sulle emissioni delle navi ormeggiate e le ricadute sulla popolazione del quartiere più vicino</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Abbiamo anche evidenziato il fatto che il deposito, con capacità complessiva di stoccaggio idrocarburi superiore a 40.000 mc, ha una semplice Autorizzazione unica ambientale </em>(<strong>Aua</strong>, ndr)<em> rilasciata dalla Provincia mentre a parer nostro la legge prevederebbe il possesso della <strong>Aia</strong>, Autorizzazione integrata ambientale di competenza statale. Anche il Libero Consorzio della provincia di Siracusa </em>&#8211; sottolinea l&#8217;associazione ambientalista &#8211;<em> ha presentato le sue osservazioni con alcuni argomenti simili ai nostri (sito Sin, questione sedimenti marini, mancanza Vinca, flusso ondoso, ecc.)</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">La sezione cittadina di Legambiente, al pari del <strong>Comune</strong> di Augusta in occasione del Documento di pianificazione strategica di sistema (<strong>Dpss</strong>), approntato dall&#8217;Autorità di sistema portuale quale atto propedeutico al prossimo Prp e approvato il 15 luglio scorso dal consiglio comunale, rimette al centro la questione della <strong>delocalizzazione</strong> dello stesso deposito Maxcom, con la relativa area che, secondo l&#8217;amministrazione comunale, dovrà passare da &#8220;Area con funzione industriale e di cantiere&#8221; ad &#8220;Area con funzione urbana&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>In premessa abbiamo voluto ricordare che secondo il <strong>Piano di Risanamento</strong>, approvato con decreto del Presidente della Repubblica del 17 gennaio 1995, il deposito costiero Maxcom di Augusta deve essere delocalizzato in altra area portuale che viene individuata in quella di Punta Cugno </em>&#8211; ribadisce l&#8217;associazione ambientalista &#8211;<em> Non entriamo in merito alle ragioni per cui tale delocalizzazione non è stata finora attuata ma rimane fermo che non può essere accettata nessuna ipotesi di modifica delle sue strutture che sia funzionale a far permanere il deposito nell’attuale collocazione urbana. La scheda del Piano di Risanamento dice: &#8220;II progetto prevede la delocalizzazione del deposito e il suo insediamento in una nuova area limitrofa a Punta Cugno. L’intervento permetterebbe di conseguire I’obiettivo fondamentale della riqualificazione urbanistica, in quanto I’area attualmente occupata può essere recuperata a servizio della collettività, per la formazione di aree verdi, di parcheggi e strutture di servizio collettivo, con obiettivi di riorganizzazione della viabilità locale, di decongestionamento del traffico, ed in particolare per la riduzione di quello pesante. La zona potrà quindi assumere la funzione di ”polmone verde” in una zona che oggi si presenta carente di questa dotazione&#8221;</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Chi deve pronunciarsi sul progetto in questione </em>&#8211; conclude Legambiente &#8211;<em> tenga in debito conto quanto sopra e nessuno finga di non saper</em>e&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Nella foto di copertina: immagine relativa al progetto di rifacimento e allungamento del pontile Maxcom, fornita da Legambiente Augusta</em>)</p>
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		<title>Inchiesta &#8220;No fly&#8221;, sostanze non normate e Aia. La &#8220;ricetta&#8221; di Legambiente</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/inchiesta-no-fly-sostanze-non-normate-e-aia-la-ricetta-di-legambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2019 19:50:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; &#8220;Per anni cittadini e associazioni ambientaliste hanno denunciato i malesseri causati dalle emissioni nauseabonde del polo industriale. L’iniziativa della Procura della Repubblica di Siracusa, che con l’inchiesta “No fly” nei giorni scorsi ha ottenuto il sequestro preventivo degli impianti Versalis e Sasol ed i depuratori Ias (nella foto di repertorio, ndr) e Taf [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; &#8220;<em>Per anni cittadini e associazioni ambientaliste hanno denunciato i malesseri causati dalle emissioni nauseabonde del