<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>blog &#8211; La Gazzetta Augustana</title>
	<atom:link href="https://www.lagazzettaaugustana.it/tag/blog-2/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lagazzettaaugustana.it</link>
	<description>Notizie e ultim'ora su cronaca, politica, sport, eventi di Augusta</description>
	<lastBuildDate>Sun, 27 Dec 2020 09:12:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Breve storia di Augusta: come si festeggiavano Murticeddi, Santo Natale, Befana, Carnevale</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-come-si-festeggiavano-murticeddi-santo-natale-befana-carnevale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2020 11:39:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
		<category><![CDATA[befana]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[breve storia di augusta]]></category>
		<category><![CDATA[carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[carri allegorici]]></category>
		<category><![CDATA[commemorazione defunti]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[epifania]]></category>
		<category><![CDATA[murticeddi]]></category>
		<category><![CDATA[salvo lentini]]></category>
		<category><![CDATA[santo natale]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[ultim'ora]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lagazzettaaugustana.it/?p=50886</guid>

					<description><![CDATA[AUGUSTA – Nell’ambito di una più ampia iniziativa editoriale promossa da La Gazzetta Augustana.it di divulgazione e promozione della storia di Augusta, abbiamo previsto una rubrica settimanale tematica nel nostro web magazine di approfondimento “Cultura”. Ha per titolo “Breve Storia di Augusta” ed è curata da Filippo Salvatore Lentini, detto Salvo, già ufficiale della Marina Militare, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA – <em>Nell’ambito di una più ampia iniziativa editoriale promossa da La Gazzetta Augustana.it di divulgazione e promozione della storia di Augusta, abbiamo previsto una rubrica settimanale tematica nel nostro web magazine di approfondimento “Cultura”. Ha per titolo “Breve Storia di Augusta” ed è curata da Filippo Salvatore Lentini, detto Salvo, già ufficiale della Marina Militare, che da appassionato alle vicende storiche e alle tradizioni augustane, facendo ricorso ad un’estesa bibliografia che comprende i numeri del “Notiziario storico di Augusta” e i diversi lavori succedutisi nel tempo di noti studiosi della storia cittadina (che Lentini ci ha chiesto di menzionare in ordine casuale in premessa: Mario Mentesana, Elio Salerno, Tullio Marcon, Ennio Salerno, Vincenzo Cacciaguerra, Ezechiele Salerno, Giorgio Casole, Sebastiano Salomone, Giovanni Vaccaro, Giuseppe Messina, Giovanni Satta, Giuseppe Carrabino, Italo Russo e non solo), nonché il repertorio di immagini in suo possesso fatto di scatti di storici fotografi per professione o passione (di Giuseppe Bottino e Pietro Ronsisvalle in prevalenza, ma anche di Sanfilippo, Roccaforte, Passanisi, Manzella, Di Mare, Quartarone), ha pubblicato nel 2008 l’apprezzata opera dal titolo “L’Isola delle Palme”. Offrirà ai lettori de La Gazzetta Augustana.it, per la prima volta su una testata, la versione ridotta e adattata al web della sua pubblicazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>42. Come si festeggiavano Santo Natale, Befana, Murticeddi e Carnevale</strong>.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Santo Natale</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Se il periodo pasquale è solitamente fatto di belle giornate, tanto da invogliare la gente ad andare in giro per fare delle gradevoli passeggiate, durante il Natale le persone preferiscono rimanere al calduccio in casa. Il lungo periodo natalizio, comprendente le feste di fine anno ed inizio di quello nuovo fino all’Epifania, è quello classicamente più atteso da tutti, in particolare dal popolo di scolari e studenti che così possono usufruire di una lunga vacanza, lontani dai banchi di scuola!</p>
<p style="text-align: justify;">In passato la città sembrava molto più animata del solito e le persone passeggiavano osservando gli addobbi natalizi allestiti nelle varie <strong>vetrine dei negozi</strong>; immagini capaci di trasmettere un’atmosfera straordinaria e coinvolgente come quelle che riuscivano a creare, in particolare, le <strong>cartolibrerie</strong> ‘Motta’ e ‘Roggio’, in Via Principe Umberto, dove vendevano i personaggi e tutto il necessario per allestire il presepio e l’albero di Natale. Gli stessi pezzi per completare il presepe si compravano pochi per volta, per la poca disponibilità di denaro in quegli anni economicamente mediocri, e dando precedenza a quelli più essenziali. Gradevole era anche la vista dei tanti dolci esposti nelle vetrine delle rinomate <strong>pasticcerie</strong> augustane, prevalentemente esistenti “a Strata Mastra”; sguardi intensi a scrutare piacevolmente la ‘Frutta Martorana’, quei tipici dolcini artigianali fatti di pasta di mandorle e di zucchero e raffiguranti vari tipi di frutta, accuratamente modellati e sapientemente colorati da mani tanto esperte quanto artistiche.</p>
<div id="attachment_50889" style="width: 267px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-come-si-festeggiavano-murticeddi-santo-natale-befana-carnevale/augusta-natale-anni-50-u-ciaramiddaru/" rel="attachment wp-att-50889"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-50889" class="size-medium wp-image-50889" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Natale-anni-50-U-Ciaramiddaru-257x300.jpg?x84197" alt="" width="257" height="300" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Natale-anni-50-U-Ciaramiddaru-257x300.jpg 257w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Natale-anni-50-U-Ciaramiddaru.jpg 684w" sizes="(max-width: 257px) 100vw, 257px" /></a><p id="caption-attachment-50889" class="wp-caption-text">U ciaramiddaru, Natale anni &#8217;50</p></div>
<p style="text-align: justify;">Fino ad alcuni decenni addietro, l’atmosfera natalizia del paese era maggiormente gradita dalla presenza di alcuni pastori che, nelle vesti di “<strong>ciaramiddari</strong>”, andavano in giro per le vie di Augusta rallegrando con le loro note l’intero abitato cittadino. Di solito questi zampognari su richiesta andavano a suonare nelle abitazioni private, per ottenere qualche gradito regalo, e soprattutto all’interno o davanti agli ingressi di negozi commerciali, per accattivarsi la simpatia dei clienti e sperare di riceverne qualche dono. Richiamati dalla presenza “do ciaramiddaru”, i bambini gli si avvicinavano per assistere alla sua breve esecuzione all’interno di qualche casa o locale pubblico. Quindi, in gioiosa e curiosa attesa, tutti i presenti guardavano lo zampognaro che con la bocca gonfiava il sacco di pelle e poi lo faceva lentamente sfiatare, per ottenere con la destrezza delle sue mani dei soavi suoni. Una scaletta sonora che, nonostante fosse ripetuta tutti gli anni sempre uguale dall’inizio della Novena fino al giorno dell’Epifania, i bambini ascoltavano sempre con immenso piacere e, reduci delle molte repliche, imparavano persino i vari ritornelli che poi canticchiavano magari sulle note dello stesso zampognaro al quale riservavano un caloroso applauso.</p>
<div id="attachment_50898" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-come-si-festeggiavano-murticeddi-santo-natale-befana-carnevale/augusta-presepe-vivente-anni-80/" rel="attachment wp-att-50898"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-50898" class="size-medium wp-image-50898" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Presepe-vivente-anni-80-300x204.jpg?x84197" alt="" width="300" height="204" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Presepe-vivente-anni-80-300x204.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Presepe-vivente-anni-80-768x522.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Presepe-vivente-anni-80.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-50898" class="wp-caption-text">Presepe vivente, anni &#8217;80</p></div>
<p style="text-align: justify;">A differenza degli alberi di Natale, prevalentemente più sbrigativi da addobbare e di sicuro meno impegnativi, “pi fari u <strong>presepiu</strong>” occorreva una certa fantasia e tanta pazienza per creare col sughero la Grotta Santa e le colline, fonti e ruscelli fatti con la carta stagnola, uno sfondo stellato, i vari personaggi ed ancora oche, galline, cani, caprette e pecorelle, tanti docili animali che arricchivano il presepio e suscitavano tenerezza e gioia nei bambini, coinvolgendo anche gli adulti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il periodo natalizio significava anche trascorrere giornate, e soprattutto serate, in famiglia; riuniti tutti insieme con parenti, amici e “<strong>cummari e cumpari</strong>”, assaporando quella particolare atmosfera di festa che solo quei giorni riuscivano a creare, preparando magari delle pietanze particolari, da gustare in allegra e piacevole compagnia.</p>
<p style="text-align: justify;">La principale tradizione del periodo natalizio era e, con qualche variazione, lo è ancora la <strong>veglia</strong> nell’attesa della nascita di Gesù Bambino. Una veglia trascorsa con le persone impegnate a giocare con la classica <strong>tombola</strong> oppure, utilizzando le <strong>carte da gioco</strong>, a scopa, “a ti vitti”, a sette e mezzo, “o sciccareddu”, “e mazzetti”, “o domini” ed altri giochi simili. Un miscuglio di giochi per far trascorrere le ore in attesa che l’orologio a pendolo, appeso alla parete, scoccasse la mezzanotte; puntualissimi scattavano i confusi scambi di baci e le strette di mani per i tradizionali auguri. Per i bambini arrivava soprattutto l’atteso momento di mettere nella culla, posta vicino al bue e all’asinello all’interno della Grotta Santa del presepio, “u <strong>Bambineddu</strong>” conservato in un cassetto in attesa della Sua Nascita!</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Befana</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Trascorsi i giorni della vigilia, del Santo Natale e di Santo Stefano si arriva all’ultimo giorno dell’anno, ovvero a San Silvestro quando con un tradizionale cenone si saluta l’anno vecchio e si festeggia l’arrivo di quello nuovo. Questo particolare giorno riguarda soprattutto le persone più grandi, mentre i bambini solitamente ne sono esclusi e rimangono a casa con i nonni; ma le feste non sono ancora concluse, perché rimane da festeggiare l’Epifania ovvero il giorno in cui per loro arriva la leggendaria Befana con tutti i regali contenuti nella tradizionale <strong>calza</strong> e destinati proprio ai più piccoli. Infatti, il giorno dell’Epifania i bambini si svegliano e trovano in casa una calza piena di dolci, per quelli che sono stati bravi e ubbidienti, e riempita di carbone per chi ha fatto il monello nel corso dell’anno appena finito.</p>
<div id="attachment_50892" style="width: 201px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-come-si-festeggiavano-murticeddi-santo-natale-befana-carnevale/augusta-festa-della-befana/" rel="attachment wp-att-50892"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-50892" class="size-medium wp-image-50892" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Festa-della-Befana-191x300.jpg?x84197" alt="" width="191" height="300" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Festa-della-Befana-191x300.jpg 191w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Festa-della-Befana.jpg 510w" sizes="(max-width: 191px) 100vw, 191px" /></a><p id="caption-attachment-50892" class="wp-caption-text">Doni ai vigili urbani, festa della Befana</p></div>
