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	<title>raffaele migneco &#8211; La Gazzetta Augustana</title>
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	<description>Notizie e ultim'ora su cronaca, politica, sport, eventi di Augusta</description>
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		<title>Tunnel della Seconda guerra mondiale sotto via Lavaggi. &#8220;Un rifugio di guerra da valorizzare&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2018 17:41:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; La valorizzazione di due bunker della Seconda guerra mondiale presso l&#8217;ex aeroporto militare di Boccadifalco, a Palermo, stimola un interessante intervento, a cui diamo evidenza. Infatti per i bunker palermitani si è prevista l&#8217;apertura al pubblico per i prossimi weekend con tanto di biglietto, nell&#8217;ambito del festival regionale chiamato &#8220;Le vie dei tesori&#8221; che ha coinvolto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; La valorizzazione di due bunker della Seconda guerra mondiale presso l&#8217;ex aeroporto militare di <strong>Boccadifalco</strong>, a Palermo, stimola un interessante intervento, a cui diamo evidenza. Infatti per i bunker palermitani si è prevista l&#8217;apertura al pubblico per i prossimi weekend con tanto di biglietto, nell&#8217;ambito del festival regionale chiamato &#8220;Le vie dei tesori&#8221; che ha coinvolto anche Siracusa.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece ad <strong>Augusta</strong> esiste un <strong>rifugio di guerra</strong> a ridosso del centro storico, ai piedi della villa comunale, di cui tuttora si ignora perfino l&#8217;esistenza, relegato per decenni all&#8217;oblio. Un <strong>tunnel</strong> lungo oltre un centinaio di metri, risalente alla fine degli anni Trenta, che vede un accesso, attualmente sotterrato, nella villa comunale bassa, su via Lavaggi, e l&#8217;altro, il principale, vicino al campo da tennis della Marina militare. Tra i due accessi, un&#8217;ampia curva sotterranea che costeggia il lato ovest dei giardini pubblici e passa sotto l&#8217;intersezione tra via Lavaggi e via Veneto.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lagazzettaaugustana.it/tunnel-della-seconda-guerra-mondiale-sotto-via-lavaggi-un-rifugio-di-guerra-da-valorizzare/raffaele-migneco-tunnel-seconda-guerra-mondiale-via-lavaggi-augusta/" rel="attachment wp-att-39669"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-39669" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/10/raffaele-migneco-tunnel-seconda-guerra-mondiale-via-lavaggi-augusta-225x300.jpg?x53867" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/10/raffaele-migneco-tunnel-seconda-guerra-mondiale-via-lavaggi-augusta-225x300.jpg 225w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/10/raffaele-migneco-tunnel-seconda-guerra-mondiale-via-lavaggi-augusta.jpg 600w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>&#8220;<em>Il tunnel serviva da rifugio per il personale della Marina ed era diviso in sezioni per gli ufficiali, per i militari di truppa e per il personale civile. Ai lati esistevano banchine in legno ove le persone potevano sedersi, disponeva di un impianto di illuminazione elettrica, e poteva accogliere circa un centinaio di persone</em>&#8220;. A ricordarne l&#8217;esistenza è <strong>Raffaele Migneco</strong>, già difensore civico del Comune, che nel 2008 organizzò un sopralluogo nel tunnel (vedi foto a lato), di concerto con la stessa Marina militare.</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso, sulla scorta dell&#8217;iniziativa palermitana, ne propone la valorizzazione, quale esempio delle numerose opportunità di sviluppo turistico di Augusta. &#8220;<em>Il rifugio potrebbe far parte</em> &#8211; suggerisce l&#8217;ex difensore civico &#8211;<em> di un percorso turistico abbinato al Castello svevo ed al Museo della Piazzaforte, ove questo dovesse tornare nella sua sede naturale nel Castello</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Nell&#8217;immagine in evidenza: nostra ricostruzione orientativa del percorso del tunnel sulla base di un &#8220;rilievo a vista&#8221; vidimato dal Difensore civico</em>)</p>
