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	<title>megara iblea &#8211; La Gazzetta Augustana</title>
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	<description>Notizie e ultim'ora su cronaca, politica, sport, eventi di Augusta</description>
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		<title>&#8220;Italia nostra&#8221; punta su Megara Hyblaea: pulizie dei volontari, domenica un evento culturale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2017 20:47:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Nel pomeriggio di domenica 14 maggio nel sito archeologico di Megara Hyblaea, in occasione della prima Giornata nazionale dei beni comuni promossa dall&#8217;associazione &#8220;Italia nostra&#8220;, si svolgerà un evento culturale organizzato in collaborazione con l&#8217;assessorato regionale ai Beni culturali e il Polo regionale di Siracusa per i siti e i musei archeologici &#8211; Museo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Nel pomeriggio di domenica 14 maggio nel sito archeologico di <strong>Megara Hyblaea</strong>, in occasione della prima <strong>Giornata nazionale dei beni comuni</strong> promossa dall&#8217;associazione &#8220;<strong>Italia nostra</strong>&#8220;, si svolgerà un evento culturale organizzato in collaborazione con l&#8217;assessorato regionale ai Beni culturali e il Polo regionale di Siracusa per i siti e i musei archeologici &#8211; Museo archeologico regionale di Siracusa “Paolo Orsi”. Per preparare l&#8217;area dedicata all&#8217;evento, i volontari della sezione augustana dell&#8217;associazione hanno effettuato in questi giorni <strong>pulizie straordinarie</strong> della parte relativa all&#8217;antiquarium.</p>
<p style="text-align: justify;">Domenica, dopo il raduno e il saluto delle autorità presenti, tra cui l&#8217;assessore regionale ai Beni culturali <strong>Carlo Vermiglio</strong> e il sindaco di Augusta <strong>Cettina Di Pietro</strong>, sono previste la visita di una dimora della colonia greca, la messa in scena presso l&#8217;antiquarium del <em>Fedro</em> di Platone, seguito da una rappresentazione del mito di <em>Ercole e Deianira</em>, da una coreografia in costume di un&#8217;antica danza greca, infine una degustazione di prodotti enogastronomici tipici della Magna Grecia.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>L’impegno di &#8220;Italia nostra&#8221; nella tutela del patrimonio culturale, storico, paesaggistico e naturale del Paese continua dunque, dopo oltre sessant&#8217;anni, e deve essere costantemente messo in atto a causa del grave stato di abbandono, incuria e pericolo in cui numerosissimi beni culturali versano ancora oggi</em>&#8220;, fa sapere la presidente della sezione locale <strong>Jessica Di Venuta</strong>. Dopo il successo della &#8220;Lista rossa&#8221;, che continua a raccogliere le segnalazioni provenienti da tutta Italia, tutte le sezioni di &#8220;Italia nostra&#8221; sono state chiamate ad individuare un bene comune in degrado e/o in pericolo nel loro territorio, che sia un bene culturale, un paesaggio, un monumento.</p>
<p style="text-align: justify;">Un patrimonio collettivo, come la colonia greca di Megara Hyblaea, che sarà al centro di<strong> iniziative di valorizzazione</strong> promosse dall&#8217;associazione attraverso diverse attività di tutela, pulizia, informazione e recupero, con il coinvolgimento della popolazione locale, la sensibilizzazione della opinione pubblica e degli organi di informazione sul ruolo strategico che i beni culturali ricoprono per la crescita sociale, culturale ed economica del Paese.</p>
