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	<title>sequestro preventivo &#8211; La Gazzetta Augustana</title>
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	<description>Notizie e ultim'ora su cronaca, politica, sport, eventi di Augusta</description>
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		<title>Operazione &#8220;Acqua ragia&#8221; a Gela, sequestro preventivo anche per una società di Augusta</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/operazione-acqua-ragia-a-gela-sequestro-preventivo-anche-per-una-societa-di-augusta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2020 13:33:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8220;Acqua ragia&#8221; che ha coinvolto società nelle province di Caltanissetta, Catania e Siracusa, risulta destinataria di un provvedimento di sequestro preventivo anche una società con sede legale ad Augusta. Da stamani finanzieri del gruppo della Guardia di finanza di Gela e personale appartenente al gruppo operativo regionale antifrode dell’Agenzia delle dogane [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Nell&#8217;ambito dell&#8217;<strong>operazione &#8220;Acqua ragia&#8221;</strong> che ha coinvolto società nelle province di Caltanissetta, Catania e Siracusa, risulta destinataria di un provvedimento di sequestro preventivo anche una <strong>società</strong> con sede legale ad <strong>Augusta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Da stamani finanzieri del gruppo della <strong>Guardia di finanza di Gela</strong> e personale appartenente al gruppo operativo regionale antifrode dell’<strong>Agenzia delle dogane e monopoli</strong>, sotto il coordinamento della Procura di Gela, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari personali, emessa dal Gip di Gela, nei confronti di quattro soggetti tutti catanesi, ritenuti responsabili, in concorso ad altri nove, di aver costituito una presunta &#8220;<em>associazione a delinquere con base operativa a Gela che dal 2018 si è specializzata nel contrabbandare, miscelando abusivamente prodotti energetici, carburante adulterato presso diversi impianti di distribuzione stradale o direttamente verso utenti privati</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">La strategia ritenuta fraudolenta avrebbe consentito al sodalizio di evadere i tributi gravanti sugli oli minerali e sui prodotti per autotrazione per un totale complessivo, comprensivo di tributi doganali, accisa e Iva, di <strong>oltre 437 mila euro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Contestualmente è stato eseguito un <strong>sequestro preventivo</strong> diretto nei confronti di <strong>tre società</strong>, aventi sedi legali rispettivamente a <strong>Misterbianco</strong> (Catania), appunto <strong>Augusta</strong> (Siracusa) e <strong>Gela</strong> (Caltanissetta), le quali saranno poste successivamente in amministrazione giudiziaria e il cui valore complessivo stimato ammonta a oltre 13 milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quattro</strong> sono i provvedimenti di misure cautelari personali, tre nella forma degli <strong>arresti domiciliari</strong> e uno come obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e <strong>obbligo di dimora</strong> (con il destinatario della misura deceduto nel corso delle indagini), riguardanti la presunta organizzazione criminale contestata a 13 soggetti tra imprenditori, dipendenti delle società o fidati auto-trasportatori che, con base operativa in Sicilia e collegamenti esteri sia in Slovenia che in Croazia, avrebbero messo in atto un &#8220;<em>collaudato meccanismo di frode, tanto semplice quanto redditizio, che ha permesso rapidi guadagni in tempi relativamente brevi a danno della parte commerciale sana del settore, nonché degli automobilisti in genere</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il provvedimento odierno arriva all’esito di un’indagine avviata nell’<strong>estate del 2018</strong>, quando furono sequestrate cinque autocisterne utilizzate per trasportare il prodotto miscelato presso distributori compiacenti, un intero deposito di carburanti nella zona di contrada Manfria a Gela, nonché <strong>111 mila litri</strong> di prodotto petrolifero adulterato. Contestualmente vennero arrestati 4 soggetti, 3 di coloro per i quali è stata eseguita oggi misura cautelare personale, tutti accusati di &#8220;<em>miscelazione abusiva di gasolio con diluenti impiegati ordinariamente nella produzione di vernice e che, alla luce del risultato dagli esami chimici effettuati dal laboratorio mobile dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, risultarono essere un additivo simil-solvente denominato “<strong>Platformat</strong>”</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo le successive indagini coordinate dalla Procura della Repubblica gelese, per la miscelazione abusiva veniva utilizzato un <strong>deposito commerciale</strong>, sito a <strong>Gela</strong>, di proprietà di una società augustana, <strong>concessa in locazione</strong> a una società gelese e gestita di fatto, per il tramite del dominus della presunta organizzazione, mediante l’ausilio di mezzi di trasporto