<p style="text-align: justify;">Proprio nel giorno dell’Epifania, che con il suo «…tutte le feste porta via», per indicare la fine delle vacanze natalizie, in tutta Italia si svolgeva la tradizionale offerta di <strong>doni al corpo dei Vigili Urbani</strong>. Infatti, nel secondo dopoguerra si diffuse l’usanza di portare dei doni ai Vigili Urbani situati al centro degli incroci cittadini dove vi era la più alta intensità veicolare. Ad Augusta, a cominciare dagli anni cinquanta e per quasi un ventennio, l’usanza di portare dei regali alle guardie municipali nel giorno della Befana si svolgeva nei due principali incroci cittadini dell’epoca: nella centralissima Via Principe Umberto all’altezza della “Villa” e all’incrocio con la Via Roma, ovvero all’angolo “da monaca”. Infatti, in questi due strategici punti i vigili urbani si mettevano per dirigere e smaltire il traffico veicolare, in verità ancora molto esiguo in quegli anni, e qui ricevevano numerosi regali da semplici cittadini, soprattutto già motorizzati, ed in particolare dai commercianti locali; era un’azione davvero generosa, anche se i malpensanti dicevano che i regali ai vigili urbani erano fatti con l’intento di ingraziarsene la simpatia!</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti i doni ricevuti, comprendenti panettoni, torroni, bottiglie di vino e di liquore, pacchi di pasta, caffè, zucchero, piccoli elettrodomestici, giocattoli, bombole di gas e qualsiasi altro tipo di merce ed in particolare generi alimentari, si accumulavano attorno alla postazione del vigile urbano e nelle sue vicinanze. Questa tradizione di riconoscenza nei confronti dei vigili urbani per il lavoro svolto in città aveva anche lo scopo di mostrare solidarietà verso le persone più bisognose. Infatti, successivamente una buona parte dei doni raccolti veniva devoluta in <strong>beneficenza</strong> durante una cerimonia organizzata dallo stesso corpo dei Vigili Urbani.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>I Murticeddi</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Ad Augusta, come in tantissime altre città della Sicilia, più che dalla vecchia Befana, i <strong>regali più attesi dell’anno</strong> erano quelli fatti dai morti; un’usanza che, fino a poco tempo addietro, era di certo superiore persino a quella di trovare il classico regalo sotto l’albero di Natale.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo un’antichissima tradizione, nella notte che precede il 2 del mese di Novembre, giorno della Commemorazione dei Defunti, i morti portavano dei regali ai bambini delle proprie famiglie, ricevendone in cambio un perpetuo ricordo. Le richieste dei regali fatte ai “murticeddi” avvenivano con una letterina, in maniera simile di come avviene con Babbo Natale. Una lunga notte trascorsa quasi insonne per tutti i bambini, perché non riuscivano a prendere sonno per l’ansiosa attesa dell’arrivo di questi regali, desiderati da un intero anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Rimanere svegli durante quella notte per i bambini comportava anche dei rischi, perché i morti non gradivano di essere visti e si rischiava persino che non lasciassero nessun regalo; quindi i bambini, accuratamente avvertiti dagli interessati genitori cercavano a tutti i costi di tenere gli occhi ben chiusi, per non rischiare di rimanere senza alcun regalo. Ma, come spesso succedeva in questi casi, c’erano quei tali bambini, magari più grandini, più curiosi ed anche meno creduloni degli altri, che facevano finta di dormire e ‘sbirciavano’ di nascosto, intravedendo delle sagome entrare in camera e posare dei regali, riconoscendo al buio i propri genitori, salutati soltanto poco prima per andare a letto!</p>
<p style="text-align: justify;">Il regalo ricevuto dai bambini “u jornu de morti”, ogni anno quasi sempre uguale, era quello maggiormente gradito e magari più atteso del regalo di compleanno; perché questo era un regalo da far vedere agli altri bambini, per poterli confrontare e stabilire, instaurando una sorta di sfida, a chi di loro i ‘morti’ avevano portato quello più bello. Difatti, già dalle prime ore di quel giorno, tutti i bambini si ritrovavano nelle strade, nelle piazze, nei vicoli o alla “ Villa”, ognuno a mostrare e a giocare con il regalo che gli avevano “purtatu i morti”: in ogni angolo della città vi era un piacevole e movimentato ambiente generato dalla loro grande animosità.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa tradizione, tramandata e portata avanti principalmente per i bambini, spesso offriva ai più grandi l’opportunità per fare dei regali più impegnativi, come quello di scambiarsi gli <strong>anelli di fidanzamento</strong>, a conferma della loro volontà di unirsi in matrimonio.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Carnevale</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Di antiche origini pagane, il Carnevale nel corso dei secoli ha mutato i suoi modi di festeggiare, fino a dare inizio agli attuali cortei di carri allegorici e di gruppi mascherati. In passato la conclusione del periodo carnevalesco, oltre al classico dar fuoco al ‘Re Burlone’ che concretizza la figura burlesca del Carnevale, avveniva con i tradizionali Veglioni in delle lunghe e divertenti serate danzanti, con interminabili brindisi e contornate da montagne di coriandoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Facendo riferimento ai primi anni del Novecento, ad Augusta il Carnevale <strong>non aveva molta ‘risonanza’</strong>, in giro per la città si vedevano poche maschere e non c’era oltretutto chiasso; i benestanti lo vivevano organizzando <strong>feste danzanti</strong> in casa ed in qualche occasione al ‘Circolo dei Nobili’ in Piazza Duomo.</p>
<div id="attachment_50888" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-come-si-festeggiavano-murticeddi-santo-natale-befana-carnevale/augusta-anni-50-cinema-franchi-carnevale-delle-matricole/" rel="attachment wp-att-50888"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-50888" class="size-medium wp-image-50888" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-anni-50-Cinema-Franchi-Carnevale-delle-Matricole-300x182.jpg?x84197" alt="" width="300" height="182" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-anni-50-Cinema-Franchi-Carnevale-delle-Matricole-300x182.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-anni-50-Cinema-Franchi-Carnevale-delle-Matricole-768x465.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-anni-50-Cinema-Franchi-Carnevale-delle-Matricole.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-50888" class="wp-caption-text">Cinema Franchi, Carnevale delle Matricole, anni &#8217;50</p></div>
<p style="text-align: justify;">In prevalenza i “<strong>mascarati</strong>” erano dei giovani che, adeguando alla meglio dei vecchi abiti messi da parte da tempo dai genitori, inventavano un qualsiasi ed astratto personaggio pur di “vistirisi i cannaluvari” ed andare in giro per la città, destando ilarità e curiosità nella gente che li vedeva andare avanti ed indietro in assoluto silenzio, per evitare di essere riconosciuti dal tono della loro voce. Negli <strong>anni Trenta</strong> molti di questi semplici e bizzarri travestimenti furono rimpiazzati da abiti molto più belli ed ancor più numerosi, si cominciarono a vedere sfilare i primi carri allegorici ed iniziarono anche le premiazioni per il carro più bello o la migliore maschera; il luogo principale dove avvenivano queste manifestazioni era l’allora <strong>cine-teatro Franco</strong>, a due passi dal Duomo, in pieno centro storico.</p>
<p style="text-align: justify;">Con il ripristinarsi della situazione ambientale e col migliorare delle condizioni economiche del <strong>secondo dopoguerra</strong>, anche il Carnevale Augustano si arricchì di maschere e di una maggiore partecipazione di <strong>carri allegorici</strong> che, sfilando lungo la centrale Via Principe Umberto, si spostavano <strong>dalla “Villa” a Piazza Duomo</strong>, dove c’era il ritrovo per la conclusione dei festeggiamenti. Erano i primi anni <strong>Sessanta</strong> e, in una indescrivibile confusione di carri, persone in maschera e normale gente a passeggio, si assisteva ad uno splendido scenario di pura allegria, arricchito da tante luci scintillanti, da centinaia di stelle filanti e da tonnellate di ‘<strong>nzaredda</strong>’, i nostrani coriandoli, oltre che da incessanti suoni di trombette.</p>
<div id="attachment_50893" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-come-si-festeggiavano-murticeddi-santo-natale-befana-carnevale/augusta-giardini-pubblici-anni-50/" rel="attachment wp-att-50893"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-50893" class="size-medium wp-image-50893" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Giardini-Pubblici-anni-50-300x186.jpg?x84197" alt="" width="300" height="186" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Giardini-Pubblici-anni-50-300x186.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Giardini-Pubblici-anni-50-768x475.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Giardini-Pubblici-anni-50.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-50893" class="wp-caption-text">Giardini pubblici, anni &#8217;50</p></div>
<p style="text-align: justify;">In quel periodo apportavano ancora allegria e risate anche dei vecchi e semplici scherzi e delle banali ironie nei riguardi di qualche malcapitato preso di mira dagli immancabili esecutori di <strong>scherzetti</strong>. Fra questi vi era quello che si faceva ad una vittima predestinata che, passando casualmente in una strada, vedeva un portafogli per terra e, abbassandosi, non riusciva a prenderlo perché nel frattempo quel portafogli faceva un balzo in avanti, allontanandosi dalla sua presa! Istintivamente ed alquanto incollerito, l’ignaro protagonista rincorreva il portafogli nei suoi repentini salti, provocati con un lungo filo trasparente da un ragazzo appostato e nascosto a distanza, fin quando esausto rinunciava a quella preziosa preda. Questa scenetta, con il malcapitato abbastanza imbestialito per quanto gli accadeva, creava grande ilarità e divertimento nei ragazzi, complici del manovratore, situati nelle vicinanze come degli occasionali spettatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Superati gli anni Sessanta, quando i festeggiamenti carnevaleschi avevano raggiunto un discreto livello di partecipazione popolare che faceva intravedere lusinghieri risultati, il Carnevale di Augusta smise di splendere, ritornando nell’<strong>anonimato</strong>. Ne seguì un lungo periodo di anonimato che limitò il Carnevale augustano ad essere festeggiato con il solo e monotono <strong>passeggio</strong>, alla “ Villa” o alla “Strata Mastra”, delle tante e svariate maschere che erano quasi interamente rappresentate da bambini e ragazzini.</p>
<div id="attachment_50897" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-come-si-festeggiavano-murticeddi-santo-natale-befana-carnevale/augusta-piazza-fontana-carri-allegorici-anni-2000/" rel="attachment wp-att-50897"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-50897" class="size-medium wp-image-50897" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Piazza-Fontana-Carri-allegorici-anni-2000-300x205.jpg?x84197" alt="" width="300" height="205" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Piazza-Fontana-Carri-allegorici-anni-2000-300x205.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Piazza-Fontana-Carri-allegorici-anni-2000-768x525.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/Augusta-Piazza-Fontana-Carri-allegorici-anni-2000.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-50897" class="wp-caption-text">Piazza Fontana, carri allegorici anni 2000</p></div>
