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	<title>irregolarità &#8211; La Gazzetta Augustana</title>
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	<description>Notizie e ultim'ora su cronaca, politica, sport, eventi di Augusta</description>
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		<title>Augusta, Sea Watch 3, nuovo fermo amministrativo. Guardia costiera: &#8220;Può trasportare non più di 22 persone&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 14:38:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Ancora un fermo amministrativo per la Sea-Watch 3 (nella foto di repertorio in copertina, ndr), nave impiegata per il soccorso dei migranti battente bandiera prima olandese e attualmente tedesca, una delle imbarcazioni gestite dalla omonima ong con sede a Berlino. Lo scorso luglio il provvedimento venne notificato dalla Guardia costiera a Porto Empedocle (Agrigento), [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Ancora un <strong>fermo amministrativo</strong> per la <strong>Sea-Watch 3</strong> (nella foto di repertorio in copertina, ndr), nave impiegata per il soccorso dei migranti battente bandiera prima olandese e attualmente <strong>tedesca</strong>, una delle imbarcazioni gestite dalla omonima <strong>ong</strong> con sede a Berlino. Lo scorso luglio il provvedimento venne notificato dalla Guardia costiera a <strong>Porto Empedocle</strong> (Agrigento), stavolta arriva, nella serata di domenica, mentre la nave è attraccata alla banchina commerciale del porto di <strong>Augusta</strong>, un paio di settimane dopo la conclusione delle operazioni di sbarco di <strong>363 migranti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">A fine febbraio, la nave era partita verso le acque internazionali al largo della Libia dal porto di Burriana, in Spagna, sede del cantiere dove sono stati effettuati dei lavori di manutenzione proprio a seguito del precedente fermo amministrativo, quindi a soccorso effettuato l&#8217;<a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/migranti-augusta-porto-sicuro-anche-per-sea-watch-3-due-anni-fa-i-sei-giorni-alla-fonda-in-acque-siracusane/" target="_blank">assegnazione di Augusta quale &#8220;<strong>porto sicuro</strong>&#8220;</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ieri personale specializzato della <strong>Guardia costiera</strong> ha sottoposto Sea-Watch 3 a ispezione &#8220;<em><strong>port State control</strong></em>&#8220;. &#8220;<em>L’unità è munita della ordinaria certificazione di sicurezza rilasciata dallo stato di bandiera tedesco, quale “nave da carico”, autorizzata come tale a trasportare un numero di persone <strong>non superiore a 22</strong> </em>&#8211; si sottolinea nel comunicato della Guardia costiera italiana &#8211;<em> corrispondente alla composizione dell&#8217;equipaggio e dei passeggeri imbarcati per l&#8217;esecuzione delle proprie attività commerciali</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Numerose le <strong>irregolarità</strong> contestate dall&#8217;autorità marittima a Sea-Watch 3, dall&#8217;ingresso nel porto di Augusta (&#8220;<em>mancata effettuazione da parte dell&#8217;Unità delle preventive comunicazioni di ingresso nel porto di Augusta relative alla “sicurezza marittima” (cd maritime security) e al conferimento dei rifiuti generati nel corso dell’ultimo periodo di navigazione</em>&#8220;), a sversamenti in rada (&#8220;<em>nelle fasi di ormeggio in porto, ha sversato in banchina e nelle acque portuali olio idraulico proveniente dalla gruetta utilizzata per il posizionamento a terra della passerella della nave</em>&#8220;), alle misure di sicurezza a bordo (&#8220;<em>ulteriori carenze (cd. deficienze) in materia di sicurezza della navigazione e protezione da incendi a bordo (Solas), di tutela dell&#8217;ambiente (Marpol) e dell&#8217;equipaggio (Stcw)</em>&#8220;).</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>La nave è stata quindi sottoposta a “fermo amministrativo” fino alla rettifica delle irregolarità rilevate in sede ispettiva</em>&#8220;, rende noto la Guardia costiera, sottolineando che &#8220;<em>l&#8217;attività ispettiva come quella condotta a bordo della nave &#8220;Sea Watch 3&#8221; rientra in un più ampio quadro di controlli sulle navi straniere che battono bandiera diversa di quella dello Stato del porto di approdo (c.d. attività di “Port State control” – Psc), con la finalità di verificare che le stesse rispondano pienamente agli standard qualitativi previsti dalle normative internazionali vigenti, a tutela della sicurezza delle persone a bordo e dell&#8217;ambiente marino</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sui social network la <strong>replica</strong> da parte della ong, di cui è portavoce italiana <strong>Giorgia Linardi</strong>: &#8220;<em>Da ieri sera Sea Watch 3 è in fermo amministrativo ad Augusta. Ci contestano ancora di aver soccorso troppe persone. Avremmo dovuto lasciar morire 363 esseri umani nell&#8217;indifferenza delle autorità, che continuano a non fornire alternative alla nostra presenza in mare? La legittimità