<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>morti &#8211; La Gazzetta Augustana</title>
	<atom:link href="https://www.lagazzettaaugustana.it/tag/morti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lagazzettaaugustana.it</link>
	<description>Notizie e ultim'ora su cronaca, politica, sport, eventi di Augusta</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Feb 2023 17:34:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Terremoto Turchia, quando il pericolo arriva da lontano: il parere dell&#8217;esperto augustano</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/terremoto-turchia-quando-il-pericolo-arriva-da-lontano-il-parere-dellesperto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2023 18:08:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[faglia]]></category>
		<category><![CDATA[ingv]]></category>
		<category><![CDATA[marco neri]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[placca anatolica]]></category>
		<category><![CDATA[placca araba]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto magnitudo 7.9]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto turchia]]></category>
		<category><![CDATA[ultim'ora]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lagazzettaaugustana.it/?p=62970</guid>

					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Il 6 febbraio scorso, alle ore 2,17 italiane, un terremoto di magnitudo 7.9 ha funestato la Turchia meridionale, al confine con la Siria. Paura anche in Italia, dove il Centro allerta tsunami (Cat) dell&#8217;Ingv ha diramato un&#8217;allerta maremoto di tipo &#8220;Watch&#8221; (rossa), revocata poche ore dopo, poiché un sisma di tale magnitudo avrebbe potuto muovere il fondale marino [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211;<em> Il 6 febbraio scorso, alle ore 2,17 italiane, un terremoto di magnitudo 7.9 ha funestato la Turchia meridionale, al confine con la Siria. Paura anche in Italia, dove il Centro allerta tsunami (Cat) dell&#8217;Ingv ha diramato un&#8217;allerta maremoto di tipo &#8220;Watch&#8221; (rossa), revocata poche ore dopo, poiché un sisma di tale magnitudo avrebbe potuto muovere il fondale marino o innescare una frana sottomarina, generando uno tsunami che si propaga per centinaia di chilometri. Riportiamo qui di seguito il contributo dell’augustano <strong>Marco Neri</strong>, primo ricercatore dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), sezione di Catania, pubblicato sul blog <a href="https://www.lagazzettasiracusana.it/category/blog/osservatorio-etna/" target="_blank">Osservatorio Etna</a> de La Gazzetta Siracusana.it.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il sisma di magnitudo <a href="https://ingvterremoti.com/2023/02/06/evento-sismico-m-7-9-in-turchia-6-febbraio-2023/" target="_blank" rel="noopener">M 7.9</a> che alle 02:17 ora italiana ha colpito la regione compresa tra la Turchia sud-orientale e la Siria settentrionale ha letteralmente <strong>raso al suolo numerose città</strong>, causando oltre 26.000 vittime e varie decine di migliaia di sfollati, numeri purtroppo destinati a crescere. La scossa sismica è stata generata dal movimento “trascorrente” (orizzontale) della <strong>Faglia Anatolica Orientale</strong>, orientata NE-SO, per una lunghezza di <strong>150-200 chilometri</strong>. Questa faglia ha, a sua volta, innescato il movimento di un’altra faglia contigua, orientata E-O, che ha generato un sisma di magnitudo <a href="https://ingvterremoti.com/2023/02/06/nuovo-evento-sismico-m-7-5-in-turchia-6-febbraio-2023/" target="_blank" rel="noopener">M 7.5</a>. Le repliche sismiche si sono contate subito a <strong>centinaia</strong>, molte di magnitudo pari o superiore a <a href="https://ingvterremoti.com/2023/02/06/aggiornamento-eventi-sismici-in-turchia-del-6-febbraio-2023/" target="_blank" rel="noopener">M 6</a>, demolendo definitivamente i pochi edifici rimasti ancora in bilico mettendo a repentaglio la vita dei sopravvissuti e dei soccorritori. Una <strong>devastazione fisica e psicologica</strong> difficile da immaginare.</p>