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		<title>Giovane archeologo augustano firma studio sul Plastico di Pompei</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/giovane-archeologo-augustano-firma-studio-sul-plastico-di-pompei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2017 16:57:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[valorizzazione e fruzione anfiteatro romano catania]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Riaffiora il passato nel comporre insieme i suoi pezzi. Cocci di argilla, basamenti marmorei, parti lignee di sculture, che il tempo con le sue calamità ha mutilato, sono le tracce che un archeologo e ricercatore augustano studia e approfondisce, motivato dall’importanza di una riscoperta valorizzazione della storia e dei luoghi, prima ancora che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Riaffiora il passato nel comporre insieme i suoi pezzi. Cocci di argilla, basamenti marmorei, parti lignee di sculture, che il tempo con le sue calamità ha mutilato, sono le tracce che un <strong>archeologo e ricercatore augustano</strong> studia e approfondisce, motivato dall’importanza di una riscoperta valorizzazione della storia e dei luoghi, prima ancora che dal proprio interesse personale.</p>
<p style="text-align: justify;">È il contesto raccontatoci da<strong> Giulio Amara</strong> che, di recente, ha concluso i suoi studi triennali in Lettere classiche e gli studi magistrali in Archeologia, presso l’Università degli studi di Catania. Ad oggi è un allievo diplomando della Scuola Superiore catanese, rinomata come Istituto di alta formazione basato sul merito e fondato nel 1998, sul modello della Scuola Normale Superiore e della Scuola Superiore Sant&#8217;Anna di Pisa, di cui, tra l’altro, Amara è, attualmente, un dottorando.</p>
<p style="text-align: justify;">Rappresenta una tra le tante e giovani eccellenze che la nostra città può vantare. A quasi 26 anni ha già condotto un periodo di studio in Belgio presso l&#8217;<strong>Università di Gent</strong>, seguito da attività sul campo in un sito ellenistico-romano della provincia di <strong>Pisidia in Turchia</strong>, dove si è occupato della ricerca tipologica di alcune classi ceramiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le prestigiose attività di studio e di collaborazione che ha avuto l&#8217;onore di compiere vi è anche stata la partecipazione al progetto di &#8220;<strong>Valorizzazione e fruizione dell&#8217;anfiteatro romano di Catania</strong>&#8220;, promosso dall&#8217;Ibam &#8211; Cnr l&#8217;anno scorso, che ha riscosso una grande risonanza e un enorme interesse nell&#8217;opinione pubblica, riportando alla luce un monumento quasi oscurato, valorizzandolo e potenziandolo mediante l&#8217;applicazione di nuove tecnologie.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è senza dubbio di rilievo lo studio sul grande<strong> Plastico di Pompei</strong>, conservato al Mann, il Museo archeologico nazionale di Napoli. Lo studio è stato autorizzato dalla Soprintendenza di Pompei, Ercolano e Stabia per eseguire un&#8217;accurata campagna fotografica direttamente a Pompei, studiando e documentando contesti archeologici non accessibili ai visitatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Amara descrive il suo approccio, da cultore, alla celebre opera: “<em>Ho potuto toccare con mano un reperto che ha dell&#8217;incredibile: un modello in sughero del sito di Pompei, realizzato nell&#8217;Ottocento, che anch’io ho avuto modo di analizzare, sia come prodotto culturale, che come testimonianza documentaria per la ricostruzione di contesti archeologici ormai, a distanza di più di un secolo, danneggiati o irrimediabilmente perduti</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo lavoro di tesi sono in fase di pubblicazione numerosi e specifici contributi e se ne continua a dare informazione anche grazie al supporto della <strong>stampa nazionale</strong>. Diversi i riconoscimenti ottenuti e gli articoli pubblicati, tra cui uno sul quotidiano <em>La Repubblica</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel raccontare di ciò, tiene a ringraziare il prof. Daniele Malfitana, archeologo e docente presso Unict, tutor presso la Scuola Superiore di Catania e direttore dell&#8217;<strong>Ibam &#8211; Cnr</strong> insieme a tutto il  team interdisciplinare di ricercatori dell&#8217;Istituto per i Beni archeologici e monumentali del Cnr, da lui diretto.