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	<title>report &#8211; La Gazzetta Augustana</title>
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	<description>Notizie e ultim'ora su cronaca, politica, sport, eventi di Augusta</description>
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		<title>Miasmi, giugno nero nell&#8217;Aerca siracusana: cresce la tensione istituzionale dopo il report Arpa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 13:47:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[SIRACUSA &#8211; Tornano al centro dell’attenzione pubblica le molestie olfattive nell’Area ad elevato rischio di crisi ambientale (Aerca) di Siracusa (Augusta, Melilli, Priolo, Siracusa, Floridia e Solarino). I dati ufficiali diffusi da Arpa Sicilia relativi al periodo compreso tra l’1 e il 13 giugno 2026 confermano un’intensificazione delle segnalazioni provenienti dai cittadini, soprattutto nei territori [&#8230;]]]></description>
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<p>SIRACUSA &#8211; Tornano al centro dell’attenzione pubblica le <strong>molestie olfattive</strong> nell’Area ad elevato rischio di crisi ambientale (<strong>Aerca</strong>) di Siracusa (Augusta, Melilli, Priolo, Siracusa, Floridia e Solarino). I dati ufficiali diffusi da <strong>Arpa Sicilia</strong> relativi al periodo compreso <strong>tra l’1 e il 13 giugno 2026</strong> confermano un’intensificazione delle segnalazioni provenienti dai cittadini, soprattutto nei territori di <strong>Melilli</strong>, <strong>Priolo Gargallo</strong> e <strong>Siracusa</strong>, dove nelle ultime settimane numerosi residenti hanno lamentato la presenza di persistenti odori riconducibili prevalentemente a idrocarburi e composti solforati.</p>



<p>Secondo il report pubblicato ieri dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, il sistema <strong>Nose</strong>, basato sulle segnalazioni volontarie geolocalizzate dei cittadini tramite web app, ha registrato complessivamente <strong>714 segnalazioni</strong> in appena tredici giorni. I comuni maggiormente interessati risultano Melilli con 216 segnalazioni, Priolo Gargallo con 209 e Siracusa con 127. Il 64 per cento delle segnalazioni riguarda odori classificati come riconducibili a <strong>idrocarburi</strong>, mentre il 21 per cento asserite esalazioni di <strong>zolfo</strong>.</p>



<p>Nel periodo esaminato sono stati inoltre registrati <strong>quattro eventi</strong> di “<strong>alert</strong>” previsti dal protocollo operativo: il 3 giugno a Città Giardino, frazione di Melilli, il 4 e il 5 giugno a Priolo e nuovamente il 13 giugno nello stesso comune, con l’attivazione delle procedure di monitoraggio e campionamento.</p>



<p>I dati delle centraline evidenziano diversi episodi di incremento delle concentrazioni di alcuni inquinanti e composti odorigeni. In particolare, sono stati rilevati picchi di <strong>biossido di zolfo</strong> (SO₂), superamenti della soglia olfattiva per l’<strong>idrogeno solforato</strong> (H₂S) e numerosi valori elevati di <strong>idrocarburi non metanici</strong> (NMHC), con punte superiori a 1.100 microgrammi per metro cubo nella stazione Augusta-Marcellino. Tre picchi superiori a 20 microgrammi per metro cubo sono stati inoltre registrati per il <strong>benzene</strong> nelle stazioni di Augusta e Siracusa. Arpa precisa tuttavia che per il biossido di azoto (NO₂) non sono stati rilevati superamenti del valore limite orario previsto dalla normativa.</p>



<p>Durante gli eventi di alert sono stati attivati sia i <strong>sistemi automatici </strong>di campionamento delle emissioni odorigene sia le attività sul campo dei tecnici dell’Agenzia, che hanno effettuato <strong>prelievi</strong> mediante canister e sacche in nalophan, coinvolgendo anche Protezione civile e autorità locali. Un’analisi olfattometrica eseguita su un campione prelevato a Priolo il 5 giugno ha restituito una concentrazione di odore pari a 72,9 ouE/m³. Contestualmente sono state richieste informazioni ai gestori degli impianti industriali circa eventuali anomalie operative e sono stati effettuati <strong>sopralluoghi</strong> all’interno del polo petrolchimico.</p>



