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	<title>breve storia di augusta &#8211; La Gazzetta Augustana</title>
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	<description>Notizie e ultim'ora su cronaca, politica, sport, eventi di Augusta</description>
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		<title>Festa dei morti ad Augusta, tradizioni e curiosità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2024 10:23:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Nel giorno della Commemorazione dei defunti, 2 novembre, proponiamo ai nostri lettori la riscoperta delle tradizioni locali&#160;con il paragrafo dedicato nella&#160;Breve storia di Augusta, a cura di Salvo Lentini, pubblicata negli anni scorsi su queste pagine. Ad Augusta, come in tantissime altre città della Sicilia, più che dalla vecchia Befana, i&#160;regali più attesi [&#8230;]]]></description>
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<p>AUGUSTA &#8211; <em>Nel giorno della <strong>Commemorazione dei defunti</strong>, 2 novembre, proponiamo ai nostri lettori la riscoperta delle tradizioni locali&nbsp;con il paragrafo dedicato nella&nbsp;<a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/tag/breve-storia-di-augusta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Breve storia di Augusta</strong></a>, a cura di Salvo Lentini, pubblicata negli anni scorsi su queste pagine.</em></p>



<p>Ad Augusta, come in tantissime altre città della Sicilia, più che dalla vecchia Befana, i&nbsp;<strong>regali più attesi dell’anno</strong>&nbsp;erano quelli fatti dai morti; un’usanza che, fino a poco tempo addietro, era di certo superiore persino a quella di trovare il classico regalo sotto l’albero di Natale.</p>



<p>Secondo un’antichissima tradizione, nella notte che precede il 2 del mese di Novembre, giorno della Commemorazione dei Defunti, i morti portavano dei regali ai bambini delle proprie famiglie, ricevendone in cambio un perpetuo ricordo. Le richieste dei regali fatte ai “<strong>murticeddi</strong>” avvenivano con una letterina, in maniera simile di come avviene con Babbo Natale. Una lunga notte trascorsa quasi insonne per tutti i bambini, perché non riuscivano a prendere sonno per l’ansiosa attesa dell’arrivo di questi regali, desiderati da un intero anno.</p>



<p>Rimanere svegli durante quella notte per i bambini comportava anche dei rischi, perché i morti non gradivano di essere visti e si rischiava persino che non lasciassero nessun regalo; quindi i bambini, accuratamente avvertiti dagli interessati genitori, cercavano a tutti i costi di tenere gli occhi ben chiusi, per non rischiare di rimanere senza alcun regalo. Ma, come spesso succedeva in questi casi, c’erano quei bambini, magari più grandini, più curiosi ed anche meno creduloni degli altri, che facevano finta di dormire e ‘sbirciavano’ di nascosto, intravedendo delle sagome entrare in camera e posare dei regali, riconoscendo al buio i propri genitori, salutati soltanto poco prima per andare a letto!</p>



<p>Il regalo ricevuto dai bambini “u jornu de morti”, ogni anno quasi sempre uguale, era quello maggiormente gradito e magari più atteso del regalo di compleanno; perché questo era un regalo da far vedere agli altri bambini, per poterli confrontare e stabilire, instaurando una sorta di sfida, a chi di loro i ‘morti’ avevano portato quello più bello. Difatti, già dalle prime ore di quel giorno, tutti i bambini si ritrovavano nelle strade, nelle piazze, nei vicoli o alla “Villa”, ognuno a mostrare e a giocare con il regalo che gli avevano “purtatu i morti”: in ogni angolo della città vi era un piacevole e movimentato ambiente generato dalla loro grande animosità.</p>



<p>Questa tradizione, tramandata e portata avanti principalmente per i bambini, spesso offriva ai più grandi l’opportunità per fare dei regali più impegnativi, come quello di scambiarsi gli&nbsp;<strong>anelli di fidanzamento</strong>, a conferma della loro volontà di unirsi in matrimonio.</p>



<p>(<em>Nella foto di copertina: mostra di giocattoli d&#8217;epoca attualmente allestita dall&#8217;associazione &#8220;Lamba Doria&#8221; nell&#8217;androne su piazza Duomo del palazzo di città</em>)</p>
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		<title>Festa dei morti ad Augusta, tradizioni e curiosità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Nov 2023 02:14:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Nel giorno della Commemorazione dei defunti, 2 novembre, proponiamo ai nostri lettori la riscoperta delle tradizioni locali con il paragrafo dedicato nella Breve storia di Augusta, a cura di Salvo Lentini, pubblicata negli anni scorsi su queste pagine. Ad Augusta, come in tantissime altre città della Sicilia, più che dalla vecchia Befana, i&#160;regali più attesi [&#8230;]]]></description>
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<p>AUGUSTA &#8211; <em>Nel giorno della <strong>Commemorazione dei defunti</strong>, 2 novembre, proponiamo ai nostri lettori la riscoperta delle tradizioni locali con il paragrafo dedicato nella <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.lagazzettaaugustana.it/tag/breve-storia-di-augusta/" target="_blank"><strong>Breve storia di Augusta</strong></a>, a cura di Salvo Lentini, pubblicata negli anni scorsi su queste pagine.</em></p>



<p>Ad Augusta, come in tantissime altre città della Sicilia, più che dalla vecchia Befana, i&nbsp;<strong>regali più attesi dell’anno</strong>&nbsp;erano quelli fatti dai morti; un’usanza che, fino a poco tempo addietro, era di certo superiore persino a quella di trovare il classico regalo sotto l’albero di Natale.</p>



<p>Secondo un’antichissima tradizione, nella notte che precede il 2 del mese di Novembre, giorno della Commemorazione dei Defunti, i morti portavano dei regali ai bambini delle proprie famiglie, ricevendone in cambio un perpetuo ricordo. Le richieste dei regali fatte ai “<strong>murticeddi</strong>” avvenivano con una letterina, in maniera simile di come avviene con Babbo Natale. Una lunga notte trascorsa quasi insonne per tutti i bambini, perché non riuscivano a prendere sonno per l’ansiosa attesa dell’arrivo di questi regali, desiderati da un intero anno.</p>



<p>Rimanere svegli durante quella notte per i bambini comportava anche dei rischi, perché i morti non gradivano di essere visti e si rischiava persino che non lasciassero nessun regalo; quindi i bambini, accuratamente avvertiti dagli interessati genitori, cercavano a tutti i costi di tenere gli occhi ben chiusi, per non rischiare di rimanere senza alcun regalo. Ma, come spesso succedeva in questi casi, c’erano quei bambini, magari più grandini, più curiosi ed anche meno creduloni degli altri, che facevano finta di dormire e ‘sbirciavano’ di nascosto, intravedendo delle sagome entrare in camera e posare dei regali, riconoscendo al buio i propri genitori, salutati soltanto poco prima per andare a letto!</p>



<p>Il regalo ricevuto dai bambini “u jornu de morti”, ogni anno quasi sempre uguale, era quello maggiormente gradito e magari più atteso del regalo di compleanno; perché questo era un regalo da far vedere agli altri bambini, per poterli confrontare e stabilire, instaurando una sorta di sfida, a chi di loro i ‘morti’ avevano portato quello più bello. Difatti, già dalle prime ore di quel giorno, tutti i bambini si ritrovavano nelle strade, nelle piazze, nei vicoli o alla “Villa”, ognuno a mostrare e a giocare con il regalo che gli avevano “purtatu i morti”: in ogni angolo della città vi era un piacevole e movimentato ambiente generato dalla loro grande animosità.</p>



<p>Questa tradizione, tramandata e portata avanti principalmente per i bambini, spesso offriva ai più grandi l’opportunità per fare dei regali più impegnativi, come quello di scambiarsi gli <strong>anelli di fidanzamento</strong>, a conferma della loro volontà di unirsi in matrimonio.</p>



<p>(<em>Nella foto di copertina: ala est del cimitero comunale, ieri</em>)</p>
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		<title>Augusta e l&#8217;evoluzione della &#8220;scampagnata&#8221; di Pasquetta</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-e-levoluzione-della-scampagnata-di-pasquetta-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2023 09:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Nel giorno della cosiddetta Pasquetta, proponiamo qui di seguito il paragrafo dedicato nella ‘Breve storia di Augusta‘, l’opera di divulgazione, realizzata in un quinquennio per la prima volta online proprio su La Gazzetta Augustana.it, a cura del cultore di storia locale Salvo Lentini. La tradizione vuole che il giorno seguente la Pasqua si faccia una bella gita fuori [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; <em>Nel giorno della cosiddetta<strong> Pasquetta</strong>, proponiamo qui di seguito il paragrafo dedicato nella ‘<strong><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/tag/breve-storia-di-augusta/" target="_blank" rel="noopener">Breve storia di Augusta</a></strong>‘, l’opera di divulgazione, realizzata in un quinquennio per la prima volta online proprio su La Gazzetta Augustana.it, a cura del cultore di storia locale Salvo Lentini.</em></p>
<p style="text-align: justify;">La tradizione vuole che il giorno seguente la Pasqua si faccia una bella<strong> gita fuori porta</strong>, per prolungare allegramente l’avvenuta Resurrezione del Cristo mangiando all’aperto ed in piena campagna. In tempi lontani, quando Augusta era raccolta entro i confini dell’isola, bastava oltrepassare i ponti spagnoli per raggiungere la vicina campagna che si estendeva nella terraferma; proprio per tal motivo gli antichi ponti sono localmente indicati come “<strong>i ponti i campagna</strong>”. Con gli anni e con il progressivo sviluppo del rione della Borgata, le campagne di quella zona furono totalmente inghiottite dal continuo cemento utilizzato per le nuove costruzioni. Di conseguenza la popolazione dovette percorrere un tragitto più lungo, per raggiungere i luoghi dove trascorrere la pasquetta; pertanto, a datare dagli anni del secondo dopoguerra, il luogo maggiormente preferito dai tanti gitanti “do Lunedì i Pasqua” divenne l’ampio spiazzo esistente in <strong>Contrada Fontana</strong>, che prendeva il nome dalla presenza in quel luogo di una estesa fontana-abbeveratoio. Dal centro urbano molte persone raggiungevano anche a piedi i luoghi prescelti per la scampagnata, tante altre si spostavano con i carretti o con le biciclette, una minoranza con le motociclette e qualcuno, più agiato, con l’automobile.</p>
<p style="text-align: justify;">Un atteso esodo dove tutti portavano da casa, in qualsiasi maniera, i vari ed assortiti cibi, le fresche bevande e quant’altro utile per questo annuale <strong>picnic</strong>. Cibi comprendenti, per una tradizione augustana che si perde nella notte dei tempi, soprattutto ‘cacocciuli arrustuti ‘ndo carbuni, uova e patate bollite, “pani i casa”, vino locale e gassose fresche, le immancabili “cassateddi i Pasqua” e la caratteristica “aceddu cu l’ova”! Le scampagnate erano sempre un buon motivo di allegria e spensieratezza: pranzi all’ombra di un albero, picnic sull’erba e l’immancabile ‘fistinu’ all’aperto. Fra la grande quantità di persone, che festeggiavano in maniera semplice e tradizionale la ‘Pasquetta’, solitamente ce n’erano diverse che portavano anche chitarre, trombe, tamburi, organetti, fisarmoniche ed altri strumenti simili. Così era facile improvvisare piccoli concerti e delle <strong>festicciole danzanti</strong>, capaci di creare una generale atmosfera di vera e pura allegria fra persone che, magari, s’incontra-vano per la prima volta, dando inizio a nuove conoscenze e ad altre amicizie.</p>