<div id="attachment_62973" style="width: 1492px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-62973" class="size-full wp-image-62973" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2023/02/placca-anatolica-placca-araba-faglia-terremoto-turchia-6-febbraio-2023.jpg?x84197" alt="" width="1482" height="930" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2023/02/placca-anatolica-placca-araba-faglia-terremoto-turchia-6-febbraio-2023.jpg 1482w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2023/02/placca-anatolica-placca-araba-faglia-terremoto-turchia-6-febbraio-2023-300x188.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2023/02/placca-anatolica-placca-araba-faglia-terremoto-turchia-6-febbraio-2023-768x482.jpg 768w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2023/02/placca-anatolica-placca-araba-faglia-terremoto-turchia-6-febbraio-2023-1024x643.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1482px) 100vw, 1482px" /><p id="caption-attachment-62973" class="wp-caption-text"><strong>Figura 1</strong> &#8211; <em>Principali strutture tettoniche che circoscrivono la Placca Anatolica (immagine di sfondo estratta da Nasa&#8217;s World Wind software). Le frecce gialle indicano i vettori di spostamento delle Placche Anatolica (Anatolian Plate) ed Araba (Arabian Plate) rispetto alla Placca Euroasiatica. Le frecce nere indicano le componenti di movimento trascorrenti lungo le faglie (Eurasian Plate; da Mikenorton – Own work Wikipedia). La faglia che ha innescato il sisma M 7.9 del 6 febbraio 2023 è indicata col nome di East Anatolian Fault</em></p></div>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ingvterremoti.com/2023/02/09/i-processi-di-deformazione-nellarea-egeo-anatolica-cosa-ne-sappiamo/" target="_blank" rel="noopener">Si poteva immaginare un sisma tanto violento</a>? Certo che sì. La regione colpita è una delle più sismiche dell’intero globo terrestre, in cui la Placca Anatolica si muove verso sud-ovest scorrendo lateralmente rispetto alla Placca Araba, che invece si sposta verso nord-ovest (vedi le frecce gialle in Figura 1). La superficie che separa queste due placche tettoniche corrisponde alla Faglia Anatolica Orientale, una struttura tettonica che accumula progressivamente un’<strong>energia formidabile</strong> che sfocia, ogni poche centinaia di anni, in rilasci sismici di elevata magnitudo. Quando ciò accade, la terra scorre lateralmente lungo la Faglia Anatolica Orientale, <strong>spostando istantaneamente</strong> la Placca Anatolica di <strong>vari metri</strong> verso sud-est.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ingvterremoti.com/2023/02/06/lallerta-tsunami-per-il-terremoto-in-turchia-del-6-febbraio-2023/" target="_blank" rel="noopener">Perché è stato diramato un’allerta tsunami in Italia</a>? Sebbene l’epicentro del terremoto sia avvenuto ad oltre 80 km dalla costa, l’estensione della Faglia Anatolica Orientale per un evento di questa magnitudo (stimata in circa 200 km) può innescare una <strong>deformazione del fondale marino</strong> con conseguente tsunami. In effetti, i mareografi più prossimi all’epicentro del sisma hanno mostrato l’effettiva presenza di un piccolo tsunami nel Mar Mediterraneo orientale, ma non quelli greci ed italiani, per cui l’allerta tsunami è rientrato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché il sisma ha raso al suolo le città?</strong> Le cause sono molteplici: l’<strong>elevata magnitudo</strong> è la causa principale, insieme alle forti e numerose repliche che hanno completato l’opera distruttiva. Ma a questo oggettivo dato di fatto occorre aggiungere certamente la <strong>cattiva fattura degli edifici</strong> e la <strong>scadente qualità dei materiali</strong> utilizzati, <strong>non commisurati alla forte sismicità dell’area</strong>. Le immagini che arrivano dalle aree terremotate, infatti, mostrano interi palazzi, anche nuovissimi o realizzati da pochi mesi, ripiegati su sé stessi o implosi come sandwich (Figura 2).</p>
<div id="attachment_62971" style="width: 810px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-62971" class="size-full wp-image-62971" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2023/02/edifico-crollato-diyarbakir-terremoto-turchia-6-febbraio-2023.jpg?x84197" alt="" width="800" height="450" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2023/02/edifico-crollato-diyarbakir-terremoto-turchia-6-febbraio-2023.jpg 800w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2023/02/edifico-crollato-diyarbakir-terremoto-turchia-6-febbraio-2023-300x169.jpg 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2023/02/edifico-crollato-diyarbakir-terremoto-turchia-6-febbraio-2023-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><p id="caption-attachment-62971" class="wp-caption-text"><strong>Figura 2</strong> – <em>Ciò che rimane di un edificio in calcestruzzo e crollato “a sandwich” nella città di Diyarbakır, Turchia. Fonte: <a href="https://www.voaturkce.com/a/izmir-deprem-bolgesine-yardim-seferberligi/6949935.html" target="_blank">https://www.voaturkce.com/a/izmir-deprem-bolgesine-yardim-seferberligi/6949935.html</a></em></p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un sisma violento come quello accaduto in Turchia potrebbe accadere anche in Italia?