messi a disposizione da una terza società anch’essa etnea. Tali condotte avrebbero consentito di ottenere un prodotto idoneo per l’autotrazione senza che su di esso fossero pagati tanto i diritti doganali, quanto le accise e l’Iva e che lo stesso fosse venduto al di fuori del circuito di vendita ufficiale e pertanto totalmente “in nero”. I promotori dell&#8217;attività avrebbero potuto contare sulla pianificazione di trasporti di prodotto da Paesi esteri, quali la <strong>Slovenia</strong> o la <strong>Croazia</strong>, mediante emissione di &#8220;<em><strong>falsi Das</strong> (documenti di accompagnamento di prodotti sottoposti ad accisa) creati ad hoc per mascherare la reale destinazione del prodotto solvente e giustificare spedizioni di carburante nei confronti di depositi che mai hanno visto arrivare il carico, lasciando pertanto la facoltà di poter rivendere il prodotto finito a distributori compiacenti e totalmente in evasione di imposta</em>&#8220;.</p>
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		<item>
		<title>Augusta, mancata comunicazione elenco ospiti: sequestrata struttura ricettiva e denunciata titolare</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-mancata-comunicazione-elenco-ospiti-sequestrata-struttura-ricettiva-e-denunciata-titolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2020 11:52:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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		<category><![CDATA[sequestro preventivo]]></category>
		<category><![CDATA[struttura ricettiva]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; È stato eseguito ieri l&#8217;altro da agenti del locale commissariato di pubblica sicurezza il sequestro preventivo di una struttura ricettiva nel territorio di Augusta, in ottemperanza al decreto emesso dal Gip di Siracusa nei confronti della titolare settantunenne B.S.. Il provvedimento è stato disposto perché la titolare della struttura ricettiva, che è stata denunciata dalla Polizia di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; È stato eseguito ieri l&#8217;altro da agenti del locale commissariato di pubblica sicurezza il <strong>sequestro preventivo</strong> di una struttura ricettiva nel territorio di Augusta, in ottemperanza al decreto emesso dal Gip di Siracusa nei confronti della titolare settantunenne B.S..</p>
<p style="text-align: justify;">Il provvedimento è stato disposto perché la titolare della struttura ricettiva, che è stata <strong>denunciata</strong> dalla Polizia di Stato, avrebbe violato l&#8217;<strong>obbligo di comunicazione </strong>all’autorità di pubblica sicurezza dell’arrivo delle <strong>persone alloggiate</strong>, mediante consegna di copia della scheda o comunicazione entro 24 ore, anche con mezzi informatici, secondo quanto stabilito dall&#8217;articolo 109 del <strong>Tulps</strong> (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) e dall&#8217;articolo 19-bis del cd. decreto Sicurezza 2018.</p>
<p style="text-align: justify;">I poliziotti hanno accertato anche che la struttura ricettiva non avrebbe rinnovato il certificato di abilitazione per accedere al <strong>portale “Alloggiati web”</strong> della Polizia di Stato dal 2017.</p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Foto di copertina: generica</em>)</p>
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		<title>Augusta, sequestrato capannone industriale, denuncia per omessa bonifica e conferimento abusivo di rifiuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 May 2019 07:40:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Le Fiamme gialle di Augusta hanno scoperto un sito industriale presente all’interno della zona ex Area di sviluppo industriale (Asi) di Augusta, dove erano stati abbandonati un &#8220;ingente quantitativo di rifiuti industriali e scarti di lavorazione&#8221;, rinvenuti all’interno e all’esterno di un capannone in contrada San Cusumano. L’attività ispettiva, condotta con l’ausilio di tecnici [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Le <strong>Fiamme gialle</strong> di Augusta hanno scoperto un sito industriale presente all’interno della zona ex <strong>Area di sviluppo industriale</strong> (Asi) di Augusta, dove erano stati abbandonati un &#8220;ingente quantitativo di rifiuti industriali e scarti di lavorazione&#8221;, rinvenuti all’interno e all’esterno di un capannone in <strong>contrada San Cusumano</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’attività ispettiva, condotta con l’ausilio di tecnici dell’Arpa di Siracusa, del Libero consorzio e dell’Asp di Augusta, ha consentito di circoscrivere un’area di circa <strong>5 mila metri quadrati</strong> e sottoporla a <strong>sequestro preventivo</strong>, a disposizione dell’autorità giudiziaria aretusea.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’occasione, è stato possibile procedere a una campionatura dei rifiuti presenti nell’area industriale oggetto del provvedimento, grazie all’operato dei tecnici intervenuti con i finanzieri, che ha rivelato la presenza anche di <strong>polvere di pirite</strong>, particolarmente nociva per la salute pubblica qualora non correttamente gestita e smaltita.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo ulteriori accertamenti investigativi, è stato <strong>denunciato</strong> all&#8217;autorità giudiziaria il curatore fallimentare della società proprietaria del sito interessato dal sequestro preventivo, per ipotesi di violazione previste dagli articoli 452 terdecies c.p. (<strong>omessa bonifica</strong>) e 256 del d.lgs. n. 152/2006 (<strong>conferimento abusivo di rifiuti</strong>).</p>