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		<title>&#8220;La storia per immagini: la fotografia di guerra&#8221;, un viaggio tra le guerre del Novecento attraverso scatti d&#8217;epoca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Dec 2017 19:51:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Quarta conferenza per l&#8217;associazione &#8220;Centro studi storico-militari Augusta&#8221; (Cssma) che l&#8217;avvocato augustano Vittorio Sardo ha lanciato proprio all&#8217;inizio dell&#8217;anno per promuovere, salvaguardare e diffondere la memoria di eventi della storia militare italiana, in via prioritaria di Augusta e del suo territorio, dall’età antica sino ad oggi. &#8220;La storia per immagini: la fotografia di guerra&#8221; è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Quarta conferenza per l&#8217;associazione &#8220;<strong>Centro studi storico-militari Augusta</strong>&#8221; (Cssma) che l&#8217;avvocato augustano Vittorio Sardo ha lanciato proprio all&#8217;inizio dell&#8217;anno per promuovere, salvaguardare e diffondere la memoria di eventi della storia militare italiana, in via prioritaria di Augusta e del suo territorio, dall’età antica sino ad oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>La storia per immagini: la fotografia di guerra</strong>&#8221; è il titolo di quest&#8217;ultimo incontro pubblico, realizzato in collaborazione con l’associazione &#8220;<strong>Augusta photo freelance</strong>&#8221; (Apf), presieduta da Romolo Maddaleni, e il <strong>Circolo Unione</strong>, con la presidente Gaetanella Bruno che ne ha messo a disposizione il salone di rappresentanza lo scorso venerdì 15 dicembre. Si è trattato di un evento culturale diverso dal tradizionale schema della conferenza, basato stavolta sul commento da parte dei relatori non soltanto storico, ma anche artistico e tecnico delle immagini fotografiche proiettate in sala.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lagazzettaaugustana.it/la-storia-per-immagini-la-fotografia-di-guerra-un-viaggio-tra-le-guerre-del-novecento-attraverso-scatti-depoca/conferenza-cssma-apf-la-storia-per-immagini-fotografia-di-guerra-augusta-2/" rel="attachment wp-att-34265"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-34265" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2017/12/conferenza-cssma-apf-la-storia-per-immagini-fotografia-di-guerra-augusta-2-300x200.jpg?x53867" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2017/12/conferenza-cssma-apf-la-storia-per-immagini-fotografia-di-guerra-augusta-2-300x200.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2017/12/conferenza-cssma-apf-la-storia-per-immagini-fotografia-di-guerra-augusta-2-768x512.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2017/12/conferenza-cssma-apf-la-storia-per-immagini-fotografia-di-guerra-augusta-2.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Dopo il saluto della presidente del Circolo Unione, <strong>Gaetanella Bruno</strong>, è intervenuto il presidente del Cssma, <strong>Vittorio Sardo</strong>, mostrando una rara foto di proprietà familiare raffigurante il proprio bisnonno, il colonnello del Regio Esercito Beniamino Volpes, durante la guerra italo-turca del 1911-12, in un’istantanea originale ed assai umana mentre si fa radere da un suo subordinato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha introdotto e moderato i lavori <strong>Romolo Maddaleni</strong>, presidente dell’Apf, che ha sottolineato il criterio originale e di elevato livello tecnico con il quale l’associazione ha partecipato all’iniziativa, attraverso l’esposizione in sala di foto a colori ed in bianconero, aventi a soggetto la rielaborazione di immagini famose di teatri di guerra del ventesimo secolo. Inoltre ha poi brevemente riassunto e mostrato famose immagini sulle prime storiche esperienze della fotografia di guerra, dalle riprese nel conflitto in Crimea del 1854-55 alla susseguente guerra di Secessione americana nel 1861-65.