polo industriale. L’iniziativa della Procura della Repubblica di Siracusa, che con l’inchiesta “No fly” nei giorni scorsi ha ottenuto il sequestro preventivo degli impianti Versalis e Sasol ed i depuratori Ias </em>(nella foto di repertorio, ndr)<em> e Taf e sottoposto ad indagini 19 persone, consentirà anche di comprendere la fondatezza di queste denunce</em>&#8220;. Così in un comunicato congiunto, i circoli <strong>Legambiente</strong> di Augusta, Siracusa e Priolo prendono posizione a seguito dell&#8217;esecuzione dei sequestri preventivi dei quattro impianti nella zona industriale a cui è stata contestata la “natura inquinante e molesta, sotto il profilo odorigeno, delle immissioni aeree” (<strong><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/inquinamento-sequestrati-impianti-versalis-di-priolo-e-sasol-di-augusta-e-depuratori-tas-e-ias-qualita-dellaria-fortemente-degradata/" target="_blank">vedi articolo e servizio</a></strong>).</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;<strong>inchiesta</strong>, quella della Procura aretusea, che, attraverso il lavoro di consulenti tecnici, ha altresì evidenziato di avere raccolto elementi che “inducono a ritenere che la qualità dell’aria nel territorio interessato si sia fortemente degradata“, rilevando come “nei comuni di Priolo Gargallo, Augusta e in parte Melilli si registra una qualità dell’aria nettamente inferiore a quella degli altri comuni della provincia, avuto riguardo ai vari inquinanti presi in considerazione”.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Da quanto scaturito finora dal lavoro della Procura e dei suoi periti </em>&#8211; commentano i tre circoli di Legambiente &#8211;<em> emergono alcuni problemi nella conduzione delle attività industriali mai seriamente presi in considerazione ed in particolare sia la omessa adozione delle migliori tecnologie sia la mancata messa in opera di soluzioni impiantistiche e strutturali &#8211; quali la copertura delle vasche acque oleose -, con ciò causando l’emissione di alte concentrazioni di sostanze tossiche, maleodoranti e cancerogene come l’H2S (idrogeno solforato), gli NMHC (idrocarburi non metanici) ed il benzene con picchi di 90 ug/m3 (microgrammi/metrocubo) per i primi, di quasi 4000 ug/m3 per i secondi e di 500 ug/m3 per il cancerogeno benzene</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo gli ambientalisti: &#8220;<em>Appare inoltre chiaro il mancato rispetto delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni integrate ambientali (Aia) e dunque una gestione degli impianti non conforme alle prescrizioni stesse. Al di là dei profili di rilevanza penale sarebbero gravissime le responsabilità del Ministero dell’Ambiente se, come si ipotizza, alcune Aia non riportavano le prescrizioni delle Bat pur dovute per legge e non erano aggiornate alle Direttive europee in materia. Altrettanto gravi quelle della Regione Siciliana che per troppi anni ha cincischiato con il Piano di tutela della qualità dell’aria non mettendo a disposizione uno strumento fondamentale di tutela</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulle <strong>sostanze non presenti</strong> negli obsoleti tabellari di legge (&#8220;<i>carente normativa sui livelli di concentrazione delle sostanze come H2S, idrocarburi non metanici e benzene</i>&#8220;) e su <strong>Aia mancanti o parziali</strong> o, secondo la Procura, errate (in un caso), Legambiente sostiene la necessità che le istituzioni locali e nazionali facciano la loro parte nelle seguenti direzioni: &#8220;<em>Attuando con la massima celerità quel Piano di tutela della qualità dell’aria atteso da fin troppo tempo; implementando la legislazione laddove carente sulle sostanze non normate come da oltre un decennio richiesto da Legambiente e, più di recente, anche da Arpa Sicilia; favorendo e/o imponendo quegli aggiornamenti del processo di produzione industriale che elimini l’emissione in ambiente di pericolosi inquinanti come il benzene (C6H6 è una sostanza altamente cancerogena per la quale l’Oms non ha stabilito alcuna soglia minima al di sotto della quale non esiste pericolo per la salute umana); curando la funzionalità e l’adeguatezza delle reti di rilevamento dell’inquinamento