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		<item>
		<title>Depuratore Ias di Priolo, scongiurata la paralisi. Restano gli interrogativi sul bando per la gestione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Apr 2019 18:25:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[PRIOLO GARGALLO &#8211; Scongiurato, per il depuratore consortile Ias di Priolo, il rischio di paralisi delle attività di trattamento dei reflui per i Comuni di Priolo, Melilli e parte di Siracusa oltre a quelli prodotti dagli stabilimenti del polo industriale. Entro la data di scadenza prevista per il 15 aprile e dettata dalla Procura che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">PRIOLO GARGALLO &#8211; Scongiurato, per il <strong>depuratore consortile Ias</strong> di Priolo, il rischio di paralisi delle attività di trattamento dei reflui per i Comuni di Priolo, Melilli e parte di Siracusa oltre a quelli prodotti dagli stabilimenti del polo industriale.</p>
<p style="text-align: justify;">Entro la data di scadenza prevista per il <strong>15 aprile</strong> e dettata dalla Procura che aveva disposto il <strong>sequestro preventivo</strong> dell’impianto, è stata trovata una soluzione con il commissario dell’ex consorzio Asi che è socio di maggioranza di Ias, Achille Piritore, che ha proposto ai soci privati, le aziende dell’area industriale, di finanziare gli interventi di ammodernamento richiesti dalla Magistratura che aveva emesso il provvedimento preventivo nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8220;No fly&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">I vertici dell’<strong>ex consorzio Asi</strong> hanno preso inoltre l’impegno di riconoscere ai soci privati le risorse da spendere che ammontano a <strong>12 milioni di euro</strong>. Il <strong>piano di ammodernamento</strong> dell’impianto richiesto dalla Procura prevede la progettazione e realizzazione di uno o più sistemi per la captazione e l’abbattimento degli odori prodotti dall’impianto o mediante l’adeguamento dell’impianto di deodorizzazione costruito o attraverso la realizzazione di un nuovo impianto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ieri abbiamo raccolto un commento da parte del presidente di <strong>Confindustria Siracusa</strong>, Diego Bivona che sull&#8217;assemblea dei soci del depuratore consortile tenuta venerdì ci ha riferito: “<em>La soluzione trovata, grazie alla disponibilità dei privati, era l’unica possibile. Bisognava dare una risposta alla Procura entro il 15 aprile per evitare una chiusura che avrebbe potuto avere drammatiche ripercussioni sui lavoratori dell’intera zona industriale</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma potrebbe riservare strascichi giudiziari, inevitabilmente, la vicenda relativa alla <strong>gara per la gestione</strong> ordinaria, programmata e straordinaria dell’impianto di depurazione per nove anni. L’<strong>8 maggio</strong> scadrà il termine fissato per la gestione, che è stato già peraltro prorogato. Il bando è stato<strong> impugnato al Tar</strong> dal Comune di Melilli, sul quale si entrerà nel merito nei prossimi giorni, e da Ias che chiede il diritto di restare il gestore dell’impianto che gestisce i reflui in territorio di Priolo.</p>
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		<title>Augusta, contrabbando di gasolio dalla Slovenia: sequestrati oltre 8 milioni di euro e un deposito carburanti</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-contrabbando-di-gasolio-dalla-slovenia-sequestrati-oltre-8-milioni-di-euro-e-un-deposito-carburanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2019 10:34:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Stamani le Fiamme gialle della compagnia di Augusta hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, anche nella forma “per equivalente”, emesso dal Gip di Siracusa, avente ad oggetto la somma complessiva di 8.679.647,56 euro e un deposito carburanti nel territorio comunale. Il provvedimento giunge all’esito di articolate attività investigative condotte dai militari della Guardia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Stamani le <strong>Fiamme gialle</strong> della compagnia di Augusta hanno eseguito un decreto di <strong>sequestro preventivo</strong>, anche nella forma “per equivalente”, emesso dal Gip di Siracusa, avente ad oggetto la somma complessiva di <strong>8.679.647,56 euro</strong> e un <strong>deposito carburanti</strong> nel territorio comunale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il provvedimento giunge all’esito di articolate attività investigative condotte dai militari della Guardia di finanza e coordinate dalla Procura di Siracusa per l&#8217;ipotesi