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi, spazio ai relatori designati, con il primo intervento a cura di <strong>Raffaele Migneco Omodei</strong>, avvocato e componente del Cssma, che ha discusso su “<strong>La fotografia di propaganda nella Campagna d’Abissinia 1935-36</strong>”, commentando numerose immagini e cartoline d’epoca, sul filo conduttore delle vicende militari della conquista italiana dell’Africa orientale. Al termine, Migneco ha donato al Museo della Piazzaforte di Augusta, facendone consegna al direttore Antonello Forestiere, l’originale racchiuso in elegante cornice di una fotografia raffigurante Augusta ripresa dal pallone aerostatico sollevato dall’incrociatore corazzato R.N. Elba durante la manovre navali della Regia Marina del 1907.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha preso quindi la parola <strong>Antonello Forestiere</strong>, avvocato anch&#8217;egli componente del Cssma, oltre che riconfermato direttore del Museo della Piazzaforte, intervenendo sul tema: “<strong>1943, immagini di luoghi, nemici e civili nelle riprese degli invasori</strong>”. Il relatore ha descritto in particolare le unità addette alle riprese di fotografie e film sui fronti di guerra tanto da parte inglese che statunitense, sottolineando nelle foto d&#8217;epoca proiettate l&#8217;evoluzione degli operatori militari del tempo, tra racconto e propaganda nella Campagna di Sicilia del 1943.</p>
<p style="text-align: justify;">A seguire, <strong>Sebastian Brusca</strong>, ingegnere componente del Cssma, ha mostrato e commentato una serie di famose immagini di fonte statunitense sul tema “<strong>1944, lo sbarco in Normandia</strong>”, dando luce e prestigio all’opera di uno di più grandi maestri della fotografia di guerra del nostro secolo quale è stato Robert Capa, i cui scatti hanno immortalato i momenti più emblematici dello sbarco degli Alleati sulla costa francese della Normandia il 6 giugno 1944.</p>
<p style="text-align: justify;">La conclusione dei lavori è stata affidata a <strong>Romolo Maddaleni</strong>, che è nuovamente intervenuto per presentare un suo lavoro di ricerca dal titolo “<strong>1955-1975, Vietnam, la guerra inutile</strong>”. È stato mostrato con il commento storico e tecnico di una copiosa serie di immagini, alcune delle quali anche a forte contenuto drammatico, l’evoluzione e la conclusione dell’avventura americana in Vietnam, specie tramite foto di diverso tipo di volti di soldati e popolazione, nell’ambito delle quali alcune con emblematici riferimenti alle sofferenze dei bambini.</p>
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		<item>
		<title>Lettere alla redazione: Punta Izzo fruibile?</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/lettere-alla-redazione-punta-izzo-fruibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2016 09:48:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Riceviamo e pubblichiamo integralmente qui di seguito la lettera aperta inviata alla nostra redazione dall&#8217;avvocato augustano Raffaele Migneco, noto anche per l&#8217;impegno nell&#8217;associazionismo a tutela del patrimonio monumentale cittadino. Interviene sulla questione tornata d&#8217;attualità negli ultimi mesi inerente alla fruibilità pubblica della zona militare di Punta Izzo. Come è noto, l’area di Punta Izzo era originariamente una batteria [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Riceviamo e pubblichiamo integralmente qui di seguito la lettera aperta inviata alla nostra redazione dall&#8217;avvocato augustano <strong>Raffaele Migneco</strong>, noto anche per l&#8217;impegno nell&#8217;associazionismo a tutela del patrimonio monumentale cittadino. Interviene sulla questione tornata d&#8217;attualità negli ultimi mesi inerente alla <strong>fruibilità pubblica della zona militare di Punta Izzo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come è noto, l’area di Punta Izzo era originariamente una batteria costiera con funzioni antinave e antiaerea. Nel dopoguerra sopravvisse come batteria antinave, ma ben presto anche tale funzione ebbe a cessare anche se residuano installazioni di interesse storico tutelati dal Codice dei Beni Culturali.