<p style="text-align: justify;">A cominciare dagli anni Sessanta, grazie alla maggiore diffusione delle radioline a transistor, all’avvento dei primi<strong> mangiadischi portatili</strong> e dei registratori a bobine, i ragazzi andavano in giro per le campagne diffondendo musica dovunque. Per quella particolare giornata di festa, “a Funtana” vi erano anche dei venditori ambulanti, abituali o soltanto occasionali, che smerciavano alimenti già pronti da consumare e bibite varie, mantenute fresche in delle vasche di alluminio con spezzoni di ”balli” di ghiaccio; fra questi vi erano anche i venditori di “calia, simenza e nucidda miricana” e l’immancabile “carruzzella de gilati”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progresso economico, il continuo sviluppo dell’abitato urbano e, soprattutto, l’aumento del numero di automezzi a disposizione, diedero alla popolazione maggiori possibilità di poter raggiungere luoghi sempre più distanti e, oltretutto, trasportare sedie e tavolini apribili, per stare più comodi nelle aperte campagne. Un continuo miglioramento sociale che apportò anche un radicale cambiamento nel tradizionale svolgimento di quella lunga, spensierata e stravagante giornata della ‘scampagnata i Pasqua’. Pertanto, dal ‘Piazzale Fontana’, i tanti gitanti augustani iniziarono a spostarsi sempre più verso le <strong>campagne “do Munti”</strong>, soprattutto in direzione della zona di ‘Villa Marina’ e di ‘Sant’Elena’. Già dagli ultimi decenni del Novecento, con le varie villette e le altre tantissime abitazioni sorte in ogni luogo del Monte Tauro, in aggiunta alle accresciute possibilità economiche degli augustani, l’attesissima scampagnata “do Lunedì i Pasqua” ormai è diventata una normale giornata trascorsa all’aria aperta, con tutte le comodità possibili e lontana parente di quella ”bedda scampagnata”, che è presente nella mente di chi l’ha vissuta e la ricorda con molta nostalgia.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Salvo Lentini</em></p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Nella foto di copertina: scampagnata di Pasquetta, anni &#8217;60</em>)</p>
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		<title>Breve storia di Augusta: la Settimana Santa e le scampagnate di Pasquetta</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-la-settimana-santa-e-le-scampagnate-di-pasquetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Apr 2023 10:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA – Nell’ambito di una più ampia iniziativa editoriale promossa da La Gazzetta Augustana.it di divulgazione e promozione della storia di Augusta, abbiamo previsto una rubrica settimanale tematica nel nostro web magazine di approfondimento “Cultura”. Ha per titolo “Breve Storia di Augusta” ed è curata da Filippo Salvatore Lentini, detto Salvo, già ufficiale della Marina [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA – <em>Nell’ambito di una più ampia iniziativa editoriale promossa da La Gazzetta Augustana.it di divulgazione e promozione della storia di Augusta, abbiamo previsto una rubrica settimanale tematica nel nostro web magazine di approfondimento “Cultura”. Ha per titolo “Breve Storia di Augusta” ed è curata da Filippo Salvatore Lentini, detto Salvo, già ufficiale della Marina Militare, che da appassionato alle vicende storiche e alle tradizioni augustane, facendo ricorso ad un’estesa bibliografia che comprende i numeri del “Notiziario storico di Augusta” e i diversi lavori succedutisi nel tempo di noti studiosi della storia cittadina (che Lentini ci ha chiesto di menzionare in ordine casuale in premessa: Mario Mentesana, Elio Salerno, Tullio Marcon, Ennio Salerno, Vincenzo Cacciaguerra, Ezechiele Salerno, Giorgio Casole, Sebastiano Salomone, Giovanni Vaccaro, Giuseppe Messina, Giovanni Satta, Giuseppe Carrabino, Italo Russo e non solo), nonché il repertorio di immagini in suo possesso fatto di scatti di storici fotografi per professione o passione (di Giuseppe Bottino e Pietro Ronsisvalle in prevalenza, ma anche di Sanfilippo, Roccaforte, Passanisi, Manzella, Di Mare, Quartarone), ha pubblicato nel 2008 l’apprezzata opera dal titolo “L’Isola delle Palme”. Offrirà ai lettori de La Gazzetta Augustana.it, per la prima volta su una testata, la versione ridotta e adattata al web della sua pubblicazione.</em></p>
<p><strong>41. Periodo pasquale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">All’inizio del Ventesimo secolo Augusta era ancora il tipico centro costiero del Meridione, con manodopera prevalentemente impegnata nel settore agricolo, in quello della pesca, nella raccolta del sale dall’antico ‘maremorto’ e dove operavano anche svariate attività di commercianti e di artigiani a dar conforto alla modesta economia locale. A prescindere dalle striminzite risorse lavorative e dalle conseguenti difficoltà che si affrontavano per la stessa sopravvivenza, la comunità augustana manifestava dei profondi sentimenti nei riguardi della Chiesa e dei suoi Santi; atteggiamenti particolarmente dimostrati da quei fedeli che aderivano, con sentito entusiasmo, alle varie <strong>confraternite</strong> esistenti all’epoca. In città, oltre alle principali feste dei Santi ancora oggi degnamente venerati, con in testa quella in onore del <strong>Santo Patrono</strong>, sono sempre molto sentite le più importanti ricorrenze della cristianità che, anche se in forma modellata ai tempi sempre più moderni, si celebrano per la Natività del Messia e per la sua Resurrezione nel giorno della <strong>Santa Pasqua</strong>.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Domenica delle Palme</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Con la Domenica delle Palme, che tradizionalmente ricorda l’acclamato ingresso di Gesù a Gerusalemme, ha inizio la Settimana Santa; una settimana vissuta e ricordata dalle principali tappe della Passione, della Morte e della Resurrezione di Gesù Cristo. In questo giorno gli augustani si recano soprattutto in <strong>Piazza Duomo</strong> dove, per antica tradizione, sin dalle prime ore del mattino sono allestiti i banchi per la vendita delle palme. Un ‘<strong>commercio artigianale</strong>’ che, a differenza del passato, ormai avviene anche nelle vicinanze delle principali chiese cittadine. Palme di svariate composizioni e rifiniture, acquistate per farle benedire durante la solenne messa per poi tenerle in casa fino alla successiva Domenica delle Palme quando, come da tradizione, saranno sostituite da quelle nuove.La Settimana Santa inizia con l’<strong>esposizione del S.S. Sacramento</strong> nella <strong>Chiesa Madre</strong>, dove le confraternite cittadine si recano a rendergli omaggio con singole e differite processioni che iniziano la stessa Domenica e si concludono il Mercoledì Santo.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Giovedì Santo</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Nella Settimana Santa c’è una serata particolarmente attesa e altrettanto sentita dagli augustani: quella del Giovedì Santo, dedicata all’antica e tradizionale visita che i tanti credenti fanno ai <strong>sepolcri</strong> allestiti nelle diverse chiese cittadine. Per tale occasione nelle vie c’è un’eccezionale movimento di numerose persone che, attraversando le strade ed i vicoli del centro storico, si spostano da una chiesa all’altra. Il luogo più visitato durante questa serata è la <strong>Chiesa di San Giuseppe</strong>, all’interno della quale si accalcano tantissimi credenti che, dopo l’esecuzione dello Stabat Mater, possono vedere da vicino il <strong>simulacro del Cristo Morto</strong> adagiato in un’urna cosparsa di bellissime camelie rosse e, con immensa commozione, possono anche toccarne e baciarne le piaghe del Suo corpo. Questo è lo stesso Cristo Morto che, l’indomani mattina, sarà portato in processione per le vie della città.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella tardissima serata, alla conclusione delle ‘visite’ dei credenti, la chiesa del Santo Patriarca viene chiusa ed ha inizio il tanto atteso suono “da trumma”, ovvero la ‘<strong>Tromba del Giovedì Santo</strong>’ che è una delle più note tradizioni della Settimana Santa di Augusta. Fino a qualche tempo addietro questa compito lo svolgeva un suonatore di tromba che, accompagnato da un tamburino e da un gruppetto di Pie Donne, andava in giro per la città fermandosi in determinati crocevia dove emetteva tre tristi squilli che, assieme al rullo del tamburo e alle meste cantilene femminili, intonavano un funereo suono. Un’antica e simbolica tradizione che rievocava la ‘<strong>Cerca</strong>’, ovvero il dramma della Madonna che vagava per la città alla ricerca del Figlio. Così, nel silenzio che avvolgeva l’intera città, per le strade si udiva un lamentevole suono ed un ben distinto “Turi, Turi” pronunciato in maniera straziante dalla Madonna. Il giro della “trumma” si concludeva intorno alle cinque del mattino davanti la Chiesa di San Giuseppe, dove si intonava per l’ultima volta il caratteristico suono dando inizio all’uscita del simulacro del Cristo Morto per iniziare la processione per le vie cittadine. Da una decina di anni, anche senza la presenza delle <strong>Pie Donne</strong>, questa antica quanto sentita tradizione locale è portata avanti da due giovani musicisti augustani, entrambi facenti parte della Banda Musicale Città di Augusta: Gaetano Galofaro, che suona la tromba ed è il direttore della stessa banda cittadina, ed Emanuele Di Grande, che suona il tamburo e svolge le mansioni di vice direttore.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Venerdì Santo</strong></li>
</ul>
<p><div id="attachment_50399" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-la-settimana-santa-e-le-scampagnate-di-pasquetta/augusta-chiesa-di-san-giusep-pe-anni-50-venerdi-santo/" rel="attachment wp-att-50399"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-50399" class="size-medium wp-image-50399" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-Chiesa-di-San-Giusep-pe-anni-50-Venerdì-Santo.-300x183.jpg?x78799" alt="" width="300" height="183" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-Chiesa-di-San-Giusep-pe-anni-50-Venerdì-Santo.-300x183.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-Chiesa-di-San-Giusep-pe-anni-50-Venerdì-Santo.-768x468.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-Chiesa-di-San-Giusep-pe-anni-50-Venerdì-Santo..jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-50399" class="wp-caption-text">Processione del Venerdì Santo, chiesa di San Giuseppe, anni &#8217;50</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">La Pasqua ed il Natale sono due sentite tradizioni religiose di uguale importanza per ogni luogo della penisola italiana, anche se in qualche città le stesse celebrazioni si svolgono in maniera differente. Un esempio di particolare tradizione locale arriva proprio dalla città di Augusta, dove nel periodo Pasquale il Venerdì Santo si svolgono <strong>due processioni</strong> con altrettanti simulacri del Cristo morto, posti ognuno in una propria urna. La mattina si snoda il corteo con il cosiddetto “<strong>Signuri de poviri</strong>” e la sera con quello chiamato “<strong>Signuri de ricchi</strong>”. In onor del vero, occorre precisare che tali indicazioni sono soltanto delle definizioni popolari che, createsi per degli screzi avvenuti fra avversi gruppi politici, sono state trasmesse ai posteri con superficialità. Difatti, la processione del mattino è quella detta dei ‘<strong>Mastri</strong>’ di San Giuseppe mentre l’altra della sera è chiamata dei ‘<strong>Civili</strong>’, definita anche dei ‘Nobili’, appartenenti alla Confraternita dell’Immacolata. Ancor prima dell’alba del Venerdì Santo, in massa gli augustani si recano davanti alla Chiesa di San Giuseppe, dove rimangono in trepidante attesa davanti alla porta ancora serrata. Un’attesa che termina quando, dall’alto della piccola scalinata del tempio sacro, appare il feretro con il Cristo morto. Quindi il corteo, con a seguito la banda musicale che intona le adeguate marce funebri, comincia a snodarsi in maniera alquanto mesta percorrendo le vie del paese rispettando un già noto itinerario e con il compito di “levare i sepolcri” dalle chiese.</p>
