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	<title>guardia di finanza augusta &#8211; La Gazzetta Augustana</title>
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	<description>Notizie e ultim'ora su cronaca, politica, sport, eventi di Augusta</description>
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		<title>Porto di Augusta, ispezioni container extra Ue: sequestrate migliaia di vestiti, decorazioni e lampade a Led</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2025 10:32:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Negli ultimi giorni, i controlli d&#8217;intesa tra Guardia di finanza e Agenzia dogane e monopoli, volti al rispetto della normativa sull’importazione di beni provenienti da Paesi extra Ue, si sono concentrati nell’area doganale del porto commerciale di Augusta, che da esattamente un anno ospita il terminal container trasferito dal porto di Catania. In [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">AUGUSTA &#8211; Negli ultimi giorni, i controlli d&#8217;intesa tra <strong>Guardia di finanza</strong> e <strong>Agenzia dogane e monopoli</strong>, volti al rispetto della normativa sull’importazione di beni provenienti da Paesi extra Ue, si sono concentrati nell’area doganale del <strong>porto commerciale</strong> di Augusta, che da esattamente un anno ospita il <strong>terminal container</strong> trasferito dal porto di Catania. In un’occasione, fiamme gialle della compagnia di Augusta e funzionari della locale sezione operativa territoriale hanno, tra l&#8217;altro, <strong>sequestrato</strong> il contenuto di <strong>tre container</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ispezione di un contenitore proveniente dalla <strong>Cina</strong> ha permesso di individuare <strong>decorazioni</strong> per la casa e capi di <strong>abbigliamento</strong>, che recavano un &#8220;<em><strong>marchio &#8216;CE&#8217; palesemente falso</strong>, in quanto difforme da quello disciplinato dalle direttive unionali, nonché carente del numero dell’organismo certificatore</em>&#8220;. Il rappresentante dell’importatore, inoltre, non avrebbe prodotto alcuna documentazione attestante l’avvenuta certificazione. Sono stati pertanto sequestrati <strong>14.380 articoli</strong> e l’importatore è stato <strong>denunciato</strong> alla Procura di Siracusa per l&#8217;ipotesi di reato di <strong>contraffazione</strong>. Su delega dell’autorità giudiziaria aretusea, è stata <strong>perquisita </strong>la<strong> sede catanese</strong> della società importatrice, ove sono stati cautelati<strong> 125.485 prodotti</strong> di vario genere, quali giocattoli, articoli per la casa e per la persona, materiale elettrico a bassa tensione, anch’essi recanti un marchio &#8216;CE&#8217; contraffatto. &#8220;<em>Tali beni, laddove fossero stati immessi sul mercato, avrebbero fruttato un guadagno illecito di circa 350.000 euro</em>&#8220;, sottolineano le Fiamme gialle. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’ambito di un altro controllo, i finanzieri e i funzionari dell’Agenzia dogane e monopoli hanno ispezionato un container nel quale sono state rinvenute <strong>lampade</strong> a Led &#8220;<em><strong>sprovviste del marchio &#8216;CE&#8217;</strong> e prive dell’etichetta con l’indicazione dell’importatore, in violazione della Direttiva 2014/30/UE</em>&#8220;. La società importatrice, avente sede nella provincia di <strong>Agrigento</strong>, &#8220;<em>non è risultata iscritta nel registro nazionale dei produttori e degli importatori di pile e accumulatori nonché nel registro dei produttori e importatori di apparecchi elettrici, previsti, rispettivamente, dai decreti legislativi 188/2008 e 49/2014</em>&#8220;. In tal caso, sono stati sottoposti a sequestro <strong>6.000 articoli</strong> e nei confronti del rappresentante legale sono state elevate <strong>sanzioni amministrative</strong> comprese tra 30mila e 100mila euro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante un’ulteriore visita doganale, è stato ispezionato un container anch’esso contenente <strong>lampade a Led</strong>, &#8220;<em>importate con il regime di deposito Iva, concepito per velocizzare l’immissione in libera pratica delle merci importate con contestuale loro introduzione in un deposito fiscale: l’operazione doganale così perfezionata ha l’effetto di sospendere l’assolvimento dell’Iva dovuta fino al momento della estrazione delle merci dal deposito</em>&#8220;. Tuttavia, in questo caso, i prodotti &#8220;<em>non erano effettivamente stati immessi nel deposito Iva, come accertato tramite successivi accertamenti svolti presso la società titolare dello stesso</em>&#8220;. Nei confronti dell’importatore è stata contestata l&#8217;ipotesi di reato di <strong>contrabbando per dichiarazione infedele</strong> e quindi sono stati sequestrati i <strong>12.960 prodotti</strong>. A conferma di quanto riscontrato, la violazione è stata estinta dal responsabile mediante il pagamento integrale dell’imposta evasa e di un quinto della sanzione prevista, per un totale di circa 30mila euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le Fiamme gialle, inoltre, nel corso di servizi di vigilanza doganale e di retrovalico svolti in prossimità dell’area portuale, hanno sequestrato circa <strong>560 litri</strong> di <strong>olio</strong> lubrificante e <strong>gasolio</strong>, secondo i militari &#8220;<em>custoditi nelle aree circostanti al porto, in attesa di essere prelevati e rivenduti al mercato nero</em>&#8220;. In una circostanza, i finanzieri hanno sorpreso un soggetto di nazionalità <strong>egiziana</strong> intento a prelevare del gasolio da una nave sottoposta a sequestro. Il soggetto è stato <strong>denunciato</strong> alla Procura di Siracusa per le ipotesi di reato di furto aggravato e ricettazione e sono stati cautelati ulteriori <strong>250 litri</strong> di gasolio.</p>
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		<item>
		<title>Augusta, controllo Gdf in cantiere edile: un lavoratore in nero e due senza casco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 11:49:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[cantiere edile]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza augusta]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro nero]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Le fiamme gialle di Augusta hanno effettuato un controllo in un cantiere edile attivo nel centro storico, concluso con la sospensione dell&#8217;attività. I finanzieri hanno infatti scoperto un lavoratore “in nero”, per il quale &#8220;non era stata comunicata l’assunzione al Centro per l’impiego&#8220;. È stata pertanto proposta e applicata la sospensione dell’attività, in [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">AUGUSTA &#8211; Le <strong>fiamme gialle</strong> di Augusta hanno effettuato un controllo in un <strong>cantiere edile</strong> attivo nel centro storico, concluso con la <strong>sospensione</strong> dell&#8217;attività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I finanzieri hanno infatti scoperto un <strong>lavoratore “in nero”</strong>, per il quale &#8220;<em>non era stata comunicata l’assunzione al Centro per l’impiego</em>&#8220;. È stata pertanto proposta e applicata la sospensione dell’attività, in quanto la forza lavoro irregolare superava il 10 per cento del personale impiegato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le fiamme gialle hanno inoltre individuato <strong>due dipendenti</strong> &#8220;<em>privi dell’apposito casco di protezione</em>&#8220;, di cui è obbligatorio l’uso. I due sono stati <strong>segnalati alla Procura</strong> di Siracusa, unitamente al datore di lavoro, per le conseguenti contravvenzioni in materia previste dal <strong>Testo unico sulla sicurezza</strong> (decreto legislativo 81 del 2008).</p>



<p class="wp-block-paragraph">(<em>Foto di copertina: generica</em>)</p>
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		<item>
		<title>Augusta, &#8220;Giornate Fai di primavera&#8221;, convento di S. Francesco di Paola visitabile per la prima volta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Mar 2022 14:01:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Tra i siti italiani che verranno aperti in via straordinaria al pubblico per le &#8220;Giornate Fai di primavera&#8220;, c&#8217;è anche il settecentesco convento di San Francesco di Paola, poi divenuto sede della caserma della Guardia di finanza (vedi foto di copertina). La contigua chiesa anch&#8217;essa dedicata a Francesco da Paola, fondatore dell&#8217;Ordine dei Minimi e Santo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Tra i siti italiani che verranno aperti in via straordinaria al pubblico per le &#8220;<strong>Giornate Fai di primavera</strong>&#8220;, c&#8217;è anche il settecentesco <strong>convento di San Francesco di Paola</strong>, poi divenuto sede della caserma della Guardia di finanza (vedi foto di copertina). La contigua <strong>chiesa</strong> anch&#8217;essa dedicata a Francesco da Paola, fondatore dell&#8217;Ordine dei Minimi e Santo protettore della gente di mare, completa l&#8217;elenco relativo alla &#8220;<strong>Augusta sacra</strong>&#8221; per il prossimo weekend primaverile.</p>
<p style="text-align: justify;">I due siti in via Xifonia saranno visitabili, previa <strong>prenotazione</strong> tramite sito web del Fondo ambiente italiano (<a href="https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-e-convento-san-francesco-di-paola?gfp&amp;fbclid=IwAR2lxrLOesrKCBuAmG-93nKasZ3d_KNEjn-e8B3keOVO1Xhk0FkAAF-zOF0" target="_blank">clicca qui</a>), <strong>sabato 26</strong> marzo nelle fasce orarie 10-13 e 15-17 e <strong>domenica 27</strong> marzo nelle fasce orarie 10-13 e 15-18. I turni di visita sono previsti ogni 30 minuti con gruppi di massimo 15 persone. &#8220;Guide&#8221; per un weekend saranno gli <strong>studenti</strong> dell&#8217;Istituto superiore &#8220;Arangio Ruiz&#8221;, già coinvolti dal capo delegazione Fai Siracusa, Sergio Cilea, nelle &#8220;Giornate Fai per la scuola 2021&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sito web del Fai riporta che &#8220;<em>l&#8217;originalità delle Giornate Fai sarà soprattutto la visita al Convento <b>mai aperto</b> alle visite pubbliche</em>&#8220;. Infatti, dal lontano 1869, con le confische compiute dalle <b>leggi eversive</b> seguite all’avvenuta Unità d’Italia, il convento di San Francesco di Paola è adibito a sede della caserma della Guardia di finanza, intitolata a Sebastiano Ramaci, mentre la chiesa è ancora regolarmente aperta per le funzioni religiose, attualmente presiedute da don Francesco Scatà.</p>