di reato di <strong>contrabbando di prodotti petroliferi</strong>. Le indagini, nell&#8217;ambito dell&#8217;<strong>operazione denominata &#8220;Calderone&#8221;</strong>, hanno messo in luce un presunto florido traffico illecito di gasolio proveniente dai Balcani e venduto “in nero” in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la ricostruzione delle Fiamme gialle, il carburante, acquistato dalla <strong>Slovenia</strong> tramite l’intermediazione di due società di diritto maltese e bulgaro, raggiungeva il territorio comunitario in regime di sospensione d’imposta, per poi essere destinato, da un <strong>deposito belga</strong>, ai terminal ferroviari di <strong>Milano</strong> e <strong>Catania Bicocca</strong>, sotto forma di &#8220;<strong>olio lubrificante</strong>&#8220;, tecnicamente definito M.L.O. (Mechanical Lubrificant Oil). Il prodotto è risultato poi essere, a seguito di specifiche analisi svolte dal personale delle Dogane, vero e proprio gasolio.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver raggiunto il terminal ferroviario di Catania Bicocca all’interno di container, il combustibile, formalmente destinato a Malta e in Bulgaria, confluiva in un deposito carburanti sito nel territorio di Augusta, secondo le indagini gestito di fatto dalla &#8220;L. S.r.l.&#8221;, reale destinatario di svariate partite di merce, ammontanti a <strong>oltre 13 milioni di litri</strong>, pari a circa 11.500 tonnellate, recapitate tra il settembre 2017 e l’aprile 2018. Il gasolio veniva quindi venduto in nero a una fitta rete di <strong>distributori su strada</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le Fiamme gialle ipotizzano che il sistema escogitato sfruttasse la cosiddetta &#8220;<strong>triangolazione cartolare</strong>&#8221; del prodotto tra due soggetti esteri e una società italiana cosiddetta “cartiera”, con il solo scopo di celare la vera identità dell’effettivo destinatario del prodotto petrolifero, cioè il deposito augustano. Quindi gli oneri fiscali sarebbero rimasti interamente a carico della “cartiera”, la cui partita Iva risultava essere cessata già dal dicembre del 2017, così pregiudicando ogni tipo di introito nei confronti dell’Erario. Inoltre, il carburante commissionato viaggiava scortato esclusivamente con lettere di vettura emesse dal soggetto belga, con indicazione di trasporto di M.L.O. anziché gasolio, in regime di sospensione d’imposta, essendo formalmente destinato all’estero. Tale presunto meccanismo fraudolento avrebbe consentito l’<strong>evasione</strong> delle imposte dovute per oltre 8 milioni di euro, somma oggetto dell’odierno sequestro.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso di questi controlli, consistiti nel <strong>monitoraggio del deposito</strong> per diversi mesi, i finanzieri, una volta accertata l’inequivocabile destinazione del prodotto al destinatario italiano, hanno sequestrato in flagranza di reato ulteriori 297.590 litri di gasolio per autotrazione, contenuto all’interno di 9 carri cisterna provenienti dal Belgio e transitate sul territorio nazionale attraverso terminal ferroviari di Stato, con una presunta evasione di ulteriori 183.732 euro.</p>
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		<item>
		<title>Inchiesta &#8220;No fly&#8221; sulle emissioni industriali, interrogazioni di Ficara (M5s) e Muroni (Leu) al ministro dell&#8217;ambiente Costa</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/inchiesta-no-fly-sulle-emissioni-industriali-interrogazioni-di-ficara-m5s-e-muroni-leu-al-ministro-dellambiente-costa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2019 11:05:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Sull&#8217;inchiesta &#8220;No fly&#8221; della Procura aretusea, nell&#8217;ambito della quale sono stati eseguiti i sequestri preventivi di quattro impianti del quadrilatero industriale (stabilimenti Versalis di Priolo, Sasol di Augusta e depuratori Ias di Priolo e Tas di Melilli), il deputato nazionale siracusano Paolo Ficara, del M5s, rende noto di aver presentato un&#8217;interrogazione al ministro dell&#8217;Ambiente, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Sull&#8217;<strong>inchiesta &#8220;No fly&#8221;</strong> della Procura aretusea, nell&#8217;ambito della quale sono stati eseguiti i sequestri preventivi di quattro impianti del quadrilatero industriale (stabilimenti Versalis di Priolo, Sasol di Augusta e depuratori Ias di Priolo e Tas di Melilli), il deputato nazionale siracusano <strong>Paolo Ficara</strong>, del M5s, rende noto di aver presentato un&#8217;<strong>interrogazione</strong> al ministro dell&#8217;Ambiente, Sergio Costa, nel governo gialloverde proprio in &#8220;quota&#8221; pentastellata.