<p><div id="attachment_50401" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-la-settimana-santa-e-le-scampagnate-di-pasquetta/augusta-via-xifonia-via-sciacche-ann-i-70-incontro-del-venerdi-santo/" rel="attachment wp-att-50401"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-50401" class="size-medium wp-image-50401" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-Via-Xifonia-Via-Sciacche-ann-i-70-Incontro-del-Venerdì-Santo.-300x210.jpg?x78799" alt="" width="300" height="210" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-Via-Xifonia-Via-Sciacche-ann-i-70-Incontro-del-Venerdì-Santo.-300x210.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-Via-Xifonia-Via-Sciacche-ann-i-70-Incontro-del-Venerdì-Santo.-768x538.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-Via-Xifonia-Via-Sciacche-ann-i-70-Incontro-del-Venerdì-Santo..jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-50401" class="wp-caption-text">Processione del Venerdì Santo, l&#8217;Incontro in via Xifonia/Xiacche, anni &#8217;70</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">Se il corteo dei ‘Mastri’ di San Giuseppe, più noto come “u Signuri de poviri”, prende il via alle prime luci dell’alba, la processione “do Signuri de ricchi” ovvero quella dei ‘Civili o Nobili’ inizia all’imbrunire, partendo dalla piazza antistante la <strong>Chiesa della Madonna delle Grazie</strong>, sede della confraternita dell’Immacolata che ne cura lo svolgimento. Proprio nello spiazzo della “Razia” è allestito un palco con la Santa Croce, dove il seicentesco simulacro del Gesù Cristo viene ‘inchiodato’ per far rivivere l’atroce crocifissione. Al tramonto, dopo l&#8217;omelia del sacerdote e la tradizionale “<strong>a Scisa a Cruci</strong>”, il Cristo viene deposto dalla Croce e adagiato nell’urna dando inizio alla processione che, dopo l’<strong>Incontro</strong> nell’incrocio fra Via Xifonia e Via Xiacche con la Vergine Addolorata, attraverserà le vie cittadine con un percorso diverso da quello effettuato dalla processione “do Signuri da matina”. Nella tarda serata, dopo essersi portato da una chiesa all’altra per assolvere la benedizione della ‘carne nuova’, il corteo raggiunge l’incrocio fra Via Roma e Via Xifonia dove, dopo un profondo ed intenso sermone del predicatore, avviene la tradizionale ‘<strong>Spartenza</strong>’, ovvero la commovente separazione della Madonna dal Figlio morto, dopo di che i due simulacri rientrano nelle loro rispettive chiese fino al prossimo Venerdì Santo.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Santa Pasqua</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">In passato la Settimana Santa era caratterizzata dall’antica tradizione della “<strong>calata da tila</strong>”, una commovente e suggestiva cerimonia che si svolgeva in <strong>tre chiese</strong> di Augusta: alla Matrice, nella Chiesa del Carmine ed in quella dei Cappuccini. In Chiesa Madre il rito si svolgeva con una tela di grandi dimensioni dove era rappresentata la deposizione di Cristo dalla croce e che durante la Quaresima ricopriva il presbiterio. Dopo l’avvenuta ‘calata’ e con i fedeli a pronunciare “u Signuri abbivisciu”, la tela veniva esposta nella vicina Piazza Duomo, dove era ripiegata e conservata. Purtroppo questa coinvolgente tradizione popolare, che simboleggiava la resurrezione di Gesù Cristo, nel 1928 fu soppressa. Da qualche tempo l’antica tradizione della “calata a tila” è stata rimpiazzata con la Processione del Cristo Risorto, che a mezzogiorno esce dalla Chiesa Madre per compiere il simbolico giro della Piazza Duomo ad annunciare, tra il suono festoso delle campane e quello melodico della banda musicale, l’avvenuta Resurrezione.</p>
<p><div id="attachment_50394" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-la-settimana-santa-e-le-scampagnate-di-pasquetta/augusta-anni-50-passeggio-alla-villa-per-pasqua/" rel="attachment wp-att-50394"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-50394" class="size-medium wp-image-50394" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-anni-50-passeggio-alla-Villa-per-Pasqua.-300x204.jpg?x78799" alt="" width="300" height="204" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-anni-50-passeggio-alla-Villa-per-Pasqua.-300x204.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-anni-50-passeggio-alla-Villa-per-Pasqua.-768x523.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-anni-50-passeggio-alla-Villa-per-Pasqua..jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-50394" class="wp-caption-text">Passeggio alla Villa per Pasqua, anni &#8217;50</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">La Domenica di Pasqua, solitamente con un sole splendente e la temperatura mite della tipica giornata primaverile augustana, è tradizionalmente dedicata alla famiglia. Così è cosa normale vedere in giro nonne a braccetto con i nonni, giovani genitori in compagnia dei figli, coppie di fidanzatini o semplici comitive di ragazzi, tutti vestiti a festa e indossando il vestito nuovo, magari acquistato proprio per l’occasione. A differenza degli ultimi tempi, in passato il luogo storico per la tradizionale <strong>passeggiata del giorno di Pasqua</strong> era la “Villa” ovvero i giardini pubblici, sito preferito per la sua notevole estensione e per gli accoglienti e sempre ben curati viali alberati. Intere ore trascorse all’aperto per assaporare una tranquilla e serena passeggiata con il sorriso sempre pronto verso le tante persone, parenti, amici o semplici conoscenti, che si incontrano di continuo. Un rituale che si ripete annualmente con un intento ben preciso: arrivare all’ora di pranzo per fare ritorno a casa e consumare il ricco pasto che impone la tradizione pasquale. Durante la consumazione dell’atteso pranzo, con tanto di colomba pasquale, in tutte le famiglie l’argomento principale delle discussioni è solo uno: “unni iemu e chi mangiamu dumani?”. In pratica decidere dove trascorrere e cosa mangiare il giorno seguente, ovvero quello per la tradizionale ‘scampagnata do Lunedì i Pasqua’.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Lunedì di Pasqua </strong></li>
</ul>
<p><div id="attachment_50395" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-la-settimana-santa-e-le-scampagnate-di-pasquetta/augusta-anni-50-scampagnata-do-lunedi-i-pasqua/" rel="attachment wp-att-50395"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-50395" class="size-medium wp-image-50395" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-anni-50-Scampagnata-do-Lunedì-i-Pasqua-300x199.jpg?x78799" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-anni-50-Scampagnata-do-Lunedì-i-Pasqua-300x199.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-anni-50-Scampagnata-do-Lunedì-i-Pasqua-768x509.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-anni-50-Scampagnata-do-Lunedì-i-Pasqua.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-50395" class="wp-caption-text">Scampagnata &#8216;do Lunedì i Pasqua&#8217;, anni &#8217;50</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">La tradizione vuole che il giorno seguente la Pasqua si faccia una bella <strong>gita fuori porta</strong>, per prolungare allegramente l’avvenuta Resurrezione del Cristo mangiando all’aperto ed in piena campagna. In tempi lontani, quando Augusta era raccolta entro i confini dell’isola, bastava oltrepassare i ponti spagnoli per raggiungere la vicina campagna che si estendeva nella terraferma; proprio per tal motivo gli antichi ponti sono localmente indicati come “<strong>i ponti i campagna</strong>”. Con gli anni e con il progressivo sviluppo del rione della Borgata, le campagne di quella zona furono totalmente inghiottite dal continuo cemento utilizzato per le nuove costruzioni. Di conseguenza la popolazione dovette percorrere un tragitto più lungo, per raggiungere i luoghi dove trascorrere la pasquetta; pertanto, a datare dagli anni del secondo dopoguerra, il luogo maggiormente preferito dai tanti gitanti “do Lunedì i Pasqua” divenne l’ampio spiazzo esistente in <strong>Contrada Fontana</strong>, che prendeva il nome dalla presenza in quel luogo di una estesa fontana-abbeveratoio. Dal centro urbano molte persone raggiungevano anche a piedi i luoghi prescelti per la scampagnata, tante altre si spostavano con i carretti o con le biciclette, una minoranza con le motociclette e qualcuno, più agiato, con l’automobile.</p>
<p><div id="attachment_50397" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-la-settimana-santa-e-le-scampagnate-di-pasquetta/augusta-anni-60-scampagnata-do-lunedi-i-pasqua/" rel="attachment wp-att-50397"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-50397" class="size-medium wp-image-50397" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-anni-60-Scampagnata-do-Lunedì-i-Pasqua-300x207.jpg?x78799" alt="" width="300" height="207" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-anni-60-Scampagnata-do-Lunedì-i-Pasqua-300x207.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-anni-60-Scampagnata-do-Lunedì-i-Pasqua-768x529.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-anni-60-Scampagnata-do-Lunedì-i-Pasqua.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-50397" class="wp-caption-text">Scampagnata &#8216;do Lunedì i Pasqua&#8217;, anni &#8217;60</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">Un atteso esodo dove tutti portavano da casa, in qualsiasi maniera, i vari ed assortiti <strong>cibi</strong>, le fresche bevande e quant’altro utile per questo annuale picnic. Cibi comprendenti, per una tradizione augustana che si perde nella notte dei tempi, soprattutto ‘cacocciuli arrustuti ‘ndo carbuni, uova e patate bollite, “pani i casa”, vino locale e gassose fresche, le immancabili “cassateddi i Pasqua” e la caratteristica “aceddu cu l’ova”! Le scampagnate erano sempre un buon motivo di allegria e spensieratezza: pranzi all’ombra di un albero, picnic sull’erba e l’immancabile ‘fistinu’ all’aperto. Fra la grande quantità di persone, che festeggiavano in maniera semplice e tradizionale la ‘Pasquetta’, solitamente ce n’erano diverse che portavano anche chitarre, trombe, tamburi, organetti, fisarmoniche ed altri strumenti simili. Così era facile improvvisare piccoli concerti e delle festicciole danzanti, capaci di creare una generale atmosfera di vera e pura allegria fra persone che, magari, s’incontra-vano per la prima volta, dando inizio a nuove conoscenze e ad altre amicizie.</p>
<p><div id="attachment_50402" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-la-settimana-santa-e-le-scampagnate-di-pasquetta/augusta-viale-italia-anni-60-s-campagnata-do-lunedi-i-pasqua/" rel="attachment wp-att-50402"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-50402" class="size-medium wp-image-50402" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-Viale-Italia-anni-60-S-campagnata-do-Lunedì-i-Pasqua-300x204.jpg?x78799" alt="" width="300" height="204" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-Viale-Italia-anni-60-S-campagnata-do-Lunedì-i-Pasqua-300x204.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-Viale-Italia-anni-60-S-campagnata-do-Lunedì-i-Pasqua-768x521.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/Augusta-Viale-Italia-anni-60-S-campagnata-do-Lunedì-i-Pasqua.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-50402" class="wp-caption-text">Scampagnata &#8216;do Lunedì i Pasqua&#8217; in viale Italia, anni &#8217;60</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">A cominciare dagli anni Sessanta, grazie alla maggiore diffusione delle <strong>radioline a transistor</strong>, all’avvento dei primi mangiadischi portatili e dei registratori a bobine, i ragazzi andavano in giro per le campagne diffondendo musica dovunque. Per quella particolare giornata di festa, “a Funtana” vi erano anche dei venditori ambulanti, abituali o soltanto occasionali, che smerciavano alimenti già pronti da consumare e bibite varie, mantenute fresche in delle vasche di alluminio con spezzoni di ”balli” di ghiaccio; fra questi vi erano anche i venditori di “calia, simenza e nucidda miricana” e l’immancabile “carruzzella de gilati”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progresso economico, il continuo sviluppo dell’abitato urbano e, soprattutto, l’aumento del numero di automezzi a disposizione, diedero alla popolazione maggiori possibilità di poter raggiungere luoghi sempre più distanti e, oltretutto, trasportare sedie e tavolini apribili, per stare più comodi nelle aperte campagne. Un continuo miglioramento sociale che apportò anche un radicale cambiamento nel tradizionale svolgimento di quella lunga, spensierata e stravagante giornata della ‘scampagnata i Pasqua’. Pertanto, dal ‘Piazzale Fontana’, i tanti gitanti augustani iniziarono a spostarsi sempre più verso le campagne “<strong>do Munti</strong>”, soprattutto in direzione della zona di ‘Villa Marina’ e di ‘Sant’Elena’. Già dagli ultimi decenni del Novecento, con le varie villette e le altre tantissime abitazioni sorte in ogni luogo del Monte Tauro, in aggiunta alle accresciute possibilità economiche degli augustani, l’attesissima scampagnata “do Lunedì i Pasqua” ormai è diventata una normale giornata trascorsa all’aria aperta, con tutte le comodità possibili e lontana parente di quella ”bedda scampagnata”, che è presente nella mente di chi l’ha vissuta e la ricorda con molta nostalgia.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Salvo Lentini</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Augusta, asta di San Giuseppe, il &#8220;bastone&#8221; aggiudicato per mille euro</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-asta-di-san-giuseppe-il-bastone-aggiudicato-per-mille-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2023 14:38:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[asta di san giuseppe]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
		<category><![CDATA[breve storia di augusta]]></category>
		<category><![CDATA[confraternita di san giuseppe]]></category>
		<category><![CDATA[joe conforte]]></category>