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Mi ha guidato e consigliato in maniera sapiente durante gli anni universitari e per la mia ultima tesi dal titolo: &#8220;Il plastico di Pompei: tra tradizione e nuova metodologia&#8221; </em>&#8211; e prosegue &#8211;<em> Analizzando alcuni contesti chiusi mi sono reso automaticamente conto di quanta attenzione e sensibilità servono per leggere ogni angolo di un sito di scavo. Credo sia necessario ritrovare la volontà di creare cooperative che si occupano di questo, anche dalle nostri parti. <strong>Megara Iblea non è da meno rispetto a Pompei</strong>. Partendo dalla ricostruzione non solo storica ma soprattutto artistica di ogni luogo si può dare nuovo senso e significato alla contemporaneità che altrimenti resterebbe inspiegata</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Raccontandoci della sua prima e importante esperienza sul sito archeologico di Pompei, mostra di coltivare la sua passione per gli studi umanistici e l’archeologia con molto senso del dovere, profonda umiltà e serietà, difendendo il ruolo sempre necessario e fondamentale che ricercatori impegnati offrono anche e soprattutto in questo campo di studi, spesso erroneamente tacciato di scarsa disponibilità lavorativa.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>La felicità di una scelta ha delle ragioni che in passato non avremmo mai scorto </em>&#8211; ci dice -. <em>All’inizio dei miei studi non mi sarei mai immaginato qui. Eppure soltanto pochi anni mi separano dall’ingenuità di quel primo giorno. Tutto ha sempre inizio con quella prodigiosa incoscienza del gioco, dopo ci si accorge di quanto il futuro sia un’alchimia imperfetta di passioni e intuizioni, di incontri e casualità; un complesso prodotto artigianale da plasmare ogni giorno. La sfida è sorprendersi per la bellezza come il primo giorno, senza perdere mai il piacere segreto del gioco</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giovane archeologo è stato anche ospite lo scorso martedì 17 gennaio del <strong>Liceo &#8220;Megara&#8221; di Augusta</strong>, dove ha tenuto una lezione frontale per gli alunni delle classi 1ªA e 1ªB del Liceo scientifico, coordinate dalla docente di disegno e storia dell’arte Ornella Spina a supporto delle sue attuali lezioni sulle origini della storia dell’arte. A organizzare il <strong>seminario dal titolo &#8220;Cos&#8217;è l&#8217;archeologia&#8221;</strong> è stata la prof.ssa di lettere Giovanna Scala, di cui Amara è stato alunno, al Liceo classico appunto.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i prossimi obiettivi, a breve concluderà il percorso di studi presso la Scuola Superiore di Catania e proseguirà la strada della <strong>ricerca appena intrapresa alla Normale</strong>, cercando di apprendere quanto più possibile competenze e abilità in un ambiente stimolante e fertile come quello universitario, ma soprattutto senza perdere di vista la crescita umana necessaria e che scaturisce dal confronto fra idee, opinioni e prospettive di vita.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Faccio i conti con le tracce antiche e involontarie che ogni civiltà lascia. Faccio i conti con ciò che c’è e che non c’è imparando a ricostruirlo. Ciò che è importante in archeologia e in generale quando si studia qualcosa è attenzionare proprio ciò che non c’è e non si vede. Immaginiamo dunque di osservare una mela morsa, di ricostruirne il torsolo e partire dal morso, dall’azione, ossia quell’evento che toglie sempre qualcos’altro</em>”.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Alessandra Peluso</em></p>
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		<title>Nuova polemica politica, ma tutti d&#8217;accordo sui 10 milioni per il Castello Svevo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2016 11:49:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Tre settimane fa prendeva corpo la polemica a distanza tra il parlamentare regionale del Ncd Vincenzo Vinciullo e alcune segreterie cittadine del Partito democratico, tra cui quella di Augusta. Oggetto del contendere l&#8217;ormai noto elenco dei beni monumentali a cui destinare i finanziamenti previsti dal &#8220;Patto per la Sicilia&#8221;, solo quest&#8217;ultimo già approvato dalla Giunta regionale, lo scorso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Tre