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Dopo aver ricordato i recenti sequestri preventivi nella zona industriale siracusana e il simile precedente del luglio 2017 </em>&#8211; si fa sapere in un comunicato &#8211;<em> e aver segnalato come, secondo i consulenti della procura di Siracusa, vi sarebbe la sussistenza di elementi che “inducono a ritenere che  la qualità dell’aria nel territorio interessato si sia fortemente degradata”, il deputato siracusano ha chiesto al ministro Costa di porre in atto le iniziative che riterrà necessarie a maggiore garanzia della salute dei cittadini del siracusano</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">In attesa della risposta, Ficara si è recato ieri mattina al ministero dell&#8217;Ambiente, insieme al senatore augustano <strong>Pino Pisani</strong> (nella foto in evidenza) e ai deputati regionali<strong> Giampiero Trizzino</strong>, palermitano, e <strong>Giorgio Pasqua</strong>, priolese. La delegazione di parlamentari del M5s ha incontrato la <strong>segreteria del ministro Costa</strong> per &#8220;<em>una analisi d&#8217;insieme dei Sin siciliani, aree ad elevato rischio di crisi ambientale</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>I dati sui livelli di emissione, oggetto anche delle indagini della Procura, e gli effetti sull&#8217;ambiente e sulla salute umana impongono grande attenzione ed interventi concreti da parte del nostro Governo, che vuole segnare una linea netta di demarcazione con le chiacchiere del passato</em>&#8220;, sottolinea infine Paolo Ficara.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendendo spunto dalle criticità ambientali nel quadrilatero rappresentate dai circoli di Legambiente di Augusta, Priolo e Siracusa (<a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/inchiesta-no-fly-sostanze-non-normate-e-aia-la-ricetta-di-legambiente/" target="_blank"><strong>vedi articolo</strong></a>), a seguito del sequestro preventivo dei quattro impianti industriali, anche la deputata nazionale <strong>Rossella Muroni</strong>, del gruppo Liberi e uguali, aveva presentato la scorsa settimana una <strong>interrogazione a risposta in commissione</strong> rivolta al ministro dell’Ambiente per chiedere quali iniziative intenda intraprendere.</p>
<p style="text-align: justify;">La parlamentare romana, ed ex presidente nazionale di Legambiente, interroga il ministro Costa &#8220;<em>se non intenda promuovere una riflessione tecnica, nel rispetto delle competenze della Regione siciliana, su tutte le autorizzazioni integrate ambientali statali relative al polo per verificarne la conformità con le norme e le direttive europee; se non ritenga opportuno e urgente adottare iniziative per implementare gli strumenti normativi con riguardo a quegli inquinanti che attualmente non trovano riferimento nella disciplina vigente (idrocarburi non metanici, H2S, mercaptani) o per i quali essa è carente e non adeguata come ad esempio per il benzene (C6H6) sostanza altamente cancerogena, in linea con quanto da oltre un decennio è richiesto da Legambiente e, più di recente, anche da Arpa Sicilia; se, al fine di incentivare la collaborazione tra i cittadini e istituzioni, non intenda adottare iniziative, per quanto di competenza, per implementare gli strumenti di informazione e di comunicazione con i cittadini</em>&#8220;.</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Inchiesta &#8220;No fly&#8221;, sostanze non normate e Aia. La &#8220;ricetta&#8221; di Legambiente</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/inchiesta-no-fly-sostanze-non-normate-e-aia-la-ricetta-di-legambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2019 19:50:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; &#8220;Per anni cittadini e associazioni ambientaliste hanno denunciato i malesseri causati dalle emissioni nauseabonde del polo industriale. L’iniziativa della Procura della Repubblica di Siracusa, che con l’inchiesta “No fly” nei giorni scorsi ha ottenuto il sequestro preventivo degli impianti Versalis e Sasol ed i depuratori Ias (nella foto di repertorio, ndr) e Taf [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; &#8220;<em>Per anni cittadini e associazioni ambientaliste hanno denunciato i malesseri causati dalle emissioni nauseabonde del polo industriale. L’iniziativa della Procura della Repubblica di Siracusa, che con l’inchiesta “No fly” nei giorni scorsi ha ottenuto il sequestro preventivo degli impianti Versalis e Sasol ed i depuratori Ias </em>(nella foto di repertorio, ndr)<em> e Taf e sottoposto ad indagini 19 persone, consentirà anche di comprendere la fondatezza di queste denunce</em>&#8220;. Così in un comunicato congiunto, i circoli <strong>Legambiente</strong> di Augusta, Siracusa e Priolo prendono posizione a seguito dell&#8217;esecuzione dei sequestri preventivi dei quattro impianti nella zona industriale a cui è stata contestata la “natura inquinante e molesta, sotto il profilo odorigeno, delle immissioni aeree” (<strong><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/inquinamento-sequestrati-impianti-versalis-di-priolo-e-sasol-di-augusta-e-depuratori-tas-e-ias-qualita-dellaria-fortemente-degradata/" target="_blank">vedi articolo e servizio</a></strong>).</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;<strong>inchiesta</strong>, quella della Procura aretusea, che, attraverso il lavoro di consulenti tecnici, ha altresì evidenziato di avere raccolto elementi che “inducono a ritenere che la qualità dell’aria nel territorio interessato si sia fortemente degradata“, rilevando come “nei comuni di Priolo Gargallo, Augusta e in parte Melilli si registra una qualità dell’aria nettamente inferiore a quella degli altri comuni della provincia, avuto riguardo ai vari inquinanti presi in considerazione”.