		<category><![CDATA[ultim'ora]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; È tornata a svolgersi ieri pomeriggio, dopo i quattro anni di assenza dovuti all&#8217;emergenza pandemica, la tradizionale asta di San Giuseppe, organizzata dall&#8217;omonima confraternita nella chiesa del santo patriarca. La vendita all&#8217;asta dei doni, offerti da devoti e in particolare da pasticcerie e panifici della città, ha visto radunarsi in via Garibaldi, nell&#8217;arco delle circa due ore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; È tornata a svolgersi ieri pomeriggio, dopo i <strong>quattro anni</strong> di assenza dovuti all&#8217;emergenza pandemica, la tradizionale <strong>asta di San Giuseppe</strong>, organizzata dall&#8217;omonima <strong>confraternita</strong> nella chiesa del santo patriarca. La vendita all&#8217;asta dei doni, offerti da devoti e in particolare da pasticcerie e panifici della città, ha visto radunarsi in <strong>via Garibaldi</strong>, nell&#8217;arco delle circa due ore e mezza, alcune <strong>centinaia</strong> di persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Numerosi sono stati i prodotti aggiudicati, tra i quali pizze, cudduruni, torte, perfino una zucca e una forma intera di formaggio. Un crescendo di suspense, fino al bastone di torrone più ambito, bene interpretata dal banditore Pippo Passanisi, noto in città come &#8220;<strong>zio Pippo</strong>&#8220;, affiancato dal governatore della confraternita <strong>Concetto Lombardo</strong>. Tra i bastoni &#8220;minori&#8221;, comunque di dimensioni importanti, l&#8217;ormai tradizionale (il tredicesimo) <a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-rinnova-voto-realizzando-il-decimo-bastone-in-legno-per-lasta-di-san-giuseppe-con-una-dedica-speciale/" target="_blank">bastone in legno massello modellato e scolpito dall&#8217;augustano Maurizio Intagliata, per rinnovare un voto</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Che sia tradizione anche la pace nel mond</em>o&#8221;, è il messaggio consegnato ai banditori dai donatori del <strong>bastone principale</strong>, &#8220;vestito&#8221; con i colori dell&#8217;<strong>Ucraina</strong>. Un prodotto di pasticceria offerto da un noto bar di Lucia e Sebastiano Scalisi, opera dei maestri pasticceri Gaetano Midolo, Filippo Caruso, Vincenzo Vaiasicca e Corrado Di Luciano, delle decoratrici Rosanna Scarcella e Martina Lenares, con il contributo materiale dell&#8217;attività di Gaetano e Stefano Cacciaguerra. Questo &#8220;vastuni i San Giseppi&#8221; è stato aggiudicato per <strong>mille euro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni Settanta, il bastone più appariscente veniva spesso aggiudicato per oltre un milione di lire dell&#8217;epoca al &#8220;re dei bordelli&#8221; d&#8217;America, <strong>Joe Conforte</strong>, augustano emigrato negli Stati Uniti, dove fece le sue fortune, che tornava proprio in occasione dell&#8217;asta di San Giuseppe. Il facoltoso italo-americano si è spento quattro anni fa in Brasile, a Rio de Janeiro, dove si era trasferito da diversi anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Riacquisito al patrimonio immateriale popolare questo rito, tra sacro e profano, si ricorda che la <strong>processione</strong> del simulacro di San Giuseppe ha luogo invece nella serata della terza domenica successiva a quella della Pasqua, ovvero quando si festeggia il cosiddetto &#8220;<strong>San Giuseppe a spiga</strong>&#8220;. In quel giorno, il santo patriarca viene rimosso dal sito nell&#8217;altare della chiesa per portarlo in processione attraverso le vie della città.</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Augusta, come si festeggiava l&#8217;Epifania</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-come-si-festeggiava-lepifania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jan 2022 12:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[befana]]></category>
		<category><![CDATA[breve storia di augusta]]></category>
		<category><![CDATA[epifania]]></category>
		<category><![CDATA[salvo lentini]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[ultim'ora]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Nel giorno dell&#8217;Epifania, proponiamo ai nostri lettori la riscoperta delle tradizioni locali con il paragrafo dedicato nella Breve storia di Augusta, a cura di Salvo Lentini, pubblicata negli anni scorsi su queste pagine. Trascorsi i giorni della vigilia, del Santo Natale e di Santo Stefano si arriva all’ultimo giorno dell’anno, ovvero a San Silvestro quando con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; <em>Nel giorno dell&#8217;<b>Epifania</b>, proponiamo ai nostri lettori la riscoperta delle tradizioni locali con il paragrafo dedicato nella <a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/tag/breve-storia-di-augusta/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Breve storia di Augusta</strong></a>, a cura di Salvo Lentini, pubblicata negli anni scorsi su queste pagine.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Trascorsi i giorni della vigilia, del Santo Natale e di Santo Stefano si arriva all’ultimo giorno dell’anno, ovvero a San Silvestro quando con un tradizionale cenone si saluta l’anno vecchio e si festeggia l’arrivo di quello nuovo. Questo particolare giorno riguarda soprattutto le persone più grandi, mentre i bambini solitamente ne sono esclusi e rimangono a casa con i nonni; ma le feste non sono ancora concluse, perché rimane da festeggiare l’Epifania ovvero il giorno in cui per loro arriva la leggendaria Befana con tutti i regali contenuti nella tradizionale <strong>calza</strong> e destinati proprio ai più piccoli. Infatti, il giorno dell’Epifania i bambini si svegliano e trovano in casa una calza piena di dolci, per quelli che sono stati bravi e ubbidienti, e riempita di carbone per chi ha fatto il monello nel corso dell’anno appena finito.</p>
<p><div id="attachment_50892" style="width: 201px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-come-si-festeggiavano-murticeddi-santo-natale-befana-carnevale/augusta-festa-della-befana/" rel="attachment wp-att-50892"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-50892" class="size-medium wp-image-50892" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Festa-della-Befana-191x300.jpg?x78799" alt="" width="191" height="300" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Festa-della-Befana-191x300.jpg 191w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Festa-della-Befana.jpg 510w" sizes="auto, (max-width: 191px) 100vw, 191px" /></a><p id="caption-attachment-50892" class="wp-caption-text">Doni ai vigili urbani, festa della Befana</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">Proprio nel giorno dell’Epifania, che con il suo «…tutte le feste porta via», per indicare la fine delle vacanze natalizie, in tutta Italia si svolgeva la tradizionale offerta di <strong>doni al corpo dei Vigili Urbani</strong>. Infatti, nel secondo dopoguerra si diffuse l’usanza di portare dei doni ai Vigili Urbani situati al centro degli incroci cittadini dove vi era la più alta intensità veicolare. Ad Augusta, a cominciare dagli anni cinquanta e per quasi un ventennio, l’usanza di portare dei regali alle guardie municipali nel giorno della Befana si svolgeva nei due principali incroci cittadini dell’epoca: nella centralissima Via Principe Umberto all’altezza della “Villa” e all’incrocio con la Via Roma, ovvero all’angolo “da monaca”. Infatti, in questi due strategici punti i vigili urbani si mettevano per dirigere e smaltire il traffico veicolare, in verità ancora molto esiguo in quegli anni, e qui ricevevano numerosi regali da semplici cittadini, soprattutto già motorizzati, ed in particolare dai commercianti locali; era un’azione davvero generosa, anche se i malpensanti dicevano che i regali ai vigili urbani erano fatti con l’intento di ingraziarsene la simpatia!</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti i doni ricevuti, comprendenti panettoni, torroni, bottiglie di vino e di liquore, pacchi di pasta, caffè, zucchero, piccoli elettrodomestici, giocattoli, bombole di gas e qualsiasi altro tipo di merce ed in particolare generi alimentari, si accumulavano attorno alla postazione del vigile urbano e nelle sue vicinanze. Questa tradizione di riconoscenza nei confronti dei vigili urbani per il lavoro svolto in città aveva anche lo scopo di mostrare solidarietà verso le persone più bisognose. Infatti, successivamente una buona parte dei doni raccolti veniva devoluta in <strong>beneficenza</strong> durante una cerimonia organizzata dallo stesso corpo dei Vigili Urbani.</p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Nella foto di copertina: via Colombo-via Principe Umberto, festa della Befana, anni &#8217;50</em>)</p>
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	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title>Via Colombo-Via Umberto, festa della Befana, anni '50</media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
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	</item>
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		<title>Augusta, come si festeggiava il Natale</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-come-si-festeggiava-il-natale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Dec 2021 11:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[breve storia di augusta]]></category>
		<category><![CDATA[ciaramedda]]></category>
		<category><![CDATA[natale augustano]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Nel giorno del Natale, proponiamo ai nostri lettori la riscoperta delle tradizioni locali con il paragrafo dedicato nella Breve storia di Augusta, a cura di Salvo Lentini, pubblicata negli anni scorsi su queste pagine. Il lungo periodo natalizio, comprendente le feste di fine anno ed inizio di quello nuovo fino all’Epifania, è quello classicamente più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; <em>Nel giorno del <strong>Natale</strong>, proponiamo ai nostri lettori la riscoperta delle tradizioni locali con il paragrafo dedicato nella <a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/tag/breve-storia-di-augusta/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Breve storia di Augusta</strong></a>, a cura di Salvo Lentini, pubblicata negli anni scorsi su queste pagine.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il lungo periodo natalizio, comprendente le feste di fine anno ed inizio di quello nuovo fino all’Epifania, è quello classicamente più atteso da tutti, in particolare dal popolo di scolari e studenti che così possono usufruire di una lunga vacanza, lontani dai banchi di scuola!</p>
<p style="text-align: justify;">In passato la città sembrava molto più animata del solito e le persone passeggiavano osservando gli addobbi natalizi allestiti nelle varie <strong>vetrine dei negozi</strong>; immagini capaci di trasmettere un’atmosfera straordinaria e coinvolgente come quelle che riuscivano a creare, in particolare, le <strong>cartolibrerie</strong> ‘Motta’ e ‘Roggio’, in Via Principe Umberto, dove vendevano i personaggi e tutto il necessario per allestire il presepio e l’albero di Natale. Gli stessi pezzi per completare il presepe si compravano pochi per volta, per la poca disponibilità di denaro in quegli anni economicamente mediocri, e dando precedenza a quelli più essenziali. Gradevole era anche la vista dei tanti dolci esposti nelle vetrine delle rinomate <strong>pasticcerie</strong> augustane, prevalentemente esistenti “a Strata Mastra”; sguardi intensi a scrutare piacevolmente la ‘Frutta Martorana’, quei tipici dolcini artigianali fatti di pasta di mandorle e di zucchero e raffiguranti vari tipi di frutta, accuratamente modellati e sapientemente colorati da mani tanto esperte quanto artistiche.</p>
<p><div id="attachment_50889" style="width: 267px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-come-si-festeggiavano-murticeddi-santo-natale-befana-carnevale/augusta-natale-anni-50-u-ciaramiddaru/" rel="attachment wp-att-50889"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-50889" class="size-medium wp-image-50889" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Natale-anni-50-U-Ciaramiddaru-257x300.jpg?x78799" alt="" width="257" height="300" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Natale-anni-50-U-Ciaramiddaru-257x300.jpg 257w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Natale-anni-50-U-Ciaramiddaru.jpg 684w" sizes="auto, (max-width: 257px) 100vw, 257px" /></a><p id="caption-attachment-50889" class="wp-caption-text">U ciaramiddaru, Natale anni &#8217;50</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">Fino ad alcuni decenni addietro, l’atmosfera natalizia del paese era maggiormente gradita dalla presenza di alcuni pastori che, nelle vesti di “<strong>ciaramiddari</strong>”, andavano in giro per le vie di Augusta rallegrando con le loro note l’intero abitato cittadino. Di solito questi zampognari su richiesta andavano a suonare nelle abitazioni private, per ottenere qualche gradito regalo, e soprattutto all’interno o davanti agli ingressi di negozi commerciali, per accattivarsi la simpatia dei clienti e sperare di riceverne qualche dono. Richiamati dalla presenza “do ciaramiddaru”, i bambini gli si avvicinavano per assistere alla sua breve esecuzione all’interno di qualche casa o locale pubblico. Quindi, in gioiosa e curiosa attesa, tutti i presenti guardavano lo zampognaro che con la bocca gonfiava il sacco di pelle e poi lo faceva lentamente sfiatare, per ottenere con la destrezza delle sue mani dei soavi suoni. Una scaletta sonora che, nonostante fosse ripetuta tutti gli anni sempre uguale dall’inizio della Novena fino al giorno dell’Epifania, i bambini ascoltavano sempre con immenso piacere e, reduci delle molte repliche, imparavano persino i vari ritornelli che poi canticchiavano magari sulle note dello stesso zampognaro al quale riservavano un caloroso applauso.</p>