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Oggi  il sito è del tutto demilitarizzato, essendo venuta meno  la destinazione sopra indicata. Sopravvivono soltanto impianti ed attività ricreative al servizio del personale della Marina Militare di Augusta.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Si tratta dunque di un bene del Demanio dello Stato in forza alla Marina, ma che avendo perduto la sua destinazione originaria, salvo gli impianti e le strutture al servizio della Base, può essere suscettibile di altri usi, previe le necessarie determinazioni tra le varie amministrazioni dello Stato e degli Enti locali, sulla base del principio della reciproca collaborazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sarebbe dunque auspicabile che tale sito o parte di esso venisse per il futuro destinato alla pubblica fruizione. Ma ciò non può esser fatto dalla Marina Italiana: non è compito della Marina, infatti, assicurare la fruizione pubblica dei siti paesaggistici o dei beni culturali. Compito istituzionale della Marina è quello attinente al controllo e difesa dei nostri mari e delle coste. Spetta alla Regione, ai Comuni, od anche a fondazioni aventi come scopo statuario la tutela del paesaggio o dei beni culturali, provvedere a ciò.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dunque sarebbe opportuno che  gli Enti territoriali indicati chiedano il passaggio al proprio demanio di parte dell’area di Punta Izzo, o le Fondazioni interessate chiedano in concessione od in uso l’area indicata, al fine di destinarla alla pubblica fruizione ed al servizio della comunità. Ogni diversa azione o iniziativa non serve ed avrebbe il sapore di posizione ideologiche isolate che nulla hanno a che fare con la fruibilità pubblica di Punta Izzo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nelle more, appare evidente che la Marina non possa aprire i cancelli, sia perché non titolata a tali scopi sia perché un’area per essere aperta al pubblico deve presentare certe caratteristiche e cioè essere agibile secondo la normativa vigente nella materia di che trattasi. La Marina Italiana può solo offrire la propria disponibilità ad una cessione in tutto od in parte dell’area di Punta Izzo agli Enti locali o a Fondazioni titolate ed idonee allo scopo.</em></p>
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	</item>
		<item>
		<title>Nella mattina della &#8220;Lupa&#8221; l&#8217;atto secondo alla scoperta della costa augustana</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/nella-mattina-della-lupa-latto-secondo-alla-scoperta-della-costa-augustana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Apr 2016 15:55:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Nella tarda mattinata della domenica appena trascorsa un insolito banco di nebbia rotolava sul mare. Il versante nord-est del monte Tauro veniva investito da una coltre che ha ridotto la visibilità e reso l’aria appiccicosa di salsedine. L’intera costa ionica, dalla Calabria alla Sicilia, è stata interessata dalla cosiddetta “Lupa”, ovvero nebbia da avvenzione, un fenomeno atmosferico [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Nella tarda mattinata della domenica appena trascorsa un insolito banco di nebbia rotolava sul mare. Il <strong>versante nord-est del monte Tauro</strong> veniva investito da una coltre che ha ridotto la visibilità e reso l’aria appiccicosa di salsedine. L’intera costa ionica, dalla Calabria alla Sicilia, è stata interessata dalla cosiddetta “<strong>Lupa</strong>”, ovvero nebbia da avvenzione, un fenomeno atmosferico non raro nel periodo primaverile. Si verifica quando uno strato d’aria calda incontra il mare ancora freddo e si condensa in una nebbia, a volte, molto fitta.