settimane fa prendeva corpo la <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.lagazzettaaugustana.it/giallo-sui-finanziamenti-per-il-castello-svevo/" target="_blank">polemica a distanza</a></strong></span> tra il parlamentare regionale del Ncd Vincenzo Vinciullo e alcune segreterie cittadine del Partito democratico, tra cui quella di Augusta. Oggetto del contendere l&#8217;ormai noto <strong>elenco</strong> dei beni monumentali a cui destinare i finanziamenti previsti dal &#8220;Patto per la Sicilia&#8221;, solo quest&#8217;ultimo già approvato dalla Giunta regionale, lo scorso 17 maggio.</p>
<p style="text-align: justify;">La polemica si è riaccesa in seguito al <strong>sopralluogo dinanzi al Castello Svevo</strong> di Augusta, sabato scorso, dell&#8217;assessore regionale ai Beni culturali Carlo Vermiglio e della soprintendente di Siracusa Rosalba Panvini, accompagnati proprio dal deputato regionale siracusano.</p>
<p style="text-align: justify;">In quest&#8217;ultima occasione <strong>Vinciullo</strong>, ringraziando pubblicamente l&#8217;assessore Vermiglio, ha attaccato invece ancora una volta il Pd per l&#8217;appartenenza politica del precedente titolare dell&#8217;assessorato ai Beni culturali, colpevole, a detta di Vinciullo, di aver ottenuto per il patrimonio monumentale siciliano uno stanziamento di soli 46 milioni di euro, di cui 2,5 milioni per l&#8217;intera provincia di Siracusa. In merito agli annunci dal fronte del Pd di tre settimane fa, il parlamentare del Ncd ha ribadito che la Giunta non avrebbe ancora approvato alcun elenco, in quanto è di competenza dell&#8217;assessore Vermiglio la predisposizione dell&#8217;elenco delle opere da finanziare.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, si è ricordato, come da conferma della soprintendente <strong>Panvini</strong>, che da mercoledì 15 giugno si potrà dare avvio ai lavori di consolidamento del muro di cinta nord-est del <strong>Castello Svevo</strong>, già finanziati con 225 mila euro e appaltati. Mentre sarebbero pronti 10 milioni di euro, nel nuovo stanziamento per l&#8217;intera regione di 63 milioni, comunque da dividere in due lotti da 5 milioni, con altrettanti progetti esecutivi già presentati dalla Soprintendenza di Siracusa. Notizie poco confortanti invece sul <strong>Castello Aragonese</strong>, ancora inserito solo nell&#8217;elenco dei beni monumentali che dovranno transitare dallo Stato alla Regione, e su <strong>Megara Iblea</strong>, il cui progetto di recupero è stato bocciato a suo tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Partito democratico</strong> locale non ci sta, traendo spunto dall&#8217;ultima sortita augustana di Vinciullo per rivendicare, attraverso una nota del segretario cittadino <strong>Giancarlo Triberio</strong>, i meriti nell&#8217;aver segnalato all&#8217;assessore regionale Marziano il Castello Svevo tra le opere da finanziare nel &#8220;Patto per la Sicilia&#8221;. Infatti si rende noto che &#8220;<em>il progetto è in via di approvazione da parte del governo centrale a Roma, previo parere positivo del Mef</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Triberio, memore del duro attacco di Vinciullo delle settimane scorse, evidenzia: &#8220;<em>Si tratta di dati obiettivi, facilmente verificabili, tuttavia bollati con superficialità dall’onorevole Vinciullo come “castronerie”, non soltanto nei comunicati rilasciati alle testate locali, ma perfino durante una seduta dell’Assemblea regionale siciliana. L’onorevole Vinciullo ha poi insistito con le dichiarazioni giornalistiche e non ha esitato a definire le semplici e corrette informazioni al cittadino sui fatti realmente occorsi “tentativi maldestri di accaparrarsi meriti inesistenti”, portati avanti, a suo dire, per guadagnare un ipotetico quanto fantomatico vantaggio in campagna elettorale</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">E, alla luce di quanto dichiarato dal parlamentare regionale del Ncd sabato scorso, intende controreplicare: &#8220;<em>Pur tuttavia lo stesso onorevole Vinciullo, a distanza di pochi giorni da questi