</strong> Probabilmente no. <strong>Le faglie sismogenetiche</strong> che interessano il territorio italiano sono per la maggior parte <strong>meno estese</strong> e <strong>meno pericolose</strong> di quelle che bordano la Placca Anatolica. Infatti, il più forte evento sismico avvenuto negli ultimi 1000 anni è quello di magnitudo M 7.4 occorso l’11 gennaio 1693, che ha colpito la Sicilia orientale. Ma in Italia accadono, per lo più, sismi di magnitudo un inferiore (<strong>fino a M 6-7</strong>), con i quali, però, occorre convivere, visto la loro <strong>elevata frequenza</strong> (negli ultimi cento anni il nostro territorio è stato colpito da un sisma distruttivo in media ogni 5 anni circa). Fortunatamente, in Italia si costruisce con <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2018/02/20/42/so/8/sg/pdf" target="_blank" rel="noopener">norme antisismiche (NTC2018)</a> che rispondono discretamente, anche se non perfettamente, alla necessità di commisurare la tipologia e la qualità dell’edificato al contesto geologico del territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo, negli ultimi decenni <strong>moltissimi edifici</strong> sono stati <strong>costruiti abusivamente</strong>, senza rispettare le norme antisismiche ed in contesti sismici, idrogeologici, morfologici ed ambientali potenzialmente pericolosi. I ripetuti <strong>condoni edilizi</strong> hanno <strong>“sanato” solo amministrativamente</strong> una parte di questi edifici abusivi, che rimangono comunque <strong>estremamente vulnerabili</strong> dal punto di vista idrogeologico, vulcanico e sismico. E spesso si tratta pure di edifici <strong>brutti</strong>, soprattutto quando violentano con la loro irrispettosa presenza luoghi di elevato pregio ambientale, a danno dell’intera collettività.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Marco Neri*</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>*Primo Ricercatore, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Sezione di Catania, Osservatorio Etneo</em></p>
<p style="text-align: justify;">(<em>La mappa in copertina mostra le localizzazioni epicentrali degli eventi sismici, gli avvisi di allerta e l’intensità degli scuotimenti sismici accaduti in Turchia sud-orientale tra il 6-7 febbraio 2023. La mappa, aggiornata in tempo reale, è fornita dall&#8217;<a href="https://experience.arcgis.com/experience/678106057a9f4cdf92517e0d4bb58359/page/PIM/" target="_blank" rel="noopener">Esri Disaster Response Program</a></em>)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<enclosure url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2023/02/mappa-eventi-sismici-turchia-6-7-febbraio-2023.jpg" length="221633" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2023/02/mappa-eventi-sismici-turchia-6-7-febbraio-2023-300x152.jpg" width="300" height="152" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title>La mappa mostra le localizzazioni epicentrali degli eventi sismici, gli avvisi di allerta e l’intensità degli scuotimenti sismici accaduti in Turchia sud-orientale tra il 6-7 febbraio 2023. La mappa, aggiornata in tempo reale, è fornita dall'Esri Disaster Response Program</media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2023/02/mappa-eventi-sismici-turchia-6-7-febbraio-2023-150x150.jpg" width="150" height="150" />
	</item>
		<item>
		<title>Augusta, sbarcati 147 migranti e 2 morti da navi non ong</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-sbarcati-147-migranti-e-2-morti-da-navi-non-ong/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Nov 2022 18:23:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
		<category><![CDATA[geo barents]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[nave jean francois deniau]]></category>
		<category><![CDATA[ocean viking]]></category>
		<category><![CDATA[petroliera zagara]]></category>
		<category><![CDATA[porto megarese]]></category>
		<category><![CDATA[sbarchi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lagazzettaaugustana.it/?p=61805</guid>

