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	<title>bonifica ordigni bellici &#8211; La Gazzetta Augustana</title>
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	<description>Notizie e ultim'ora su cronaca, politica, sport, eventi di Augusta</description>
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		<title>Stretto di Messina, palombari del nucleo Sdai di Augusta all&#8217;opera per bonifica ordigni bellici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 18:25:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[bonifica ordigni bellici]]></category>
		<category><![CDATA[elettrodotto bolano annunziata]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Tra fine febbraio e la prima decade di aprile, i palombari del Gruppo operativo subacquei (Gos) del Comando subacquei e incursori della Marina militare (Comsubin), distaccati presso il Nucleo Sdai (Sminamento difesa antimezzi insidiosi) di Augusta, hanno condotto delicate operazioni subacquee nelle insidiose acque dello Stretto di Messina, presso le località reggine di [&#8230;]]]></description>
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<p>AUGUSTA &#8211; Tra fine febbraio e la prima decade di aprile, i <strong>palombari</strong> del Gruppo operativo subacquei (Gos) del Comando subacquei e incursori della Marina militare (Comsubin), distaccati presso il <strong>Nucleo Sdai</strong> (Sminamento difesa antimezzi insidiosi) di Augusta, hanno condotto delicate operazioni subacquee nelle insidiose acque dello <strong>Stretto di Messina</strong>, presso le località reggine di Bolano e Acciarello e lungo la costa messinese.</p>



<p>La segnalazione della presenza di <strong>ordigni</strong> è stata comunicata da una ditta di lavori subacquei impegnata nelle indagini preventive nell’ambito del <strong>progetto Bolano-Annunziata</strong>, un’opera di approvvigionamento energetico (<strong>cavi subacquei</strong>) che collegherà Messina e Reggio Calabria.</p>



<p>Su incarico delle Prefetture di Messina e Reggio Calabria, i palombari della Marina militare hanno elaborato un piano per la bonifica degli ordigni, localizzati a profondità comprese <strong>tra i 35 e i 40 metri</strong>. Gli ordigni sono stati successivamente riconosciuti come 4 bombe d’aereo da 500 libbre, 3 bombe d’aereo da 250 libbre e un proietto di grosso calibro, per un totale di <strong>8 pezzi</strong>, tutti risalenti al <strong>secondo conflitto mondiale</strong>.</p>



<p>Le operazioni, iniziate il&nbsp;<strong>26 febbraio</strong>&nbsp;e concluse definitivamente il&nbsp;<strong>10 aprile</strong>, si sono rivelate estremamente complesse, con difficoltà tecniche che hanno richiesto particolari attenzioni. I fattori ambientali hanno influito significativamente sullo svolgimento delle operazioni: immersioni a quote rilevanti, forti correnti e condizioni meteo avverse hanno messo a dura prova i palombari impegnati sul campo. A rendere l’intervento ancora più delicato è stata la tipologia degli ordigni, bombe d’aereo &#8220;armate&#8221; con spolette inserite, il che ha richiesto un attento processo di rimozione, rimorchio e distruzione per garantire la sicurezza degli operatori subacquei e della comunità circostante.</p>



<p>La bonifica non ha lasciato nulla al caso: ogni fase è stata attentamente pianificata attraverso un coordinamento efficace che ha visto il coinvolgimento del personale delle <strong>Capitanerie di porto</strong> e del reparto navale della <strong>Guardia di finanza</strong> di Messina e Reggio Calabria, al fine di garantire un’adeguata cornice di sicurezza. La popolazione è stata informata attraverso comunicati che hanno coinvolto i <strong>cittadini</strong>, evitando allarmismi e garantendo la massima sicurezza.</p>



<p>L&#8217;eliminazione dei residuati bellici consentirà la posa in sicurezza dei cavi subacquei dell’elettrodotto Bolano-Annunziata, una nuova infrastruttura che aumenterà la capacità di interconnessione tra la Sicilia e il continente fino a 2.000 megawatt, contribuendo allo sviluppo e all’integrazione delle fonti rinnovabili nel Sud Italia. Inoltre, il collegamento migliorerà la <strong>rete elettrica</strong>, aumentando la flessibilità operativa e garantendo maggiore sicurezza ai sistemi elettrici del Mezzogiorno e dell’Isola.</p>



<p>“<em>È bene ricordare a chiunque dovesse trovare oggetti che per forme e dimensioni possano richiamare un ordigno esplosivo o parti di esso </em>&#8211; sottolinea la Marina militare &#8211;<em> che questi manufatti possono essere molto pericolosi e pertanto non devono essere&nbsp;toccati o manomessi in alcun modo, <strong>denunciando</strong> immediatamente il ritrovamento alla locale <strong>Capitaneria di porto</strong> o alla più vicina stazione dei <strong>Carabinieri</strong>, così da consentire l’intervento dei palombari della Marina al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza del nostro mare, laghi e fiumi</em>”.</p>
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		<title>Palombari del nucleo Sdai di Augusta protagonisti di tre interventi di bonifica da ordigni bellici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 20:44:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bonifica ordigni bellici]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Negli ultimi dieci giorni del mese di novembre, i palombari del Gruppo operativo subacquei del Comando subacquei ed incursori della Marina militare distaccati presso il Nucleo Sdai di Augusta (Sminamento difesa antimezzi insidiosi) hanno condotto numerosi interventi d’urgenza in diverse località della Sicilia, arrivando a rimuovere complessivamente 53 pericolosi ordigni esplosivi residuati bellici. A [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Negli ultimi dieci giorni del mese di novembre, i palombari del Gruppo operativo subacquei del Comando subacquei ed incursori della Marina militare distaccati presso il <strong>Nucleo Sdai di Augusta</strong> (Sminamento difesa antimezzi insidiosi) hanno condotto numerosi interventi d’urgenza in diverse località della Sicilia, arrivando a rimuovere complessivamente <strong>53 pericolosi ordigni esplosivi</strong> residuati bellici.</p>
<p style="text-align: justify;">A seguito di segnalazioni di privati cittadini circa la presenza di probabili manufatti esplosivi, nei giorni scorsi le Prefetture di Catania, Agrigento e Siracusa hanno rispettivamente richiesto e coordinato tre interventi di bonifica d’urgenza, condotti dal Gos della Marina militare. I palombari si sono immersi a <strong>Gelsomineto</strong> (Avola), <strong>Ognina</strong> (Catania) e <strong>Punta Sottile</strong> (isola di Lampedusa) per ricercare ed effettuare il riconoscimento degli oggetti segnalati, trovando, nel complesso, 10 proiettili di grosso calibro, 17 di medio calibro, 12 bombe a mano, 7 bombe da fucile, 6 bombe da mortaio ed una spoletta risalenti all’ultimo conflitto mondiale. Gli ordigni recuperati sono stati distrutti dagli uomini di <strong>Comsubin</strong>, utilizzando le consolidate precauzioni tese a preservare l’ecosistema marino.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi ultimi tre interventi rappresentano una delle tante attività che i Reparti subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità anche nelle acque interne, come ribadito dal recente decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Con 168 anni di storia alle spalle, i palombari della Marina rappresentano l’<strong>eccellenza nazionale</strong> nell’ambito delle attività subacquee, essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) e a favore della collettività.</p>
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