<p style="text-align: justify;">A differenza degli alberi di Natale, prevalentemente più sbrigativi da addobbare e di sicuro meno impegnativi, “pi fari u <b>presepiu</b>” occorreva una certa fantasia e tanta pazienza per creare col sughero la Grotta Santa e le colline, fonti e ruscelli fatti con la carta stagnola, uno sfondo stellato, i vari personaggi ed ancora oche, galline, cani, caprette e pecorelle, tanti docili animali che arricchivano il presepio e suscitavano tenerezza e gioia nei bambini, coinvolgendo anche gli adulti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il periodo natalizio significava anche trascorrere giornate, e soprattutto serate, in famiglia; riuniti tutti insieme con parenti, amici e “<b>cummari e cumpari</b>”, assaporando quella particolare atmosfera di festa che solo quei giorni riuscivano a creare, preparando magari delle pietanze particolari, da gustare in allegra e piacevole compagnia.</p>
<p style="text-align: justify;">La principale tradizione del periodo natalizio era e, con qualche variazione, lo è ancora la <b>veglia</b> nell’attesa della nascita di Gesù Bambino. Una veglia trascorsa con le persone impegnate a giocare con la classica <b>tombola</b> oppure, utilizzando le <b>carte da gioco</b>, a scopa, “a ti vitti”, a sette e mezzo, “o sciccareddu”, “e mazzetti”, “o domini” ed altri giochi simili. Un miscuglio di giochi per far trascorrere le ore in attesa che l’orologio a pendolo, appeso alla parete, scoccasse la mezzanotte; puntualissimi scattavano i confusi scambi di baci e le strette di mani per i tradizionali auguri. Per i bambini arrivava soprattutto l’atteso momento di mettere nella culla, posta vicino al bue e all’asinello all’interno della Grotta Santa del presepio, “u <b>Bambineddu</b>” conservato in un cassetto in attesa della Sua Nascita!</p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Nella foto di copertina: presepe vivente ad Augusta, anni &#8217;80</em>)</p>
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	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title>Presepe vivente, anni '80</media:title>
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		<title>Augusta e la domenica di Pasqua nella tradizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Apr 2021 08:10:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Settimana santa, Pasqua e lunedì dell&#8217;Angelo, per il secondo anno consecutivo nella morsa della grave pandemia di Covid-19 e pertanto limitati alle celebrazioni liturgiche &#8216;distanziate&#8217;, senza processioni, per via delle misure governative di contenimento sanitario. Nel giorno della domenica di Pasqua, proponiamo qui di seguito il paragrafo dedicato nella &#8216;Breve storia di Augusta&#8216;, l&#8217;opera di divulgazione, realizzata in un quinquennio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; <em><strong>Settimana santa</strong>, <strong>Pasqua</strong> e <strong>lunedì dell&#8217;Angelo</strong>, per il secondo anno consecutivo nella morsa della grave pandemia di Covid-19 e pertanto limitati alle celebrazioni liturgiche &#8216;distanziate&#8217;, senza processioni, per via delle misure governative di contenimento sanitario. Nel giorno della <strong>domenica di Pasqua</strong>, proponiamo qui di seguito il paragrafo dedicato nella &#8216;<strong><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/tag/breve-storia-di-augusta/" target="_blank">Breve storia di Augusta</a></strong>&#8216;, l&#8217;opera di divulgazione, realizzata in un quinquennio per la prima volta online proprio su La Gazzetta Augustana.it, a cura del cultore di storia locale Salvo Lentini.</em></p>
<p style="text-align: justify;">In passato la Settimana Santa era caratterizzata dall’antica tradizione della “<strong>calata da tila</strong>”, una commovente e suggestiva cerimonia che si svolgeva in tre chiese di Augusta: alla Matrice, nella Chiesa del Carmine ed in quella dei Cappuccini. In Chiesa Madre il rito si svolgeva con una tela di grandi dimensioni dove era rappresentata la deposizione di Cristo dalla croce e che durante la Quaresima ricopriva il presbiterio. Dopo l’avvenuta ‘calata’ e con i fedeli a pronunciare “u Signuri abbivisciu”, la tela veniva esposta nella vicina Piazza Duomo, dove era ripiegata e conservata. Purtroppo questa coinvolgente tradizione popolare, che simboleggiava la resurrezione di Gesù Cristo, nel 1928 fu soppressa. Da qualche tempo l’antica tradizione della “calata a tila” è stata rimpiazzata con la <strong>Processione del Cristo Risorto</strong>, che a mezzogiorno esce dalla Chiesa Madre per compiere il simbolico giro della Piazza Duomo ad annunciare, tra il suono festoso delle campane e quello melodico della banda musicale, l’avvenuta Resurrezione.</p>
<p style="text-align: justify;">La Domenica di Pasqua, solitamente con un sole splendente e la temperatura mite della tipica giornata primaverile augustana, è tradizionalmente dedicata alla <strong>famiglia</strong>. Così è cosa normale vedere in giro nonne a braccetto con i nonni, giovani genitori in compagnia dei figli, coppie di fidanzatini o semplici comitive di ragazzi, tutti vestiti a festa e indossando il vestito nuovo, magari acquistato proprio per l’occasione. A differenza degli ultimi tempi, in passato il luogo storico per la tradizionale passeggiata del giorno di Pasqua era la “<strong>Villa</strong>” ovvero i giardini pubblici, sito preferito per la sua notevole estensione e per gli accoglienti e sempre ben curati viali alberati. Intere ore trascorse all’aperto per assaporare una tranquilla e serena passeggiata con il sorriso sempre pronto verso le tante persone, parenti, amici o semplici conoscenti, che si incontrano di continuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un rituale che si ripete annualmente con un intento ben preciso: arrivare all’ora di <strong>pranzo</strong> per fare ritorno a casa e consumare il ricco pasto che impone la tradizione pasquale. Durante la consumazione dell’atteso pranzo, con tanto di colomba pasquale, in tutte le famiglie l’argomento principale delle discussioni è solo uno: “unni iemu e chi mangiamu dumani?”. In pratica decidere dove trascorrere e cosa mangiare il giorno seguente, ovvero quello per la tradizionale ‘<strong>scampagnata do Lunedì i Pasqua</strong>’.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Salvo Lentini</em></p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Nella foto di copertina: comitiva di augustani che passeggiano per la villa comunale nella domenica di Pasqua, anni &#8217;50</em>)</p>
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	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title>Passeggio alla Villa per Pasqua, anni '50</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Augusta e le processioni del Venerdì santo nella tradizione</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-e-le-processioni-del-venerdi-santo-nella-tradizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Apr 2021 18:04:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[a scisa a cruci]]></category>
		<category><![CDATA[breve storia di augusta]]></category>
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		<category><![CDATA[venerdì santo]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Settimana santa, Pasqua e lunedì dell&#8217;Angelo, per il secondo anno consecutivo nella morsa della grave pandemia di Covid-19 e pertanto limitati alle celebrazioni liturgiche &#8216;distanziate&#8217;, senza processioni, per via delle misure governative di contenimento sanitario. Nel giorno del Venerdì santo, proponiamo qui di seguito il paragrafo dedicato nella &#8216;Breve storia di Augusta&#8216;, l&#8217;opera di divulgazione, realizzata in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; <em><strong>Settimana santa</strong>, <strong>Pasqua</strong> e <strong>lunedì dell&#8217;Angelo</strong>, per il secondo anno consecutivo nella morsa della grave pandemia di Covid-19 e pertanto limitati alle celebrazioni liturgiche &#8216;distanziate&#8217;, senza processioni, per via delle misure governative di contenimento sanitario. Nel giorno del <strong>Venerdì santo</strong>, proponiamo qui di seguito il paragrafo dedicato nella &#8216;<strong><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/tag/breve-storia-di-augusta/" target="_blank">Breve storia di Augusta</a></strong>&#8216;, l&#8217;opera di divulgazione, realizzata in un quinquennio per la prima volta online proprio su La Gazzetta Augustana.it, a cura del cultore di storia locale Salvo Lentini.</em></p>
<p style="text-align: justify;">La Pasqua ed il Natale sono due sentite tradizioni religiose di uguale importanza per ogni luogo della penisola italiana, anche se in qualche città le stesse celebrazioni si svolgono in maniera differente. Un esempio di particolare tradizione locale arriva proprio dalla città di Augusta, dove nel periodo Pasquale il Venerdì Santo si svolgono <strong>due processioni</strong> con altrettanti simulacri del Cristo morto, posti ognuno in una propria urna.</p>
<p style="text-align: justify;">La mattina si snoda il corteo con il cosiddetto “<strong>Signuri de poviri</strong>” e la sera con quello chiamato “<strong>Signuri de ricchi</strong>”. In onor del vero, occorre precisare che tali indicazioni sono soltanto delle definizioni popolari che, createsi per degli screzi avvenuti fra avversi gruppi politici, sono state trasmesse ai posteri con superficialità. Difatti, la processione del mattino è quella detta dei ‘Mastri’ di San Giuseppe mentre l’altra della sera è chiamata dei ‘Civili’, definita anche dei ‘Nobili’, appartenenti alla Confraternita dell’Immacolata.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancor <strong>prima dell’alba</strong> del Venerdì Santo, in massa gli augustani si recano davanti alla Chiesa di San Giuseppe, dove rimangono in trepidante attesa davanti alla porta ancora serrata. Un’attesa che termina quando, dall’alto della piccola scalinata del tempio sacro, appare il feretro con il Cristo morto. Quindi il corteo, con a seguito la banda musicale che intona le adeguate marce funebri, comincia a snodarsi in maniera alquanto mesta percorrendo le vie del paese rispettando un già noto itinerario e con il compito di “levare i sepolcri” dalle chiese.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il corteo dei ‘Mastri’ di San Giuseppe, più noto come “u Signuri de poviri”, prende il via alle prime luci dell’alba, la processione “do Signuri de ricchi” ovvero quella dei ‘Civili o Nobili’ inizia <strong>all’imbrunire</strong>, partendo dalla piazza antistante la Chiesa della Madonna delle Grazie, sede della confraternita dell’Immacolata che ne cura lo svolgimento. Proprio nello spiazzo della “Razia” è allestito un palco con la Santa Croce, dove il seicentesco simulacro del Gesù Cristo viene ‘inchiodato’ per far rivivere l’atroce crocifissione. Al tramonto, dopo l’omelia del sacerdote e la tradizionale “<strong>a Scisa a Cruci</strong>”, il Cristo viene deposto dalla Croce e adagiato nell’urna dando inizio alla processione che, dopo l’<strong>Incontro</strong> nell’incrocio fra Via Xifonia e Via Xiacche con la Vergine Addolorata, attraverserà le vie cittadine con un percorso diverso da quello effettuato dalla processione “do Signuri da matina”. Nella tarda serata, dopo essersi portato da una chiesa all’altra per assolvere la benedizione della ‘carne nuova’, il corteo raggiunge l’incrocio fra Via Roma e Via Xifonia dove, dopo un profondo ed intenso sermone del predicatore, avviene la tradizionale ‘<strong>Spartenza</strong>’, ovvero la commovente separazione della Madonna dal Figlio morto, dopo di che i due simulacri rientrano nelle loro rispettive chiese fino al prossimo Venerdì Santo.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Salvo Lentini</em></p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Nella foto di copertina: processione del Venerdì santo, chiesa di San Giuseppe, anni &#8217;50</em>)</p>