<p style="text-align: justify;">Per le informazioni sulla storia del complesso dedicato a San Francesco di Paola, invitiamo a leggere il <a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/breve-storia-di-augusta-chiese-di-s-francesco-di-paola-annunziata-e-grazie/" target="_blank">paragrafo nella <strong><em>Breve storia di Augusta</em></strong></a>, progetto editoriale promosso da <em>La Gazzetta Augustana.it</em> a cura di Salvo Lentini.</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Operazione antimafia &#8220;Sipario&#8221;, tra i sette arrestati un finanziere in servizio ad Augusta</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/operazione-antimafia-sipario-tra-i-sette-arrestati-un-finanziere-in-servizio-ad-augusta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 13:13:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Il porto di Augusta lambito da una nuova inchiesta giudiziaria, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) della Procura di Catania avvalendosi delle indagini del nucleo Pef e del Gico delle Fiamme gialle etnee. C&#8217;è anche un sottufficiale della Guardia di finanza, di stanza alla compagnia di Augusta, nonché vicepresidente della Sesta circoscrizione del Comune di Catania, tra i soggetti destinatari delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Il <strong>porto di Augusta</strong> lambito da una nuova inchiesta giudiziaria, condotta dalla <strong>Direzione distrettuale antimafia</strong> (Dda) della Procura di Catania avvalendosi delle indagini del nucleo Pef e del Gico delle <strong>Fiamme gialle</strong> etnee. C&#8217;è anche un <strong>sottufficiale</strong> della Guardia di finanza, di stanza alla <strong>compagnia di Augusta</strong>, nonché vicepresidente della Sesta circoscrizione del Comune di Catania, tra i soggetti destinatari delle misure cautelari eseguite stamani dai finanzieri di Catania, nell&#8217;ambito dell&#8217;<strong>inchiesta denominata &#8220;Sipario&#8221;</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta del vicebrigadiere Mauro Massari, arrestato e condotto in <strong>carcere</strong> da suoi colleghi, accusato di avere &#8220;<em>stretto un patto elettorale</em>&#8221; con Orazio Buda, ritenuto esponente di spicco del <strong>clan &#8220;Cappello-Carateddi&#8221;</strong>, anch&#8217;egli destinatario della misura cautelare in carcere, che lo avrebbe sostenuto alle elezioni amministrative del 2018 nel capoluogo etneo in cui con oltre 965 preferenze risultò eletto nella circoscrizione dei rioni Librino, San Giorgio, San Giuseppe La Rena, Zia Lisa e Villaggio Sant&#8217;Agata.</p>
<p style="text-align: justify;">In cambio, è l&#8217;ipotesi della <strong>Dda</strong> della Procura di Catania, il finanziere, &#8220;<em>attraverso il reiterato abuso della propria qualità e dei poteri connessi alla funzione esercitata</em>&#8220;, avrebbe promesso &#8220;<em>di soddisfare la pressante richiesta del Buda</em>&#8221; di &#8220;<em>ottenere, in favore di una società a quest&#8217;ultimo gradita, un <strong>subappalto da 6 milioni</strong> di euro al Porto di Augusta per la demolizione di una piattaforma ferrosa</em>&#8220;. E, secondo accertamenti del nucleo Pef-Gico della Guardia di finanza di Catania, sempre su richiesta di Buda, &#8220;<em>prometteva di danneggiare un piccolo imprenditore attraverso l&#8217;utilizzo dei poteri connessi alla funzione esercitata</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;operazione &#8220;Sipario&#8221; vede un bilancio complessivo di 34 indagati, di cui <strong>22</strong> raggiunti da <strong>misure cautelari o interdittive</strong>, sette gli arrestati. Due soggetti in <strong>carcere</strong>, il presunto esponente del clan &#8220;Cappello-Carateddi&#8221; e il sottufficiale della Guardia di finanza, e cinque agli <strong>arresti domiciliari</strong>, segnatamente due presunti riciclatori di soldi e tre agenti della polizia municipale di Catania (uno già sospeso e uno già fuori dai quadri comunali). Inoltre, tre obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e dodici misure interdittive del divieto di esercizio dell&#8217;attività commerciale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella stessa inchiesta, infatti, le indagini del nucleo di Polizia economico finanziario (Pef) della Guardia di finanza di Catania hanno fatto emergere che <strong>tre vigili urbani</strong> del capoluogo etneo avrebbero redatto &#8220;<em>false relazioni di servizio</em>&#8221; sulla &#8220;<em>sussistenza dei requisiti richiesti dalla normativa di settore</em>&#8221; per &#8220;<em>garantire l&#8217;assegnazione di alloggi popolari da parte dell&#8217;Iacp in favore di stretti congiunti di Buda</em>&#8220;. I tre agenti della polizia municipale, posti agli arresti domiciliari, sono Francesco Campisi, che avrebbe agito da intermediario, e i suoi colleghi Giuseppe Longhitano e Attilio Topazio. L&#8217;amministrazione comunale di Catania ha già avviato le procedure per sospendere dal servizio, con effetto immediato, Longhitano e Topazio, quest&#8217;ultimo peraltro già sospeso dall’attività lavorativa perché in precedenza destinatario di un altro provvedimento cautelare per una diversa inchiesta della magistratura. L&#8217;altro agente, Campisi, risulta già fuori dai quadri comunali.