<p style="text-align: justify;">Le sfilate dei carri allegorici e dei gruppi mascherati ritornarono nel <strong>1997</strong> grazie all’interessamento del ‘<strong>Gruppo Fantasia</strong>’, che fu capace di organizzare i festeggiamenti del Carnevale coinvolgendo in massa le persone. Il gruppo promotore del nuovo Carnevale di Augusta, approfittando della lunga e diritta strada formata da Via Giovanni Lavaggi e dal Viale Italia, riuscì a far rivivere alla gente dei vari quartieri cittadini gli allegri e spensierati festeggiamenti che scaturiscono solo da un carnevale ben organizzato in tutte le sue sfaccettature. Purtroppo, nonostante l’impegno profuso dai volenterosi e vogliosi organizzatori, dopo un decennio di ottimi e lusinghieri consensi, anche i festeggiamenti di questo ‘Carnevale Augustano’ cessarono, ponendo termine ad un avvenimento che, quantomeno per l’occasione, riusciva ad interrompere la monotona ed apatica vita cittadina.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi anni ci è stato qualche tentativo per riprendere la tradizione del Carnevale, ma la contenuta partecipazione di carri allegorici e di gruppi mascherati ne hanno limitato la sperata intenzione di riproporla in futuro. Eppure la <strong>volontà</strong> degli appassionati organizzatori è tantissima, e la <strong>voglia</strong> popolare di divertirsi è sempre viva.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Salvo Lentini</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<enclosure url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/breve-storia-di-augusta-festeggiamenti-natale-carnevale.jpg" length="127086" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/breve-storia-di-augusta-festeggiamenti-natale-carnevale-300x169.jpg" width="300" height="169" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/08/breve-storia-di-augusta-festeggiamenti-natale-carnevale-150x150.jpg" width="150" height="150" />
	</item>
		<item>
		<title>Augusta, progetto Castello Svevo tra piano demolizione e teoria del restauro</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-progetto-castello-svevo-tra-piano-demolizione-e-teoria-del-restauro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Il Corbaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2020 18:44:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[carlo veca]]></category>
		<category><![CDATA[castello svevo augusta]]></category>
		<category><![CDATA[demolizione]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corbaccio]]></category>
		<category><![CDATA[primo stralcio]]></category>
		<category><![CDATA[progetto esecutivo]]></category>
		<category><![CDATA[soprintendenza beni culturali siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[ultim'ora]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lagazzettaaugustana.it/?p=50389</guid>

					<description><![CDATA[Il restauro di un Bene Culturale costituisce la fase finale della conservazione, nel momento in cui la prevenzione e la manutenzione non possono più garantire la tutela del monumento. Ai sensi dell’art. 29 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. 22.01.2004 n.42), per restauro si intende “l&#8216;intervento diretto sul bene attraverso un complesso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="western" style="text-align: justify;" align="center">Il restauro di un Bene Culturale costituisce la fase finale della conservazione, nel momento in cui la prevenzione e la manutenzione non possono più garantire la tutela del monumento. Ai sensi dell’art. 29 del <b>Codice dei beni culturali e del paesaggio</b> (d.lgs. 22.01.2004 n.42), per restauro si intende “<em>l</em><i>&#8216;intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate </i><i>all&#8217;integrità materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione ed alla trasmissione dei suoi valori culturali</i>”.</p>
<p class="western" style="text-align: justify;">La vicenda del Castello Svevo di Augusta è tornata attualmente in auge a seguito del <a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-castello-svevo-pubblicata-la-gara-per-il-1-stralcio-dei-lavori/" target="_blank">bando per i lavori</a> di consolidamento, restauro e fruizione (I stralcio funzionale) che a breve dovrebbero essere avviati.</p>
<p class="western" style="text-align: justify;">Com&#8217;è noto, nel monumento in questione si possono individuare <strong>tre fondamentali e differenti momenti edificatori</strong>: il nucleo originario svevo, la sopraelevazione e la fortificazione spagnola e, infine, la trasformazione carceraria in casa di relegazione. Ci sono poi altri corpi di fabbrica che incedono soprattutto sul lato Sud del castello.</p>
<p class="western" style="text-align: justify;">Il progetto prevedrebbe la demolizione delle “<strong>superfetazioni</strong>” moderne (carcere) per “liberare” il corpo di fabbrica svevo. In particolare, come si legge nel <strong>Piano Demolizione</strong> del Progetto Esecutivo, le parti dell&#8217;edificio sottoposte a demolizione sarebbero “<i>i fabbricati addossati alle originarie torri federiciane negli angoli nord-est e nord-ovest del castello; il corpo carcerario che corrisponde, oltre alle coperture, alla rimozione del terzo e quarto livello; inoltre saranno demoliti tutti gli elementi superfetativi rispetto al corpo federiciano originario</i>”. Sempre nel Piano Demolizione, vengono citati due momenti di sviluppo dell&#8217;apparato costruttivo, quello originario (XIII secolo) e quello carcerario (XIX secolo). Non si fa menzione quindi, del momento edificatorio relativo alla <strong>fase spagnola</strong>, che invece viene ben argomentata nella Relazione Storica.</p>
<p class="western" style="text-align: justify;">Quali sono le ragioni della demolizione delle “superfetazioni” carcerarie? Ragioni prettamente strutturali, o per ricostituire l&#8217;ipotetica immagine dell&#8217;architettura federiciana? Se nel primo caso non si possono negare i problemi di <strong>dissesto statico</strong>, riconducibili all&#8217;erosione marina e soprattutto ai terreni di fondazione (argille) in cui l&#8217;opera venne realizzata, la seconda motivazione potrebbe essere giustificata solo da una <strong>presunta scarsa valenza architettonica</strong> della casa penale e una visione nostalgica del passato.</p>
<p class="western" style="text-align: justify;">Ripercorrendo la lezione di <b>Cesare Brandi</b>, critico d’arte del secolo scorso che ha teorizzato i fondamenti delle <strong>teoria del Restauro</strong>: <span style="color: #000000;">“</span><span style="color: #000000;"><i>il restauro costituisce il momento metodologico del riconoscimento dell’opera d’arte nella sua consistenza fisica e nella duplice polarità estetica e storica, in vista della sua trasmissione nel futuro</i></span><span style="color: #000000;">”.</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il restauro deve mirare al “</span><span style="color: #000000;"><i>ristabilimento dell’unità potenziale dell’opera d’arte </i></span><em><span style="color: #000000;">purché ciò sia possibile senza commettere un falso storico, e senza cancellare ogni traccia del passaggio dell’opera d’arte nel tempo</span></em><span style="color: #000000;">”.</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;">Con ciò si intende che un’opera anche se frammentaria continua a sussistere in un tutt’uno. Non deve essere considerata nella somma delle sue singole parti a sé stanti, aggiunte nel corso del tempo e testimonianza delle epoche che lo hanno attraversato, ma nell’<strong>unità del monumento</strong>. Quindi, ogni intervento di restauro sarà per così dire, “suggerito” dal monumento stesso, da ogni frammento che lo compone con il fine ultimo di ricostituire la sua potenzialità, nella ricerca di un equilibrio tra istanza storica ed estetica.</p>
<p class="western" style="text-align: justify;">Dal momento che non è l’opera ad essere restaurata bensì la sua “materia” è necessaria una conoscenza scientifica e tecnica dei materiali costitutivi da parte del restauratore che dovrà attenersi a tre principi fondamentali: l’integrazione dovrà essere sempre e facilmente riconoscibile; la materia dell’opera d’arte sarà sostituibile solo quando non collabori alla figuratività dell’immagine; ogni intervento di restauro dovrà essere reversibile e facilitare gli eventuali interventi futuri.</p>
<p class="western" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Per ciò che concerne la rimozione delle aggiunte o “superfetazioni”, ogni opera deve essere concepita come un documento storico il cui mantenimento di un dato è sempre giustificato, mentre va invece motivata una sua rimozione che distrugge un’informazione e falsifica un dato e comunque andrebbe sempre lasciata una “</span><span style="color: #000000;"><i>traccia”</i></span><span style="color: #000000;"> o un “</span><span style="color: #000000;"><i>testimone</i></span><span style="color: #000000;">” sull’opera stessa. </span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L&#8217;impostazione architettonica federiciana rimane ancora oggi sconosciuta nella sua interezza. Le fasi costruttive successive, l&#8217;hanno soffocata. Nonostante tutto, prediligere un evento storico rispetto ad un altro, equivale a praticare la </span><span style="color: #000000;"><i>damnatio memoriae</i></span><span style="color: #000000;"> per qualcosa di cui si prova vergogna.</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;">Siamo sicuri che rimuovere con un colpo di spugna la Casa Penale dal Castello Svevo sia la scelta giusta?</p>
<p class="western" style="text-align: justify;">Perché cancellare totalmente una fase storica di un monumento che potrebbe essere comunque reimpiegata per i successivi usi del castello, e testimonianza della storia recente del monumento, della città e della storia della neonata unità d&#8217;Italia?</p>
<p class="western" style="text-align: justify;">Un approccio “superficiale” alla questione restauro-valorizzazione, potrebbe portare ad esaltare una polarità sull&#8217;altra, quella del valore estetico sulla storicità di un monumento. <span style="color: #000000;">Se ne deduce quindi che sarà necessario adottare delle scelte seguenti le metodologie più adeguate che preservino entrambe le due concezioni di storicità. </span>Nel folto labirinto teoretico, ci si dovrebbe destreggiare attraverso il passaggio del <b>dibattito culturale</b>, con il coinvolgimento dell&#8217;<strong>opinione pubblica</strong>.</p>
<p class="western" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Una progettazione aperta e internazionale, per quanto dispendiosa, avrebbe di sicuro fatto propri questi principi.</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;">Considerando che non esiste una documentazione grafica precisa del monumento, né uno studio recente sulla lettura stratigrafica muraria di tutto il complesso, sarebbe opportuno che il progetto di recupero, restauro e fruizione del Castello Svevo di Augusta – esso stesso un evento storico &#8211; si muovesse sotto l&#8217;egida di un <b>progetto di ricerca</b> che contempli tutti gli aspetti, per scongiurare l&#8217;ennesima occasione mancata di tutela e valorizzazione di un bene culturale, da restituire a una comunità cittadina e a tutto il resto della popolazione.</p>
<p class="western" style="text-align: right;" align="right"><em>Carlo Veca*</em></p>
<p class="western" style="text-align: right;" align="right"><em>*Archeologo</em></p>
<p class="western" style="text-align: justify;"><strong>Bibliografia essenziale</strong></p>
<p class="western" style="text-align: justify;">Agnello G., Trigilia L. 1994, <i>La spada e l&#8217;altare. Architettura militare e religiosa ad Augusta dall&#8217;età sveva al barocco</i>, Arnaldo Lombardi Editore, Palermo.</p>
<p class="western" style="text-align: justify;">Brandi C., 1977, <i>Teoria del restauro</i>, Collana Piccola Biblioteca n. 318, Einaudi, Torino.</p>
<p class="western" style="text-align: justify;"><i>Codice dei beni culturali e del paesaggio</i>, DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42.</p>
<p class="western" style="text-align: justify;">Foramitti F, Quendolo A. 2003, <i>Restauri di castelli. Relazioni presentate agli incontri di studio sul restauro dei castelli (1998-2001)</i>, Vol. 1, Gaspari, Udine.</p>