					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Due navi con a bordo complessivamente 147 migranti e due cadaveri sono arrivate nel porto Megarese (vedi foto di repertorio in copertina) stamani e hanno completato le operazioni di sbarco alla banchina commerciale. Si tratta della francese &#8220;Jean Francois Deniau&#8220;, dell&#8217;assetto europeo Frontex, che ha soccorso 88 persone, e della petroliera battente bandiera liberiana [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Due navi con a bordo complessivamente <strong>147 migranti</strong> e <strong>due cadaveri</strong> sono arrivate nel porto Megarese (vedi foto di repertorio in copertina) stamani e hanno completato le operazioni di <strong>sbarco</strong> alla banchina commerciale. Si tratta della francese &#8220;<strong>Jean Francois Deniau</strong>&#8220;, dell&#8217;assetto europeo Frontex, che ha soccorso 88 persone, e della petroliera battente bandiera liberiana &#8220;<strong>Zagara</strong>&#8221; che, in due operazioni, ha messo in salvo 59 migranti recuperando anche due cadaveri.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima ha già lasciato nel pomeriggio il porto di Augusta, mentre la petroliera, dopo lo sbarco dei migranti alla banchina commerciale di Punta Cugno, si trova all&#8217;ancora a ridosso dell&#8217;Isola.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le navi di <strong>organizzazioni non governative</strong> (ong), ce ne sono ben quattro davanti alla costa della Sicilia orientale, in attesa di un porto sicuro per fare sbarcare i migranti soccorsi nel mar Mediterraneo. Si tratta delle tedesche &#8220;<strong>Humanity 1</strong>&#8220;, con 179 persone a bordo, e &#8220;<strong>Rise Above</strong>&#8220;, con a bordo 90 persone dopo che due sono state soccorse da personale medico e trasferite a terra a Siracusa; delle norvegesi &#8220;<strong>Ocean Viking</strong>&#8220;, 234 migranti a bordo, e &#8220;<strong>Geo Barents</strong>&#8220;, con 572 persone soccorse.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i segnali dei transponder emessi dalle navi, attualmente la &#8220;Geo Barents&#8221; e la &#8220;Humanity 1&#8221; sono a circa <strong>12 miglia dalla costa catanese</strong>, la prima un poco più a sud e l&#8217;altra a nord rispetto al capoluogo etneo. La notte scorsa si sarebbero avvicinate di più alla costa per proteggersi da un temporale che si è abbattuto sulla Sicilia orientale, ma poi hanno fatto ritorno nella posizione di attesa.</p>
<p style="text-align: justify;">È sempre davanti alla costa catanese, ma all&#8217;altezza di Acireale, la &#8220;Ocean Viking&#8221;, che sembrerebbe però ancora in <strong>acque internazionali</strong>, ferma a poche miglia dal loro limite. È davanti alla costa ionica del Messinese, più a nord di Taormina, la &#8220;Rise Above&#8221;, che non è distante dalle coste della Sicilia e della Calabria. Sarebbero tutte in attesa dei <strong>controlli annunciati dal Viminale</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<enclosure url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/04/porto-megarese-augusta.jpg" length="177586" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/04/porto-megarese-augusta-300x167.jpg" width="300" height="167" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2020/04/porto-megarese-augusta-150x150.jpg" width="150" height="150" />
	</item>
		<item>
		<title>Augusta, scuole e cimitero chiusi a oltranza per allerta meteo. Declassata ad &#8220;arancione&#8221;</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-scuole-e-cimitero-chiusi-a-oltranza-per-allerta-meteo-declassata-ad-arancione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Oct 2021 17:02:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[allerta meteo arancione]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
		<category><![CDATA[catania]]></category>
		<category><![CDATA[maltempo]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[scuole chiuse]]></category>
		<category><![CDATA[ultim'ora]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lagazzettaaugustana.it/?p=57553</guid>