</p>
<p style="text-align: justify;">È stato eseguito anche il <strong>sequestro di beni</strong> per <strong>5 milioni di euro</strong> riguardanti quote sociali, beni mobili, immobili e conti correnti di tre società (&#8220;Royals&#8221;, &#8220;Speciale boys&#8221; e &#8220;9 cereali&#8221;), ritenute attive nella gestione di noti bar e ristoranti, che secondo la Dda sono state &#8220;<em>fittiziamente intestate ai numerosi &#8216;prestanome&#8217;</em>&#8221; di Orazio Buda per &#8220;<em>eludere le indagini patrimoniali nei confronti dello stesso esponente dell&#8217;associazione criminale</em>&#8220;. Buda è indicato dalla Dda come &#8220;<em>legato al gruppo di Orazio Privitera, esponente di vertice del clan Cappello-Carateddi</em>&#8221; e per conto della cosca avrebbe &#8220;<em>tra l&#8217;altro, provveduto in modo costante e intenso al reimpiego del denaro provento di delitti in attività commerciali affermate sul territorio e fittiziamente intestate a terzi per schermare la loro riconducibilità a se stesso e al clan</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle indagini del nucleo di Polizia economico finanziaria e del Gico della Guardia di finanza di Catania, sottolinea la Dda, è emerso che Buda, avrebbe &#8220;<em>posto in essere numerosi atti estorsivi a danno di privati cittadini, imprenditori catanesi operanti nei settori dei trasporti</em>&#8220;. Pressioni, accusa la Procura distrettuale, esercitate anche &#8220;<em>nei confronti di un noto e premiato pittore siciliano, dal quale Buda pretendeva l&#8217;elargizione di opere, alcune delle quali destinate a pubblici funzionari, per tessere rapporti relazionali utili per perseguire finalità illecite</em>&#8220;, altre invece &#8220;<em>destinate ad arredare alcuni degli esercizi commerciali a lui riconducibili</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Foto di copertina: generica</em>)</p>
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		<title>Augusta, frode fiscale in zona industriale: sequestri per oltre 43 milioni, dodici indagati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2019 11:34:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Stamani la Guardia di finanza di Augusta, su disposizione della Procura aretusea, ha eseguito un’ordinanza emessa dal Gip di Siracusa con cui sono state disposte misure restrittive della libertà personale a carico di 7 persone (2 custodie in carcere, 3 ai domiciliari, 1 obbligo di dimora e 1 divieto di espatrio), provvedimenti interdittivi a vario [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Stamani la <strong>Guardia di finanza di Augusta</strong>, su disposizione della Procura aretusea, ha eseguito un’ordinanza emessa dal Gip di Siracusa con cui sono state disposte <strong>misure restrittive</strong> della libertà personale a carico di 7 persone (2 custodie in carcere, 3 ai domiciliari, 1 obbligo di dimora e 1 divieto di espatrio), <strong>provvedimenti interdittivi</strong> a vario titolo per altri 5 soggetti e <strong>sequestri</strong>, diretti o per equivalente, per oltre 43 milioni di euro nei confronti dei <strong>dodici indagati</strong>. Sequestri anche nei confronti di società, ritenute in parte destinatarie del presunto provento illecito.</p>
<p style="text-align: justify;">Per l&#8217;operazione denominata &#8220;Gap&#8221;, resa nota tramite una conferenza stampa tenuta stamani nella sede del comando provinciale della Guardia di finanza (vedi foto di copertina), sono state quindi eseguite le seguenti misure restrittive della libertà personale. Custodia cautelare in <strong>carcere</strong> per Isabella Armenia e Stefano Bele. Agli <strong>arresti domiciliari</strong> Marilina Campisi, Paola Garofalo e Michele Fisicaro. <strong>Obbligo di dimora</strong> a carico di Daniele Parrino e <strong>divieto di espatrio</strong> per Massimo Camizzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il provvedimento chiude ampie indagini di natura economico-finanziaria all’esito delle quali, anche con l’ausilio di attività tecnica, sono stati rilevati presunti &#8220;fatti di evasione&#8221; per complessivi <strong>43 milioni 912 mila 288 euro</strong>. Le presunte frodi hanno anche portato, su richiesta del Pm titolare del fascicolo, al fallimento 5 società (Nms Srl, Gap Srl, Cipis Srl, Clai Siracusana Srl e Mbf Srl).