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	<title>cabaret voltaire &#8211; La Gazzetta Augustana</title>
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	<description>Notizie e ultim'ora su cronaca, politica, sport, eventi di Augusta</description>
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		<title>Serata di teatro dadaista con la regia dell&#8217;augustano Gangi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2015 12:54:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; &#8220;Benvenuto al caso&#8221; è l&#8217;espressione d&#8217;esordio della rappresentazione teatrale di ispirazione dadaista &#8220;Habla Horem&#8220;, in scena ieri sera presso la sede dell&#8217;associazione culturale &#8220;Quattroterzi&#8221;. È scritta e diretta dal giovane regista augustano Salvatore Gangi e creata con l&#8217;intento di rievocare l&#8217;atmosfera del &#8220;cabaret Voltaire&#8221;. Si tratta del locale, considerato la culla del Dadaismo, nel quale venivano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/11/habla-horem-teatro-dada-gangi-augusta.jpg?x60486"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-15835" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/11/habla-horem-teatro-dada-gangi-augusta-300x203.jpg?x60486" alt="habla-horem-teatro-dada-gangi-augusta" width="300" height="203" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/11/habla-horem-teatro-dada-gangi-augusta-300x203.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/11/habla-horem-teatro-dada-gangi-augusta.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>AUGUSTA &#8211; &#8220;<em>Benvenuto al caso</em>&#8221; è l&#8217;espressione d&#8217;esordio della rappresentazione teatrale di ispirazione dadaista &#8220;<strong>Habla Horem</strong>&#8220;, in scena ieri sera presso la sede dell&#8217;associazione culturale &#8220;Quattroterzi&#8221;. È scritta e diretta dal giovane regista augustano <strong>Salvatore Gangi</strong> e creata con l&#8217;intento di rievocare l&#8217;atmosfera del &#8220;cabaret Voltaire&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta del locale, considerato la culla del <strong>Dadaismo</strong>, nel quale venivano organizzate letture, danze, poesie senza senso, musiche e spettacoli provocatori che diventavano veri e propri eventi culturali privi di passato, fuori dal tempo e per di più irriverenti e caotici. Questo modo di fare &#8220;non-arte&#8221; nasceva a Zurigo un secolo fa per sfaldare la logica e il conformismo in onore della libertà di espressione, di azione e della creatività.</p>
<p style="text-align: justify;">Così &#8220;Habla Horem&#8221;. All&#8217;interno di una cornice minimalista e quasi surreale, dove tutto avviene per caso senza seguire un filo logico, gli attori pronunciano parole e recitano versi al limite della comprensione, che però trascinano lo spettatore dentro una realtà nuova nella quale si troverà costretto a ritrattare, sebbene per una sola ora, la propria idea di mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi inconsapevolmente, quest&#8217;ultimo, ammaliato dal fascino dell&#8217;inatteso, disorientato per la totale assenza di regole ed etichette, subirà la <strong>magia dell&#8217;inconsueto</strong>, protagonista indiscusso della scena e non potrà far altro che lanciarsi andare dimenticando la logica e le regole.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inconsueto è qualcosa che non troviamo all&#8217;interno della nostra esperienza e per questo di fronte ad esso possiamo fare due cose: fuggire oppure, come è accaduto durante &#8220;Habla Horem&#8221;, rimanere accettando piacevolmente di dimenticare per un po&#8217; chi siamo, a favore di chi o cosa possiamo diventare.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le note armoniosamente stonate di un pianoforte e di un violino si delinea deciso il <strong>carattere caotico, ribelle, dissacratorio ma anche incline alla vita, alla libertà di espressione e alla creatività</strong> di questa rappresentazione. È come se quel suono liberasse l&#8217;anima mettendo a tacere i conflitti che non riescono a trovare terreno fertile nella non-arte e nel non senso.</p>
<p style="text-align: justify;">La rappresentazione è un&#8217;esortazione celata ad uscire da noi stessi e sperimentare per scoprire, come scrisse Tristan Tzara nel &#8220;Manifesto del Dadaismo&#8221;, &#8220;<em>che possiamo essere noi e il contrario di noi in un unico respiro</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulle note del non-senso si conclude quindi uno spettacolo che lascia aperte le porte della fantasia e dell&#8217;interpretazione. Il regista Salvatore Gangi chiude la serata dicendo: &#8220;<em>Non cercate di dare un senso a quello che avete visto, perché perdereste il vostro tempo, a noi basta che accettiate le cose così come sono</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Marcella Di Grande </em></p>
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