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Da quanto scaturito finora dal lavoro della Procura e dei suoi periti </em>&#8211; commentano i tre circoli di Legambiente &#8211;<em> emergono alcuni problemi nella conduzione delle attività industriali mai seriamente presi in considerazione ed in particolare sia la omessa adozione delle migliori tecnologie sia la mancata messa in opera di soluzioni impiantistiche e strutturali &#8211; quali la copertura delle vasche acque oleose -, con ciò causando l’emissione di alte concentrazioni di sostanze tossiche, maleodoranti e cancerogene come l’H2S (idrogeno solforato), gli NMHC (idrocarburi non metanici) ed il benzene con picchi di 90 ug/m3 (microgrammi/metrocubo) per i primi, di quasi 4000 ug/m3 per i secondi e di 500 ug/m3 per il cancerogeno benzene</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo gli ambientalisti: &#8220;<em>Appare inoltre chiaro il mancato rispetto delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni integrate ambientali (Aia) e dunque una gestione degli impianti non conforme alle prescrizioni stesse. Al di là dei profili di rilevanza penale sarebbero gravissime le responsabilità del Ministero dell’Ambiente se, come si ipotizza, alcune Aia non riportavano le prescrizioni delle Bat pur dovute per legge e non erano aggiornate alle Direttive europee in materia. Altrettanto gravi quelle della Regione Siciliana che per troppi anni ha cincischiato con il Piano di tutela della qualità dell’aria non mettendo a disposizione uno strumento fondamentale di tutela</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulle <strong>sostanze non presenti</strong> negli obsoleti tabellari di legge (&#8220;<i>carente normativa sui livelli di concentrazione delle sostanze come H2S, idrocarburi non metanici e benzene</i>&#8220;) e su <strong>Aia mancanti o parziali</strong> o, secondo la Procura, errate (in un caso), Legambiente sostiene la necessità che le istituzioni locali e nazionali facciano la loro parte nelle seguenti direzioni: &#8220;<em>Attuando con la massima celerità quel Piano di tutela della qualità dell’aria atteso da fin troppo tempo; implementando la legislazione laddove carente sulle sostanze non normate come da oltre un decennio richiesto da Legambiente e, più di recente, anche da Arpa Sicilia; favorendo e/o imponendo quegli aggiornamenti del processo di produzione industriale che elimini l’emissione in ambiente di pericolosi inquinanti come il benzene (C6H6 è una sostanza altamente cancerogena per la quale l’Oms non ha stabilito alcuna soglia minima al di sotto della quale non esiste pericolo per la salute umana); curando la funzionalità e l’adeguatezza delle reti di rilevamento dell’inquinamento atmosferico; mantenendo sempre aperto il canale di informazione e di comunicazione con i cittadini; riesaminare tutte le Aia delle aziende del polo e verificarne la corrispondenza con norme e direttive; affrontare con la dovuta priorità la questione riguardante l’osservanza da parte delle navi del cambio combustibile durante la sosta in porto e la elettrificazione delle banchine; adeguare il numero del personale, che oggi appare largamente insufficiente, degli Enti responsabili dei controlli</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel comunicato si mette infatti in evidenza un ulteriore aspetto, quello della <strong>sosta della navi in porto</strong>, relativo alle emissioni in atmosfera: &#8220;<em>Legambiente da oltre un decennio segnala il pesante contributo di emissioni inquinanti che proviene dalle navi che sostano ed operano nei porti di Augusta e Siracusa. Proprio qualche giorno fa Legambiente Sicilia ha ufficialmente raccomandato alle Autorità portuali e alle Capitanerie di porto dell’isola di vigilare e applicare rigorosamente la normativa riguardante il cambio del combustibile in porto e di attivarsi per l’elettrificazione delle banchine. I periti della procura hanno ora esaminato questo aspetto e trovato una precisa corrispondenza tra l’accosto della nave e le alte concentrazioni di inquinanti verificatesi</em>&#8220;.</p>
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		<title>Sequestro impianti a Priolo e Augusta, le note di Versalis e Sasol</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/sequestro-impianti-a-priolo-e-augusta-le-note-di-versalis-e-sasol/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2019 19:20:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[SIRACUSA &#8211; Versalis e Sasol Italy, attraverso due distinte note stampa, sostengono la correttezza dei rispettivi operati e si mettono a disposizione della autorità procedenti. Gli impianti industriali delle due società, a Priolo Gargallo e Augusta, sono stati sottoposti a sequestro preventivo stamani, nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8220;No fly&#8221; (vedi articolo e servizio) che ha visto eseguire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">SIRACUSA &#8211; <strong>Versalis</strong> e <strong>Sasol