<p>Nelle conclusioni del report, Arpa evidenzia l’elevato numero di segnalazioni e di alert registrati nel periodo, sottolineando come le condizioni meteorologiche caratterizzate da <strong>venti molto deboli</strong> possano suggerire una relativa &#8220;<em><strong>prossimità</strong> delle sorgenti emissive all’area delle segnalazioni</em>&#8220;, pur senza attribuire responsabilità specifiche.</p>



<p>Sul <strong>piano istituzionale</strong>, la recrudescenza del fenomeno ha alimentato il dibattito tra amministratori locali e rappresentanti regionali.</p>



<p>Lo scorso 13 giugno il <strong>sindaco di Priolo Gargallo</strong>, <strong>Pippo Gianni</strong>, attraverso un messaggio diffuso sui canali social del Comune, ha annunciato l’intenzione di chiedere alla Prefettura, alla Procura della Repubblica, al Ministero dell’Ambiente e all’assessorato regionale Territorio e Ambiente di &#8220;<em><strong>fermare tutti gli impianti</strong> della zona industriale fino a quando non sarà fatta piena chiarezza sulla provenienza dei miasmi</em>&#8220;. Il primo cittadino ha definito &#8220;<em>non più episodica né tollerabile</em>&#8221; una situazione che continuerebbe a suscitare forte preoccupazione nella popolazione.</p>



<p>A distanza di pochi giorni, è intervenuto stamani anche il <strong>sindaco di Melilli</strong> e <strong>presidente della commissione Ambiente dell’Assemblea regionale siciliana</strong>, <strong>Peppe Carta</strong>. Nel corso di una diretta social dall&#8217;Ars, Carta ha rivendicato il lavoro svolto dalla Commissione e dai parlamentari regionali sul tema ambientale, rispetto a ciò che ha definito &#8220;<em>annunci inutili</em>&#8220;, e sostenendo che i <strong>cinque milioni</strong> di euro stanziati dalla Regione per il potenziamento di Arpa debbano essere destinati prioritariamente all’area industriale siracusana. &#8220;<em>Le risorse che abbiamo dato devono essere spese nella zona industriale di Siracusa e non in altre parti della Sicilia</em>&#8220;, ha affermato, aggiungendo che &#8220;<em>non è più possibile che in quei territori si viva di puzza e miasmi solo perché chi deve controllare ha messo un impegno mediocre</em>&#8220;.</p>



<p>Carta ha inoltre annunciato la predisposizione di un <strong>documento</strong> condiviso dagli enti locali interessati, da elaborare dopo un confronto in Prefettura, con la richiesta alla Regione di ulteriori risorse economiche da destinare ai <strong>Comuni</strong> e al <strong>Libero Consorzio comunale di Siracusa</strong> per l’acquisto di mezzi e strumentazioni utili a individuare eventuali sorgenti emissive.</p>



<p>Sul caso è intervenuto oggi anche il <strong>presidente della Regione Siciliana</strong>, <strong>Renato Schifani</strong>, con un comunicato ufficiale. &#8220;<em>Sono in contatto costante con il direttore dell’Arpa Sicilia, Vincenzo Infantino, che è presente sul posto da giorni per condurre tutte le verifiche tecniche necessarie e valutare ogni profilo di rischio per la salute dei cittadini</em>&#8220;, afferma Schifani, annunciando la ricezione di una relazione tecnica completa da parte dell’Agenzia e un confronto nella Prefettura aretusea con tutte le autorità competenti per individuare le misure da adottare nell’immediato.</p>



<p>&#8220;<em>I cittadini che da anni convivono con questo carico ambientale meritano risposte concrete e tempestive </em>&#8211; aggiunge il governatore &#8211; <em>Voglio che sappiano che il mio governo è al loro fianco e che metteremo in campo ogni intervento necessario per tutelarne la salute e garantire condizioni di vita migliori</em>&#8220;.</p>