dell&#8217;utilizzo, da parte dell&#8217;Italia, della normativa sui controlli dello stato d&#8217;approdo per bloccare le navi umanitarie è stata messa in discussione dal Tar di Palermo, che ha liberato Sea Watch 4 in attesa di un pronunciamento della Corte di Giustizia Ue</em>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sea Watch bloccata al porto di Catania, Guardia costiera: &#8220;Una serie di non conformità&#8221;</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/sea-watch-bloccata-al-porto-di-catania-guardia-costiera-una-serie-di-non-conformita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 13:53:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[SIRACUSA &#8211; È ancora ormeggiata al porto di Catania la Sea-Watch 3, la nave della ong tedesca battente bandiera olandese da cui ieri sono sbarcati i 47 migranti. I 32 maggiorenni sono stati trasferiti all&#8217;hotspot di Messina, per l&#8217;identificazione e la successiva redistribuzione europea, mentre i 15 sedicenti minori, dopo la nomina dei tutori, in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">SIRACUSA &#8211; È ancora ormeggiata al porto di <strong>Catania</strong> la <strong>Sea-Watch 3</strong>, la nave della ong tedesca battente bandiera olandese da cui ieri sono sbarcati i <strong>47 migranti</strong>. I 32 maggiorenni sono stati trasferiti all&#8217;hotspot di Messina, per l&#8217;identificazione e la successiva redistribuzione europea, mentre i 15 sedicenti minori, dopo la nomina dei tutori, in un centro di accoglienza di Catania rientrante nel progetto Favi del Viminale.</p>
<p style="text-align: justify;">La nave ha già caricato viveri, carburante e quanto necessario per riprendere la navigazione. È arrivato anche il nuovo equipaggio. Ma sulla nave sono state riscontrate alcune presunte irregolarità da parte della <strong>Capitaneria</strong> di porto di Catania, e finché non verranno risolti tali problemi non potrà ripartire.</p>
<p style="text-align: justify;">Ieri, al termine delle operazioni di sbarco, gli <strong>ispettori della Guardia costiera</strong>, militari specializzati del Corpo in sicurezza della navigazione, sono saliti a bordo della Sea-Watch 3 per eseguire una &#8220;<em>verifica tecnica sulle condizioni della nave ai sensi della Unclos (Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare)</em>&#8220;. Dell’attività è stata informata l’Olanda, quale Amministrazione di bandiera dell’unità.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante l’attività ispettiva sulla nave, certificata quale &#8220;pleasure yacht&#8221;, intervenuta per il soccorso nell’evento Sar dello scorso 19 gennaio al largo della costa libica, come rende noto il comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto, sono state rilevate &#8220;<em><strong>una serie di non conformità</strong> relative sia alla sicurezza della navigazione che al rispetto della normativa in materia di tutela dell’ambiente marino, che non permettono la partenza dell’unità fino alla loro risoluzione</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Tali non conformità dovranno essere risolte anche con l’intervento dell’Amministrazione di bandiera, in cooperazione con gli ispettori specializzati della Guardia costiera e il 6° Reparto – Sicurezza della navigazione del comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia costiera. Fino alla loro risoluzione, l’unità non potrà lasciare il porto di Catania</em>&#8220;, si conclude nel comunicato del comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ieri il capo missione e il comandante sono stati sentiti per ore, a bordo della nave, sull&#8217;operazione di salvataggio dei 47 migranti e sui successivi movimenti dell&#8217;imbarcazione da personale della <strong>squadra mobile</strong> della Questura e da militari della <strong>Guardia di finanza</strong>. Secondo quanto riporta l&#8217;<em>Ansa</em>, citando fonti legali della Ong, al momento nessun passaporto sarebbe stato ritirato, non esisterebbe una comunicazione di divieto di ripartenza e nessuna convocazione sarebbe stata diramata dalla Procura di Catania.</p>
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		<title>Peschereccio fermato e scortato nel porto, Guardia costiera rileva irregolarità: denuncia e sanzioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Nov 2017 13:47:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; È stato sottoposto questo lunedì mattina ad un controllo di polizia marittima, da parte di personale militare in forza alla Capitaneria di porto &#8211; Guardia costiera di Augusta, un peschereccio, iscritto nei registri del Compartimento marittimo di Augusta, fermato da un’unità navale militare facente capo ad un altro Corpo di polizia. Una volta che il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; È stato sottoposto questo lunedì mattina ad un controllo di polizia marittima, da parte di personale militare in forza alla Capitaneria di porto &#8211; Guardia costiera di Augusta, un <strong>peschereccio</strong>, iscritto nei registri del Compartimento marittimo di Augusta, fermato da un’unità navale