attacchi sconsiderati, comunica a tutto il mondo di aver procurato  “dieci milioni di euro veri” per la riqualificazione del medesimo Castello Svevo, arrogandosi il primato dell’iniziativa nella segnalazione di questo monumento. Registro che ha una misteriosa prerogativa personale nel garantire l’erogazione di finanziamenti per il territorio di Augusta o addirittura dell’intera provincia di Siracusa. È appena il caso di ricordare, però,  in situazioni di tale delicatezza, quanto sia importante misurare le parole, visto il plausibile capovolgimento delle accuse di falso per presunti fini propagandistici e politici, contro gli stessi soggetti che le hanno avanzate</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il segretario cittadino del Pd conclude smorzando la polemica: &#8220;<em>In ogni caso, allo stato dell’arte, non è importante se sia stato per primo l’assessore Marziano, raccordandosi con il territorio, ad aver annunciato il finanziamento e che successivamente Vinciullo abbia confermato quello che dallo stesso Marziano era stato detto, la cosa che interessa è quella che sono state stanziate le somme per il recupero del Castello Svevo. Alla luce delle cose dette, mi permetto di sollecitare meno polemiche e più interventi per la nostra comunità</em>&#8220;.</p>
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		<title>Volontari &#8220;Hangar team Augusta&#8221; ripuliscono Megara Hyblaea</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/volontari-hangar-team-augusta-ripuliscono-megara-hyblaea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2016 11:02:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[hangar team augusta]]></category>
		<category><![CDATA[megara hyblaea]]></category>
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		<category><![CDATA[pulizia straordinaria]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Il sito archeologico della colonia greca di Megara Hyblaea, risalente al VI secolo a.C., uno dei più antichi esempi di impianto urbanistico per una città, è abbandonato al degrado da tempo memorabile. Un degrado ritratto anche dalla stampa nazionale, tra inchieste giornalistiche sullo stato di abbandono in cui versa e la recente inchiesta giudiziaria sugli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Il sito archeologico della colonia greca di <strong>Megara Hyblaea</strong>, risalente al VI secolo a.C., uno dei più antichi esempi di impianto urbanistico per una città, è abbandonato al degrado da tempo memorabile. Un degrado ritratto anche dalla stampa nazionale, tra inchieste giornalistiche sullo stato di abbandono in cui versa e la recente inchiesta giudiziaria sugli scavi clandestini e sul traffico illecito internazionale dei reperti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dinanzi al proliferare di piante infestanti, rovi, zecche, l&#8217;associazione di volontariato del territorio &#8220;<strong>Hangar team Augusta</strong>&#8220;, da oltre un decennio impegnata nella valorizzazione e poi nel tentativo di recupero dell&#8217;Hangar per dirigibili e del parco annesso, richiedeva alla Soprintendenza di Siracusa, con esito positivo, l&#8217;autorizzazione a un <strong>intervento straordinario di pulizia</strong> del sito.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>volontari</strong> hanno allora effettuato un sopralluogo, avvalendosi della competenza dell&#8217;ingegnere Filippo De Martino, studioso e conoscitore di Megara Hyblaea, per individuare prioritariamente le aree e i percorsi di visita, al fine di pianificare il delicato lavoro all&#8217;interno del sito archeologico.