<p class="western" style="text-align: justify;">Magnano di San Lio E. <i>et alii</i> 2015, <i>De Grunemberg&#8217;s fortifications in Augusta. Knowledge and conservation of a neglected heritage</i>, in Defencive Architecture of the Mediterranean (XV-XVIII sec.), vol. II, pp. 119-126.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<enclosure url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/castello-svevo-rivellino-augusta.jpeg" length="100800" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/castello-svevo-rivellino-augusta-300x176.jpeg" width="300" height="176" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/07/castello-svevo-rivellino-augusta-150x150.jpeg" width="150" height="150" />
	</item>
		<item>
		<title>Beni Culturali o beni di consumo? Quando il volto della Gorgone è in &#8220;affitto&#8221;</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/beni-culturali-o-beni-di-consumo-quando-il-volto-della-gorgone-e-in-affitto-1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Il Corbaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2019 13:38:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[carlo veca]]></category>
		<category><![CDATA[gorgone]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corbaccio]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[mercificazione]]></category>
		<category><![CDATA[regione siciliana]]></category>
		<category><![CDATA[valorizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[versace]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lagazzettaaugustana.it/?p=45105</guid>

					<description><![CDATA[Una delle tendenze degli ultimi anni in materia di patrimonio culturale è improntata nell&#8217;uso e (letteralmente) sfruttamento della “bella location” e/o del “posto fico”. Affittare un Bene Culturale per farci qualcosa, insomma, seguitando l&#8217;equazione “valorizzazione = fare soldi”. È possibile che oggi “valorizzazione del patrimonio culturale” &#8211; definizione altisonante sovrautilizzata da media, università, intellettualoidi e addirittura [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una delle tendenze degli ultimi anni in materia di patrimonio culturale è improntata nell&#8217;uso e (letteralmente) sfruttamento della “bella location” e/o del “posto fico”. <strong>Affittare un Bene Culturale</strong> per farci qualcosa, insomma, seguitando l&#8217;equazione “valorizzazione = fare soldi”.</p>
<p style="text-align: justify;">È possibile che oggi “valorizzazione del patrimonio culturale” &#8211; definizione altisonante sovrautilizzata da media, università, intellettualoidi e addirittura politicanti di professione – sia sinonimo di marchetta?</p>
<p style="text-align: justify;">Ironia a parte, quello <strong>sfruttamento e mercificazione</strong> dei beni pubblici siciliani (e italiani) rappresenta il trend più in voga attualmente nell&#8217;ambito della cosiddetta “<strong>valorizzazione</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">In un precedente articolo, dal titolo &#8220;<a href="https://www.lagazzettasiracusana.it/milioni-di-clic-con-larte-la-lezione-di-marketing-di-louis-vuitton-al-mibact/" target="_blank">Milioni di clic con l&#8217;arte, la lezione di marketing di Louis Vuitton al Mibact</a>&#8220;, elogiavo ironicamente i fantastici (a mio avviso) video promozionali della collezione di una nota griffe ispirata al mondo dell&#8217;arte. Subito i (presunti) addetti ai lavori mostravano indignazione&#8230; peccato che la collezione fu presentata niente di meno che&#8230; al <strong>Musée du Louvre</strong>. Si il Louvre. Il Museo con la M in maiuscolo, il museo per antonomasia, un luogo di ricerca dove ingenti finanziamenti vengono costantemente impiegati per la tutela, la promozione e la valorizzazione, quelle vere. Ma il Louvre è anche un posto fico. Ci si poteva permettere di presentare una collezione di una nota griffe non curandosi della ricaduta culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma altri luoghi, come le città di <strong>Sciacca</strong> o <strong>Palma di Montechiaro</strong>, l&#8217;anfiteatro romano di <strong>Siracusa</strong>, il Castello Ursino di <strong>Catania</strong> o la Valle dei Templi di <strong>Agrigento</strong> non sono, purtroppo, il Musée du Louvre, non godono delle stesse strategie e risorse, e non possono permettersi di fare attività esclusivamente venali senza alcuna ricaduta culturale reale. Non possono, insomma, accontentarsi di qualcosa che si scrive “valorizzazione”, ma si legge “incasso facile di piccolo cabotaggio”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ditemi adesso che le persone che vedono questi luoghi alla tv o su youtube, siano poi invogliate ad andarci&#8230; bella minchiata! Va bene la ricaduta d&#8217;immagine nel mondo, ma è pur sempre una ricaduta effimera se dietro non ci sia una forte politica di tutela e valorizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Una sfilata di moda, ballare la Zumba al museo, celebrare il matrimonio in una galleria d&#8217;arte o in un sito archeologico, <strong>non</strong> è valorizzazione del patrimonio culturale. Anzi. Si è sempre più lontani dal concetto di valorizzazione. È solo una forma edulcorata di sfruttamento che non diffonde alcun messaggio culturale. Si tratta solo di reificazione di un Bene pubblico che si allontana sempre più dal cittadino.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è assolutamente un attacco a chi propone questo tipo di evento. È una <strong>critica agli accademici</strong>, che si scannano come bestie per il Kouros di Lentini, ma fanno finta di niente sul concetto di “valorizzazione” perché non non lo ritengono argomento scientifico, quando invece proprio di scienza si tratta. È una critica alla politica che, trovandosi nella parte bassa della montagna del Purgatorio del canto VI della Divina Commedia, non vuole cominciare alcun percorso di espiazione, non vuole assolutamente perder tempo a “salire le cornici”, preferendo imboccare la strada breve e veloce dello stereotipo e dell&#8217;omologazione, a danno dell&#8217;unicità del nostro patrimonio culturale. <strong>Selinunte non è Disneyland</strong>!</p>
<p style="text-align: justify;">Volevo ricordare anche, per dovere di cronaca, che qualche tempo fa la Grecia si espresse con un secco <strong>No</strong> alle attività non ritenute idonee – come ad esempio il fashion business &#8211; al “carattere culturale unico” di luoghi come l&#8217;acropoli di <strong>Atene</strong>, rifiutando in cambio un pacco di milioni. Guarda caso, la Grecia disse No! Questione di volontà.</p>
<p style="text-align: justify;">Come tutti sanno, la <strong>Gorgone</strong> è parte della Bandiera ufficiale della <strong>Regione Siciliana</strong>. Potremmo in questo caso citare alcuni passi di Italo Calvino in merito alla Medusa: “<em>In certi momenti mi sembrava che il mondo stesse diventando tutto di pietra: una lenta pietrificazione più o meno avanzata a seconda delle persone e dei luoghi, ma che non risparmiava nessun aspetto della vita. Era come se nessuno potesse sfuggire allo sguardo inesorabile della Medusa. L’unico eroe capace di tagliare la testa della Medusa è Perseo, che vola coi sandali alati, Perseo che non rivolge il suo sguardo sul volto della Gorgone ma solo sulla sua immagine riflessa nello scudo di bronzo</em>”. Il mondo greco non era affatto privo di bruttezza. E proprio ai mostri o ai terribili episodi della mitologia si affidavano per salvare il loro mondo. Oltre al <strong>Bello</strong> e <strong>Buono</strong> esisteva anche il <strong>Brutto</strong> ma ben rappresentato. Anche il brutto aveva non a caso un canone estetico. L&#8217;estetica era una forma di conoscenza intesa ovviamente come riflessione sulle sensazioni dettate dai cinque sensi. La Gorgone era il soggetto preferito, Mimesis del terrore&#8230; ma anche monito contro la Hybris e per invitare l&#8217;uomo a non fuggire o restare pietrificato di fronte alla sua condizione umana, ma a <strong>ricordare</strong> utilizzando il riflesso dello scudo della conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">La Medusa non incarna la “femme fatale”, è il simbolo di ogni siciliano, e come tale dovrebbe invogliarci a riconquistare i valori d&#8217;identità.</p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Nell&#8217;immagine di copertina, da sx: lastra fittile con raffigurazione a rilievo di Gorgoneion, dall&#8217;area del Tempio di Atena a Siracusa, fine VII-inizi VI sec. a.C.; Bandiera della Regione Siciliana; marchio della nota griffe “Versace”</em>)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nota didascalica</em>. L&#8217;immagine di copertina vuole, simbolicamente e provocatoriamente, racchiudere il messaggio, “fruirete del Bene (Culturale) o del Brand?”. È un invito a riappropriarci del nostro simbolo culturale, per scongiurare una triste evoluzione della Gorgone dal suo significato di “monito” a quello di “Brand”. Ma per far sì che ciò accada, gli enti  preposti dovranno intervenire strutturalmente verso una politica che preveda il binomio valorizzazione = ricerca.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<enclosure url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2019/07/gorgone-regione-siciliana-versace-blog-il-corbaccio-def.jpg" length="144020" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2019/07/gorgone-regione-siciliana-versace-blog-il-corbaccio-def-300x139.jpg" width="300" height="139" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2019/07/gorgone-regione-siciliana-versace-blog-il-corbaccio-def-150x150.jpg" width="150" height="150" />
	</item>
		<item>
		<title>Studio di un vulcanologo augustano rivela rischi tumorali nelle zone di faglia</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/studio-di-un-vulcanologo-augustano-rivela-rischi-tumorali-nelle-zone-di-faglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 May 2019 13:59:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[abitazioni]]></category>
		<category><![CDATA[aci castello]]></category>
		<category><![CDATA[aci catena]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[etna]]></category>
		<category><![CDATA[faglie]]></category>
		<category><![CDATA[gas cancerogeno]]></category>
		<category><![CDATA[giarre]]></category>
		<category><![CDATA[ingv]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento indoor]]></category>
		<category><![CDATA[marco neri]]></category>
		<category><![CDATA[Oms]]></category>
		<category><![CDATA[osservatorio etna]]></category>
		<category><![CDATA[paternò]]></category>
		<category><![CDATA[radon]]></category>
		<category><![CDATA[rischi tumorali]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[terremoti]]></category>
		<category><![CDATA[tracciante]]></category>
		<category><![CDATA[ultim'ora]]></category>
		<category><![CDATA[zafferana etnea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lagazzettaaugustana.it/?p=44064</guid>