atmosferico; mantenendo sempre aperto il canale di informazione e di comunicazione con i cittadini; riesaminare tutte le Aia delle aziende del polo e verificarne la corrispondenza con norme e direttive; affrontare con la dovuta priorità la questione riguardante l’osservanza da parte delle navi del cambio combustibile durante la sosta in porto e la elettrificazione delle banchine; adeguare il numero del personale, che oggi appare largamente insufficiente, degli Enti responsabili dei controlli</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel comunicato si mette infatti in evidenza un ulteriore aspetto, quello della <strong>sosta della navi in porto</strong>, relativo alle emissioni in atmosfera: &#8220;<em>Legambiente da oltre un decennio segnala il pesante contributo di emissioni inquinanti che proviene dalle navi che sostano ed operano nei porti di Augusta e Siracusa. Proprio qualche giorno fa Legambiente Sicilia ha ufficialmente raccomandato alle Autorità portuali e alle Capitanerie di porto dell’isola di vigilare e applicare rigorosamente la normativa riguardante il cambio del combustibile in porto e di attivarsi per l’elettrificazione delle banchine. I periti della procura hanno ora esaminato questo aspetto e trovato una precisa corrispondenza tra l’accosto della nave e le alte concentrazioni di inquinanti verificatesi</em>&#8220;.</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Chiuso a Roma il tavolo Aia per la Esso di Augusta. &#8220;Se il ministro approva, impugneremo il decreto&#8221;</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/chiuso-a-roma-il-tavolo-aia-per-la-esso-di-augusta-se-il-ministro-approva-impugneremo-il-decreto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Mar 2018 20:34:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; “Nessuna certezza sulla riduzione del 33% dell’utilizzo di acqua di falda da parte dell’industria. Se il ministro Galletti dovesse varare l’autorizzazione la impugneremo”. Si è chiuso a Roma, al ministero dell’Ambiente, l’iter istruttorio per il rilascio delle Aia alla raffineria Esso, di Augusta, e c’è parziale insoddisfazione tra i rappresentanti degli enti locali presenti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; “<em><strong>Nessuna certezza sulla riduzione del 33% dell’utilizzo di acqua di falda</strong> da parte dell’industria. <strong>Se il ministro Galletti dovesse varare l’autorizzazione la impugneremo</strong></em>”. Si è chiuso a Roma, al <strong>ministero dell’Ambiente</strong>, l’iter istruttorio per il rilascio delle <strong>Aia alla raffineria Esso, di Augusta</strong>, e c’è parziale insoddisfazione tra i rappresentanti degli enti locali presenti al tavolo. Su tutti i sindaci. Se ne fa portavoce il sindaco di Melilli, <strong>Giuseppe Carta</strong>. Che annuncia l’eventuale impugnativa del decreto di rilascio delle Autorizzazioni integrate ambientali, qualora il ministro <strong>Gianluca Galletti</strong> dovesse approvarlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La parte che non ha convinto i rappresentanti degli enti locali</strong> riguarda l’emungimento della falda dai pozzi che nella precedente Aia prescriveva al gestore la riduzione del 33% dell’utilizzo di acqua. <strong>Due milioni di metri cubi</strong> di acqua di falda in meno da emungere dei totali 6. Problema annoso, quello dello sfruttamento dell’acqua di falda da parte delle grandi aziende del Petrolchimico, più volte finito nel mirino dell’<strong>Enea</strong> secondo cui “la presenza di un importante polo industriale che utilizza l’acqua per il raffreddamento degli impianti”, avrebbe tra le altre cose “favorito le infiltrazioni dal mare” e dunque la salinizzazione dell’acqua del nostro territorio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I sindaci</strong>, secondo quanto dichiarato dal primo cittadino melillese, <strong>ritengono che nelle carte dell’iter istruttorio vi fosse carenza di documentazione</strong> che certificasse questa diminuzione dell’uso della preziosa risorsa. Da qui la decisione di formulare dissenso, astenendosi dalla loro funzione al tavolo, ossia quella di esprimere parere. <strong>La richiesta di sindaci e ex Provincia</strong> era stata di rinviare i lavori, dando