</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco il <strong>video servizio</strong> sulla conferenza stampa con le interviste.</p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Flagazzettaaugustana%2Fvideos%2F2486724044777693%2F&amp;show_text=0&amp;width=560" width="560" height="315" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">Le investigazioni sono partite da una verifica fiscale eseguita d’iniziativa nei confronti di una delle società operanti nell’<strong>indotto </strong>dei cosiddetti<strong> &#8220;Grandi Committenti&#8221;</strong>, che versava in una situazione di sostanziale dissesto, la Gap srl da cui trae origine il nome dell&#8217;operazione. Dall’attività emergevano criticità e alert che portavano i militari all’esecuzione di ulteriori controlli presso le imprese che erano subentrate nelle commesse dopo che la prima società, improvvisamente, aveva cessato di operare.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto reso noto dai finanzieri, &#8220;<em>tutte le entità, parte delle quali aderenti a un Consorzio (Cipis srl), facevano capo a una nota <strong>coppia di imprenditori megaresi </strong>(Isabella Armenia, Stefano Bele) e costituivano un vero e proprio sistema di “scatole vuote” che, in modo programmato, ha “assorbito”, non onorandolo, il carico fiscale e contributivo dell’attività nel suo complesso</em>&#8220;, il tutto &#8220;<em>grazie alla compiacenza di persone con precisi ruoli e di uno staff amministrativo formato anche da “prestanomi”</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo le indagini dei finanzieri, le presunte <strong>frodi</strong> si sarebbero consumate nel seguente modo. &#8220;<em>Il Consorzio, nel tempo manutenuto “pulito” e gestito sempre dagli stessi coniugi, si aggiudicava appalti a prezzo ribassato per la <strong>manutenzione di impianti del comprensorio industriale</strong> di Priolo/Melilli. Il prezzo di aggiudicazione risultava assai competitivo perché, di fatto, non teneva conto dell’importo dovuto allo Stato, a titolo d’imposta o di contributo previdenziale. Il lavoro così appaltato veniva poi fatto svolgere dalle consorziate di turno che nel tempo, però, si susseguivano. Così, quando una società aveva ormai raggiunto debiti tributari di considerevole importo, veniva sostituita con un’altra impresa di nuova costituzione, che si avvaleva sempre della stessa maestranza e degli stessi mezzi&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un presunto “<em>sistema</em>” ritenuto &#8220;<em>obbediente all’unica volontà dei due coniugi</em>&#8220;: oltre alle intercettazioni, nel corso delle attività sono state eseguite escussioni di informazioni, riscontri attraverso banche dati, acquisizioni documentali, perquisizioni domiciliari, locali e informatiche, anche nei confronti del titolare di uno Studio di consulenza, che ora è chiamato a rispondere per le contestate responsabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla mole degli elementi raccolti e acquisiti agli atti sarebbe emerso che le società erano &#8220;<em>tutte riconducibili all’unica famiglia di imprenditori, i quali gestivano direttamente personale, appalti e rapporti con le banche dell’intera rete societaria, della quale conoscevano dettagliatamente la situazione finanziaria, revisionando bilanci e impartendo disposizioni sugli aggiustamenti contabili da effettuare</em>&#8221; e che &#8220;<em>erano ancora i due coniugi che, grazie all’ausilio di un faccendiere di fiducia, arruolavano persone poco abbienti alle quali, dietro miseri compensi, intestavano quote societarie e/o cariche di società, alcune delle quali risultano aver movimentato volumi d’affari milionari</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Significative, per il quadro probatorio, anche le modalità con cui gli stessi &#8220;<em>impartivano direttive</em>&#8220;. Tramite canali “social” venivano infatti dettate disposizioni in modo criptico, nel timore di essere “ascoltati” e sebbene queste comunicazioni, a loro avviso, non fossero intercettabili (whatsapp, skype), comunque pretendevano che, nel corso delle interlocuzioni, non venisse mai fatto alcun riferimento alla loro persona. Dalle indagini è inoltre emerso che, &#8220;<em>al fine di ingannare le Committenti, sono stati falsificati anche Durc e Unilav di quasi tutte le società commissionari</em>e&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo questo contesto investigativo, gli imprenditori augustani, &#8220;<em>laddove comparivano in ruoli formali, deliberavano e incassavano compensi palesemente sproporzionati all’incarico ricoperto</em>&#8220;. Le attività hanno però dimostrato che il drenaggio di risorse sarebbe avvenuto &#8220;<em>anche sfruttando il naturale schermo offerto dalla dimensione internazionale</em>&#8220;. Dalle attività è infatti risultata costituita a <strong>Malta</strong> una società di diritto locale &#8220;<em>allo scopo di emettere, dall’estero, fatture per operazioni inesistenti esclusivamente nei confronti di una delle società fallite che, pagando i falsi documenti, svuotava le proprie casse, per circa 3 milioni di euro, a esclusivo vantaggio della coppia</em>&#8220;.</p>