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, sabato scorso, in collaborazione con la stessa Soprintendenza, sono stati avviati gli interventi di pulizia, bonifica e diserbo, nel tentativo di rendere maggiormente fruibili, mettendole in condizioni di sicurezza, alcune delle <strong>aree di interesse</strong> quali le strade principali, l&#8217;agorà, le terme ellenistiche e il santuario. Si ricorda che l’agorà arcaica di Megara Hyblaea era appena più piccola di quella di Atene e misurava circa 2.400 metri quadri. L&#8217;antica piazza comprendeva l’attuale agorà ellenistica, i ruderi del santuario, i bagni pubblici e parte della “casa di  Iscomaco”. Dunque una parte importante di Megara da curare perché possa essere goduta dai visitatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Le <strong>risorse</strong> utilizzate sono quelle del 5 per mille, pervenute all’Hangar Team attraverso le donazioni dei cittadini al momento della dichiarazione dei redditi. L’associazione, presieduta da Ilario Saccomanno, è nota soprattutto per esser riuscita a bonificare, valorizzare ed aprire al pubblico il parco dell’Hangar, facente parte dell’ex aeroscalo di Augusta, nonché per avere collaborato nell&#8217;ultimo biennio con il Museo &#8220;Paolo Orsi&#8221; di Siracusa consentendo con l’opera dei propri volontari l’apertura di alcune sale, oltre a vantare diverse pubblicazioni di ricerche storiche sull’Aeroscalo e sui dirigibili.</p>
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		<title>Megara Hyblaea, l&#8217;ennesima &#8220;vergogna nazionale&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Il Corbaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2015 16:06:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[Segnaletica quasi inesistente, olezzo a volte nauseabondo, foresta di piante infestanti, muri smottati, tabelloni divelti o arrostiti dal sole, buche da cacciatori di tesori che la notte si moltiplicano senza freno. Questo è il quadro che emerge al visitatore di una delle colonie greche più importanti della Sicilia orientale, avventurandosi in un territorio marcato da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14038" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.lagazzettaaugustana.it/category/il-corbaccio/" target="_blank"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-14038" class="size-medium wp-image-14038" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/blog-il-corbaccio-carlo-veca-300x300.jpg?x19700" alt="Il Blog su beni culturali e arte Il Corbaccio di Carlo Veca per La Gazzetta Augustana.it" width="300" height="300" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/blog-il-corbaccio-carlo-veca-300x300.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/blog-il-corbaccio-carlo-veca-150x150.jpg 150w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/blog-il-corbaccio-carlo-veca-120x120.jpg 120w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/blog-il-corbaccio-carlo-veca-354x354.jpg 354w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/blog-il-corbaccio-carlo-veca.jpg 480w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-14038" class="wp-caption-text">CLICCA SULL’IMMAGINE PER LEGGERE TUTTI I POST DE IL CORBACCIO</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Segnaletica quasi inesistente, olezzo a volte nauseabondo, foresta di piante infestanti</strong>, muri smottati, tabelloni divelti o arrostiti dal sole, buche da cacciatori di tesori che la notte si moltiplicano senza freno. Questo è il quadro che emerge al visitatore di una delle colonie greche più importanti della Sicilia orientale, avventurandosi in un territorio marcato da ciminiere, cave e discariche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Eppure, non sono bastate neanche le parole di Tucidide a smuovere gli animi</strong> e mobilitare in modo costante amministrazioni o enti pubblici, studiosi e persone alla riscoperta di un sito archeologico di straordinaria importanza. Sembra quasi che le difficoltà incontrate già al tempo della sua fondazione nell’VIII secolo a.C., continuino ancora oggi, e che alla mancanza di territorio e alla presenza ingombrante delle greche Siracusa e Leontini si siano sostituiti complessi industriali, incuria e indifferenza.</p>