					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Prolungata l&#8217;allerta meteo, ma declassata da &#8220;rossa&#8221; ad &#8220;arancione&#8221; per la provincia di Siracusa dal pomeriggio di questo martedì 26 ottobre fino all&#8217;intera giornata di domani, mercoledì 27 ottobre. Pertanto il sindaco Giuseppe Di Mare annuncia la firma dell&#8217;ordinanza con cui disporrà la chiusura di scuole e cimitero comunale, non solo per domani, terzo giorno consecutivo, bensì &#8220;fino a revoca della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Prolungata l&#8217;<strong>allerta meteo</strong>, ma declassata da &#8220;rossa&#8221; ad &#8220;<strong>arancione</strong>&#8221; per la provincia di Siracusa dal pomeriggio di questo <strong>martedì 26</strong> ottobre fino all&#8217;intera giornata di domani, <strong>mercoledì 27</strong> ottobre. Pertanto il sindaco <strong>Giuseppe Di Mare</strong> annuncia la firma dell&#8217;ordinanza con cui disporrà la <strong>chiusura</strong> di <strong>scuole</strong> e <strong>cimitero</strong> comunale, non solo per domani, terzo giorno consecutivo, bensì &#8220;<em>fino a revoca della stessa</em>&#8221; ordinanza.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>A causa dei disagi subiti e per le condizioni meteo avverse che continueranno </em>&#8211; rende noto sui social il primo cittadino &#8211;<em> si è disposta, con apposita ordinanza, la chiusura delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado e del cimitero comunale, dalla giornata di domani mercoledì 27 ottobre 2021 fino a revoca della stessa</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Si invita la cittadinanza a restare a casa </em>&#8211; ribadisce ancora una volta, dopo il <a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/maltempo-anche-augusta-sottacqua-sindaco-situazione-grave-vi-prego-di-restare-a-casa/" target="_blank">monito lanciato a metà giornata</a> &#8211;<em> mantenere alta l&#8217;attenzione e la collaborazione al fine di prevenire possibili situazioni di disagio</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad <strong>Augusta</strong> si sono registrati allagamenti nei <strong>soliti punti nevralgici</strong> della rete stradale urbana (vedi all&#8217;<strong>ingresso</strong> della città nella foto di copertina, oltre allo straripamento del torrente <strong>Porcaria</strong>, rientrato negli argini poco dopo le ore 18), ma nulla di paragonabile a quanto si è abbattuto sul <strong>Catanese</strong>, che ha visto 265 mm di precipitazioni piovose nelle ultime quarantott&#8217;ore (rilevazione della stazione Sias del capoluogo etneo) e che ha subito il <strong>secondo lutto</strong> in due giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi a <strong>Gravina di Catania</strong> ha trovato la morte un <strong>uomo di 53 anni</strong> (e non una giovane come si era appreso in un primo momento), originario di Pedara ma residente a Catania, annegato nel fiume in piena creato dal nubifragio che da ore si abbatteva sulla provincia etnea. Il corpo è stato trovato da volontari della Misericordia sotto l&#8217;auto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ieri la morte di <strong>un 67enne</strong> di <strong>Scordia</strong>, anch&#8217;egli presumibilmente sceso dall&#8217;auto, il cui <a href="https://www.lagazzettasiracusana.it/alluvione-a-scordia-coppia-dispersa-trovato-corpo-marito-a-ridosso-della-campagna-lentinese/" target="_blank">corpo è stato ritrovato dai ricercatori in un agrumeto quasi al confine con Lentini</a>, a un paio di chilometri di distanza dall’ultimo avvistamento nel territorio del comune catanese. Mentre continuano le disperate ricerche, a Scordia e nelle campagne vicino Lentini, della moglie di 61 anni, che si trovava nella stessa auto.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<enclosure url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/10/allagamento-ss-193-ingresso-augusta-maltempo-26-ottobre-2021.jpg" length="106897" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/10/allagamento-ss-193-ingresso-augusta-maltempo-26-ottobre-2021-300x165.jpg" width="300" height="165" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2021/10/allagamento-ss-193-ingresso-augusta-maltempo-26-ottobre-2021-150x150.jpg" width="150" height="150" />
	</item>
		<item>
		<title>30 anni dal terremoto di Carlentini/Augusta, un evento che scuote terra e coscienze</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/30-anni-dal-terremoto-di-carlentiniaugusta-un-evento-che-scuote-terra-e-coscienze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2020 12:24:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[13 dicembre 1990]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
		<category><![CDATA[carlentini]]></category>