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		<title>Augusta, in un supermercato nove lavoratori &#8220;in nero&#8221;: due con il reddito di cittadinanza</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-in-un-supermercato-nove-lavoratori-in-nero-due-con-il-reddito-di-cittadinanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2019 09:39:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza augusta]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori in nero]]></category>
		<category><![CDATA[reddito di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[supermercato]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Le Fiamme gialle di Augusta, a seguito di una mirata attività informativa, hanno individuato un supermercato che, per l’esercizio della propria attività commerciale, avrebbe impiegato nove persone in nero, due dei quali sono risultati percettori di reddito di cittadinanza. Secondo gli accertamenti effettuati dalla Guardia di finanza, a offrire a questi ultimi due un&#8217;occupazione, nonostante fossero beneficiari [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Le <strong>Fiamme gialle</strong> di Augusta, a seguito di una mirata attività informativa, hanno individuato un <strong>supermercato</strong> che, per l’esercizio della propria attività commerciale, avrebbe impiegato <strong>nove persone in nero</strong>, due dei quali sono risultati percettori di <strong>reddito di cittadinanza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo gli accertamenti effettuati dalla Guardia di finanza, a offrire a questi ultimi due un&#8217;occupazione, nonostante fossero beneficiari del sussidio, sarebbe stato il titolare dell’esercizio commerciale, al quale sono stati mossi rilievi di natura amministrativa che prevedono la procedura di irrogazione della cosiddetta “<strong>maxi-sanzione</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le primarie fasi di accesso da parte dei finanzieri hanno permesso di sorprendere i lavoratori intenti a svolgere le rispettive mansioni, ognuno di essi con indosso i rispettivi abiti da lavoro. I successivi approfondimenti dei dati riscontrati con quelli contenuti nelle banche dati in uso al Corpo hanno fatto emergere l’impiego &#8220;in nero&#8221; per <strong>nove dei dieci lavoratori presenti</strong> e fatto emergere la percezione, da parte di due soggetti, del reddito di cittadinanza che, come disposto dalla vigente normativa e, successivamente, chiarito dalla circolare n. 8/2019 dell’Ispettorato nazionale del lavoro, sono stati segnalati all’Inps per la decadenza o revoca del beneficio e alla locale autorità giudiziaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Rispetto al reddito di cittadinanza, si ricorda che la <strong>decadenza</strong> del sussidio ricorre allorquando uno dei componenti del nucleo familiare viene trovato a svolgere: “in nero” un’attività di lavoro dipendente o di collaborazione coordinata e continuativa senza la preventiva comunicazione obbligatoria on line ai servizi per l’impiego; un’attività di impresa o di lavoro autonomo, senza la comunicazione di inizio di attività all’Inps, da effettuare entro trenta giorni dall’inizio della stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>revoca</strong> ricorre invece, con efficacia retroattiva, qualora: al termine del processo penale, sia stata accertata la responsabilità del trasgressore, oltre alla condanna definitiva ne sussiste una accessoria che comporta la restituzione di quanto indebitamente percepito; l’Inps abbia accertato la non veridicità della documentazione e delle informazioni prodotte a corredo dell’istanza o l’omessa comunicazione successiva delle variazioni patrimoniali o riferite ai componenti del nucleo familiare.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Con questa attività, le fiamme gialle megaresi </em>&#8211; rende noto il comando provinciale di Siracusa &#8211;<em> confermano la loro pressante attenzione nella lotta all’illegalità e all’abusivismo nel sistema economico, a tutela delle imprese e dei professionisti che operano nella piena e completa osservanza della legge e le cui prospettive di sviluppo sul mercato sono seriamente compromesse da chi svolge attività al di fuori della legalità</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Foto di copertina: generica</em>)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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	</item>
		<item>
		<title>Augusta, finanzieri sequestrano plico con 200 pasticche di ossicodone: tre denunciati</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-finanzieri-sequestrano-plico-con-200-pasticche-di-ossicodone-tre-denunciati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2019 10:50:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
		<category><![CDATA[denunce]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
