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	<title>colosseo &#8211; La Gazzetta Augustana</title>
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		<title>Luoghi della cultura come servizi pubblici essenziali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Il Corbaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2015 14:38:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si è tanto parlato nei giorni appena trascorsi dell’apertura ritardata di Colosseo, Foro Romano, Palatino, Terme di Diocleziano e Ostia Antica, causa assemblea sindacale di custodi e assistenti all’accoglienza. Come tutte le cose, “l’accaduto” ha diviso l’Italia con polemiche a catena, tra coloro che hanno impugnato la forca osannando il disagio per i turisti e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14038" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.lagazzettaaugustana.it/category/il-corbaccio/" target="_blank"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-14038" class="size-medium wp-image-14038" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/blog-il-corbaccio-carlo-veca-300x300.jpg?x98192" alt="Il Blog su beni culturali e arte Il Corbaccio di Carlo Veca per La Gazzetta Augustana.it" width="300" height="300" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/blog-il-corbaccio-carlo-veca-300x300.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/blog-il-corbaccio-carlo-veca-150x150.jpg 150w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/blog-il-corbaccio-carlo-veca-120x120.jpg 120w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/blog-il-corbaccio-carlo-veca-354x354.jpg 354w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/blog-il-corbaccio-carlo-veca.jpg 480w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-14038" class="wp-caption-text">CLICCA SULL’IMMAGINE PER LEGGERE TUTTI I POST DE IL CORBACCIO</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si è tanto parlato nei giorni appena trascorsi dell’apertura ritardata di Colosseo</strong>, Foro Romano, Palatino, Terme di Diocleziano e Ostia Antica, causa assemblea sindacale di custodi e assistenti all’accoglienza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come tutte le cose, “l’accaduto” ha diviso l’Italia con polemiche a catena</strong>, tra coloro che hanno impugnato la forca osannando il disagio per i turisti e la “magra figura per l’Italia” e coloro che hanno difeso il diritto al lavoro, ricordando (giustamente) che l’assemblea era stata annunciata con largo anticipo. Il risultato più eclatante è stata la critica sui social ai sindacati da parte delle principali istituzioni nazionali e soprattutto l’approvazione in Consiglio dei Ministri del Decreto Legge che inserisce Musei e luoghi della cultura (statali, comunali, pubblici e privati) nell’elenco dei servizi pubblici essenziali &#8211; per intenderci, insieme a ospedali, scuole, trasporti, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bene. La questione apre a diverse riflessioni</strong>. In primis sull’inviolabilità del diritto al lavoro: nel rispetto delle regole, è giusto che i lavoratori abbiano il diritto a riunirsi in assemblea o a scioperare. L’unica pecca, nel caso specifico, è forse rappresentata dall’inadeguata divulgazione delle informazioni, nel senso che occorreva diffondere la notizia della chiusura temporanea in modo capillare. Dalla comunicazione, si passa facilmente a giudicare la gestione: Roma è una città dotata di un Patrimonio Culturale sconfinato; una maggiore consapevolezza sull’apertura ritardata di alcuni luoghi culturali (anche se tra i più importanti della città) avrebbe permesso di indirizzare il flusso turistico su altri siti e musei magari meno frequentati e conosciuti, bypassando il disagio di quelle poche ore. Questo semplice accorgimento avrebbe incrementato la valorizzazione dei siti “di ripiego” (virgolette obbligatorie), e creato allo stesso tempo ulteriori indotti, nell’Era attuale degli investimenti ridicoli in Cultura e Ricerca, di gran lunga inferiori alla media europea.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma veniamo ora all’equiparazione di Musei e luoghi della cultura ai servizi pubblici essenziali</strong>. Ammirevole, certo. La giusta direzione da percorrere, forse. Ma immaginate per un momento un ospedale con carenza di infermieri perché soggetti alla turnazione e scioperanti perché non pagati, oppure alla cura di malati da parte i volontari, perché i medici costano troppo. Immaginate una scuola in cui a insegnare agli studenti sono gli appassionati di matematica, o improvvisati “docenti” di lettere senza alcun titolo. Immaginate i cancelli sbarrati di una stazione ferroviaria a causa di locomotive in sciopero, incendi non domati per “carenza di acqua”, o fantomatiche associazioni no profit alla gestione di cliniche.</p>
<div id="attachment_14335" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/roma-colosseo-il-corbaccio.jpg?x98192"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-14335" class="wp-image-14335 size-medium" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/roma-colosseo-il-corbaccio-300x176.jpg?x98192" alt="roma-colosseo-il-corbaccio" width="300" height="176" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/roma-colosseo-il-corbaccio-300x176.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/roma-colosseo-il-corbaccio.jpg 625w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-14335" class="wp-caption-text">Fonte della foto: image.nanopress.it/viaggi/fotogallery/625&#215;0/102221/roma-colosseo.jpg</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se in Italia persisterà la dicotomia formata dallo schema tagli inspiegabili alla Cultura/provvedimenti SPOT</strong>, di certo la situazione non cambierà. Quello dei luoghi della cultura come servizi pubblici essenziali è un provvedimento attualmente utopico nel nostro Paese, in un momento in cui, l’interesse per il Patrimonio Culturale è solo “di facciata”. Non esiste (se non sulla carta) il rispetto per le professioni e archeologi, restauratori e storici dell’arte sono “elusi” oppure sostituti da “esperti della passione” privi di titoli e competenze.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Secondo il mio modesto parere, preferirei bandissero concorsi pubblici o pubblico/privati anche di poche posizioni</strong>, ma per professionisti di settore invece degli innumerevoli “tirocini retribuiti”, conclusi i quali non portano che alla situazione di partenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se al posto di palliativi legislativi si prendessero dei provvedimenti concreti</strong>, il problema del Colosseo (ma così come di Pompei della scorsa estate) non sussisterebbero. Se si puntasse seriamente sulla CULTURA, valorizzando i veri “addetti ai lavori”, ogni cosa starebbe al suo posto. In un paese come l’Italia, dove il Patrimonio Culturale viene lodato con l’orribile e infelice appellativo di “petrolio”, non si può puntare sul volontariato o sul tirocinio retribuito: occorre una legislazione seria, un cambiamento culturale che DEVE insegnare il “valore” della cultura nelle scuole e valorizzare il lavoro in tutte le sue fasce, dai custodi, agli archeologi, ai restauratori.</p>
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