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	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title>Processione del Venerdì Santo, chiesa di San Giuseppe, anni '50</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Breve storia di Augusta: sport oltre il calcio, società e atleti memorabili</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-sport-oltre-il-calcio-societa-e-atleti-memorabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jan 2021 19:46:38 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA – <em>Nell’ambito di una più ampia iniziativa editoriale promossa da La Gazzetta Augustana.it di divulgazione e promozione della storia di Augusta, abbiamo previsto una rubrica settimanale tematica nel nostro web magazine di approfondimento “Cultura”. Ha per titolo “Breve Storia di Augusta” ed è curata da Filippo Salvatore Lentini, detto Salvo, già ufficiale della Marina Militare, che da appassionato alle vicende storiche e alle tradizioni augustane, facendo ricorso ad un’estesa bibliografia che comprende i numeri del “Notiziario storico di Augusta” e i diversi lavori succedutisi nel tempo di noti studiosi della storia cittadina (che Lentini ci ha chiesto di menzionare in ordine casuale in premessa: Mario Mentesana, Elio Salerno, Tullio Marcon, Ennio Salerno, Vincenzo Cacciaguerra, Ezechiele Salerno, Giorgio Casole, Sebastiano Salomone, Giovanni Vaccaro, Giuseppe Messina, Giovanni Satta, Giuseppe Carrabino, Italo Russo e non solo), nonché il repertorio di immagini in suo possesso fatto di scatti di storici fotografi per professione o passione (di Giuseppe Bottino e Pietro Ronsisvalle in prevalenza, ma anche di Sanfilippo, Roccaforte, Passanisi, Manzella, Di Mare, Quartarone), ha pubblicato nel 2008 l’apprezzata opera dal titolo “L’Isola delle Palme”. Offrirà ai lettori de La Gazzetta Augustana.it, per la prima volta su una testata, la versione ridotta e adattata al web della sua pubblicazione</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>45. Sport oltre il calcio, società e atleti memorabili</strong>.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Pallanuoto</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Molto meno seguita del calcio (<a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-il-calcio-neroverde-squadre-memorabili-e-campi-sportivi/" target="_blank">vedi capitolo 44</a>) era ad Augusta la Pallanuoto, nonostante in città si potesse contare su diversi militanti ed un notevole numero di appassionati e di simpatizzanti; proprio a costoro spetta il merito di aver creato e fatto progredire alcuni sodalizi della pallanuoto megarese. Fu così che, negli anni sessanta, la pallanuoto locale cominciò ad emergere raggiungendo alti livelli di categorie.</p>
<p style="text-align: justify;">La partecipazione del ‘Club Nuoto’ e della ‘Rari Nantes’ agli stessi tornei apportò grandi sfide stracittadine fra le due compagini augustane, con derby disputati al massimo dell’agonismo sportivo, fra i quali la storica sfida avvenuta in ‘Serie C’ per conquistare l’ammissione alle semifinali nazionali. Grazie a questi due sodalizi il periodo compreso fra gli anni settanta ed ottanta fu quello più avvincente, con la conquista di risultati abbastanza lusinghieri.</p>
<p><div id="attachment_53232" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-sport-oltre-il-calcio-societa-e-atleti-memorabili/augusta-lido-granatello-il-club-nuoto-augusta-anno-1966/" rel="attachment wp-att-53232"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-53232" class="size-medium wp-image-53232" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Lido-Granatello-il-Club-Nuoto-Augusta-anno-1966.-300x203.jpg?x78799" alt="" width="300" height="203" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Lido-Granatello-il-Club-Nuoto-Augusta-anno-1966.-300x203.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Lido-Granatello-il-Club-Nuoto-Augusta-anno-1966.-768x520.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Lido-Granatello-il-Club-Nuoto-Augusta-anno-1966..jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-53232" class="wp-caption-text">&#8216;Club Nuoto Augusta&#8217;, Lido Granatello, anno 1966</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni sessanta la pallanuoto megarese era rappresentata dalla giovane ‘<strong>Associazione Sportiva Augusta</strong>’ che, con dei baldi e bravi atleti del calibro di Alberto Lanto, Goliardo Suber e di Gianfranco Nasti, tanto per citarne alcuni, giocava in uno specchio d’acqua vicino al <strong>Campo Palma</strong>, all’interno del porto commerciale. Da questa società, che aveva disputato anche campionati di certi livelli nazionali, nel 1964 nacque il ‘<strong>Club Nuoto Augusta</strong>’ del presidente Gigi Turchio; una formazione composta da entusiasti giovani locali che, fra l’altro, in questo sport vedevano una più che valida alternativa al popolare e più seguito gioco del calcio.</p>
<p><div id="attachment_53235" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-sport-oltre-il-calcio-societa-e-atleti-memorabili/augusta-punta-izzo-la-rari-nantes-augusta-anno-1972/" rel="attachment wp-att-53235"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-53235" class="size-medium wp-image-53235" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Punta-Izzo-la-Rari-Nantes-Augusta-anno-1972.-300x189.jpg?x78799" alt="" width="300" height="189" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Punta-Izzo-la-Rari-Nantes-Augusta-anno-1972.-300x189.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Punta-Izzo-la-Rari-Nantes-Augusta-anno-1972.-768x485.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Punta-Izzo-la-Rari-Nantes-Augusta-anno-1972..jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-53235" class="wp-caption-text">&#8216;Rari Nantes Augusta&#8217;, Punta Izzo, anno 1972</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">All’inizio degli anni settanta, quando in città la passione e l’interesse per la pallanuoto aveva già raggiunto notevoli proporzioni, venne alla ribalta anche la ‘<strong>Rari Nantes Augusta</strong>’, che in breve tempo riuscì a conquistare la promozione in ‘Serie C’. Questa nuova società sportiva, fondata da Salvatore Vinci e con Gianfranco Nasti nelle vesti di allenatore-giocatore, giocava in uno specchio d’acqua nella zona militare di <strong>Punta Izzo</strong>. La società era ben organizzata ed i suoi programmi ambiziosi prevedevano il raggiungimento degli alti posti della pallanuoto nazionale: l’obiettivo fu raggiunto a metà degli <strong>anni settanta</strong>, quando conquistò la ‘<strong>Serie B</strong>’.</p>
<p style="text-align: justify;">Si era nel periodo degli ‘anni d’oro’ della waterpolo augustana, con campionati nazionali disputati a certi livelli e riportando ottimi risultati. La giustificata rivalità sportiva e la leale competizione tra il ‘Club Nuoto’ e la ‘Rari Nantes’ diedero molto alla pallanuoto locale, proiettando per la prima volta nella sua storia Augusta nell’elite dei campionati nazionali, facendola diventare la seconda città per importanza pallanotistica della provincia, dopo l&#8217;Ortigia di Siracusa. Pur essendoci la presenza di ottime società di pallanuoto, capaci di ottenere con grandi sacrifici degli addetti eccellenti risultati nel nome di Augusta, incredibilmente in città non esisteva una piscina dove poter svolgere la loro attività sportiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Così, come avvenuto per il gioco del calcio, a risolvere in qualche modo il problema fu ancora una volta la Marina Militare che, mettendo a disposizione una ‘vasca’, ottenuta dall’incrocio formato dalla disposizione delle sue banchine, ospitò le squadre della pallanuoto all’interno del suo comprensorio militare di ‘Terravecchia’ ed in seguito nella già accennata zona di Punta Izzo all’interno del Golfo Xifonio. Purtroppo le concessioni della Marina Militare non potevano essere degli interventi duraturi e risolutori, considerando anche i limiti manifestati dalla ‘vasca’ a Terravecchia e dallo ‘specchio di mare’ a Punta Izzo, che non garantivano l’idoneità ad ospitare incontri nazionali di un certo livello.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, le società di pallanuoto augustane dovettero ben presto ripiegare negli impianti sportivi di cui era fornita la città di Siracusa. Un’ospitalità necessaria, forzatamente richiesta e fortunatamente concessa dalla ‘Società Sportiva Ortigia’, per la sopravvivenza di tale sport, fino a quando gli amministratori locali non dotavano di una piscina comunale la ‘marinara’ città di Augusta. Proprio una piscina la cui presenza, in quella che era l‘Isola delle Palme’ circondata dal mare che entra quasi all’interno delle case, si ritenga essere data per scontata! Soltanto nella prima metà degli <strong>anni ottanta</strong>, dopo un lungo, oneroso e scomodo peregrinare, le squadre di pallanuoto locali poterono disporre di una piscina in città. Infatti, sfruttando ed adeguando la preesistente struttura del <strong>vecchio cinema estivo ‘Arena Badiazza’</strong>, già da tempo chiuso ed abbandonato, finalmente ad Augusta fu costruita la tanto attesa <strong>piscina comunale</strong>. Questa struttura, intitolata alla memoria di Gigi Turchio presidente del ‘Club Nuoto Augusta’, fu una soluzione di ripiego ma, come solevano dire tutti coloro che la sognavano da tempo, “sempri megghiu di nenti”!</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1986 un gruppo composto da studenti universitari e da ex pallanotisti fondarono la ‘<strong>Polisportiva Rari 86</strong>’ che, avente come presidente il suo ideatore e fondatore Romolo Maddaleni, si proponeva lo scopo di contribuire alla diffusione, alla conoscenza ed alla pratica agonistica del nuoto e della pallanuoto. La ‘Rari 86’, nata sulle ceneri della già nota ‘Rari Nantes’ del presidente Turi Vinci, in quegli anni partecipò ai campionati nazionali di serie ‘D’ e ‘C’ oltre ai campionati Juniores e Allievi, condividendo con il ‘Club Nuoto’ del presidente Goliardo Suber l’utilizzo della piscina comunale per le gare ufficiali.</p>
<p style="text-align: justify;">All’inizio del Ventunesimo secolo, per motivi finanziari e, soprattutto, per il persistente problema riguardante la buona funzionalità della piscina comunale della ‘Badiazza’, la pallanuoto megarese tolse il disturbo, nella totale ed incomprensibile indifferenza dell’Amministrazione Comunale. Negli ultimi anni è stato lanciato un progetto per la rinascita della pallanuoto locale e che ha visto la fondazione della ‘<strong>Polisportiva Augusta Pallanuoto</strong>’, con la speranza di riportare entusiasmo nella comunità megarese nei confronti di questo sport. Un progetto a lunga durata che, iniziando dal Campionato di Promozione, vuole creare le basi per un futuro pieno di soddisfazioni sportive quale potrebbe essere la promozione in Serie C, anche se dovrà disputare le partite casalinghe nella piscina della ‘Cittadella dello Sport’ di Siracusa.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche per quanto riguardava la pallanuoto, come avveniva per il calcio, si organizzavano dei tornei locali, grazie alla crescente popolarità che ormai tale sport riscontrava in città; competizioni alle quali partecipavano militanti e semplici appassionati. Questi campionati ‘acquatici’, solitamente combattuti con molto agonismo e seguiti da tanti spettatori, si svolgevano prevalentemente all’interno dell’allora ‘Lido Granatello’, oggi ‘Circolo Nautico’, ed in seguito nelle acque antistante il Circolo Ricreativo Dipendenti Difesa, meglio noto come ‘Lido Operai’ dell’Arsenale militare, nel comprensorio di Punta d’Izzo.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Canottaggio</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Nei primi anni del Novecento, nello stesso periodo di quando era nata la società calcistica del ‘Megara 1908’, in un’epoca in cui le attività sportive erano appannaggio di pochi eletti, nacque la ‘<strong>Società Canottieri Megara</strong>’, una giovanissima società che annoverava equipaggi altamente competitivi.</p>