<p>(<em>Nella foto di repertorio in copertina: zona industriale siracusana</em>)</p>
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		<title>Augusta, miasmi e sorgenti emissive, ecco il primo report annuale sul Nose. In arrivo tre campionatori automatici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2021 14:28:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; &#8220;Le molecole più frequentemente rilevate (BTEX, NMHC, isobutilmercaptano, tiofene) nei vari eventi, sia dalle stazioni fisse mobili che dai campionamenti manuali, indicano che la causa delle molestie olfattive è di origine antropica e legata ad attività di trasporto/stoccaggio/trattamento di idrocarburi&#8220;. Sono le prime conclusioni di Arpa Sicilia in collaborazione con Isac-Cnr sull&#8217;Aerca di Siracusa, cioè [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; &#8220;<em>Le molecole più frequentemente rilevate (BTEX, NMHC, isobutilmercaptano, tiofene) nei vari eventi, sia dalle stazioni fisse mobili che dai campionamenti manuali, indicano che la causa delle molestie olfattive è di origine antropica e legata ad <strong>attività di trasporto/stoccaggio/trattamento di idrocarburi</strong></em>&#8220;. Sono le prime conclusioni di <strong>Arpa Sicilia</strong> in collaborazione con <strong>Isac-Cnr</strong> sull&#8217;<strong>Aerca di Siracusa</strong>, cioè l&#8217;Area ad elevato rischio di crisi ambientale, che si leggono nel rapporto sul primo anno e oltre di attività (da settembre 2019 a dicembre 2020) del <strong>progetto Nose</strong>. Contestualmente all&#8217;annuncio che &#8220;<em>nel corso del 2021 saranno inoltre installati diversi <strong>campionatori automatici </strong>che preleveranno l’aria, attivati direttamente dalla Web-app allo scattare dell’Alert, sia per la caratterizzazione chimica che per l’analisi olfattometrica</em>&#8220;. Si tratta di <strong>dodici</strong> centraline nel Siracusano di cui <strong>tre</strong> nel territorio di Augusta, che sostituiranno la metodologia del prelievo manuale dell&#8217;aria tramite i cosiddetti canister, al superamento della soglia di segnalazioni ritenuta critica (&#8220;<em>alert</em>&#8220;).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>applicazione web </strong>da cui trae il nome il progetto, &#8220;Nose&#8221; appunto (acronimo di “Network for Odour SEnsitivity”), permette ai cittadini di tre diverse zone (dopo l&#8217;Aerca Siracusa, si è estesa la sperimentazione all&#8217;Aerca del Comprensorio del Mela e a una macro-area di Catania), attraverso il proprio smartphone, di effettuare segnalazioni anonime geolocalizzate di emissioni e odori anomali, registrate da un sistema di allarme, che, finora, ha attivato gli operatori di Arpa Sicilia e di altre istituzioni, quali la Polizia municipale, per eseguire campionamenti manuali di aria-ambiente tramite canister. Negli intendimenti degli enti promotori, tutte le segnalazioni registrate vengono utilizzate, insieme alle analisi olfattometriche e chimiche dei campioni raccolti da Arpa e all’analisi modellistica prodotta dal Cnr e da Arpa Sicilia, per individuare l’area sorgente responsabile del miasmo. Risulta &#8220;<em>allo studio</em>&#8220;, in merito alla stima della relazione sorgente-recettore, la &#8220;<em>possibilità di ridurre il passo griglia <strong>da 1250 metri a 500 metri</strong> nonché per aumentare la risoluzione della simulazione numerica</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla relazione sul progetto Nose nell&#8217;Aerca di Siracusa, dove si contano <strong>3.861 utenti registrati</strong>, si apprende che sono state raccolte circa <strong>7.237 segnalazioni</strong>, le quali &#8220;<em>si sono concentrate soprattutto nei mesi primaverili e autunnali</em>&#8220;, e che &#8220;<em>nello stesso periodo si sono verificati