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		<category><![CDATA[ossicodone]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Tre persone sono state denunciate dalle Fiamme gialle di Augusta che, qualche giorno fa, hanno sventato il tentativo di mettere in commercio oltre duecento pasticche di ossicodone, un analgesico oppioide, già confezionate e pronte per essere spedite all’estero. L’intervento dei finanzieri è stato portato a termine mentre i soggetti, a bordo di un’utilitaria, stavano muovendo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Tre persone sono state <strong>denunciate</strong> dalle <strong>Fiamme gialle</strong> di Augusta che, qualche giorno fa, hanno sventato il tentativo di mettere in commercio oltre duecento pasticche di <strong>ossicodone</strong>, un analgesico oppioide, già confezionate e pronte per essere spedite all’estero.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intervento dei finanzieri è stato portato a termine mentre i soggetti, a bordo di un’utilitaria, stavano muovendo da Augusta verso Catania, presumibilmente con l’intento di affidare il <strong>plico</strong> trasportato contenente le pasticche a un’agenzia di spedizioni internazionali, per il successivo inoltro in territorio statunitense.</p>
<p style="text-align: justify;">La Procura della Repubblica di Siracusa ha condiviso le ipotesi investigative formulate dai finanzieri, convalidando il <strong>sequestro</strong> compiuto nei confronti dei tre denunciati.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Gli uomini delle Fiamme gialle hanno in questo modo ottenuto un ulteriore importante riscontro </em>&#8211; fa sapere il comando provinciale della Guardia di finanza &#8211;<em> volto a chiarire il contesto investigativo che fa da cornice a una più ampia e articolata indagine condotta da tempo negli ambienti nel narco-traffico internazionale</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Tali attività infatti, lo scorso anno, avevano portato all’arresto in flagranza proprio di uno dei tre attuali denunciati, ritenuto allora implicato nel traffico illecito del farmaco con gli Stati Uniti, dove l’ossicodone viene chiamato “<strong>eroina dei montanari</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta in realtà di una potente sostanza psicoattiva creata in laboratorio per curare i malati di “cancro”, seppure ben più diffusa tra i soggetti in apparenza sani, che abitualmente fanno uso di droghe tradizionali, appunto come cocaina ed eroina, poiché ne potenzia, a dismisura, gli effetti già di per sé devastanti per il sistema nervoso centrale. Seppur reperibile in farmacia, il principio attivo si presta a questo tipo di uso distorto, assai rischioso per la salute.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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	</item>
		<item>
		<title>Augusta, Guardia di finanza, il capitano Andrea Sotgiu nuovo comandante compagnia</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-guardia-di-finanza-il-capitano-sotgiu-nuovo-comandante-compagnia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2019 12:25:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[andrea sotgiu]]></category>
		<category><![CDATA[cambio al comando]]></category>
		<category><![CDATA[danilo nicotra]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza augusta]]></category>
		<category><![CDATA[insediamento]]></category>
		<category><![CDATA[ultim'ora]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Passaggio di consegne alla compagnia della Guardia di finanza di Augusta dove, in questi giorni, si è insediato il capitano Andrea Sotgiu (nella foto di copertina), che sostituisce il maggiore Danilo Nicotra, destinato ad altro prestigioso incarico alla sede di Palermo. Il capitano Sotgiu, ennese di 34 anni, proviene dalla compagnia di Agrigento, comandata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Passaggio di consegne alla compagnia della <strong>Guardia di finanza</strong> di Augusta dove, in questi giorni, si è insediato il capitano <strong>Andrea Sotgiu</strong> (nella foto di copertina), che sostituisce il maggiore <strong>Danilo Nicotra</strong>, destinato ad altro prestigioso incarico alla sede di Palermo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il capitano Sotgiu, <strong>ennese</strong> di <strong>34 anni</strong>, proviene dalla compagnia di Agrigento, comandata per 3 anni, dopo aver prestato servizio alla compagnia di Civitavecchia e al nucleo di polizia tributaria di Trieste. Laureato in Scienze della sicurezza economico finanziaria e in Giurisprudenza, ha anche frequentato un master in Criminologia e Studi giuridici forensi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il comandante provinciale, colonnello <strong>Luca De Simone</strong> &#8220;<em>saluta il maggiore Nicotra, chiamato a svolgere delicate funzioni al nucleo di polizia economico-finanziaria del capoluogo di Regione</em>&#8220;, e &#8220;<em>augura buon lavoro al nuovo arrivato, auspicando nuovi successi per il reparto, nell’interesse del Corpo e della città</em>&#8220;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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	</item>