<p><div id="attachment_53236" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-sport-oltre-il-calcio-societa-e-atleti-memorabili/augusta-zona-badiazza-club-nuoto-sezione-canottaggio-anni-settanta/" rel="attachment wp-att-53236"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-53236" class="size-medium wp-image-53236" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-zona-Badiazza-Club-Nuoto-sezione-Canottaggio-anni-settanta.-300x155.jpg?x78799" alt="" width="300" height="155" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-zona-Badiazza-Club-Nuoto-sezione-Canottaggio-anni-settanta.-300x155.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-zona-Badiazza-Club-Nuoto-sezione-Canottaggio-anni-settanta.-768x397.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-zona-Badiazza-Club-Nuoto-sezione-Canottaggio-anni-settanta..jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-53236" class="wp-caption-text">&#8216;Club Nuoto&#8217; sezione canottaggio, zona Badiazza, anni &#8217;70</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">In tempi più recenti, legata all’attività del ‘<strong>Club Nuoto Augusta</strong>’, che si trovava nella zona della ‘Badiazza’ ed annoverava un alto numero di iscritti, vi era anche la sezione canottaggio; questa era una disciplina sportiva con tantissimi praticanti che, con impegno e sacrifici, sono riusciti ad imporsi anche ad alti livelli in campo nazionale. Nel ‘Club Nuoto’ è emerso il talento di Gaetano Ciacchella, un bravo atleta che, per la sua passione e per il grande impegno a favore dello sport augustano, è riuscito ad ottenere degli ambiti traguardi nel settore del canottaggio. Atleta dotato di grande agonismo sportivo, Gaetano è stato anche un grande maestro per tantissimi giovani augustani, inculcando loro l’amore per lo sport e, in particolare, per il canottaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie anche a lui, molti ragazzi sono riusciti ad ottenere dei prestigiosi traguardi sportivi; un esempio su tutti è Antonio Scaduto che ha partecipato a due Olimpiadi. Qualche anno prima, sempre nell’ambito della sezione canottieri del ‘Club Nuoto Augusta’, anche i talentuosi e bravi Francesco Mandragona e Vincenzo Damiata hanno onorato la città megarese, prendendo parte alle Olimpiadi del 1984 svolti a Los Angeles. Dopo questa esperienza il Mandragona ha avuto anche l’opportunità di partecipare alla sua seconda Olimpiade, quella di Seul del 1988.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Pugilato</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il pugilato augustano, nonostante la presenza di un discreto numero di appassionati di ‘Boxe’ e gli ottimi risultati ottenuti dai praticanti, in concreto non ha mai avuto una grande eco in città. Dare tutta la colpa di questo alla carenza di adeguate strutture comunali sarebbe troppo facile, ma è anche vero che le istituzioni pubbliche non si sono curate mai più di tanto ad assistere tale sport. La prima palestra con il ring nacque negli <strong>anni cinquanta</strong>, all’interno di un palazzo sito al numero civico 360 di Via Megara. Questa palestra, chiamata ‘<strong>Fiamma</strong>’, era frequentata da tanti giovani che, sotto la guida del maestro Gentile, aspiravano a calcare il ring, con l’obiettivo di disputare incontri a certi livelli regionali; questo era l’obiettivo minimo che si prefiggevano i dirigenti dell’epoca, fra i quali vi era il dottor Francesco ‘Ciccio’ Corallo.</p>
<p style="text-align: justify;">La non idoneità della palestra e l’assenza in città di una struttura adatta, costrinse gli atleti a dover boxare, in più occasioni, sopra un ring approntato in Piazza Castello. Chiusa questa palestra, nei primi anni sessanta in un locale del Vicolo Veterinario, in Via San Giuseppe in pieno centro storico, sorse una palestra di Boxe, discretamente frequentata da semplici amatori che si tenevano in forma in attesa di tempi migliori per il loro sport preferito.</p>
<p><div id="attachment_53229" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-sport-oltre-il-calcio-societa-e-atleti-memorabili/augusta-gruppo-sportivo-di-pugilato-aquile-verdi-anni-settanta/" rel="attachment wp-att-53229"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-53229" class="size-medium wp-image-53229" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-gruppo-sportivo-di-pugilato-Aquile-Verdi-anni-settanta.-300x209.jpg?x78799" alt="" width="300" height="209" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-gruppo-sportivo-di-pugilato-Aquile-Verdi-anni-settanta.-300x209.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-gruppo-sportivo-di-pugilato-Aquile-Verdi-anni-settanta.-768x534.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-gruppo-sportivo-di-pugilato-Aquile-Verdi-anni-settanta..jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-53229" class="wp-caption-text">Gruppo sportivo di pugilato &#8216;Aquile Verdi&#8217;, anni &#8217;70</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">Qualche anno più tardi, ovvero nel 1966, grazie ad alcuni incontri pugilistici organizzati dalla nascente ‘<strong>Accademia Pugilistica Aquile Verdi</strong>’, operante in Via Barbarino 22 nel rione Borgata, si registrò un notevole interesse per tale disciplina sportiva. Una notorietà durata per lungo tempo e raggiunta ottenendo ottimi risultati anche a livelli nazionali, nonostante le ormai croniche difficoltà di trovare locali adatti a poter ospitare le ‘sedute di Boxe’. Alcuni incontri di boxe furono disputati al Comando Marina di Terravecchia e all’interno del cinema Kursaal Augusteo, con un numero non indifferente di spettatori: fattore forse non notato dagli amministratori comunali, visto che non si preoccuparono di programmare la costruzione di qualche struttura sportiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo circa un ventennio, le ‘Aquile Verdi’ dovettero lasciare la sede di Via Barbarino e, guarda caso, ancora una volta lo sport cittadino trovò ripiego in una zona militare in un ampio locale situato nell’area di Punta Izzo. In questa nuova sede la ‘Accademia Pugilistica’ rimase per quasi cinque anni, durante i quali continuò con costanza a fare attività agonistica, raggiungendo comunque ottimi risultati, sia in campo regionale che in quello nazionale. Dopo il periodo trascorso a Punta Izzo, all’inizio degli anni Novanta le ‘Aquile Verdi’ trovarono una temporanea sistemazione in un locale, adattato allo scopo, situato vicino la zona delle “Quattru Vaneddi”. Quindi seguì un periodo di grave crisi, causata soprattutto da problemi logistici e dalla mancanza di idonei aiuti pubblici; così, ben presto, il dimenticatoio generale rischiò di divenire l’ultima palestra con il ring!</p>
<p style="text-align: justify;">Il rischio fu evitato soltanto per merito di un discreto numero di persone che, in maniera davvero encomiabile, continuava a nutrire una grande passione per i ‘pugni col guantone’; fra questi è da menzionare Vincenzo Leone che, nelle vesti di un grande factotum, è stato sempre presente nel mondo della boxe augustana, sin dai tempi in cui la sede si trovava in Via Megara. Pertanto l‘Accademia Neroverde’, le cui redini furono prese anche da Giancarlo Ranno, amante dello sport e della ‘Boxe’ in particolare, negli ultimi anni del Novecento ha trovato alloggio in locali situati in Contrada Scardina dove le ‘Aquile Verdi’ hanno ripreso il loro volo, grazie a dei validi giovani locali che hanno imparato a boxare, ottenendo ottimi risultati nei vari campionati regionali e nazionali ai quali hanno partecipato.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Atletica leggera</strong></li>
</ul>
<p><div id="attachment_53230" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-sport-oltre-il-calcio-societa-e-atleti-memorabili/augusta-gruppo-sportivo-megara-di-atletica-anni-sessanta/" rel="attachment wp-att-53230"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-53230" class="size-medium wp-image-53230" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Gruppo-Sportivo-Megara-di-Atletica-anni-sessanta-300x181.jpg?x78799" alt="" width="300" height="181" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Gruppo-Sportivo-Megara-di-Atletica-anni-sessanta-300x180.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Gruppo-Sportivo-Megara-di-Atletica-anni-sessanta-768x464.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Gruppo-Sportivo-Megara-di-Atletica-anni-sessanta-450x270.jpg 450w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Gruppo-Sportivo-Megara-di-Atletica-anni-sessanta.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-53230" class="wp-caption-text">Gruppo sportivo Megara di atletica, anni &#8217;60</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">I tanti giovani appassionati di Atletica Leggera erano, fra tutti gli sportivi, quelli che risentivano di più l’assoluta assenza ad Augusta di impianti con le adeguate piste, dove poter allenarsi e disputare gare. Nonostante questo, nell’ultimo periodo degli <strong>anni cinquanta</strong>, esisteva il ‘<strong>Gruppo Sportivo Megara</strong>’, probabilmente l’unica squadra di atletica praticante all’epoca in città. Di conseguenza i giovani degli anni sessanta, appassionati di atletica, dovevano necessariamente iscriversi nelle società sportive di Catania o di Siracusa, città dove magari frequentavano delle scuole superiori, per avere la possibilità di svolgere il loro sport preferito.</p>
<p style="text-align: justify;">Pur essendo state svolte delle sporadiche gare, con la conseguente poca eco ottenuta, ad Augusta l’atletica leggera ha annoverato nelle sue competizioni tanti giovani, appassionati della più antica disciplina sportiva. Gli amanti di questo sport potevano gareggiare prevalentemente in occasione dei campionati studenteschi, che si svolgevano con regolarità negli anni sessanta, per le celebrazioni della ‘Festa dell’Unità’, soprattutto negli anni settanta, ed in occasione dei festeggiamenti in onore del patrono San Domenico, particolarmente coinvolgente nei primi anni di questo Ventunesimo secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente le principali realtà di atletica ad Augusta sono l&#8217; &#8216;<strong>Associazione Sportiva Dilettantistica Atletica Augusta</strong>&#8216; e la più recente &#8216;<strong>Associazione Sportiva Dilettantistica Megara Running</strong>’, nate dalla passione e dall’esperienza degli amanti della corsa e delle varie discipline atletiche, indirizzate al coinvolgimento delle persone di ogni età e con lo scopo di conseguire degli obiettivi sportivi.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Pallacanestro</strong></li>
</ul>
<p><div id="attachment_53225" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-sport-oltre-il-calcio-societa-e-atleti-memorabili/augusta-anno-1993-augusta-basket/" rel="attachment wp-att-53225"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-53225" class="size-medium wp-image-53225" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-anno-1993-Augusta-Basket-300x192.jpg?x78799" alt="" width="300" height="192" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-anno-1993-Augusta-Basket-300x192.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-anno-1993-Augusta-Basket-768x492.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-anno-1993-Augusta-Basket.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-53225" class="wp-caption-text">&#8216;Augusta Basket&#8217;, anno 1993</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">Presente sin dagli anni trenta del Novecento, con un titolo di campione provinciale femminile conquistato nel 1939 e con la squadra maschile che si faceva ben rispettare dagli avversari di altre città siciliane, la ‘Pallacanestro’ megarese, dopo una lunga stasi, negli anni settanta riprese con grande agonismo e passione il suo cammino, distinguendosi con onore nei vari campionati di competenza nonostante utilizzasse come campi di gioco le palestre scolastiche e, in mancanza di altri luoghi, anche l’ampia Piazza Castello, all’interno dei Giardini Pubblici.</p>
<p><div id="attachment_53226" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-sport-oltre-il-calcio-societa-e-atleti-memorabili/augusta-anno-1996-aprile-basket-augusta/" rel="attachment wp-att-53226"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-53226" class="size-medium wp-image-53226" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-anno-1996-Aprile-Basket-Augusta-.-300x212.jpg?x78799" alt="" width="300" height="212" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-anno-1996-Aprile-Basket-Augusta-.-300x212.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-anno-1996-Aprile-Basket-Augusta-.-768x543.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-anno-1996-Aprile-Basket-Augusta-..jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-53226" class="wp-caption-text">&#8216;Aprile Basket Augusta&#8217;, anno 1996</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">All’anno <strong>1977</strong> risale la nascita della ‘<strong>Virtus Basket Augusta</strong>’, comprendente formazioni femminili e maschili; una convivenza andata avanti fino al 1995, quando la società di basket si scisse generando il gruppo maschile della ‘<strong>Virtus Augusta Basket</strong>’, guidata da Josè Motta, e quello femminile della ‘<strong>Aprile Basket Augusta</strong>’ del presidente Raffaele Aprile che, partecipando al Campionato Nazionale di Eccellenza, ha sfiorato più volte la promozione in A2.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Pallavolo</strong></li>