gli eventi più significativi segnalati alla web app</em>&#8220;. E risulta <strong>Augusta</strong> il comune dell’Aerca da cui nel 2020 sono pervenute il maggior numero di segnalazioni, pari al <strong>51 per cento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>L’odore prevalentemente percepito è stato quello di <strong>idrocarburi</strong> (68%), com’è ovvio per un’area industriale che ospita il più grande impianto petrolchimico d’Europa</em>&#8220;, si legge nel report. L’incidenza delle molestie olfattive segnalate, definite su una base da 1 a 5 (molto debole, debole, distinguibile, forte, molto forte), è stata &#8220;<em>giudicata di intensità <strong>molto forte</strong> per il 52%</em>&#8220;. La distribuzione dei malesseri maggiormente percepiti è così ripartita in termini percentuali: <strong>difficoltà di respiro</strong> (25%), bruciore o irritazione alla gola (22%), mal di testa (20%), prurito o irritazione al naso (14%), bruciore agli occhi o occhi rossi (11%), altro (8%).</p>
<p style="text-align: justify;">Su 6 dei 9 eventi per cui è stata superata la soglia ritenuta critica (&#8220;<strong><em>alert</em></strong>&#8220;), come si legge, &#8220;<em>si è riusciti ad individuare l’area della sorgente emissiva</em>&#8220;. In un caso, a seguito di protocollo scattato per &#8220;alert&#8221; tra l&#8217;1 e il 4 aprile dello scorso anno a Melilli, anche per la concomitante assenza di traffico navale, si è potuta stabilire con precisione la fonte delle molestie olfattive segnalate nei &#8220;<em>Serbatoi Raffineria Sonatrach</em>&#8220;. Per quanto riguarda Augusta, gli eventi di molestie olfattive nel 2020 per cui è scattato il campionamento dell&#8217;aria tramite canister sono quelli del <strong>13 aprile</strong>, del <strong>23 maggio</strong>, del <strong>14</strong> e <strong>23 settembre</strong>, del <strong>28-29 novembre</strong>. Per i primi due eventi, 13 aprile e 23 maggio, la sorgente emissiva individuata risulta la &#8220;<em>Rada di Augusta</em>&#8220;; per quelli del 14 e 23 settembre non è stata individuata; per l&#8217;evento del 28-29 novembre è stata individuata in &#8220;<em>Rada di Augusta / Zona industriale tra Priolo e Siracusa</em>&#8220;. &#8220;<em>L’elaborazione delle retro-traiettorie e la conoscenza dei dati relativi al traffico navale si sono rilevati strumenti molto efficaci nell’individuazione delle sorgenti emissive </em>&#8211; si puntualizza &#8211;<em> Tali indicazioni hanno consentito un’attività di controllo più mirata</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Nella foto di copertina: veduta aerea di Borgata e Isola, Augusta</em>)</p>
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		<title>Augusta, reflui navi quarantena, l&#8217;ex segretario generale Uil Munafò: &#8220;Bene il divieto di scarico in mare&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Dec 2020 11:40:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; “Più attenzione agli scarichi del porto di Augusta e all’attività in generale in una delle aree più importanti e trafficate a livello marittimo del Mediterraneo”. Lo chiede Stefano Munafò, ex segretario generale della Uil Siracusa, augustano, alla luce anche dell’ultima inchiesta giornalistica di &#8220;Report&#8220;, in onda su Raitre lo scorso 14 dicembre, su [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; “<em>Più attenzione agli scarichi del porto di Augusta e all’attività in generale in una delle aree più importanti e trafficate a livello marittimo del Mediterraneo</em>”. Lo chiede <strong>Stefano Munafò</strong>, ex segretario generale della Uil Siracusa, augustano, alla luce anche dell’ultima inchiesta giornalistica di &#8220;<strong>Report</strong>&#8220;, in onda su Raitre lo scorso 14 dicembre, su come smaltiscono i propri reflui le navi in sosta nei porti, compresi i diversi traghetti-quarantena con a bordo <strong>migranti positivi</strong> al Covid-19 che dallo scorso agosto frequentano la rada megarese.</p>