anche l’opportunità all’azienda di certificare di aver ottemperato alla prescrizione. Ma è arrivato il “No” del presidente della Conferenza di servizi. Il sindaco di Melilli, Giuseppe Carta, ha espresso il suo dispiacere “<em>per l’inaspettato atteggiamento della presidenza della Conferenza, che non ha tenuto in debita considerazione la richiesta univoca di tutti gli enti territoriali</em>”, ma anche “<em>per il mancato rispetto dei tempi previsti per la condivisione del parere istruttorio</em>”. <strong>Carte che sarebbero arrivate un giorno prima della Conferenza, anziché entro tre giorni</strong> come vorrebbe la procedura corretta.</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso, vista la chiusura dell’iter, <strong>il decreto autorizzativo arriverà sul tavolo del ministro</strong> che dovrà approvarlo o meno: “<em>Contro tutto il territorio, ex Provincia, Comune di Augusta e Comune di Melilli </em>– dice il sindaco Carta –<em> io fossi nel ministro non firmerei</em>”. Esiste, dunque, l’ipotesi che di fronte ai dubbi del territorio Galletti decida di far proseguire i tavoli e non firmare l’Aia per la Esso così com’è. Nel documento, comunque, sono presenti altre prescrizioni delle quali i rappresentanti degli enti locali sono soddisfatti: la copertura delle vasche e l’istallazione delle centraline a margine del recinto della raffineria, interventi necessari per il contenimento delle emissioni di Cov (Composti organici volatili) e per individuarne la provenienza. Ciononostante, se il ministro lo approvasse così com’è lo impugnerebbero.</p>
<p style="text-align: justify;">(Articolo di Massimiliano Torneo su <strong><a href="http://www.lagazzettasiracusana.it/roma-chiuso-il-tavolo-aia-per-la-esso-di-augusta-sindaco-carta-se-ministro-approva-impugneremo-il-decreto/" target="_blank">La Gazzetta Siracusana.it</a></strong>)</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Nuovi impianti per trattamento rifiuti liquidi in contrada S. Cusumano, ricorso Intec Sud: &#8220;Uno autorizzato a 140 metri dal nostro&#8221;</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/nuovi-impianti-per-trattamento-rifiuti-liquidi-in-contrada-s-cusumano-ricorso-intec-sud-uno-autorizzato-a-140-metri-dal-nostro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Casole]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2018 11:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Il presidente della &#8220;Intec Sud Srl&#8220;, Gianluca Magrì, ha tenuto una conferenza stampa lunedì mattina per chiarire la posizione dell&#8217;azienda, che gestisce un impianto per il trattamento di rifiuti liquidi in contrada San Cusumano, al momento l&#8217;unico, in merito ad alcune dichiarazioni rese dal sindaco Cettina Di Pietro nelle quali riferiva che l’amministrazione è “contraria alla costruzione di qualsivoglia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Il presidente della &#8220;<strong>Intec Sud Srl</strong>&#8220;, <strong>Gianluca Magrì</strong>, ha tenuto una conferenza stampa lunedì mattina per chiarire la posizione dell&#8217;azienda, che gestisce un impianto per il trattamento di rifiuti liquidi in contrada San Cusumano, al momento l&#8217;unico, in merito ad alcune dichiarazioni rese dal sindaco <strong>Cettina Di Pietro</strong> nelle quali riferiva che l’amministrazione è “<em>contraria alla costruzione di qualsivoglia impianto che impatti su un territorio già martoriato</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Posto che “<em>l’impianto della Intec esiste già da due anni</em>”, come ha precisato il presidente della Intec, Magrì, la questione, dunque, riguarda un <strong>secondo e terzo impianto</strong> di cui sarebbe prevista la realizzazione nella medesima zona, e da parte di altre società. Uno di questi due impianti da realizzare farebbe capo alla società “Rigenia Srl”, e l’Intec Sud ha presentato ricorso contestando il presunto mancato rispetto dei <strong>limiti imposti sulle distanze minime</strong>. “<em>L’impianto della Rigenia che è stato autorizzato</em> (Aia, ndr)<em> ad agosto</em>”, non ancora costruito, “<em>insiste a una distanza di 140 metri</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Facendo seguito a un decreto ministeriale