Italy</strong>, attraverso due distinte note stampa, sostengono la correttezza dei rispettivi operati e si mettono a disposizione della autorità procedenti. Gli impianti industriali delle due società, a Priolo Gargallo e Augusta, sono stati sottoposti a <strong>sequestro preventivo</strong> stamani, nell&#8217;ambito dell&#8217;<strong>operazione &#8220;No fly&#8221;</strong> (<a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/inquinamento-sequestrati-impianti-versalis-di-priolo-e-sasol-di-augusta-e-depuratori-tas-e-ias-qualita-dellaria-fortemente-degradata/" target="_blank"><strong>vedi articolo e servizio</strong></a>) che ha visto eseguire il medesimo provvedimento anche per i depuratori Tas di Melilli e Ias di Priolo, per <strong>emissioni in atmosfera</strong> ritenute “inquinanti” e “moleste” nel periodo che va da gennaio 2014 a giugno 2016.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Versalis conferma di avere ricevuto notifica da parte della Procura di Siracusa di un provvedimento di sequestro preventivo degli impianti della società situati presso lo stabilimento industriale di Priolo</em> &#8211; si legge nel comunicato di <strong>Versalis</strong> &#8211;<em> La società, che è in attesa di analizzare le motivazioni del provvedimento, sta fornendo la massima collaborazione all’autorità giudiziaria e confida di poter dimostrare la correttezza del proprio operato in termini di sostenibilità ambientale delle proprie attività</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>La società Sasol Italy, in relazione al decreto di sequestro preventivo dello stabilimento industriale di Augusta, emesso questa mattina dalla Procura di Siracusa </em>&#8211; si legge nel comunicato di <strong>Sasol Italy</strong> &#8211;<em> sta fornendo la sua completa disponibilità a collaborare con le autorità competenti. Lo Stabilimento di Augusta, che opera nel campo della chimica per la detergenza e il personal care, nel rispetto del provvedimento di sequestro, manterrà la piena operatività</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>In attesa di conoscere e valutare i dettagli del provvedimento ed effettuare ogni opportuna verifica in relazione allo stesso</em> &#8211; prosegue il comunicato &#8211;<em> Sasol Italy, pur ritenendo di avere sempre operato nel rispetto delle prescrizioni normative ed autorizzative, sottolinea di aver già effettuato negli ultimi anni cospicui investimenti per lo Sviluppo Sostenibile, adottando i più moderni presidi ambientali al fine di ridurre quanto più possibile l’impatto della propria attività sull’ambiente</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il provvedimento, di carattere preventivo, prevede il mantenimento della facoltà d’uso degli impianti e, quindi, la <strong>continuità di esercizio delle unità in sequestro</strong>, previa disponibilità dei gestori a produrre, <strong>entro 90 giorni</strong>, un programma attuativo per ricondurre nei limiti le emissioni in atmosfera nonché il versamento di una garanzia fideiussoria pari al costo delle opere di adeguamento, che dovranno essere completate entro i prossimi 12 mesi.</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Inquinamento, sequestrati impianti Versalis di Priolo e Sasol di Augusta e depuratori Tas e Ias. &#8220;Qualità dell&#8217;aria fortemente degradata&#8221;</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/inquinamento-sequestrati-impianti-versalis-di-priolo-e-sasol-di-augusta-e-depuratori-tas-e-ias-qualita-dellaria-fortemente-degradata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2019 12:19:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[SIRACUSA &#8211; Sequestro preventivo per gli impianti industriali Versalis di Priolo, Sasol di Augusta e per gli impianti di depurazione Tas di Melilli e Ias di Priolo, per emissioni in atmosfera ritenute &#8220;inquinanti&#8221; e &#8220;moleste&#8221;. Contestualmente sono stati notificati avvisi di garanzia alle suddette persone giuridiche e a 19 persone fisiche che hanno rivestito incarichi di responsabilità nelle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">SIRACUSA &#8211; <strong>Sequestro preventivo</strong> per gli impianti industriali <strong>Versalis</strong> di Priolo, <strong>Sasol</strong> di Augusta e per gli impianti di depurazione <strong>Tas</strong> di Melilli e <strong>Ias</strong> di Priolo, per emissioni in atmosfera ritenute &#8220;inquinanti&#8221; e &#8220;moleste&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Contestualmente sono stati notificati <strong>avvisi di garanzia</strong> alle suddette persone giuridiche e a <strong>19 persone fisiche</strong> che hanno rivestito incarichi di responsabilità nelle realtà interessate, nell’arco temporale ricompreso fra gennaio 2014 e giugno 2016, periodo nel quale sono stati rilevati valori di immissioni nell’aria poi esaminati dai consulenti tecnici nominati dalla Procura.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>operazione chiamata &#8220;No fly&#8221;</strong>, all&#8217;esito delle indagini coordinate dal procuratore della Repubblica, Fabio Scavone e dirette dai sostituti procuratori Tommaso Pagano, Salvatore Grillo e Davide Lucignani, con i provvedimenti disposti dal Gip del Tribunale di Siracusa, è stata eseguita dai carabinieri del Nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale di Siracusa e i militari del Nucleo di polizia economico finanziaria del comando provinciale della Guardia di finanza di Siracusa, unitamente a personale del Noe di Catania e del Nictas dell’Asp di Siracusa.</p>