<p style="text-align: justify;">Una risposta è arrivata dallo stesso programma giornalistico partendo dalla <strong>legge</strong> che prevede che le <strong>acque nere e grigie</strong> delle navi siano <strong>reflui</strong> a tutti gli effetti come quelli urbani e quindi debbano essere depurate e smaltite. “<em>È vero che esiste un modo per aggirare il problema </em>– dice Munafò –<em> e cioè lo scarico da parte delle imbarcazioni a più di <strong>12 miglia</strong> dalla costa e se hanno a bordo un impianto di trattamento dei rifiuti, persino entro le 12 miglia e quindi in porto</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Report” ha però messo in risalto il fatto che ad Augusta le navi <strong>non sversino</strong> in mare i reflui, ma conferiscano in piccole imbarcazioni cisterna che poi scaricano direttamente nell’inceneritore Gespi di <strong>Punta Cugno</strong>, al contrario di ciò che avverrebbe in altri porti dove invece si scaricherebbe direttamente in mare.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>E in questo senso ha fatto bene la direzione del Porto a vietare questi scarichi a mare. Ma occorre altresì un sistema di depurazione non solo per le acque reflue, dunque per le fognature di Augusta come ribadisco da anni </em>– conclude Munafò –<em> ma un sistema che tuteli anche l’inquinamento in mare quando si verificano situazioni come quelle attuali, con navi traghetto in rada da mesi con a bordo centinaia di migranti. Navi che producono metri cubi di acque nere a settimana e con l’obbligo di smaltimento così come per tutte le navi in transito in rada. Mi auguro che la nuova amministrazione comunale sappia dimostrare di avere a cuore un problema pluridecennale per Augusta, per la tutela dell’ambiente, della salute dei propri cittadini, per la vivibilità di una città che è la più importante dopo il capoluogo di provincia e fra quelle più centrali, appunto, per lo sviluppo dell’economia in tutto il territorio del Sud-Est siciliano</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Nella foto di repertorio in copertina: nave quarantena &#8220;Snav Adriatico&#8221; accede al porto Megarese lo scorso 10 settembre</em>)</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Coronavirus nel Siracusano, direttore sanitario e primari Asp sbottano: &#8220;Qui i migliori dati epidemiologici della Sicilia!&#8221;</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/coronavirus-nel-siracusano-direttore-sanitario-e-primari-asp-sbottano-qui-i-migliori-dati-epidemiologici-della-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2020 19:56:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[SIRACUSA &#8211; “Certe polemiche lasciano perplessi e non trovano riscontro nei numeri e nei fatti”. Dopo le contestazioni subite dai vertici Asp e acuite a seguito del servizio di Report andato in onda lunedì sera su Raitre, il direttore sanitario Anselmo Madeddu e i direttori di dipartimento dell&#8217;Asp di Siracusa non ci stanno e replicano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1" style="text-align: justify;">SIRACUSA &#8211; “<em>Certe polemiche lasciano perplessi e non trovano riscontro nei numeri e nei fatti</em>”. Dopo le contestazioni subite dai vertici Asp e acuite a seguito del <a href="https://www.raiplay.it/video/2020/03/Report---La-zona-grigia-d2723d6e-ca03-426f-9223-6945f1bebe50.html" target="_blank" rel="noopener">servizio di Report andato in onda lunedì sera</a> su Raitre, il <strong>direttore sanitario</strong> Anselmo Madeddu e i <strong>direttori di dipartimento</strong> dell&#8217;Asp di Siracusa non ci stanno e replicano congiuntamente a ciò che definiscono, senza riferimenti specifici, &#8220;<strong>la macchina del fango</strong>&#8220;.