del 2015 che stabilisce che impianti equivalenti non possano esistere a una distanza inferiore a 1 chilometro </em>&#8211; asserisce Magrì &#8211;<em>, abbiamo sollevato il problema quando scoprimmo, per puro caso, che la stessa aveva ottenuto la Valutazione di impatto ambientale</em> (Via, ndr)<em> positiva, necessaria per dare avvio all’iter autorizzativo arrivato poi tramite Aia. In tutto ciò non siamo mai stati interpellati come controinteressati nell’iter autorizzativo della Rigenia</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi il presidente della Intec Sud ha esposto ciò che è seguito al <strong>ricorso al Tar di Catania </strong>avverso la concessione della Via da parte dell&#8217;Assessorato regionale Territorio e Ambiente: “<em>All’inizio del 2016 presentiamo una richiesta al Tar per una richiesta di sospensiva della Via. Nello stesso periodo, l’Assessorato regionale Territorio e Ambiente, alla nostra richiesta in via cautelativa sull’autorizzazione, ci risponde che siccome il polo petrolchimico di Siracusa è già devastato da tutta una serie di attività industriali, acciaierie, cementerie, e che insistono nella zona altre attività simili come la discarica di Lentini, quella di Melilli, la discarica di Siracusa, può esistere un’altra attività</em>”. Dopo la prima udienza nel luglio del 2017, il Tar dovrebbe entrare nel merito il prossimo <strong>22 febbraio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Di tutti questi passaggi </em>&#8211; ha sottolineato Magrì &#8211;<em> abbiamo tenuto a conoscenza il Comune di Augusta</em>”. L&#8217;<strong>ente comunale</strong>, secondo il responsabile commerciale della Intec Sud, <strong>Carmelo Parrino</strong>, “<em>deve farsi carico di evitare che la Regione possa consentire il rilascio di autorizzazioni a impianti uno accanto all’altro, in  violazione di una norma che stabilisce che le distanze per impianti equivalenti siano di almeno un chilometro, perché in questo modo si creerebbe un precedente e una concentrazione tale per cui viene meno il principio di precauzione e del ‘chi inquina paga’, perché i soggetti non possono poi essere individuati come responsabili del danno ambientale</em>”.</p>
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		<title>Autorizzazioni ambientali alla Cisma, Di Pietro e Pulvirenti gettano ombre sul governatore Crocetta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2017 16:41:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; &#8220;Apprendiamo dalla stampa che il dirigente regionale del dipartimento Acqua e Rifiuti ha chiesto la verifica di tutte le autorizzazioni ambientali rilasciate dalla stessa Regione a seguito dei fatti accaduti sulla discarica Cisma Ambiente. Tra le autorizzazioni poste sotto la lente di ingrandimento ci sarebbe anche quella rilasciata dal presidente della Regione che modificava [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; &#8220;<em>Apprendiamo dalla stampa che il dirigente regionale del dipartimento Acqua e Rifiuti ha chiesto la verifica di tutte le autorizzazioni ambientali rilasciate dalla stessa Regione a seguito dei fatti accaduti sulla discarica Cisma Ambiente. Tra le autorizzazioni poste sotto la lente di ingrandimento ci sarebbe anche quella rilasciata dal presidente della Regione che modificava l&#8217;Aia della Cisma Ambiente e imponeva ai comuni della provincia di Siracusa di conferire in quella discarica. Per ottenere una modifica di Aia (Autorizzazione integrata ambientale) molte aziende sane devono aspettare anni, perché i tempi della Regione sono biblici, ed il Presidente invece in un attimo ha concesso a questa azienda come a poche altre elette di bypassare le normative nonostante il dissenso di cittadini ed associazioni</em>&#8220;. Così il sindaco pentastellato <strong>Cettina Di Pietro</strong> e l&#8217;assessore all&#8217;Ambiente <strong>Danilo Pulvirenti</strong> in una nota congiunta gettano ombre sulla gestione delle autorizzazioni ambientali da parte del governatore regionale <strong>Rosario Crocetta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>operazione denominata &#8220;Piramidi&#8221;</strong>, su presunte connessioni tra mafia e rifiuti, che ha portato la scorsa settimana a 