		<category><![CDATA[ingv]]></category>
		<category><![CDATA[marco neri]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[osservatorio etna]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto dei silenzi]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto di augusta]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto di carlentini]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto di santa lucia]]></category>
		<category><![CDATA[ultim'ora]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lagazzettaaugustana.it/?p=52704</guid>

					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; 13 dicembre 1990, ore 1,24. A 30 anni esatti dal terremoto di Santa Lucia, anche noto come terremoto di Carlentini o di Augusta, proponiamo qui di seguito un contributo del geologo e vulcanologo augustano Marco Neri, primo ricercatore dell&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia &#8211; Sezione di Catania. L&#8217;articolo è stato pubblicato il 17 novembre 2016 nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; <em><strong>13 dicembre 1990, ore 1,24</strong>. A 30 anni esatti dal terremoto di Santa Lucia, anche noto come terremoto di Carlentini o di Augusta, proponiamo qui di seguito</em><em> un contributo del geologo e vulcanologo augustano Marco Neri, primo ricercatore dell&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia &#8211; Sezione di Catania. L&#8217;articolo è stato pubblicato il 17 novembre 2016 nel blog a cura dell&#8217;esperto ospitato su La Gazzetta Siracusana.it (<strong><a href="http://www.lagazzettasiracusana.it/category/blog/osservatorio-etna/" target="_blank">vedi Blog</a></strong>) ed è sempre attuale.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sono passati quasi 26 anni (30 anni oggi, ndr) dalla notte in cui <strong>gli abitanti della Sicilia orientale si sono accorti di vivere in un territorio ad alto rischio sismico</strong>. Alle 1.24 ora locale del 13 Dicembre 1990 un terremoto di magnitudo Mw 5.6 ha scosso violentemente il territorio siciliano, accompagnato da un forte boato e seguito da numerose repliche che perdurarono per diversi giorni. Il sisma è ricordato come il “<strong>terremoto di Santa Lucia</strong>” (il nome del santo venerato in quel giorno), o “<strong>di Carlentini</strong>&#8220;, o anche “<strong>di Augusta</strong>”. Tutte attribuzioni in qualche modo legittime, come vedremo, ma che hanno probabilmente contribuito a generare confusione ed ambiguità sulla localizzazione geografica del sisma, sulla sua reale energia e sulla ricaduta economica e sociale di questo devastante evento tellurico. Qui proveremo a mettere un po’ di ordine nei fatti accaduti, riflettendo, per quanto possibile “serenamente”, attorno a un terremoto che ancora oggi alimenta polemiche e qualche sospetto di troppo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Magnitudo, ipocentro ed epicentro</strong>. Come si legge nel <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://emidius.mi.ingv.it/CPTI15-DBMI15/eq/19901213_0024_000" target="_blank" rel="noopener">Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani</a></strong></span>, la scossa principale ha sprigionato un’energia di magnitudo <strong>Mw 5.6</strong>, localizzata in mare pochi chilometri al largo di Brucoli, ad una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://legacy.ingv.it/roma/cultura/ingescuola/terremotopagina/epicentro.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>profondità ipocentrale</strong></a></span> di circa 10 chilometri. Sia l’epicentro del sisma, ubicato in mare e quindi decentrato rispetto alla Rete Sismica Nazionale, sia l’esiguo numero di stazioni sismiche allora esistenti, hanno reso più difficoltosi i calcoli di magnitudo e localizzazione. Ciò probabilmente spiega perché la “Magnitudo Momento” è stata valutata da alcuni scienziati fino a <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.crossref.org/iPage?doi=10.1785%2F0120030126" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mw 5.8</strong></a></span>, mentre la “Magnitudo Locale” è stata calcolata in <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.annalsofgeophysics.eu/index.php/annals/article/view/4122" target="_blank" rel="noopener"><strong>ML 5.4</strong></a></span> e la “Magnitudo Volume” in <strong>Mb 5.3</strong> (una spiegazione sui diversi modi di calcolare la magnitudo si trova <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.lagazzettasiracusana.it/il-caos-delle-magnitudo-tra-bufale-e-dati-scientifici/" target="_blank" rel="noopener">qui</a></strong></span>).