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Sui numeri dei <strong>casi positivi</strong>, ricoveri, decessi e in particolare sulle <strong>guarigioni</strong> da Coronavirus in provincia sottolineano: “<em>Nessuno, in tutto il mondo, è nato istruito per fronteggiare un virus che appena 3 mesi fa l’intero pianeta sconosceva </em>&#8211; si legge nel comunicato &#8211;<em> Un “mostro” che in Italia ha mietuto 14.000 vite, ha ammalato 118.000 persone, ha infettato 12.000 operatori sanitari, uccidendo 82 medici e 23 infermieri. Prima di disinformare e terrorizzare i cittadini, è bene conoscere i dati. Basta visitare il sito della Regione per rendersi conto che al 7 aprile a Siracusa si osservano solo 80 dei 1859 casi della Sicilia, a fronte dei 551 di Catania, dei 327 di Messina, e persino dei 273 della piccola Enna. Si potrebbe obiettare che i dati potrebbero essere sottostimati per la carenza dei tamponi. Ma questo vale per tutta la Sicilia e dunque i rapporti non cambiano. Ciò significa che Siracusa ha un <strong>tasso di 1,99 casi per 10.000 abitanti</strong>, contro la media regionale di 3,72, la metà. Numeri che ci dicono come a Siracusa (con Ragusa) ci sia il tasso più basso dell’Isola. Numeri che ci dicono che a Siracusa i ricoveri e i decessi sono più bassi della media regionale, mentre le <strong>guarigioni sono le più alte con 0,65 contro lo 0,23 della Sicilia</strong>, tre volte di più! E tutto questo è il frutto di un lavoro oscuro e immane che dirigenti, medici e infermieri stanno portando avanti in silenzio, con umiltà e impegno in pochissimo tempo</em>&#8220;.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Sull&#8217;evoluzione e l&#8217;attuazione del <strong>Piano Covid provinciale</strong>: &#8220;<em>Il primo caso di covid a Siracusa risale al 2 marzo. Il 24 febbraio era stata già istituita l’Unità di Crisi </em>&#8211; prosegue il comunicato &#8211;<em> Sin dai primi ricoveri è stato sperimentato l’uso del <strong>tocilizumab</strong>. Il 27 febbraio è stata montata la prima tenda pre-triage e il 5 marzo erano già operativi tutti i <strong>pre-triage</strong> della provincia per separare percorsi e fornire filtri ai Pronto Soccorso. Il 10 marzo era già pronta la prima revisione della Rete Covid. L’indomani sono partiti i lavori al padiglione nord dell’Umberto I. Subito dopo sono stati attivati i primi 8 posti letto di rianimazione covid. Il 16 marzo sono stati consegnati i lavori dei primi 18 p.l. covid al padiglione nord. Il 19 marzo sono partiti i Centri Covid di Noto ed <strong>Augusta</strong>. Il 25 marzo, in tempi record, sono stati completati i lavori del nuovo impianto dei gas medicali al padiglione nord. L’indomani vi sono stati attivati 36 p.l. covid, e 12 sono stati attrezzati con ventilatori e monitor per poter intubare i più critici. Il 26 marzo sono state istituite le Unità Speciali di Continuità Assistenziale. Il 31 marzo sono stati ottimizzati altri percorsi covid. Una corsa contro il tempo ed un lavoro massacrante. E oggi, la Sanità siracusana dispone di 5 pre-triage, un’ampia area dedicata ai grigi, una diagnostica tac dedicata, una Terapia Intensiva Covid, 48 p.l. per pazienti a media complessità all’Umberto I, <strong>14 ad Augusta</strong> e 18 a Noto, per un totale di 80 posti letto covid, a fronte ancora di soli 42 ricoveri. E con le successive revisioni i p.l. attivabili sono stati ancora aumentati</em>&#8220;.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">&#8220;<em>Questi sono i fatti (in appena un mese!). E questi i numeri: <strong>i migliori dati epidemiologici dell’Isola!