14 arresti, tra cui funzionari della Regione, oltre al sequestro della discarica in territorio di Melilli, genera reazioni politiche e perplessità su quanto accaduto durante le diverse &#8220;emergenze&#8221; rifiuti regionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui gli interrogativi posti dagli amministratori del Comune di Augusta: &#8220;<em>Quanto è accaduto è incredibile, nonostante l&#8217;Antimafia parli di infiltrazioni mafiose e di un intreccio perverso tra politica ed imprenditoria, nonostante gli scandali, si continua impunemente e sotto gli occhi di tutti a violare non solo la legge ma il buonsenso e la decenza. Perché il presidente Crocetta ha deciso di far conferire i comuni proprio alla Cisma? Come è stata scelta questa azienda? Non ce n&#8217;erano altre che avrebbero potuto usufruire della stessa ordinanza? Ricordiamo a tutti che si tratta di soldi dei cittadini, il costo del conferimento è tutto a carico loro ed in questo caso hanno costretto interi comuni a finanziare un potenziale scandalo a forza di ordinanze</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella nota congiunta, i due esponenti dell&#8217;Amministrazione pentastellata ricordano anche tutte le <strong>criticità registrate la scorsa estate</strong>: &#8220;<em>A seguito di quella folle ordinanza arrivata i primi di agosto, in piena estate e senza alcun preavviso, ci siamo opposti inviando una nota allo stesso Dirigente regionale per chiedere che i rifiuti del nostro Comune venissero nuovamente conferiti alla discarica di Lentini. Diverse le stranezza dell&#8217;ordinanza: il costo prima di tutto, si parlava di 130 euro per tonnellata invece dei 95 euro per tonnellata che si pagavano alla Sicula, gli orari ed i giorni di conferimento, che in piena estate con le spiagge piene di turisti ed avventori erano ingestibili (la domenica chiusi), l&#8217;improvvisazione da parte degli uffici della stessa discarica che sembravano impreparati a gestire il conferimento per cui erano stati autorizzati, la chiusura della discarica nei giorni festivi con ferragosto alle porte (che era di lunedì), e le quantità di rifiuti che ci venivano concesse erano inferiori rispetto a quanto previsto dall&#8217;ordinanza stessa con la conseguenza di avere ad agosto i rifiuti in mezzo alle strade</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi, da quell&#8217;agosto a ieri, 20 marzo, i <strong>ripetuti cambi di destinazione per il conferimento</strong>, allora nella discarica in territorio lentinese della Sicula Trasporti, prima di tornare con il nuovo anno a conferire in quella della Cisma Ambiente e infine, per il sequestro di quest&#8217;ultima, ancora una volta nell&#8217;impianto della Sicula Trasporti: &#8220;<em>Solo dopo la nostra nota il dirigente ci ha spostati alla Sicula Trasporti insieme al comune di Canicattini, ed imposto il costo di conferimento ed i relativi orari. La preoccupazione di questa amministrazione non era però solo di tipo organizzativo e di conferimento ma era sulla possibilità di mischiare rifiuti solidi urbani con i rifiuti speciali e sulle possibili ricadute ambientali e sulla salute di cittadini. Preoccupazioni confermate dal fatto che dopo pochi mesi, su prescrizioni dell&#8217;Arpa Siracusa che ha subito fatto presente le proprie perplessità tecniche, è stato ordinato a tutti i comuni di tornare alla sicula trasporti. Ma a fine gennaio del 2017 una nuova improvvisa ordinanza ci ha imposto di tornare alla Cisma Ambiente. Poi i fatti di cronaca e, dopo le nostre rimostranze pubbliche fatte all&#8217;assessore Contrafatto sull&#8217;opportunità di continuare ad imporci di conferire alla Cisma tutti i comuni della provincia dal 20 marzo, sono tornati alla Sicula Trasporti</em>&#8220;.</p>