					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Le faglie etnee, che tanti danni procurano quando decidono di muoversi generando i terremoti, costituiscono anche delle &#8220;autostrade&#8221; per la risalita di gas residenti nelle rocce del sottosuolo. Tra questi gas c&#8217;è pure il radon, un gas potenzialmente molto pericoloso perché cancerogeno. Questa la premessa di un importante studio preliminare, pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Le <strong>faglie etnee</strong>, che tanti danni procurano quando decidono di muoversi generando i terremoti, costituiscono anche delle &#8220;autostrade&#8221; per la risalita di gas residenti nelle rocce del sottosuolo. Tra questi gas c&#8217;è pure il <strong>radon</strong>, un gas potenzialmente molto pericoloso perché cancerogeno.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa la premessa di un importante<strong> studio preliminare</strong>, pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale di ricerche scientifiche <em>Frontiers in Public Health</em>, condotto per tre anni dal vulcanologo augustano <strong>Marco Neri </strong>(nella foto di repertorio in evidenza), primo ricercatore dell&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia &#8211; sezione di Catania, insieme ai colleghi Salvatore Giammanco e Anna Leonardi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gas radon è utilizzato comunemente nelle geoscienze come tracciante dell’attività eruttiva e sismica, ma in questo studio (dal titolo &#8220;Preliminary Indoor Radon Measurements Near Faults Crossing Urban Areas of Mt. Etna Volcano&#8221;) per la prima volta si indaga sull&#8217;aspetto dell&#8217;<strong>inquinamento indoor da gas radon</strong> delle case che si trovano prossime ai piani di faglia. Proponiamo qui di seguito il contributo pubblicato da Marco Neri sul <strong><a href="https://www.lagazzettasiracusana.it/category/blog/osservatorio-etna/" target="_blank">Blog <em>Osservatorio Etna</em></a></strong> de <em>La Gazzetta Siracusana.it</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il fianco orientale dell’Etna è attraversato da numerose “<strong>faglie</strong>”, fratture della crosta il cui movimento produce terremoti. Lo sanno bene le popolazioni etnee, soprattutto quelle della zona sud-orientale del vulcano, che stanno facendo i conti con le conseguenze del <strong>sisma del 26 dicembre 2018</strong>: migliaia di case danneggiate e l’economia della zona in ginocchio, mentre la ricostruzione stenta ancora a partire.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ma le faglie dell’Etna non generano solo terremoti. Fratturando le rocce, le faglie aumentano la permeabilità del sottosuolo e consentono ai gas di arrivare più facilmente in superficie. Tra questi gas c’è anche il <strong>radon</strong>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nelle geoscienze si usa comunemente il radon come <strong>tracciante dell’attività eruttiva e sismica</strong>. Ma il radon può anche favorire l’insorgere di <strong>patologie tumorali</strong>. Dal 1988, infatti, l’<strong>Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS)</strong> lo classifica come “cancerogeno di gruppo 1”, ossia il peggiore in termini di impatto sulla salute, inquadrandolo al secondo posto, dopo il fumo da sigaretta, quale causa per l’insorgenza di tumore ai polmoni.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anche per questo motivo, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha iniziato da alcuni anni a monitorare le concentrazioni di gas radon nelle abitazioni etnee. È di questi giorni la pubblicazione di un primo <strong><a href="https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fpubh.2019.00105/full?&amp;utm_source=Email_to_authors_&amp;utm_medium=Email&amp;utm_content=T1_11.5e1_author&amp;utm_campaign=Email_publication&amp;field=&amp;journalName=Frontiers_in_Public_Health&amp;id=444433" target="_blank" rel="noopener">articolo scientifico (link: https://doi.org/10.3389/fpubh.2019.00105)</a></strong> che espone i dati di radon indoor rilevati continuamente da dodici sensori, per lunghi periodi (da alcuni mesi fino ad oltre tre anni), installati dentro sette edifici ubicati in aree diverse del vulcano, da Paternò ad Aci Castello, da Zafferana Etnea a Giarre e Aci Catena.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>I risultati non sono confortanti</strong> riguardo la salubrità di alcuni ambienti domestici. Nel lungo termine (più di 1 anno), sette sensori su dodici hanno mostrato concentrazioni medie di radon maggiori di <strong>100 Bq/m³</strong> (Bequerel per metro cubo, l’unità con cui si misura il radon) che rappresenta il <strong>primo livello di attenzione</strong> per l&#8217;esposizione media annuale raccomandato dall&#8217;OMS, mentre due sensori hanno mostrato una concentrazione media di radon superiore a 300 Bq/m³. In tre casi, il radon è rimasto su valori maggiori di 500-1000 Bq/m³ per molti mesi consecutivamente.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Oltre a ciò, si è potuto verificare che esiste una relazione tra le abitazioni maggiormente inquinate dal gas radon e la posizione delle faglie: <strong>più le case monitorate sono ubicate in prossimità delle faglie etnee, più è alta la concentrazione di radon al loro interno</strong>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questo studio rappresenta soltanto un <strong>primo monitoraggio continuo e pluriennale del radon nelle case</strong> situate sulle pendici dell’Etna, dove vive quasi un milione di persone. I risultati <strong>non devono necessariamente allarmare</strong>. Si tratta di un primo studio, condotto su un piccolo campione di abitazioni. Tuttavia, i valori raccolti mostrano che<strong> è necessario approfondire ed estendere questo monitoraggio</strong>, tenendo conto dei risultati già ottenuti ed orientando le analisi soprattutto nelle aree urbane poste in prossimità di faglie attive, esposte quindi al doppio pericolo di scuotimenti sismici e di potenziali inquinamenti da radon delle abitazioni.</em></p>
<p style="text-align: right;">
]]></content:encoded>
					
		
		
		<enclosure url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/03/marco-neri-vulcanologo-augustano-ingv-catania.jpg" length="97263" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/03/marco-neri-vulcanologo-augustano-ingv-catania-300x190.jpg" width="300" height="190" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/03/marco-neri-vulcanologo-augustano-ingv-catania-150x150.jpg" width="150" height="150" />
	</item>
		<item>
		<title>Influenza invernale, dritte e consigli della farmacista-blogger</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/influenza-invernale-dritte-e-consigli-della-farmacista-blogger/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2018 00:23:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[aglio]]></category>
		<category><![CDATA[ahn1]]></category>
		<category><![CDATA[aspirina]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[farmacista]]></category>
		<category><![CDATA[influenza invernale]]></category>
		<category><![CDATA[integratori]]></category>
		<category><![CDATA[limone]]></category>
		<category><![CDATA[maria carrano]]></category>
		<category><![CDATA[miele]]></category>
		<category><![CDATA[salutarmente]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[tachipirina]]></category>
		<category><![CDATA[virus b]]></category>
		<category><![CDATA[zenzero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lagazzettaaugustana.it/?p=40869</guid>

					<description><![CDATA[L’influenza invernale è uno di quegli appuntamenti ai quali non ci si vorrebbe mai presentare. Eppure ogni anno è sempre lì, puntuale, costringendo un numero rilevante di persone a letto. Con il calo delle temperature, l’inverno porta con sé anche questi acciacchi, che impongono per giorni l&#8217;astensione dal lavoro e spesso l&#8217;assunzioni di farmaci per cercare di guarire nel minor tempo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’<strong>influenza invernale</strong> è uno di quegli appuntamenti ai quali non ci si vorrebbe mai presentare. Eppure ogni anno è sempre lì, puntuale, costringendo un numero rilevante di persone a letto. Con il calo delle temperature, l’inverno porta con sé anche questi acciacchi, che impongono per giorni l&#8217;astensione dal lavoro e spesso l&#8217;assunzioni di farmaci per cercare di guarire nel minor tempo possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Stando alle previsioni emerse dal tradizionale convegno nazionale di Assosalute (l&#8217;Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica), ben <strong>5 milioni</strong> sono gli italiani a<strong> rischio influenza</strong> questo inverno. Pertanto, è importante sapere come riconoscere i <strong>sintomi dell’influenza</strong> e come curarla o, nella migliore delle ipotesi, prevenirla.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo le previsioni dell’Istituto superiore di sanità, l’inverno 2018-2019 vedrà in azione soprattutto il <strong>virus B</strong> e l’<strong>AHN1</strong> ed è importante sapere come affrontare la situazione. Gli esperti ricordano che l’influenza è una patologia contagiosa ed è importante prendere tutte le precauzioni possibili, specialmente se si è soggetti a rischio. Il contagio avviene solitamente attraverso il contatto con muchi e saliva, ma anche a causa del contatto diretto con mani sporche e contaminate da secrezioni nasali.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa fare per cercare di arginare la situazione e per curarla nel migliore dei modi? Lo abbiamo chiesto alla <a href="https://www.salutarmente.it/" target="_blank">Dottoressa <strong>Maria Carrano</strong> farmacista e fondatrice del sito Salutarmente.it</a>, che ci ha spiegato come si devono prendere le dovute precauzioni e si deve cercare di agire sia sulla causa che sui sintomi dell’influenza. Si tratta di una giovane farmacista e blogger, laureata con lode in Farmacia presso l’Università degli studi di Salerno con una tesi sperimentale in Chimica farmaceutica sulle proprietà terapeutiche della curcuma e fondatrice del frequentatissimo blog divulgativo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono i rimedi naturali per combattere influenza, mal di gola e tutti i malanni tipicamente invernali?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’influenza invernale, con tutti i suoi sintomi, è un qualcosa che ritorna ogni anno, sempre in maniera puntuale e tanti sono gli italiani che vengono colpiti. In questo 2018-2019 si parla di una intensità media dell’epidemia ma, in ogni caso, si prevede che circa 5 milioni di italiani prenderanno l’influenza. Per questo è utile sapere in anticipo come muoversi e cosa fare per stare meglio nel minor tempo possibile.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In natura ci sono dei prodotti che hanno delle caratteristiche simili a quelle degli antibiotici e, pertanto, ci si può aiutare con i rimedi naturali. Se l’influenza porta con sé tosse, mal di gola e problemi alle prime vie respiratorie, è possibile utilizzare il miele, un potente antibatterico naturale, così come lo è anche il limone. Anche lo zenzero e l’aglio sono due rimedi naturali da prendere in considerazione in caso di influenza.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tra i farmaci, è preferibile scegliere l’Aspirina o la Tachipirina?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sebbene si tratti di prodotti con principi attivi differenti, possiamo dire che gli effetti di questi due medicinali, tra i più famosi per la cura dell’influenza, sono più o meno gli stessi. Tuttavia, ci sono dei casi in cui è preferibile prendere l’uno e altri in cui, invece, si dovrebbe optare per l’altro. Ad esempio, l&#8217;Aspirina è da consigliare in caso di naso chiuso e congestione nasale, mentre la Tachipirina, a base di paracetamolo, serve soprattutto in caso di febbre alta e per ridurre il fastidio e i dolori degli stati influenzali.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Inoltre, la Tachipirina può essere tranquillamente utilizzata in gravidanza, mentre l’Aspirina no.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Possono essere utili gli integratori alimentari, anche per cercare di prevenire?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Possono costituire un aiuto, ma è bene agire con consapevolezza nella scelta. I due che consiglio sono l&#8217;Echinacea purpurea e la vitamina C da assumere con cicli di tre mesi nell&#8217;arco dell&#8217;anno. Anche gli integratori alimentari a base di Zinco sono molto validi al fine di potenziare le difese immunitarie ed evitare il contagio del virus.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<enclosure url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/11/influenza-raffreddore-termometro.jpg" length="135654" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/11/influenza-raffreddore-termometro-300x170.jpg" width="300" height="170" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/11/influenza-raffreddore-termometro-150x150.jpg" width="150" height="150" />
	</item>
		<item>
