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	<title>lamis project &#8211; La Gazzetta Augustana</title>
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	<description>Notizie e ultim'ora su cronaca, politica, sport, eventi di Augusta</description>
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		<title>Lamis project, la mappa &#8216;ritrovata&#8217; delle antiche vie tra Brucoli e Costa Saracena</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 14:02:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Vengono divulgati i risultati della seconda campagna di ricerche archeologiche condotte nell’ambito del &#8220;Lamis project &#8211; Megarian landscape and heritage project&#8221;, a cura dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ispc) e della Soprintendenza regionale dei beni culturali e ambientali di Siracusa. Le indagini, coordinate dall&#8217;archeologo augustano Giuseppe Cacciaguerra, [&#8230;]]]></description>
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<p>AUGUSTA &#8211; Vengono divulgati i risultati della <strong>seconda campagna</strong> di ricerche archeologiche condotte nell’ambito del &#8220;<strong>Lamis project</strong> &#8211; Megarian landscape and heritage project&#8221;, a cura dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale del Consiglio nazionale delle ricerche (<strong>Cnr-Ispc</strong>) e della <strong>Soprintendenza</strong> regionale dei beni culturali e ambientali di Siracusa. Le indagini, coordinate dall&#8217;archeologo augustano <strong>Giuseppe Cacciaguerra</strong>, primo ricercatore Cnr-Ispc, e da <strong>Alessandra Castorina</strong>, funzionaria del servizio Beni archeologici della Soprintendenza di Siracusa, come si apprende dal comunicato congiunto dei due enti, hanno l’obiettivo di &#8220;<em>ricostruire lo sviluppo diacronico del paesaggio e le <strong>dinamiche insediative</strong> del territorio megarese (Comuni di Augusta, Melilli e Priolo Gargallo), e di proporre modelli e best practice per la conoscenza, lo sviluppo sostenibile e la <strong>fruizione</strong> del patrimonio culturale</em>&#8220;.</p>



<p>Tra l’autunno del 2024 e la primavera del 2025, le attività di ricerca sono state concentrate nella parte più settentrionale del territorio megarese, tra <strong>Brucoli</strong> e la <strong>Costa Saracena</strong>, un’area costiera ritenuta da questo progetto &#8220;<em>fondamentale per la conoscenza delle trasformazioni dei paesaggi antichi e territorio storicamente conteso per il controllo dei diversi scali portuali che si affacciavano lungo la costa</em>&#8220;.</p>



<p>L’obiettivo delle <strong>ricerche</strong> sul campo è stato duplice. Le indagini sono state mirate da un lato alla definizione del rapporto tra la <strong>viabilità</strong> di <strong>età greca</strong>, <strong>romana</strong> e <strong>medievale</strong> e gli insediamenti che costellavano il territorio (villaggi, castelli, torri, fattorie, ecc.) e dall’altro alla realizzazione di una <strong>mappatura</strong> accurata dei <strong>siti rupestri</strong> e dei <strong>contesti di culto</strong> ad essi associati. Le ricerche sono state realizzate integrando i metodi classici della ricerca archeologica con sistemi e tecnologie diagnostiche e digitali innovative, oggi fondamentali per acquisire dati sempre più accurati.</p>



<p>I risultati hanno permesso di identificare una &#8220;<em>complessa rete stradale greca, romana e medievale che attraversava tutto il territorio</em>&#8220;, secondo questa ricerca &#8220;<em>costituita da numerosi e lunghi tratti di carraie scavate nella roccia utilizzate soprattutto per il passaggio dei carri</em>&#8220;. La mappatura è stata accompagnata da attività di <strong>acquisizione fotogrammetrica</strong> che hanno permesso di &#8220;<em>identificare in modo speditivo le tracce della viabilità, di ricostruirne i percorsi e di definirne le trasformazioni nel corso dei secoli</em>&#8220;. Lungo questi assi stradali sono stati individuati &#8220;<em>nuovi insediamenti, alcuni dei quali hanno rivelato strutture ampie e complesse</em>&#8220;, che è stato possibile rivelare anche attraverso l’uso di <strong>camere multispettrali</strong>, che permettono di identificare la presenza di testimonianze archeologiche presenti nel sottosuolo, ma non visibili direttamente sul terreno.</p>



<p>Le indagini si sono avvalse di foto aeree e mappe storiche che hanno registrato, prima dello sviluppo industriale e residenziale che ha profondamente alterato il territorio, &#8220;<em>tracce e anomalie di aree archeologiche finora <strong>sconosciute</strong></em>&#8220;. I dati man mano raccolti sono stati quindi integrati in una piattaforma Gis (Geographical information system), che costituisce uno strumento digitale utile alla gestione e all’analisi delle informazioni.</p>