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Intensità del sisma effettiva e “percepita”</strong>. L’intensità di un terremoto si misura in base agli effetti che esso produce sull’ambiente, sulle cose e sull’uomo ed è espressa in gradi (da 1 a 12) con la <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.ingv.it/ufficio-stampa/faq/terremoti/che-differenza-c-e-tra-scala-mercalli-e-magnitudo" target="_blank" rel="noopener">scala Mercalli</a></strong></span>. La scossa del 13 dicembre 1990 ha colpito oltre 250 località, principalmente tra le province di Siracusa e Catania. Sono stati dichiarati inagibili più di 7100 edifici pubblici e privati, con circa 15.000 sfollati. Il crollo di alcune palazzine a Carlentini ha causato 12 vittime, mentre altre 6 persone sono decedute per lo spavento e circa 300 sono rimaste ferite. La massima intensità del sisma (tra 7° e 8° grado) è stata registrata ad Augusta; tuttavia <strong>i lutti di Carlentini hanno determinato, nella percezione collettiva, lo “spostamento” dell’area più colpita da Augusta a Carlentini</strong>. Da qui nasce la doppia denominazione geografica dell’evento sismico, da alcuni indicato come terremoto “di Carlentini”, da altri come “di Augusta”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il ruolo dei terreni e la qualità dei manufatti</strong>. Il sisma ha danneggiato i manufatti del territorio in modo eterogeneo. I maggiori danni sono stati registrati dove gli edifici erano costruiti su terreni fortemente “compressibili” come argille e limi (ad esempio, nel rione “Borgata” ad Augusta), che hanno amplificato le onde sismiche. Danni rilevanti e crolli hanno anche subito edifici di qualità scadente o non costruiti secondo le normative antisismiche (a Carlentini), o vetusti per la loro età (come la Cattedrale di Noto e numerose altre chiese e palazzi barocchi del ‘700). In definitiva, il sisma ha evidenziato le carenze strutturali del patrimonio edilizio più antico, di quello non antisismico, nonché di quello realizzato senza tenere adeguatamente conto delle caratteristiche del substrato geologico. Il risultato finale ha mostrato un <strong>danno “a macchia di leopardo”</strong>, difficilmente decifrabile senza adeguate competenze tecniche e senza uno specifico studio, caso per caso, dell’immobile danneggiato e dei terreni presenti sotto le sue fondazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Altri effetti sull’ambiente</strong>. Numerose frane hanno interessato l’area iblea. Fenomeni di <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://ingvterremoti.wordpress.com/tag/liquefazione/" target="_blank" rel="noopener">liquefazione dei terreni</a></strong></span> hanno originato l’emersione di fanghi in superficie, come all’interno dello Stadio “Fontana” di Augusta. Un’onda anomala è stata osservata nel Porto Xifonio di Augusta, che ha sommerso la strada costiera in località “Granatello”. L’onda anomala è stata prodotta da una frana sottomarina avvenuta nei fondali antistanti Augusta e Brucoli, frana a sua volta innescata dalla scossa sismica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale faglia ha generato il terremoto?</strong> È una faglia appartenente alla Scarpata Ibleo-Maltese, una complessa struttura tettonica molto pericolosa, che ha generato il più violento sisma (<strong>Mw 7.4</strong>) accaduto in Italia negli ultimi 1.000 anni, quello che nel <strong>1693</strong> ha devastato la Sicilia sud-orientale causando <strong>oltre 50.000 morti</strong>. Molte vittime sono state causate da un’onda anomala che ha colpito la costa tra Capo Passero e Catania e che ha raggiunto la rada di Augusta con un’altezza di circa 15 metri.