<blockquote><p>Abitato sin dal Neolitico, l’importanza del luogo è data soprattutto dal fatto che Megara Hyblaea rappresenta attualmente uno dei più antichi e unici esempi di impianto urbanistico per una città, risalenti al VI secolo a.C., con spazi pubblici e privati perfettamente stabiliti sin dalla sua fondazione. Oggi purtroppo riversa in uno stato di degrado diffuso.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Megara Hyblaea è una statua acefala, con gli arti mozzati e incapace di prender vita</strong>. Non solo i resti archeologici sono resi illeggibili dalla vegetazione, la segnaletica stradale è inadeguata, come assenti sono percorsi didattico-culturali e indecifrabili i già obsoleti tabelloni nell’area. Per di più, la meravigliosa masseria nei pressi dell’ex Faro Cantera, restaurata qualche anno fa con l’intento di dar sede all’antiquarium, non ha ancora visto il completamento dei lavori, e da allora “l’abbandono” danneggia gravemente gli ambienti. Ma una statua è pur sempre una statua…degna di incedere nel suo Museo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di recente, si è appresa la notizia della volontà da parte del governo regionale e nazionale di creare un hotspot per l’accoglienza degli immigrati</strong>, annosa questione che ha coinvolto anche il territorio megarese. Tale centro dovrebbe sorgere in un’area a pochi chilometri di distanza dal sito della città di Megara. Senza voler entrare nel merito del problema immigrazione, il racconto che mi preme è ben diverso. Come delineato, il territorio “megarese” è da sempre martoriato da complessi industriali, inceneritori, discariche, cave di argilla e pietra. Sembra assurdo, ma ogni qual volta ci sia la subdola volontà di deturpare un territorio, “tocca” all’area megarese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La domanda è questa</strong>: perché continuare a corrompere il paesaggio e distruggere il patrimonio culturale, quando le potenzialità storico-naturalistiche di questo territorio potrebbero farlo decollare, se ci fosse un’adeguata programmazione degli interventi volti alla valorizzazione? Siamo costantemente sommersi dagli “spot” che giornalmente vengono proposti in materia di Beni Culturali. Ben vengano progetti con fondi spesi bene e proposte concrete per i luoghi &#8220;principali&#8221; della cultura d’Italia.</p>
<div id="attachment_14869" style="width: 189px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/10/kouros-megara-iblea-augusta.jpeg?x19700"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-14869" class="wp-image-14869 size-medium" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/10/kouros-megara-iblea-augusta-179x300.jpeg?x19700" alt="kouros-megara-iblea-augusta" width="179" height="300" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/10/kouros-megara-iblea-augusta-179x300.jpeg 179w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/10/kouros-megara-iblea-augusta.jpeg 382w" sizes="(max-width: 179px) 100vw, 179px" /></a><p id="caption-attachment-14869" class="wp-caption-text">Kouros da Megara Hyblaea, VI sec. a.C. Fonte della foto: www.atlantedellarteitaliana.it/artwork-1206.html</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>La mia proposta allora è questa</strong>: perché può esistere un “Progetto Pompei” e non un “Progetto Megara”? Qualcuno storcerà il naso, appellandosi alla maggiore “ricchezza” e conservazione di Pompei rispetto alla colonia siceliota. Ma perché una società del I secolo dovrebbe essere più importante di un’altra di VI secolo a.C.? Perché salvare affreschi, mosaici e strutture architettoniche di epoca romana, e abbandonare completamente un’intera città greca?</p>
<p style="text-align: justify;">Quesiti “seccatura”, che in realtà potrebbero ricevere risposta da una maggiore attenzione, cura e volontà del fare. L’area archeologica di Megara Hyblaea potrebbe essere valorizzata: manutenzione ordinaria del sito, coinvolgimento di associazioni culturali o enti, captazione di fondi europei, potrebbero rappresentare la giusta sinergia di partenza per migliorare e sviluppare le potenzialità turistico-culturali del territorio megarese.</p>
<p style="text-align: justify;">E per la straordinaria importanza del sito e del territorio, perché non osare, perché forze politiche locali, enti italiani e stranieri operanti nel territorio non possano convergere in un progetto serio, come quello di un <strong>Centro studi su Megara Hyblaea</strong>?</p>
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