<p>La campagna di acquisizione attraverso sistemi di <strong>fotografia digitale</strong> per l’acquisizione di ambienti rupestri e incisioni su roccia è stata &#8220;<em>tra le attività di ricerca più interessanti e cariche di dati</em>&#8220;. In particolare, l’applicazione nell’area del Canale di Brucoli e della Valle del Porcaria ha permesso di realizzare modelli tridimensionali ad altissima risoluzione e di mappare <strong>incisioni e pitture medievali</strong> grazie alla costruzione di specifici sistemi di acquisizione digitale realizzati da Danilo Paolo Pavone (Cnr-Ispc).</p>



<p>Le ricerche condotte per il &#8220;Lamis project&#8221; sono &#8220;<em>propedeutiche all’individuazione di possibili aree di particolare interesse per lo sviluppo di un progetto di <strong>scavo</strong> archeologico</em>&#8220;. Le indagini, pertanto, proseguiranno a <strong>settembre</strong> con una <strong>terza campagna </strong>di indagini mirata ad approfondire specifici siti e temi di ricerca.</p>



<p>I risultati delle recenti indagini sono già stati <strong>presentati</strong> in diversi convegni nazionali e internazionali (Alghero, Barcellona, Ravenna, ecc.), l’ultimo dei quali in occasione del 4° Convegno internazionale di archeologia aerea, tenutosi a Roma dal 20 al 23 maggio scorsi. Cnr e Soprintendenza annunciano infine che nei prossimi mesi verranno organizzati <strong>eventi</strong> e incontri che vedranno il coinvolgimento diretto delle <strong>comunità locali</strong> di Augusta, Melilli e Priolo.</p>
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		<title>Augusta, presentazione &#8220;Lamis project&#8221;, progetto di ricerca archeologica targato Ispc-Cnr e Soprintendenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Sep 2023 10:54:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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<p>AUGUSTA &#8211; Si chiama &#8220;<strong>Lamis project</strong>&#8221; il recente progetto di ricerca archeologica per il territorio di Augusta che sarà <strong>presentato</strong>, per la prima volta in città, <strong>venerdì 29</strong> settembre alle ore 18 nella &#8220;sala del consiglio&#8221; della Banca agricola popolare di Ragusa, in via Principe Umberto, a cura dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale del Consiglio nazionale delle ricerche (<strong>Ispc-Cnr</strong>) e della <strong>Soprintendenza</strong> per i Beni culturali e ambientali di Siracusa.</p>



<p>Grazie all’accordo stipulato lo scorso <strong>marzo</strong> tra i due enti organizzatori, il &#8220;Lamis project&#8221; (acronimo che sta per &#8220;<strong>Megarian landscape and heritage project</strong>&#8220;) ha dato avvio a una nuova stagione di ricerche archeologiche nel territorio, &#8220;<em>un’area </em>&#8211; si legge nella nota stampa di lancio &#8211;<em> che conserva un patrimonio culturale di alto valore e forte complessità ma che è stata anche profondamente trasformata dalle infrastrutture industriali e antropiche</em>&#8220;. </p>



<p>Le indagini in corso, coordinate dall&#8217;archeologo augustano <strong>Giuseppe Cacciaguerra</strong> (Ispc-Cnr) e da <strong>Alessandra Castorina</strong> (Soprintendenza di Siracusa), stanno &#8220;<em>mettendo in campo metodologie classiche della ricerca archeologica e sistemi digitali e diagnostici con l’obiettivo di ricostruire lo sviluppo diacronico del paesaggio e delle dinamiche insediative e di migliorarne la gestione e la fruizione</em>&#8220;.</p>



<p>Secondo le prime informazioni acquisite da <em>La Gazzetta Augustana.it</em>, si tratta, per quanto concerne l&#8217;<strong>archeologia dei paesaggi</strong>, di un&#8217;attività di ricognizione per realizzare cartografie aggiornate dei siti conosciuti e sconosciuti del territorio di Augusta, mentre nell&#8217;ambito delle indagini di <strong>archeologia urbana</strong> prevede un focus sull&#8217;Isola (nella foto di copertina), al fine di identificare il patrimonio archeologico nel suo complesso, senza limiti cronologici, incluso quello nel sottosuolo non ancora studiato.</p>



<p>L’evento in programma venerdì prossimo, patrocinato dal Comune di Augusta e in collaborazione con la Banca agricola popolare di Ragusa, prevede, dopo l&#8217;indirizzo di saluto di Nico Saraceno in rappresentanza dell&#8217;istituto bancario ospitante, i <strong>saluti istituzionali</strong> del soprintendente di Siracusa Savi Martinez, della direttrice Ispc-Cnr Costanza Miliani, del sindaco di Augusta Giuseppe Di Mare e dell’assessore alla cultura Pino Carrabino. Quindi si procederà con la <strong>presentazione dei risultati</strong> delle attività di ricerca archeologica condotte recentemente nel territorio grazie alle relazioni di Alessandra Castorina e di Giuseppe Cacciaguerra, che descriveranno in dettaglio le metodologie applicate, le scoperte e le prospettive future del progetto.</p>
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