<p style="text-align: justify;">Le attività investigative coordinate dalla Procura di Siracusa scaturiscono da una serie di <strong>esposti e denunce</strong> pervenuti, nel tempo, all’ufficio di Procura, alle forze di polizia e ad altri organi, a seguito dei quali, un <strong>collegio di consulenti tecnici</strong> nominati dalla Procura ha accertato la &#8220;<strong>natura inquinante e molesta, sotto il profilo odorigeno, delle immissioni aeree</strong>&#8221; dei quattro impianti, pertanto sottoposti a sequestro.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati di <strong>analisi</strong> raccolti dai consulenti tecnici hanno, nella sostanza, rilevato: &#8220;concentrazioni stabilmente elevate delle sostanze prese in considerazione nei rilevamenti effettuati presso le centraline di San Cusumano, Ciapi e Priolo centro; ripetuti eventi di picchi elevati di concentrazioni delle sostanze prese in considerazione nei rilevamenti effettuati presso le centraline di Melilli, Siracusa e Augusta; mancata utilizzazione delle “migliori tecniche disponibili” da parte dei responsabili degli stabilimenti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">In sintesi, gli stessi consulenti tecnici hanno altresì evidenziato di avere raccolto elementi che “inducono a ritenere che la qualità dell’aria nel territorio interessato si sia <strong>fortemente degradata</strong>&#8220;, rilevando come “nei comuni di Priolo Gargallo, Augusta e in parte Melilli si registra una qualità dell’aria nettamente inferiore a quella degli altri comuni della provincia, avuto riguardo ai vari inquinanti presi in considerazione”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il provvedimento, di carattere preventivo, prevede il mantenimento della facoltà d’uso degli impianti e, quindi, la <strong>continuità di esercizio delle unità in sequestro</strong>, previa disponibilità dei gestori a produrre, <strong>entro 90 giorni</strong>, un programma attuativo per ricondurre nei limiti le emissioni in atmosfera nonché il versamento di una garanzia fideiussoria pari al costo delle opere di adeguamento, che dovranno essere completate <strong>entro i prossimi 12 mesi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco il <strong>servizio video</strong> sulla conferenza stampa e sul sit-in.</p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Flagazzettaaugustana%2Fvideos%2F767801600265651%2F&amp;show_text=0&amp;width=560" width="560" height="315" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Inquinamento atmosferico, 4 sequestri e 19 avvisi di garanzia nella zona industriale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2019 08:21:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[SIRACUSA &#8211; Nella mattinata odierna, su delega della Procura della Repubblica di Siracusa, i carabinieri del comando provinciale di Siracusa e i finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Siracusa, che procedono unitamente al Noe di Catania e al Nictas dell’Asp di Siracusa, stanno dando esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Gip del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">SIRACUSA &#8211; Nella mattinata odierna, su delega della Procura della Repubblica di Siracusa, i carabinieri del comando provinciale di Siracusa e i finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Siracusa, che procedono unitamente al Noe di Catania e al Nictas dell’Asp di Siracusa, stanno dando esecuzione a un decreto di <strong>sequestro preventivo</strong>, emesso dal Gip del Tribunale di Siracusa, nei confronti degli stabilimenti di <strong>Versalis</strong> spa di Priolo e <strong>Sasol</strong> spa di Augusta, e dei depuratori <strong>Tas</strong> di Priolo Servizi scpa di Melilli e <strong>Ias</strong> spa di Priolo Gargallo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le indagini coordinate dalla Procura hanno consentito di accertare come, nel periodo tra il gennaio 2014 e il giugno 2016, ai suddetti impianti siano da ricondursi &#8220;emissioni in atmosfera di natura inquinante e molesta&#8221;. Nel medesimo contesto sono stati notificati anche <strong>19 avvisi di garanzia</strong> nei confronti di altrettante persone che hanno rivestito incarichi di responsabilità nelle realtà interessate.</p>
<p style="text-align: justify;">I dettagli saranno divulgati nel corso di una conferenza stampa che sarà tenuta, alla presenza del procuratore della Repubblica, del comandante provinciale dei Carabinieri e del comandante provinciale della Guardia di finanza presso la caserma dell’Aeronautica militare di Siracusa nella tarda mattinata.</p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Nella foto in evidenza: stabilimento Sasol di Augusta</em>)</p>
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