militare facente capo ad un altro Corpo di polizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta che il peschereccio è stato scortato nel porto megarese e ormeggiato alla banchina, gli agenti della <strong>Guardia costiera</strong> di Augusta hanno proceduto ad effettuare degli approfonditi accertamenti di polizia giudiziaria e di polizia amministrativa, dai quali sarebbero emerse <strong>presunte irregolarità</strong> afferenti il mancato rispetto sia della &#8220;normativa dettata a salvaguardia della sicurezza della navigazione&#8221;, che delle &#8220;disposizioni poste a presidio della sicurezza sui luoghi di lavoro&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò ha comportato la <strong>denuncia dei responsabili della società armatrice</strong> alla competente autorità giudiziaria, oltre alla comminazione di diverse sanzioni amministrative per un totale di <strong>circa 6 mila euro</strong>, quale somma da versare in via conciliativa.</p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Foto in evidenza: repertorio</em>)</p>
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		<title>Maxi sequestro in negozi cinesi da Siracusa ad Augusta</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/maxi-sequestro-in-negozi-cinesi-da-siracusa-ad-augusta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2016 10:25:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; La Guardia di Finanza di Siracusa, a seguito di un’attività di intelligence e di un costante controllo economico del territorio, ha individuato profili di criticità e possibili fenomeni di illegalità di tipo fiscale ed economico-finanziaria nelle attività commerciali gestite da soggetti di nazionalità cinese. Da un censimento delle nuove attività e da un monitoraggio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; La <strong>Guardia di Finanza</strong> di Siracusa, a seguito di un’attività di intelligence e di un costante controllo economico del territorio, ha individuato profili di criticità e possibili fenomeni di illegalità di tipo fiscale ed economico-finanziaria nelle attività commerciali gestite da soggetti di nazionalità cinese.</p>
<p style="text-align: justify;">Da un censimento delle nuove attività e da un monitoraggio costante degli esercizi già esistenti, è emersa una <strong>crescente presenza sul territorio di negozi cinesi</strong>. Sarebbero anche la commercializzazione di una vasta gamma di prodotti di bassa qualità a prezzi concorrenziali e la trasgressione di leggi nazionali e comunitarie a determinare la capacità di penetrazione nel mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">Stando agli interventi in provincia, la Guardia di Finanza rileva che: violano la normativa sul lavoro sfruttando la manodopera “in nero”; vendono prodotti privi delle previste indicazioni quindi pericolosi soprattutto se utilizzati dai bambini; violano la privacy dei cittadini con impianti di videosorveglianza che non rispettano le norme in materia di protezione dei dati personali; evadono le imposte.</p>
<p style="text-align: justify;">Le Fiamme Gialle, quindi, dopo aver analizzato il fenomeno, e con l’obiettivo di tutelare le attività commerciali che rispettano le regole, hanno concluso una <strong>maxi operazione</strong> in tutto il Siracusano, che ha portato i seguenti risultati: <strong>sequestro di 814.443 prodotti pericolosi e/o contraffatti</strong>; verbalizzazione di un soggetto per la violazione della normativa sulla privacy; denuncia di un soggetto per contraffazione marchi; individuazione di 4 lavoratori in nero.</p>
<p style="text-align: justify;">L’attenzione dei finanzieri si è concentrata sui prodotti non conformi agli standard e, quindi, potenzialmente dannosi per la salute degli acquirenti. Infatti i prodotti sequestrati erano posti in vendita senza essere assoggettati alle procedure di certificazione previste dalle normative dell’Unione europea. Da un primo esame visivo non risultavano idonei a soddisfare i requisiti di sicurezza previsti dal Codice del consumo, inoltre l’assenza del marchio e delle istruzioni può rappresentare un serio rischio per la salute di chi utilizza i prodotti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad esempio, le <strong>apparecchiature elettriche</strong>, quali caricabatterie, dispositivi per la cura della persona, accessori per la telefonia, etc, sono risultate prive di istruzioni in lingua italiana, senza la spiegazione delle modalità di utilizzo e assemblate con materiali particolarmente scadenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le citate irregolarità sono state rilevate in <strong>7 negozi</strong> con sede nei Comuni di <strong>Siracusa</strong>, <strong>Augusta</strong>, <strong>Lentini</strong>, <strong>Noto</strong>, <strong>Avola</strong> e <strong>Pachino</strong>. I titolari, tutti di nazionalità cinese, sono stati segnalati anche alla Camera di commercio di Siracusa per le violazioni previste dal decreto legislativo n. 206 del 2005 (Codice del consumo) per le quali sono previste sanzioni fino a 25 mila euro, nonché per la successiva confisca e distruzione dei prodotti sequestrati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il servizio della Guardia di Finanza di Siracusa rientra tra gli obiettivi strategici del Corpo, il quale ricopre un ruolo di fondamentale importanza nel panorama economico-finanziario, soprattutto nell’attuale periodo di crisi. Il contrasto alle violazioni più disparate commesse dalle attività controllate rappresentano una seria minaccia alla sopravvivenza delle imprese sane che rispettano la vigente normativa.</p>