		<item>
		<title>Augusta, sequestrato capannone industriale, denuncia per omessa bonifica e conferimento abusivo di rifiuti</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-sequestrato-capannone-industriale-denuncia-per-omessa-bonifica-e-conferimento-abusivo-di-rifiuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 May 2019 07:40:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[area ex asi]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
		<category><![CDATA[conferimento abusivo rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[contrada san cusumano]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza augusta]]></category>
		<category><![CDATA[omessa bonifica]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro preventivo]]></category>
		<category><![CDATA[ultim'ora]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Le Fiamme gialle di Augusta hanno scoperto un sito industriale presente all’interno della zona ex Area di sviluppo industriale (Asi) di Augusta, dove erano stati abbandonati un &#8220;ingente quantitativo di rifiuti industriali e scarti di lavorazione&#8221;, rinvenuti all’interno e all’esterno di un capannone in contrada San Cusumano. L’attività ispettiva, condotta con l’ausilio di tecnici [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Le <strong>Fiamme gialle</strong> di Augusta hanno scoperto un sito industriale presente all’interno della zona ex <strong>Area di sviluppo industriale</strong> (Asi) di Augusta, dove erano stati abbandonati un &#8220;ingente quantitativo di rifiuti industriali e scarti di lavorazione&#8221;, rinvenuti all’interno e all’esterno di un capannone in <strong>contrada San Cusumano</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’attività ispettiva, condotta con l’ausilio di tecnici dell’Arpa di Siracusa, del Libero consorzio e dell’Asp di Augusta, ha consentito di circoscrivere un’area di circa <strong>5 mila metri quadrati</strong> e sottoporla a <strong>sequestro preventivo</strong>, a disposizione dell’autorità giudiziaria aretusea.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’occasione, è stato possibile procedere a una campionatura dei rifiuti presenti nell’area industriale oggetto del provvedimento, grazie all’operato dei tecnici intervenuti con i finanzieri, che ha rivelato la presenza anche di <strong>polvere di pirite</strong>, particolarmente nociva per la salute pubblica qualora non correttamente gestita e smaltita.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo ulteriori accertamenti investigativi, è stato <strong>denunciato</strong> all&#8217;autorità giudiziaria il curatore fallimentare della società proprietaria del sito interessato dal sequestro preventivo, per ipotesi di violazione previste dagli articoli 452 terdecies c.p. (<strong>omessa bonifica</strong>) e 256 del d.lgs. n. 152/2006 (<strong>conferimento abusivo di rifiuti</strong>).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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	</item>
		<item>
		<title>Augusta, sequestro di mezzo milione di articoli in un negozio cinese</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-sequestro-di-mezzo-milione-di-articoli-in-un-negozio-cinese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 May 2019 11:04:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza augusta]]></category>
		<category><![CDATA[negozio cinese]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Le Fiamme gialle di Augusta hanno intensificato negli ultimi giorni i servizi in materia di sicurezza dei prodotti in vendita, in particolare nei negozi cinesi del territorio comunale. In un esercizio commerciale locale, i finanzieri hanno sequestrato circa 500 mila prodotti di varia natura destinati a soddisfare le richieste dei clienti in vista dell’ormai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Le <strong>Fiamme gialle</strong> di Augusta hanno intensificato negli ultimi giorni i servizi in materia di sicurezza dei prodotti in vendita, in particolare nei <strong>negozi cinesi</strong> del territorio comunale.</p>
<p style="text-align: justify;">In un esercizio commerciale locale, i finanzieri hanno <strong>sequestrato</strong> circa <strong>500 mila prodotti</strong> di varia natura destinati a soddisfare le richieste dei clienti in vista dell’ormai prossima stagione estiva.</p>
<p style="text-align: justify;">All’interno di tale esercizio è stato possibile rinvenire, complessivamente: <strong>16.067 giocattoli</strong> &#8220;privi di marchio CE autentico&#8221; e recanti marchi e loghi di noti personaggi di cartoni animati, nonché, <strong>431.924 prodotti commerciali</strong> &#8220;non conformi alle previsioni previste nel Codice del consumo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">I giocattoli sequestrati, nell&#8217;attività a tutela dell&#8217;economia legale e dei clienti, avrebbero fruttato al titolare del negozio oltre 5 mila euro di profitto.</p>
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