</ul>
<p><div id="attachment_53233" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-sport-oltre-il-calcio-societa-e-atleti-memorabili/augusta-piazza-castello-pallavolo-augusta-anno-1974/" rel="attachment wp-att-53233"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-53233" class="size-medium wp-image-53233" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Piazza-Castello-Pallavolo-Augusta-anno-1974.-300x200.jpg?x78799" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Piazza-Castello-Pallavolo-Augusta-anno-1974.-300x200.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Piazza-Castello-Pallavolo-Augusta-anno-1974.-768x512.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Piazza-Castello-Pallavolo-Augusta-anno-1974..jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-53233" class="wp-caption-text">&#8216;Pallavolo Augusta&#8217;, piazza Castello, anno 1974</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">La pallavolo iniziò a progredire ad Augusta nel 1969, grazie alla ‘<strong>Polisportiva Augusta</strong>’ che, nonostante i carenti confort di una adeguata struttura sportiva, solitamente rimpiazzata da un campo di gioco allestito per l’occasione in Piazza Castello, riuscì a conseguire brillanti risultati.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel <strong>1981</strong>, per dare un seguito a queste imprese e far progredire sempre più questo sport in città, fu costituita la ‘<strong>Pallavolo Augusta</strong>’, composta da una squadra femminile ed una maschile. La nuova società, che per le gare di campionato utilizzava l’impianto Polivalente di Brucoli, ha ottenuto ottimi piazzamenti nei tornei giovanili, sia femminili che maschili; proprio la compagine femminile era formata da giovanissime atlete locali che facevano ben sperare il raggiungimento di ambiti traguardi.</p>
<p><div id="attachment_53228" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-sport-oltre-il-calcio-societa-e-atleti-memorabili/augusta-pallavolo-augusta-anno-1990/" rel="attachment wp-att-53228"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-53228" class="size-medium wp-image-53228" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Pallavolo-Augusta-anno-1990.-300x180.jpg?x78799" alt="" width="300" height="180" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Pallavolo-Augusta-anno-1990.-300x180.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Pallavolo-Augusta-anno-1990.-768x461.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Pallavolo-Augusta-anno-1990.-450x270.jpg 450w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Pallavolo-Augusta-anno-1990..jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-53228" class="wp-caption-text">&#8216;Pallavolo Augusta&#8217;, anno 1990</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">Infatti le due formazioni della ‘Pallavolo Augusta’, sono presenti nei vari campionati regionali e nazionali con lodevoli risultati che, proprio di recente, hanno permesso al loro sodalizio di essere considerata la prima società siciliana con la maggiore e più qualificata attività. Un risultato importante che è frutto dell’attenta e scrupolosa programmazione che il presidente Giuseppe Mangiameli e i suoi collaboratori attuano di anno in anno, con particolare riguardo per il settore giovanile.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Ciclismo</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">L’assenza d’impianti sportivi non intaccava più di tanto i moltissimi appassionati del ‘Ciclismo’: solitamente la bicicletta era personale ed i luoghi per gli allenamenti o delle gare, ovvero le strade pubbliche, erano per fortuna comunque esistenti.</p>
<p><div id="attachment_53234" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-sport-oltre-il-calcio-societa-e-atleti-memorabili/augusta-piazza-duomo-gara-ciclistica-anni-settanta/" rel="attachment wp-att-53234"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-53234" class="size-medium wp-image-53234" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Piazza-Duomo-gara-ciclistica-anni-settanta.-300x214.jpg?x78799" alt="" width="300" height="214" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Piazza-Duomo-gara-ciclistica-anni-settanta.-300x214.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Piazza-Duomo-gara-ciclistica-anni-settanta.-768x548.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Piazza-Duomo-gara-ciclistica-anni-settanta..jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-53234" class="wp-caption-text">Gara ciclistica, piazza Duomo, anni &#8217;70</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">Negli <strong>anni sessanta</strong>, la grande passione per la ‘due ruote’ da parte del commerciante Clemente Verde e ‘do biciclittaru’ Salvatore Migneco portò alla nascita della ‘<strong>Società Ciclistica Fausto Coppi</strong>’, che di concreto continuava la tradizione augustana di organizzare e svolgere le gare di ciclismo. Gare svolte prevalentemente in occasione di qualche festività, quale poteva essere quella che avveniva durante i festeggiamenti in onore di San Domenico; si trattava di corse organizzate in un circuito prettamente cittadino, con i corridori locali impegnati a confrontarsi sportivamente e lealmente con i colleghi di altri centri siciliani.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni ottanta ad Augusta nacque la prima ‘<strong>Società Amatoriale Ciclistica</strong>’ dove confluirono numerosi appassionati che, con buona volontà e tanta voglia di divertirsi, si sfidavano a gareggiare fra loro o si riunivano esclusivamente per fare una rilassante passeggiata in bicicletta.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente in città ci sono due società ciclistiche dilettantistiche ed amatoriali, riconosciute anche a livello nazionale; queste società, oltre a fare dei raduni in occasione di festività, partecipano ai campionati provinciali, regionali e nazionali delle diverse categorie ciclistiche. Si tratta della ‘<strong>Velo Club Cicli Pappalardo</strong>’ e della ‘<strong>Polisportiva Libertas Eneius</strong>’, che basano la loro attività principalmente nella formazione di nuovi atleti per inserirli nel mondo del ciclismo.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Tennis</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">A confermare che gli impianti pubblici, con le relative attrezzature, influiscono e condizionano al massimo i settori delle varie discipline sportive, vi è la popolarità ed il grande successo che da sempre ha riscosso il tennis augustano. Risultati soddisfacenti ottenuti con i tanti iscritti e praticanti, oltre alla grande schiera di appassionati e semplici amanti della racchetta; un fenomeno dovuto essenzialmente alle adatte ed idonee strutture messe a disposizione dai vari circoli o club privati, esistenti in città.</p>
<p><div id="attachment_53227" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-sport-oltre-il-calcio-societa-e-atleti-memorabili/augusta-circolo-tennis-anni-settanta/" rel="attachment wp-att-53227"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-53227" class="size-medium wp-image-53227" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Circolo-Tennis-anni-settanta.-300x207.jpg?x78799" alt="" width="300" height="207" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Circolo-Tennis-anni-settanta.-300x207.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Circolo-Tennis-anni-settanta.-768x530.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-Circolo-Tennis-anni-settanta..jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-53227" class="wp-caption-text">&#8216;Circolo Tennis&#8217;, anni &#8217;70</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">I principali circoli privati presenti in passato ad Augusta, ‘<strong>Tennis Club Rasiom Esso</strong>’, ‘<strong>PiccoloTennis Vittorio Ribaudo</strong>’ e ‘<strong>Circolo Tennis Augusta</strong>’, hanno sicuramente raggiunto alti traguardi nel mondo tennistico, sfornando diversi campioni locali capaci di raggiungere impensabili traguardi, sia in campo provinciale che regionale e, addirittura, anche in quello nazionale. Traguardo quest’ultimo raggiunto nel 1969 quando il giovane augustano Peppe Cappello conquistò l’ambita ‘Coppa Lambertenghi’ che apportò alla città di Augusta una grande eco a livelli nazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Dagli <strong>anni sessanta</strong> in poi si venne a formare un piccolo esercito di tennisti megaresi, composto principalmente dal pittore-tennista Vittorio Ribaudo, maestro federale e campione italiano dei veterani nel 1986, e dai vari Peppe Cappello, Cesare Rizza, Elio Panarello ed ancora Agrò, Borgia, Lombardo, Carriglio, Mellea, Leo Panarello, Rametta, Palazzo, Messina, Antico, Trovato, Saia e Grasso. Un elenco stilato in ordine casuale, che non vuole togliere meriti a chi, soltanto per una semplice dimenticanza, non vi è stato inserito.</p>
<p style="text-align: justify;">Del ‘Circolo Tennis Augusta’, nato nel 1975 e tre anni dopo includente anche le scuole di addestramento al tennis, fanno parte gli allievi che conquistarono la promozione in Serie C Regionale, con la squadra capitanata dal maestro Leo Panarello, e la promozione in Serie D1 di quella avente come capitano Francesco Siena.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>A.S.D. Nuova Augusta</strong></li>
</ul>
<p><div id="attachment_53231" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-sport-oltre-il-calcio-societa-e-atleti-memorabili/augusta-il-gruppo-a-s-d-nuova-augusta-anni-novanta/" rel="attachment wp-att-53231"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-53231" class="size-medium wp-image-53231" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-il-gruppo-A.S.D.-Nuova-Augusta-anni-novanta.-300x172.jpg?x78799" alt="" width="300" height="172" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-il-gruppo-A.S.D.-Nuova-Augusta-anni-novanta.-300x172.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-il-gruppo-A.S.D.-Nuova-Augusta-anni-novanta.-768x440.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/01/Augusta-il-gruppo-A.S.D.-Nuova-Augusta-anni-novanta..jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-53231" class="wp-caption-text">Gruppo &#8216;A.S.D. Nuova Augusta&#8217;, anni &#8217;90</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">Nel Dicembre del <strong>1991</strong> nasce l‘ &#8216;<strong>Associazione Nuova Augusta Onlus</strong>&#8216; che, indirizzata alla preparazione e assistenza sportiva dei disabili, era regolarmente iscritta al ‘Comitato Italiano Paraolimpico’ e, con Francesco Messina nelle qualità di presidente, annoverava nel proprio sodalizio atleti disabili con diversi tipi di handicap. Di questa Associazione Sportiva, che ha lo scopo di contribuire alla diffusione, alla conoscenza e alla pratica agonistica di alcune discipline sportive per i disabili, inizialmente faceva parte anche il ‘<strong>torball</strong>’ di Giuseppe Bellistri, che solo dopo qualche anno si separò dal gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi si arrivò alla costituzione dell’ &#8216;<strong>Associazione Sportiva Dilettantistica Nuova Augusta per Sport Disabili</strong>&#8216;. Nel primo periodo della sua costituzione questo nuovo gruppo atletico poteva disporre dell’impianto sportivo del Palajonio, dove i ragazzi si preparavano ad affrontare le gare delle varie competizioni nazionali e regionali alle quali partecipavano con ottimi risultati, sottoponendosi spesso a dei sacrifici non indifferenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente, da circa sei anni, gli allenamenti si svolgono presso una struttura sportiva messa a disposizione dalla Marina Militare nel suo comprensorio di Terravecchia e la conduzione di preparatore atletico è svolta, come lo è sempre stata, da Jano Mazziotta, ottimamente coadiuvato dal suo vice Umberto Desio e da Saretto Manfredi. Tutti ex calciatori locali ed amanti dello sport attivo ai quali, per quanto amore e passione mettono nello svolgere questo volontario e gratuito compito, va sicuramente un plauso particolare.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Salvo Lentini</em></p>
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