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	<title>granchio blu &#8211; La Gazzetta Augustana</title>
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	<description>Notizie e ultim'ora su cronaca, politica, sport, eventi di Augusta</description>
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		<title>Granchio blu e &#8220;aranciu miricanu&#8221; ad Augusta: facciamo chiarezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Oct 2023 13:33:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Al clamore mediatico sulla recente invasione del granchio blu lungo i litorali adriatici veneto e romagnolo, è subito tornata alla memoria l&#8217;apparizione, mezzo secolo fa, nel porto Megarese del granchio americano, noto in siciliano come &#8220;aranciu miricanu&#8221;. Mentre in questi giorni l&#8217;ultimo arrivato viene esposto sui banchi delle pescherie locali, è bene cominciare [&#8230;]]]></description>
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<p>AUGUSTA &#8211; Al clamore mediatico sulla recente invasione del <strong>granchio blu</strong> lungo i litorali adriatici veneto e romagnolo, è subito tornata alla memoria l&#8217;apparizione, mezzo secolo fa, nel porto Megarese del <strong>granchio americano</strong>, noto in siciliano come &#8220;aranciu miricanu&#8221;. Mentre in questi giorni l&#8217;ultimo arrivato viene esposto sui banchi delle pescherie locali, è bene cominciare a precisare che si tratta di <strong>due specie diverse</strong>, con una recente scoperta però che favorisce la confusione. </p>



<p>Abbiamo interpellato il biologo marino augustano <strong>Domenico Catalano</strong>, che nel suo curriculum accademico può vantare un dottorato di ricerca in Biologia evoluzionistica proprio sui crostacei decapodi. Va premesso che, per orientarsi, bisogna usare i <strong>nomi scientifici</strong> delle rispettive specie, certamente meno mediatici.</p>



<p>Il granchio blu attualmente infestante, oggetto della campagna di comunicazione ministeriale, è il <strong>Callinectes sapidus</strong>, originario delle coste atlantiche americane, &#8220;<em>specie localizzata soprattutto nel mar Adriatico</em> &#8211; sottolinea il biologo marino &#8211;<em> e che ad Augusta non c’è mai stata</em>&#8220;.</p>



<p>Mentre il granchio americano è il <strong>Portunus pelagicus</strong>, che è anche stato chiamato granchio blu in base alla colorazione delle chele di certi esemplari, ma che si distingue per la &#8220;<em>presenza di alcune piccolissime strutture sulle zampe, una sorta di spine, e sulla diversa forma dell’addome negli esemplari maschi</em>&#8220;.</p>



<p>Come noto, il granchio americano &#8220;<em>con molta probabilità, arrivò in fase larvale nelle acque di zavorra delle <strong>petroliere</strong> </em>&#8211; conferma Catalano &#8211;<em> che negli anni sessanta davano fonda nel porto di Augusta provenendo dall’Oceano Indiano e lì venivano scaricati con le <strong>acque di zavorra</strong></em>&#8220;. &#8220;<em>Questo granchio trovò nei bassi fondali a sabbia e Caulerpa </em>(un&#8217;alga, ndr)<em> del porto Megarese il suo habitat ideale </em>&#8211; aggiunge &#8211;<em> e iniziò rapidamente a proliferare, diventando una presenza comune sia in pescheria, che nelle tavole degli augustani</em>&#8220;. </p>



<p>Furono i ricercatori che segnalarono la specie aliena ad Augusta (Ghisotti e Torchio) nel 1966 e nel 1967 a sbagliare la prima <strong>classificazione</strong>, &#8220;<em>identificandola erroneamente come granchio blu</em>&#8220;, per poi rettificare alcuni anni dopo.</p>



<p>Il Portunus pelagicus &#8220;<em>fino a pochi anni fa era <strong>esclusivo</strong> della Rada di Augusta in Italia e di Porto Said in Egitto</em>&#8220;. Per la cronaca, dopo l&#8217;apparizione nella rada nel <strong>&#8217;66</strong>, scomparve, misteriosamente e improvvisamente, all’inizio degli anni <strong>ottanta</strong>. Riapparve nei fondali del porto di Augusta nei primi anni <strong>2000</strong> ed è attualmente <strong>presente</strong>.</p>



<p>Anche sull&#8217;<strong>assenza ventennale</strong> da Augusta, il biologo marino prova a chiarire la vicenda. &#8220;<em>Le cause della scomparsa non sono chiare: la voce di popolo parla di un avvelenamento ad hoc da parte dei tecnici della Raffineria Rasiom in quanto i granchi ne intasavano le bocche di scambio con il mare. Più verosimilmente </em>&#8211; riferisce Catalano &#8211;<em> le cause della scomparsa sono da imputare all’overfishing e alla presenza di uno o più inverni “freddi”: l’abbassamento di temperatura dell’acqua anche di soli 1-2 gradi, impedisce, infatti, alla specie di riprodursi</em>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="500" height="321" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2023/10/granchio-blu-portunus-segnis-studio-cnr-irbim-ancona-2023.jpeg?x90480" alt="" class="wp-image-66178" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2023/10/granchio-blu-portunus-segnis-studio-cnr-irbim-ancona-2023.jpeg 500w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2023/10/granchio-blu-portunus-segnis-studio-cnr-irbim-ancona-2023-300x193.jpeg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Granchio blu Portunus segnis, studio Cnr-Irbim di Ancona, 2023</em></figcaption></figure>



<p>Per estendere il quadro, è stato reso noto, in un <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.cnr.it/it/comunicato-stampa/12142/individuata-una-seconda-specie-di-granchio-blu-nel-mar-adriatico" data-type="link" data-id="https://www.cnr.it/it/comunicato-stampa/12142/individuata-una-seconda-specie-di-granchio-blu-nel-mar-adriatico" target="_blank">comunicato del Cnr dello scorso agosto</a>, che un team di ricerca dell’Istituto per&nbsp;le risorse biologiche e le biotecnologie marine del Consiglio nazionale delle ricerche&nbsp;(<strong>Cnr-Irbim</strong>) di <strong>Ancona</strong> ha &#8220;dimostrato la presenza nel mar Adriatico di una seconda specie di granchio blu, il&nbsp;<strong>Portunus segnis</strong>, originario del Mar Rosso e dell’Oceano Indiano occidentale&#8221;. Questa seconda specie, come ci conferma Catalano, coincide nel <strong>genere</strong> con il Portunus pelagicus osservato già mezzo secolo fa ad Augusta. &#8220;<em>Considerate le caratteristiche ecologiche del granchio blu del Mar Rosso </em>(Portunus segnis, ndr)<em> e il suo range di tolleranza termica, pensiamo </em>&#8211; rassicura nel comunicato uno degli <strong>autori dello studio</strong> &#8211;<em> che il nord Adriatico non sia ancora un ecosistema ospitale per questa specie e questo dovrebbe al momento scongiurare il rischio di una doppia invasione di granchi blu in Adriatico</em>&#8220;.</p>



<p>(<em>Nel collage di copertina: a sinistra un Callinectes sapidus nella foto di G. Stasolla; a destra un Portunus pelagicus nell&#8217;immagine di K.M. Geba. Fonte: researchgate.net</em>)</p>
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