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		<title>Albo pretorio online, Di Mare: &#8220;A rischio nullità tutti gli atti pubblicati&#8221;</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/albo-pretorio-online-di-mare-a-rischio-nullita-tutti-gli-atti-pubblicati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2016 10:53:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Ancora un intervento sul tema della trasparenza dell&#8217;attività amministrativa, dopo aver presentato alla Procura il mese scorso una dettagliata denuncia perché ravvisasse eventuali omissioni reiterate di atti d&#8217;ufficio. Il consigliere comunale di &#8220;Cambiaugusta&#8221; Giuseppe Di Mare non demorde e in questa occasione pone al centro della sua azione l&#8217;albo pretorio online del Comune di Augusta, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Ancora un intervento sul tema della trasparenza dell&#8217;attività amministrativa, dopo aver presentato alla Procura il mese scorso una dettagliata denuncia perché ravvisasse eventuali omissioni reiterate di atti d&#8217;ufficio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/08/giuseppe-di-mare-consigliere.jpg?x17787"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-13592" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/08/giuseppe-di-mare-consigliere-264x300.jpg?x17787" alt="Giuseppe Di Mare consigliere comunale della lista CambiAugusta" width="264" height="300" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/08/giuseppe-di-mare-consigliere-264x300.jpg 264w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/08/giuseppe-di-mare-consigliere.jpg 704w" sizes="(max-width: 264px) 100vw, 264px" /></a>Il consigliere comunale di &#8220;Cambiaugusta&#8221; <strong>Giuseppe Di Mare</strong> non demorde e in questa occasione pone al centro della sua azione l&#8217;albo pretorio online del Comune di Augusta, ovvero il luogo virtuale in cui tutti i documenti e gli atti che devono essere divulgati o diffusi sono resi pubblici, a beneficio dei cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Il consigliere evidenzia <strong>presunte irregolarità</strong>, rilevando che i documenti inseriti nell&#8217;albo sarebbero delle &#8220;<em>semplici acquisizioni di documenti scansionati, tra l’altro non sempre corretti e leggibili</em>&#8220;, considerati di fatto “documenti analogici&#8221;, mentre la normativa vigente prevedrebbe “documenti generati attraverso lo standard ISO 32000 o altri formati aperti conformi agli standard internazionali”.</p>
<p style="text-align: justify;">Così, riferisce Di Mare, i documenti analogici, in <strong>assenza della firma digitale</strong> del pubblico ufficiale che ne attesti la “conformità all’originale”, non avrebbero alcun valore giuridico e non sarebbero idonei alla conclusione o all’avvio di qualsiasi procedimento amministrativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, secondo il consigliere, riguardo alla correttezza e al rispetto dei principi di trasparenza nella pubblicazione di atti, bandi, avvisi, &#8220;<em>si corre il <strong>rischio di nullità</strong> di tutti gli atti pubblicati</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Di Mare ha già intrapreso due iniziative contestuali, &#8220;<em>a garanzia della trasparenza della macchina burocratica e della tutela dei diritti dei cittadini</em>&#8220;. Ha protocollato una <strong>nota</strong> indirizzata, tra gli altri, al Presidente dell’Autorità nazionale dell’anticorruzione e a tutti gli organi comunali, &#8220;<em>perché si ponga rimedio immediato a questa anomalia</em>&#8220;. Inoltre, ha protocollato una <strong>proposta di deliberazione di regolamento</strong> per la gestione delle procedure di pubblicazione all’albo pretorio online, &#8220;<em>che sarà cura della Presidenza del Consiglio calendarizzare dopo che l’iter normativo si sia concluso</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il consigliere di opposizione conclude: &#8220;<em>Il legislatore è stato esplicito circa la necessità di sottoscrizione digitale dei documenti pubblicati per dare pieno valore legale agli stessi, per evitare brutte sorprese e per rispettare il principio di trasparenza; mi auguro che chi di competenza ponga immediato rimedio; al problema delle mancate risposte entro i termini di legge già denunciate dal sottoscritto si aggiunge anche questo fatto, e la trasparenza e chi la deve fare rispettare nel Comune di Augusta continuano ad avere macchie sempre più evidenti</em>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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