</strong> Poi ci possono, come dovunque, tutto è perfettibile. Non siamo in Svizzera </em>&#8211; si conclude nel comunicato congiunto &#8211;<em> Ma che si abbia rispetto del Nostro Lavoro. In questo momento così drammatico riteniamo vergognoso e socialmente pericolosissimo questo gioco al massacro nei confronti di chi, nessuno escluso, si sta prodigando senza risparmio in una battaglia in cui l’unico nemico da combattere è la malattia. I medici della ASP di Siracusa chiedono alle Istituzioni solidarietà e ai cittadini di ristabilire quel forte patto di alleanza che è necessario per combattere l’unico vero nemico che è la “malattia”. Oggi più che mai è necessario essere uniti e perseguire tutti insieme il bene comune</em>&#8220;.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">(<em>Nell&#8217;immagine di copertina: aggiornamento fornito dalla Regione siciliana alle ore 18 dell&#8217;8 aprile</em>)</p>
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		<title>Coronavirus a Siracusa, la Procura acquisisce il servizio di &#8220;Report&#8221;. Sono 7 i fascicoli di inchiesta contro ignoti</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/coronavirus-a-siracusa-la-procura-acquisisce-il-servizio-di-report-sono-7-i-fascicoli-di-inchiesta-contro-ignoti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2020 15:07:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[SIRACUSA &#8211; Il servizio di “Report” sulla sanità siracusana finisce sul tavolo della Procura della Repubblica. Sulla vicenda Asp, la magistratura vuole vederci chiaro e per questo ha disposto l’acquisizione del file video inerente alla puntata di lunedì sera della trasmissione di Rai 3 (vedi immagine di copertina), che ha dedicato la seconda parte alla morte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">SIRACUSA &#8211; Il servizio di “<strong>Report</strong>” sulla sanità siracusana finisce sul tavolo della Procura della Repubblica. Sulla vicenda <strong>Asp</strong>, la magistratura vuole vederci chiaro e per questo ha disposto l’acquisizione del file video inerente alla <a href="https://www.raiplay.it/video/2020/03/Report---La-zona-grigia-d2723d6e-ca03-426f-9223-6945f1bebe50.html" target="_blank" rel="noopener">puntata di <strong>lunedì sera</strong> della trasmissione di <strong>Rai 3</strong></a> (vedi immagine di copertina), che ha dedicato la seconda parte alla <a href="https://www.lagazzettasiracusana.it/siracusa-coronavirus-non-ce-lha-fatta-calogero-rizzuto-direttore-del-parco-archeologico/" target="_blank">morte per coronavirus di <strong>Calogero Rizzuto</strong></a>, direttore del Parco archeologico di Siracusa, e di una <a href="https://www.lagazzettasiracusana.it/siracusa-coronavirus-muore-funzionaria-del-museo-paolo-orsi-collaborava-con-rizzuto/" target="_blank">sua collaboratrice</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Al centro dell’inchiesta giornalistica, le presunte lacune dell’Asp nell’affrontare l’<strong>emergenza sanitaria</strong>. Mentre sono complessivamente 7 i fascicoli aperti dal procuratore capo <strong>Sabrina Gambino</strong> e l’ultimo si basa su quanto emerso dalla trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci. L’inviata <strong>Claudia De Pasquale</strong> ha intervistato il figlio di Rizzuto, il deputato regionale Nello Di Pasquale, amico di Rizzuto, alcuni dipendenti della Sovrintendenza, e il direttore generale dell’Asp <strong>Salvatore Lucio Ficarra</strong>, il quale, incalzato dalle domande, ha preferito non rispondere o fornire risposte evasive. Per il momento, l’<strong>inchiesta è contro ignoti</strong> ma, entro questa settimana, Gambino deciderà se iscrivere o meno sul registro dei noti “modello 21” i nomi degli <strong>indagati</strong>. Lo farà all’esito della delega di indagine consegnata al nucleo di <strong>polizia giudiziaria</strong> della Polizia di Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>7 fascicoli</strong> traggono origine dai numerosi <strong>esposti</strong> denuncia presentati, a vario titolo, dalle <strong>Organizzazioni sindacali</strong> ma anche dall’acquisizione del <strong>documento video</strong> di un sedicente operatore sanitario (<a