		<title>Dialogo tra Epicarmo, Domenico e Peppino. Ovvero dell&#8217;incontro tra devastazione e Bellezza</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/dialogo-tra-epicarmo-domenico-e-peppino-ovvero-dellincontro-tra-devastazione-e-bellezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Il Corbaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2018 17:10:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[archeologo]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
		<category><![CDATA[bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[carlo veca]]></category>
		<category><![CDATA[devastazione]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[domenico]]></category>
		<category><![CDATA[epicarmo]]></category>
		<category><![CDATA[i dieci comandamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corbaccio]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[megara hyblaea]]></category>
		<category><![CDATA[pane nostro]]></category>
		<category><![CDATA[peppino]]></category>
		<category><![CDATA[zona industriale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lagazzettaaugustana.it/?p=40749</guid>

					<description><![CDATA[Crepuscolo. Da qualche parte, sui monti Climiti. EPICARMO: ma cosa sono tutte quelle luci, quei rumori? sarà forse la mia Megara? PEPPINO: è la zona industriale, Epicarmo. EPICARMO: zona industriale&#8230; e quelle immense colonne, sono di templi? PEPPINO: sono solo ciminiere. EPICARMO: e la mia città, l’agorà, i suoi templi, le case: non era lì? [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Crepuscolo. Da qualche parte, sui monti Climiti.</p>
<p style="text-align: justify;">EPICARMO: ma cosa sono tutte quelle luci, quei rumori? sarà forse la mia Megara?</p>
<p style="text-align: justify;">PEPPINO: è la zona industriale, Epicarmo.</p>
<p style="text-align: justify;">EPICARMO: zona industriale&#8230; e quelle immense colonne, sono di templi?</p>
<p style="text-align: justify;">PEPPINO: sono solo ciminiere.</p>
<p style="text-align: justify;">EPICARMO: e la mia città, l’agorà, i suoi templi, le case: non era lì?</p>
<p style="text-align: justify;">DOMENICO: ah si, quelle quattro pietre. Saranno là, da qualche parte. Io non l’ho mai vista.</p>
<p style="text-align: justify;">PEPPINO: c’è ancora. Sopravvive. E sopravvivrà anche a questo scempio. Le tombe superstiti dei greci, hanno fatto da presagio alla moltitudine di lutti in queste terre.</p>
<p style="text-align: justify;">EPICARMO: perché parli di “scempio”, Peppino? a me il mare sembra ancora del colore dei pavoni…</p>
<p style="text-align: justify;">PEPPINO: il colore dei pavoni è stato sostituito, dal colore cristallino del mercurio.</p>
<p style="text-align: justify;">DOMENICO: ma non essere così critico&#8230; guarda che acqua trasparente&#8230; e pure calda!</p>
<p style="text-align: justify;">PEPPINO: eh sì, un’opera d’arte. Petrolio su tela.</p>
<p style="text-align: justify;">EPICARMO: e gli abitanti? gli uomini, le donne, i bambini? gli artigiani, i pastori, i contadini? che fine hanno fatto?</p>
<p style="text-align: justify;">PEPPINO: sono stati tutti deportati&#8230; estirpati dai luoghi della memoria. E adesso, chi nasce di questi tempi, ha per luoghi della memoria camini e serbatoi.</p>
<p style="text-align: justify;">EPICARMO: e quindi non ci si ricorda più dei Templi, dei castelli e delle mura poderose, delle torri..? Non ci si ricorda più delle saline e dei mulini, del pescato copioso, della canna da zucchero?</p>
<p style="text-align: justify;">DOMENICO: pro-gres-so, amici miei. Si chiama progresso!</p>
<p style="text-align: justify;">PEPPINO: progresso sta minchia.</p>
<p style="text-align: justify;">EPICARMO: ehi, non litigate&#8230; ci sarà pure un modo per venirne a capo. Un modo per correre ai ripari e riportare questa terra alla Bellezza.</p>
<p style="text-align: justify;">DOMENICO: e cosa dovremmo fare, chiudere bottega ed andare via? preferisco morire di cancro, che di fame.</p>
<p style="text-align: justify;">PEPPINO: ma come puoi, tu, affermare una meschinità del genere?</p>
<p style="text-align: justify;">DOMENICO: ma perché, non ho il diritto a lavorare? di sostituire e continuare ciò che ha fatto mio padre, e suo padre prima di lui? oppure dovrei scappare da un’altra parte? tanto lo sappiamo che qui non cambierà mai niente&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">PEPPINO: a che serve vivere, se non c&#8217;è il coraggio di lottare?</p>
<p style="text-align: justify;">EPICARMO: ben detto Peppino, ben detto. Adesso ricordo. Occorre solo rileggere la storia, Domenico. Basta osservare la tenacia di coloro che sarebbero diventati abitanti di Megara Hyblaea, la tenacia per ottenere un piccolo lembo di terra. O credi forse che se avessero conosciuto il proprio futuro, se avessero saputo che sarebbero stati distrutti da Siracusa, non avrebbero fatto lo sforzo di fondare una città?</p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Qui sopra una &#8216;sceneggiatura&#8217; immaginaria del blogger-archeologo &#8220;Il Corbaccio&#8221;, alias l&#8217;augustano Carlo Veca, ispirata dalla puntata de &#8220;I dieci comandamenti&#8221; dal titolo &#8220;Pane nostro&#8221; sul polo petrolchimico in onda su Raitre il 18 novembre 2018, nell&#8217;immagine in evidenza</em>)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<enclosure url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/11/puntata-i-dieci-comandamenti-pane-nostro-raitre-polo-petrolchimico-priolo-augusta-melilli.jpg" length="106289" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/11/puntata-i-dieci-comandamenti-pane-nostro-raitre-polo-petrolchimico-priolo-augusta-melilli-300x168.jpg" width="300" height="168" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/11/puntata-i-dieci-comandamenti-pane-nostro-raitre-polo-petrolchimico-priolo-augusta-melilli-150x150.jpg" width="150" height="150" />
	</item>
		<item>
		<title>Quando il brand incontra l&#8217;arte. Al lavoro con Anne Schönharting</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/quando-il-brand-incontra-larte-al-lavoro-con-anne-schonharting/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michiamodavid]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Aug 2018 17:56:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[LifeStyle]]></category>
		<category><![CDATA[Anne Schönharting]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[brioni]]></category>
		<category><![CDATA[David Lenaz]]></category>
		<category><![CDATA[digital]]></category>
		<category><![CDATA[enzo cucchi]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[hisao hanafusa]]></category>
		<category><![CDATA[MICHIAMODAVID]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[paolo canevari]]></category>
		<category><![CDATA[sam pratt]]></category>
		<category><![CDATA[settimana della moda parigi]]></category>
		<category><![CDATA[trittico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lagazzettaaugustana.it/?p=38774</guid>

					<description><![CDATA[Il mondo della moda, come si conosce bene, utilizza da sempre un tipo di comunicazione principalmente legata all’immagine come prima cosa e poi cerca di fondere con essa un concetto di composizione creativa che fa sì che tutto venga impacchettato per il meglio: un concetto riduttivo per alcuni ma anche sintetico ed efficace, se si allarga [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il mondo della moda, come si conosce bene, utilizza da sempre un tipo di comunicazione principalmente legata all’<strong>immagine</strong> come prima cosa e poi cerca di fondere con essa un concetto di <strong>composizione creativa</strong> che fa sì che tutto venga impacchettato per il meglio: un concetto riduttivo per alcuni ma anche sintetico ed efficace, se si allarga lo spettro, per altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Di recente ho vissuto invece l’esperienza di una produzione fotografica in cui il brand si sposa con l’arte e lo fa anche piuttosto bene. Lo scopo della produzione era realizzare le immagini che sarebbero servite a creare un’installazione per la <strong>settimana della moda a Parigi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’azienda in questione è una nota casa sartoriale, <strong>Brioni</strong>, che oggi comunica in maniera molto decisa la propria posizione riguardo alla comunicazione aziendale e lo fa affiancando al capo anche delle <strong>celebrity</strong> di un certo spessore.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo show  finale a Parigi non è stata una sfilata ma una installazione fotografica, dove le fotografie esposte convivevano in un micro modulo realizzato ad hoc insieme ai tre abiti usati dal talent e dai suoni sapientemente catturati da un fonico cinematografico durante i vari set in giro per l’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Se ci si sofferma un attimo a pensare, però, se si hanno tra le mani quelle stoffe e quei tagli, a quel punto capisci che l’unico modo per trasmettere la verità del prodotto è l’arte, è una performance e non una banale sfilata, lasciatemi passare il termine.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo non poteva essere scattato dal solito fotografo noto alle copertine dei magazine patinati, ma serviva un un’artista contemporanea, con il suo punto di vista ed il suo modo di vedere la fotografia. La fotografa alla quale è stato a dato il progetto è <strong>Anne Schönharting</strong>, tedesca con un punto di vista ritrattistico molto intimo, che nonostante un carattere ermetico e poco espansivo mi ha insegnato tanto.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo girato l’Italia per <strong>diciotto giorni</strong> circa, io questa volta non ero dietro la camera ma dietro il computer, ad acquisire il materiale che l’assistente di Anne, Katarina, mi passava dopo ogni sessione con i talent del giorno: questo ruolo nelle produzioni fotografiche si chiama <strong>digital</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo partiti da Milano ed abbiamo scattato in alcune delle location più suggestive d’Italia, ho avuto modo di apprezzare la costiera amalfitana e le sue meraviglie e soprattutto ho riscoperto di amare l’arte come un tempo e questo è un gran bel regalo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le location prescelte diventavano dei set dall&#8217;<strong>atmosfera surreale</strong>. Anne riusciva a desertificare attorno a lei, riusciva a togliere il respiro a tutti, lasciava vivo solo quello che stava dentro l’inquadratura della sua medioformato, per poter lavorare sempre nel silenzio e nella solitudine delle sue atmosfere. Parlava con i talent, li ascoltava, gli suggeriva delle pose e poi trovava quello che aveva in testa e lo fotografava. I talent scelti per vestire Brioni non erano celebrità da copertina o modelli professionisti, ma uomini di stile e di spiccata fama professionale, uomini d’arte, di creazione e collezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho avuto l’onore di chiacchierare amichevolmente con il maestro <strong>Enzo Cucchi</strong>, padre della transavanguardia italiana, con un altro grande esponente dell’arte contemporanea italiana, <strong>Paolo Canevari</strong>, presso la sua tenuta-museo di campagna dove si è stato allestito il set per i trittici scelti dalla fotografa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho vissuto per giorni in case dove la sola cosa che si respirava era l’aria della natura e dell’arte, appesa ai muri, da Rotella a Mimmo Paladino alle installazione esplosive dello stesso Canevari, tutto questo tra gli ulivi secolari e grilli. Ogni posto veniva scelto con cura, cura nei dettagli, nelle atmosfere e nella luce, una luce naturale finemente trattata, che delle volte ci ha “costretti” a godere di quei panorami senza far niente per ore, in attesa che il <strong>tramonto</strong> decidesse di donarci, come a Punta Campanella, di fronte a Capri, quel ricercato tono caldo.</p>