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questo evento, la natura ha contribuito, ulteriormente, a far conoscere le peculiarità del mare e delle coste augustane che l’<strong>associazione culturale &#8220;Marilighea&#8221;</strong> sta mostrando attraverso un percorso naturalistico-culturale. Attraverso l&#8217;escursione denominata “Il mare del monte”, nell&#8217;ambito del progetto &#8220;&#8216;A rucazioni&#8221;, giunta al suo secondo atto bis, atto riproposto per consentire la partecipazione all&#8217;elevato numero di interessati. Un percorso che in questo caso ha portato i partecipanti da capo <strong>Sbarcatore</strong> dei turchi a <strong>punta Tonnara</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La partenza è stata accompagnata da due cultori della costa e del suo mare. L’avvocato <strong>Raffaele Migneco</strong>, appassionato frequentatore e studioso del litorale augustano, ha illustrato: “<em>Il capo, così come lo vedete, è di recente formazione, questa non è la sua forma naturale ma è stato creato dall’uomo. Infatti, l’isolotto che avete di fronte è nato dagli scavi di una delle cave che servirono per costruire la diga del porto di Augusta</em>”, uno dei rari casi in cui l’intervento dell’uomo non è stato devastante ma generante di uno degli scorci più belli di questo tratto di mare.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo ospite è stato <strong>Simone Fabac</strong>, atleta e apneista augustano, amante del mare e in particolare di questi fondali così vari e unici: “<em>L’apnea è un viaggio introspettivo, in cui entro a contatto col tutto che mi circonda. È uno sport che non ha limiti di età e al quale quasi tutti possono approcciarsi senza correre rischi</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2016/04/escursione-marilighea-a-rucazioni-il-mare-del-monte-augusta.jpg?x53867"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-19216" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2016/04/escursione-marilighea-a-rucazioni-il-mare-del-monte-augusta-300x174.jpg?x53867" alt="escursione-marilighea-a-rucazioni-il-mare-del-monte-augusta" width="300" height="174" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2016/04/escursione-marilighea-a-rucazioni-il-mare-del-monte-augusta-300x174.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2016/04/escursione-marilighea-a-rucazioni-il-mare-del-monte-augusta.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Durante la lunga escursione, il presidente di &#8220;Marilighea&#8221; <strong>Luca Di Giacomo</strong> ha condotto il gruppo tra le varie insenature, come quella artificiale di “<strong>Costa Pergola</strong>” o quella naturale chiamata dai frequentatori “dei Gobbi”. Proprio lì, dopo un bagno nelle ancora fredde acque, è avvenuto l’incontro con la “Lupa”.</p>
<p style="text-align: justify;">Come nel <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.lagazzettaaugustana.it/alla-scoperta-della-costa-augustana-lavventura-di-marilighea/" target="_blank">primo atto</a></strong></span>, gli spunti per soffermarsi e di cui parlare sono tanti. Insenature tra cui quella del “<strong>Vetrano</strong>” sono frutto dell’erosione di antichi fiumi e torrenti, che sotto forma di cascate si tuffavano nel mare. La toponomastica di alcuni luoghi è legata alla presenza di fonti d’acqua dolce ormai prosciugate, una tra queste la <strong>contrada Acqua santa</strong>. Grotte con tracce d’insediamenti paleolitici, mesolitici e neolitici, una storia antica legata alle prime popolazioni che hanno abitato la costa ionica siciliana. Le piante autoctone e quelle che, pur non essendolo, si sono ambientate da secoli tra le quali il <em>Carpobrotus edulis</em>, conosciuto anche come fico degli ottentotti o unghia di strega, originario del Sudafrica e che fu introdotto in Sicilia nel sedicesimo secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, una costa e la sua storia tutte da scoprire. È lo stesso Di Giacomo a chiudere la tappa naturalistica così: “<em>Come potete vedere, c’è ancora tanto da salvare, da proteggere e conoscere… Così da poter mostrare, anche a chi non vive qui, ciò che ha da dare Augusta nonostante le ultime notizie di cronaca. Siete voi che potete far espandere il messaggio che con Marilighea e &#8216;A rucazioni lanciamo</em>”.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Marcello Marino</em></p>
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