href="https://www.lagazzettasiracusana.it/siracusa-la-direzione-generale-dellasp-segnala-alle-forze-di-polizia-un-video-fake/" target="_blank">bollato come &#8220;<strong>fake</strong>&#8221; dall&#8217;Asp</a>) che, all’interno di una tenda pre-triage dell&#8217;ospedale di Siracusa, ha realizzato un filmato video con il quale ha lanciato accuse circostanziate e dettagliate contro i vertici Asp e contro il dirigente del <strong>pronto soccorso</strong> dell&#8217; “Umberto I” di Siracusa, tradendo così la sua preoccupazione e quella dei suoi colleghi per la mancanza di dispositivi di protezione individuale e per la superficialità con cui l&#8217;emergenza sarebbe stata affrontata dall&#8217;<strong>Azienda sanitaria</strong>. È probabile che il procuratore capo decida di riunire tutti i fascicoli a carico di ignoti in un <strong>unico procedimento penale</strong> contro precisi soggetti da indagare. Sarà lei stessa ad occuparsi della corposa inchiesta per verificare la sussistenza di eventuali ipotesi di reato.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Maurilio Abela</strong></p>
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		<title>Report 2015 Polizia, i numeri degli sbarchi di migranti al porto di Augusta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jan 2016 11:48:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; La Questura di Siracusa ha condiviso con gli organi di informazione un report sull&#8217;attività svolta dalla Polizia di Stato nell&#8217;anno passato in provincia, a testimoniare l&#8217;impegno costante profuso a tutela della sicurezza dei cittadini. Tra i dati di interesse generale contenuti in questo rendiconto annuale, emerge il dato relativo agli sbarchi di migranti, che, come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; La <strong>Questura di Siracusa</strong> ha condiviso con gli organi di informazione un report sull&#8217;attività svolta dalla Polizia di Stato nell&#8217;anno passato in provincia, a testimoniare l&#8217;impegno costante profuso a tutela della sicurezza dei cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i dati di interesse generale contenuti in questo rendiconto annuale, emerge il dato relativo agli sbarchi di migranti, che, come la Questura rileva, almeno sotto un profilo squisitamente quantitativo, ha avuto un’incidenza prevalente.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso del 2015 i porti siracusani interessati dal fenomeno dell&#8217;immigrazione irregolare, nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8220;Triton&#8221;, che sostituì &#8220;Mare Nostrum&#8221;, sono stati i porti di Augusta e, in misura decisamente minore (2 sbarchi), di Siracusa.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli<strong> sbarchi assistiti al porto commerciale di Augusta</strong>, sede appena designata della prossima Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia orientale, sono stati 107, con 22.831 migranti sbarcati. Tra coloro che hanno dichiarato la maggiore età, sono stati registrati 17.078 uomini e 2.974 donne, mentre i minori sono stati 2.779, di cui circa 1.600 non accompagnati. Insieme a coloro che sono stati salvati in mare, sono sbarcate nell&#8217;arco dello scorso anno anche 29 salme.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attività svolta dalla Polizia di Stato ha prodotto i seguenti risultati: rispetto al numero totale di 22.908 migranti sbarcati ai due porti siracusani, 719 sono stati respinti con decreto del Questore, in quanto non in regola con le norme sul soggiorno; mentre i restanti sono stati ammessi nel territorio nazionale ed avviati alle procedure di riconoscimento della protezione internazionale, oppure muniti di permesso di soggiorno in quanto non espellibili (come nei casi dei minori di età, di motivi di salute, ecc.).</p>
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