<p style="text-align: justify;">Se date un occhiata alle sue foto e riuscite a vedere nel piccolo, vi accorgerete che i dettagli e le cadute delle ombre sono lì perché dovevano essere così, e quella luce per la maggior parte delle volte era tutta naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni location e quindi ogni personaggio venivano fotografati da Anne in tre scatti, per andare a completare un <strong>trittico</strong>, che racchiude l’essenza della persona e dell’ambiente. Si isolava nelle stanze scelte e produceva la sua atmosfera, parlava con il suo soggetto e lo fotografava dentro. Tutte le immagini che ho visto avevano come scopo il raggiungimento della comunicazione con l’essenza del soggetto. Un&#8217;anima vestita da quel brand, un concetto molto sottile e anche molto intimo, che ti fa sentire e vedere la preziosità dei tessuti, dei tagli e della vestibilità, unica nel suo genere.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono stati giorni intensi, con molto gioco di squadra, ho conosciuto Emanuele, un giovane talento <strong>fonico</strong>, che si è occupato di catturare in presa diretta i suoni che produceva ogni location, che avrebbero poi completato l’installazione a Parigi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho lavorato con una produzione fantastica, ogni posto anche il più sperduto e isolato, al nostro arrivo, diventava un&#8217;oasi nel deserto piena di ogni comfort e prelibatezza, non mancava niente. Eravamo coccolati ed abbiamo avuto la fortuna di lavorare in un ambiente dove comandava l’arte e non la star di turno: non c’erano le prime donne, i tronisti o i criticatutto, c’era la poesia dei panorami, c’era l’orchestra della natura che suonava per noi ogni giorno, il mare il sole, gli ulivi, il vento, le zanzare ma anche l’antizanzare, c’erano le storie raccontate dalle persone del posto e gli aneddoti dei grandi che abbiamo fotografato.</p>
<p style="text-align: justify;">A Biella, in una delle ville ottocentesche più belle che abbia mai visto, Anne ha fotografato il designer ultraottantenne giapponese <strong>Hisao Hanafusa</strong> e, dopo aver pranzato insieme e parlato delle peculiarità del suo design (la principale quella di non usare colle e chiodi ma solo incastri), mi ha raccontato un aneddoto. A New York, dove vive da quarant&#8217;anni, nel suo studio lo vanno a trovare spesso dei giovani designer e tutti sono affascinati dal suo modo di lavorare e di progettare. E lui rivela ai visitatori che per diventare famosi e fare tanti soldi si devono usare i chiodi e la colla, e non fare come lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso io non sono giapponese e non so se dietro questa storia ci fosse una metafora o una leggenda con dragoni mangia colla e ninja lancia chiodi, ma io non l’ho capita. Ma lui sembrava sereno e soddisfatto ed abbiamo continuato a chiacchierare. Il trittico su di lui è uno di quelli che mi piace di più: Anne ha inserito dei dettagli bellissimi, nella prima delle 3 foto (trittico orizzontale) Hisao tiene in mano una cavalletta.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi lascio i link dove poter dare un&#8217;occhiata ai lavori di Anne: li apprezzerete o no, fatemelo sapere se vi va.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sito della fotografa Anne Schönharting: <strong><a href="https://www.ostkreuz.de/fotografen/anne-schoenharting/" target="_blank">https://www.ostkreuz.de/fotografen/anne-schoenharting/</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Articolo di Vogue con tutte le foto della produzione: <strong><a href="http://www.vogue.it/uomo-vogue/sfilate/sfilata/brioni" target="_blank">http://www.vogue.it/uomo-vogue/sfilate/sfilata/brioni</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono mancato dal blog per un po&#8217;, ma, se devo dirla tutta, mi sono mancato anch’io. Un saluto a tutti! A presto, David.</p>
<div id="attachment_38933" style="width: 613px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-38933" class="size-full wp-image-38933" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/08/enzo-cucchi-brioni-blog-michiamodavid-lenaz.jpg?x84197" alt="" width="603" height="300" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/08/enzo-cucchi-brioni-blog-michiamodavid-lenaz.jpg 603w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/08/enzo-cucchi-brioni-blog-michiamodavid-lenaz-300x149.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 603px) 100vw, 603px" /><p id="caption-attachment-38933" class="wp-caption-text">Enzo Cucchi per Brioni</p></div>
<div id="attachment_38936" style="width: 613px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-38936" class="size-full wp-image-38936" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/08/sam-pratt-brioni-blog-michiamodavid-lenaz.jpg?x84197" alt="" width="603" height="300" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/08/sam-pratt-brioni-blog-michiamodavid-lenaz.jpg 603w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/08/sam-pratt-brioni-blog-michiamodavid-lenaz-300x149.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 603px) 100vw, 603px" /><p id="caption-attachment-38936" class="wp-caption-text">Sam Pratt per Brioni</p></div>
<div id="attachment_38934" style="width: 613px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-38934" class="size-full wp-image-38934" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/08/hisao-hanafusa-brioni-blog-michiamodavid-lenaz.jpg?x84197" alt="" width="603" height="300" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/08/hisao-hanafusa-brioni-blog-michiamodavid-lenaz.jpg 603w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/08/hisao-hanafusa-brioni-blog-michiamodavid-lenaz-300x149.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 603px) 100vw, 603px" /><p id="caption-attachment-38934" class="wp-caption-text">Hisao Hanafusa per Brioni</p></div>
<div id="attachment_38935" style="width: 613px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-38935" class="size-full wp-image-38935" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/08/paolo-canevari-brioni-blog-michiamodavid-lenaz.jpg?x84197" alt="" width="603" height="300" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/08/paolo-canevari-brioni-blog-michiamodavid-lenaz.jpg 603w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/08/paolo-canevari-brioni-blog-michiamodavid-lenaz-300x149.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 603px) 100vw, 603px" /><p id="caption-attachment-38935" class="wp-caption-text">Paolo Canevari per Brioni</p></div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<enclosure url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/08/paolo-canevari-brioni-blog-michiamodavid-lenaz.jpg" length="157355" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/08/paolo-canevari-brioni-blog-michiamodavid-lenaz-300x149.jpg" width="300" height="149" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title>Paolo Canevari per Brioni</media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/08/paolo-canevari-brioni-blog-michiamodavid-lenaz-150x150.jpg" width="150" height="150" />
	</item>
		<item>
		<title>La pienezza / Psicomagia</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/la-pienezza-psicomagia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Le Ali di Icaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jun 2017 12:48:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[alejandro jodorowsky]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[buona domenica]]></category>
		<category><![CDATA[elisabetta ternullo]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[la pienezza]]></category>
		<category><![CDATA[LE ALI DI ICARO]]></category>
		<category><![CDATA[Marcella Di Grande]]></category>
		<category><![CDATA[poesia e prosa]]></category>
		<category><![CDATA[psicomagia]]></category>
		<category><![CDATA[rosario vicino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lagazzettaaugustana.it/?p=30097</guid>

					<description><![CDATA[LA PIENEZZA di Elisabetta Ternullo Approdo ogni giorno su borghi inesplorati: La misura del mondo mi pare piccola da questa stanza bianca in cui è filtrata una luce che sa di dono di Dio. E vedo sorti d&#8217;epoche mai perdute e costellazioni che giocano a rimpiattino con questo giorno sfacciato. E ci sei tu e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>LA PIENEZZA di Elisabetta Ternullo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Approdo ogni giorno</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>su borghi inesplorati:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La misura del mondo mi pare piccola</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>da questa stanza bianca</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>in cui è filtrata una luce che sa di dono di Dio.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E vedo sorti d&#8217;epoche mai perdute</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>e costellazioni che giocano a rimpiattino</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>con questo giorno sfacciato.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E ci sei tu</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>e anche tu</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>e tutti non siamo tanti, solo uno:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Stiamo al centro della stanza bianca,</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>bruciamo in un enorme falò d&#8217;emozioni</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>e siamo felici,</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>siamo imperfetti ed ebbri di fuoco,</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>ché la distanza da me a te non esiste</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>e la distanza [da qui all&#8217;orizzonte] è un trucco.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PSICOMAGIA nello spazio a cura di Marcella Di Grande</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A volte, gli scrittori scrivono cose che vorrei scrivere, nel modo in cui io non le scriverò mai, ma attraverso loro le imparo e capisco quello che sento davvero. Per questo anche questa settimana scelgo un autore che amo molto, Alejandro Jodorowsky. Questo pezzo è tratto dal suo libro &#8220;Psicomagia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Cominciamo con l&#8217;amare le cose: l&#8217;arte, la gente, le nostre opere, tutto. Dedichiamoci a creare e ad amare. Perché l&#8217;altro atteggiamento porta a non fare niente, a stare sempre immobili. La creatività, al contrario, spinge a fare quello che si deve fare. E quello che fai lo proietti. E se lo proietti, lo ricevi. Tutto ciò che dai al mondo il mondo te lo dà. È necessario liberarsi, grazie alla creatività, delle richieste.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quando ci diciamo: &#8220;voglio avere talento &#8220;, dobbiamo dire: &#8220;ho talento&#8221;. Perché dovrei volere il talento se ce l&#8217;ho? Voglio avere successo. Ma il successo ce l&#8217;ho già. Ho tutto quello che voglio. Allora smetto di chiedere e mi metto all&#8217;opera. Questo è tutto! Se voglio suonare musica la suono. Se voglio cantare, canto. Se voglio scrivere, scrivo. Perché accanto a noi si trova sempre la prigione che ci impedisce di realizzarci</em> (&#8230;)&#8221; e (io aggiungo) accanto a noi la chiave per aprirla.</p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Foto in evidenza: Rosario Vicino</em>)</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-15420" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/11/blog-le-ali-di-icaro-blog.jpg?x84197" alt="Il Blog di poesia e prosa Le Ali di Icaro a cura di Elisabetta Ternullo e Marcella Di Grande per La Gazzetta Augustana.it" width="700" height="528" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/11/blog-le-ali-di-icaro-blog.jpg 700w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/11/blog-le-ali-di-icaro-blog-300x226.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<enclosure url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2017/06/la-pienezza-psicomagia-blog-poesia-e-prosa-le-ali-di-icaro.jpg" length="82619" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2017/06/la-pienezza-psicomagia-blog-poesia-e-prosa-le-ali-di-icaro-300x200.jpg" width="300" height="200" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2017/06/la-pienezza-psicomagia-blog-poesia-e-prosa-le-ali-di-icaro-150x150.jpg" width="150" height="150" />