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		<title>Oikothen, Amministrazione decide, plauso da opposizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2015 13:15:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Continua ad avere sviluppi il caso relativo alla realizzazione della piattaforma polifunzionale della società Oikothen per il trattamento di rifiuti speciali e non solo nella località di Costa Mendola.&#160;Inizialmente l&#8217;Amministrazione&#160;comunale aveva rinunciato&#160;ad impugnare il provvedimento di rilascio dell&#8217;Aia,&#160;avvenuto con decreto n.103 del 7 aprile 2015,&#160;motivando la scelta con la&#160;mancanza di fondi per le&#160;spese [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/08/oikothen-costa-mendola.jpg?x90480"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-13320" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/08/oikothen-costa-mendola-268x300.jpg?x90480" alt="Zona di insediamento piattaforma Oikothen ad Augusta" width="268" height="300" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/08/oikothen-costa-mendola-268x300.jpg 268w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/08/oikothen-costa-mendola.jpg 620w" sizes="(max-width: 268px) 100vw, 268px" /></a>AUGUSTA &#8211; Continua ad avere sviluppi il caso relativo alla realizzazione della piattaforma polifunzionale della società Oikothen per il <strong>trattamento di rifiuti speciali e non solo</strong> nella località di Costa Mendola.&nbsp;Inizialmente l&#8217;Amministrazione&nbsp;comunale aveva rinunciato&nbsp;ad impugnare il provvedimento di rilascio dell&#8217;Aia,&nbsp;avvenuto con decreto n.103 del 7 aprile 2015,&nbsp;motivando la scelta con la&nbsp;mancanza di fondi per le&nbsp;spese legali, e aveva richiesto&nbsp;la presentazione del ricorso all&#8217;Assessorato regionale competente.</p>
<p style="text-align: justify;">Considerata la mancata azione della Regione e l&#8217;elemento nuovo legato alla disponibilità di due professionisti augustani a titolo gratuito, gli avvocati Giuseppe Cassarino e Saria Lanteri, marito e moglie, l&#8217;<strong>Amministrazione comunale</strong> ha allora ritenuto doveroso procedere&nbsp;per opporsi, come più volte dichiarato, alla costruzione&nbsp;della piattaforma. Da qui la delibera di Giunta n. 92 datata 5 agosto.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Amministrazione, ribadendo la gravità dello stato finanziario del Comune, perché in dissesto, precisa che &#8220;<em>l&#8217;impegno di spesa per il ricorso in argomento riguarda soltanto le spese relative all&#8217;iscrizione della causa a ruolo e di notifica; per quanto riguarda, invece, la materiale redazione dell&#8217;atto, oltre alla fattiva collaborazione dell&#8217;Assessore avvocato Mary Giovanniello, si ringraziano l&#8217;avvocato Giuseppe Cassarino che, in uno alla moglie avvocato Saria Lanteri, sono stati gli unici a mettersi, nell&#8217;immediato, a disposizione del Sindaco per <strong>redigere gratuitamente il ricorso rinunciando a qualsiasi spettanza</strong></em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">La decisione della Giunta guidata dal sindaco Di Pietro ha ricevuto&nbsp;il plauso del&nbsp;<strong>consigliere comunale di opposizione Giuseppe Di Mare</strong>, eletto nella lista civica &#8220;CambiAugusta&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Avevano lasciato grosse perplessità</em> &#8211; comunica Di Mare &#8211; <em>le dichiarazioni del Primo Cittadino di non voler presentare ricorso perché particolarmente esoso; con questo passo indietro la Giunta dimostra capacità di ascoltare la Città che a gran voce ha richiesto quest&#8217;atto</em>&#8220;. E aggiunge: &#8220;<em>Dinanzi alla salute dei cittadini non ci sono problemi economici che tengono; le questioni economico-finanziarie non possono condizionare il futuro e la qualità della vita della Città di oggi e domani</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine una nota di disappunto sull&#8217;operato dei Commissari Straordinari, che, spiega Di Mare, &#8220;<em>con la mancanza degli atti dovuti a tutela della Città di fatto non hanno ostacolato la realizzazione di questo ennesimo impianto nel nostro territorio</em>&#8220;. E un appello a tutta la deputazione regionale della provincia di Siracusa: &#8220;<em>Si affianchi in questa battaglia a tutela della salute dei cittadini alla Città e all&#8217;Amministrazione, soprattutto la deputazione vicina al Presidente della Regione, in nome di qualche posto di lavoro, magari gestito dai soliti noti; non si può barattare per l&#8217;ennesima volta il futuro dei nostri figli</em>&#8220;.</p>
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