	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;impudenza / La seduzione</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/limpudenza-la-seduzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Le Ali di Icaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Jun 2017 10:57:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[buona domenica]]></category>
		<category><![CDATA[elisabetta ternullo]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[incontri proibiti la seduzione]]></category>
		<category><![CDATA[indigo bloome]]></category>
		<category><![CDATA[l'impudenza]]></category>
		<category><![CDATA[la seduzione]]></category>
		<category><![CDATA[LE ALI DI ICARO]]></category>
		<category><![CDATA[Marcella Di Grande]]></category>
		<category><![CDATA[poesia e prosa]]></category>
		<category><![CDATA[rosario vicino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lagazzettaaugustana.it/?p=29894</guid>

					<description><![CDATA[L’IMPUDENZA di Elisabetta Ternullo Mi avresti sognata mai al buio di una notte senza stelle dove i sogni chiamano sogni e le speranze non sono che del giorno? Mi avresti sognata, una volta, nell&#8217;angolo nascosto della tua stanza oscura dove tutto può tutto e io, nuda e inafferrabile, avrei socchiuso gli occhi per soffiarti il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>L’IMPUDENZA di Elisabetta Ternullo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi avresti sognata mai</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>al buio di una notte senza stelle</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>dove i sogni chiamano sogni</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>e le speranze non sono che del giorno?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi avresti sognata, una volta,</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>nell&#8217;angolo nascosto della tua stanza oscura</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>dove tutto può tutto</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>e io, nuda e inafferrabile,</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>avrei socchiuso gli occhi</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>per soffiarti il fiato nel fiato?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Solo il marchio allungato sulla pelle</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>t&#8217;avrebbe parlato di me.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Solo quella volta</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>a piedi nudi</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>avresti varcato la soglia</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>delle mie notti</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>abbandonate agli incanti.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>LA SEDUZIONE nello spazio a cura di Marcella Di Grande</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questa settimana dedico il mio spazio a un estratto del libro <em>Incontri proibiti. La seduzione</em> di Indigo Bloome.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Resto in silenzio mentre ripenso alla nostra conversazione in macchina e a come si collega alle teorie del gioco.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Sai che alcuni psicologi sostengono che il gioco sia la più potente fonte di felicità che gli esseri umani possano sperimentare, perché contiene paura e divertimento insieme. Alcuni ritengono che possa addirittura proteggere dalla depressione&#8230;&#8221;. Mi fermo nel momento in cui pronuncio quella parola: adesso mi è tutto chiaro. Ero così distratta da Jeremy che non avevo proprio capito. &#8220;È questo che vuoi esplorare ancora. È questo che hai fatto finora, tenendomi su un&#8217;altalena fatta di paura e divertimento!&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Esatto Alexa, spero che adesso tu l&#8217;abbia capito. L&#8217;idea è che un gioco reale sia essenzialmente la simulazione di un attacco di panico&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;E me ne hai dati un bel po&#8217; da venerdì a questa parte. Se è questo che speravi di ottenere ci sei riuscito in pieno&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Però continuo a pensare che ci sia ancora qualcosa che mi sfugge&#8230; c&#8217;è di più, ancora? Mi sento come se mi avesse tenuta all&#8217;oscuro a proposito a livello fisico e mentale da quando ci siamo incontrati. Adesso mi sta svelando poco per volta il vero scopo di questo weekend. Forse sta costruendo delle esperienze che mi facciano comprendere meglio come affronto lo stress, o il &#8221; gioco &#8220;come lo chiama lui? Oppure sono solo una pedina in un gioco ancora più grande?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Sai che ti amo Alexa&#8221;. Il suo tono è serio, la voce carica di emozione.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Sì, lo so, anch&#8217;io ti amo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;È strano che un amore come il nostro non sia basato sull&#8217;essenza dell&#8217;amore tradizionale, no?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;È sempre stato strano tra noi&#8230; intenso&#8230; giocoso&#8230; inebriante&#8230;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono abituata a vederlo passare dall&#8217;allegria alla provocazione, dall&#8217;energia alla riflessività, ma stavolta c&#8217;è qualcosa di diverso. È come se  mi stesse parlando e fosse contemporaneamente perso nei suoi pensieri. Un sottofondo oscuro resta sospeso sotto le sue parole. Non so se voglio o non sono in grado di esplorare più a fondo. Non poter fare domande non è d&#8217;aiuto, soprattutto considerato che ogni volta che lo faccio finisco nei guai. E adesso mi dice che mi ama. Queste montagne russe nel buio mi stanno diventando emotive, oltre che fisiche. Mi sento stanchissima, stordita, viva, calma, sensibile, leggera, energica, sopraffatta, spaventata, lasciva e speciale.</p>
<p>(<em>Foto in evidenza: Rosario Vicino</em>)</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-15420" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/11/blog-le-ali-di-icaro-blog.jpg?x84197" alt="Il Blog di poesia e prosa Le Ali di Icaro a cura di Elisabetta Ternullo e Marcella Di Grande per La Gazzetta Augustana.it" width="700" height="528" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/11/blog-le-ali-di-icaro-blog.jpg 700w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/11/blog-le-ali-di-icaro-blog-300x226.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<enclosure url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2017/06/limpudenza-la-seduzione-blog-poesia-e-prosa-le-ali-di-icaro.jpg" length="23951" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2017/06/limpudenza-la-seduzione-blog-poesia-e-prosa-le-ali-di-icaro-300x200.jpg" width="300" height="200" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2017/06/limpudenza-la-seduzione-blog-poesia-e-prosa-le-ali-di-icaro-150x150.jpg" width="150" height="150" />
	</item>
		<item>
		<title>Terra di sete / Mi allontano</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/terra-di-sete-mi-allontano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Le Ali di Icaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 May 2017 09:27:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[buona domenica]]></category>
		<category><![CDATA[elisabetta ternullo]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[LE ALI DI ICARO]]></category>
		<category><![CDATA[Marcella Di Grande]]></category>
		<category><![CDATA[mi allontano]]></category>
		<category><![CDATA[poesia e prosa]]></category>
		<category><![CDATA[rina spinali]]></category>
		<category><![CDATA[terra di sete]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lagazzettaaugustana.it/?p=29723</guid>

					<description><![CDATA[TERRA DI SETE di Elisabetta Ternullo E se l&#8217;Amore fosse pietra, potresti accogliermi nelle tue braccia d&#8217;argilla che accerchiano le mie costole? E se l&#8217;Amore fosse ghiaccio, potresti fondermi come un diamante che cede al calore la sua durezza e alla vampa la sua resistenza? Ma l&#8217;Amore è terra di sete dove il mio corpo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>TERRA DI SETE di Elisabetta Ternullo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E se l&#8217;Amore fosse pietra,</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>potresti accogliermi nelle tue braccia d&#8217;argilla</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>che accerchiano le mie costole?</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>E se l&#8217;Amore fosse ghiaccio,</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>potresti fondermi come un diamante</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>che cede al calore la sua durezza</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>e alla vampa la sua resistenza?</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Ma l&#8217;Amore è terra di sete</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>dove il mio corpo e il tuo corpo</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>si allungano a cercare acqua;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>dove il mio mondo e il tuo mondo</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>non desiderano altro</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>che valicare pietre</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>e sciogliere ghiacci</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>perché io inondi</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>il tuo cuore di terra</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>che mi chiama</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>senza sosta.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>MI ALLONTANO di Marcella Di Grande</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mi allontano dal mondo dei giudizi, delle certezze e delle generalizzazioni, per cercare l&#8217;inizio di ogni cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi allontano dal mondo delle scuse, delle paure e del disordine, per trovare l&#8217;armonia nell&#8217;accettazione del mio buio.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi allontano dal mondo delle parole senza senso, del tempo in disuso e dell&#8217;incoscienza, per trovare la bellezza nelle parole ricercate, nel tempo in divenire e nella consapevolezza di questi miei giorni, pieni.</p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Foto in evidenza: Rina Spinali</em>)</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-15420 size-full" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/11/blog-le-ali-di-icaro-blog.jpg?x84197" alt="Il Blog di poesia e prosa Le Ali di Icaro a cura di Elisabetta Ternullo e Marcella Di Grande per La Gazzetta Augustana.it" width="700" height="528" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/11/blog-le-ali-di-icaro-blog.jpg 700w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/11/blog-le-ali-di-icaro-blog-300x226.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<enclosure url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2017/05/terra-di-sete-mi-allontano-blog-poesia-e-prosa-le-ali-di-icaro.jpg" length="19455" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2017/05/terra-di-sete-mi-allontano-blog-poesia-e-prosa-le-ali-di-icaro-300x166.jpg" width="300" height="166" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2017/05/terra-di-sete-mi-allontano-blog-poesia-e-prosa-le-ali-di-icaro-150x150.jpg" width="150" height="150" />
	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: www.lagazzettaaugustana.it @ 2026-07-05 03:01:56 by W3 Total Cache
-->