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Impariamo dal passato ma guardiamo al futuro</strong>. In Sicilia sud-orientale la pericolosità sismica è molto elevata. Per questo motivo, è estremamente importante eseguire <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.lagazzettasiracusana.it/aspettando-il-prossimo-terremoto-nel-siracusano-cosa-occorre-fare/" target="_blank" rel="noopener">studi di microzonazione sismica</a></strong></span>, che consentirebbero di mappare il territorio evidenziando le zone maggiormente soggette all’amplificazione delle onde sismiche. Questa conoscenza aiuta i progettisti a realizzare costruzioni resistenti al “sisma di progetto”, cioè quel sisma che si immagina possa accadere in una determinata area ed in un certo periodo di tempo. L’esempio del rione “Borgata” di Augusta, più gravemente colpito dal sisma del 1990 rispetto ad altre zone, mostra in modo inequivocabile quanto sia importante conoscere bene le caratteristiche dei terreni, affinché le costruzioni edificate sopra di esso siano progettate in modo da resistere al terremoto, <strong>senza danneggiarsi e senza causare vittime né feriti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa considerazione appare ancora più urgente se si osserva che la costa tra Augusta e Siracusa ospita uno dei <strong>poli petrolchimici più importanti del Mediterraneo</strong>. Per quanto possa apparire inopportuna la scelta, avvenuta a metà del secolo scorso, di realizzare una tale concentrazione industriale in una zona così altamente esposta al rischio sismico, rimane il fatto che questo enorme polo industriale oggi esiste. Ed occorre tenerne accuratamente conto nei piani di Protezione Civile di cui i Comuni del comprensorio siracusano devono dotarsi.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Marco Neri*</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>*Primo Ricercatore, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Sezione di Catania, Osservatorio Etneo</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<enclosure url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/12/mappa-ingv-terremoto-santa-lucia-13-dicembre-1990-blog-marco-neri.jpg" length="256191" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/12/mappa-ingv-terremoto-santa-lucia-13-dicembre-1990-blog-marco-neri-300x221.jpg" width="300" height="221" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/12/mappa-ingv-terremoto-santa-lucia-13-dicembre-1990-blog-marco-neri-150x150.jpg" width="150" height="150" />
	</item>
		<item>
		<title>Sisma del 1990 in Sicilia orientale, un evento che scuote terra e coscienze</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/sisma-del-1990-in-sicilia-orientale-un-evento-che-scuote-terra-e-coscienze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Dec 2018 00:36:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[13 dicembre 1990]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
		<category><![CDATA[carlentini]]></category>
		<category><![CDATA[ingv]]></category>
		<category><![CDATA[marco neri]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[osservatorio etna]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto dei silenzi]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto di augusta]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto di carlentini]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto di santa lucia]]></category>
		<category><![CDATA[ultim'ora]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lagazzettaaugustana.it/?p=41283</guid>

					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; 13 dicembre 1990, ore 1,24. A 28 anni dal terremoto di Santa Lucia, anche noto come terremoto di Carlentini o di Augusta, proponiamo qui di seguito un contributo del geologo e vulcanologo augustano Marco Neri, primo ricercatore dell&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia &#8211; Sezione di Catania. L&#8217;articolo è stato pubblicato il 17 novembre 2016 nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; <em><strong>13 dicembre 1990, ore 1,24</strong>. A 28 anni dal terremoto di Santa Lucia, anche noto come terremoto di Carlentini o di Augusta, proponiamo qui di seguito</em><em> un contributo del geologo e vulcanologo augustano Marco Neri, primo ricercatore dell&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia &#8211; Sezione di Catania. L&#8217;articolo è stato pubblicato il 17 novembre 2016 nel blog a cura dell&#8217;esperto ospitato su La Gazzetta Siracusana.it (<strong><a href="http://www.lagazzettasiracusana.it/category/blog/osservatorio-etna/" target="_blank">vedi Blog</a></strong>) ed è sempre attuale.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sono passati quasi 26 anni dalla notte in cui <strong>gli abitanti della Sicilia orientale si sono accorti di vivere in un territorio ad alto rischio sismico</strong>. Alle 1.24 ora locale del 13 Dicembre 1990 un terremoto di magnitudo Mw 5.6 ha scosso violentemente il territorio siciliano, accompagnato da un forte boato e seguito da numerose repliche che perdurarono per diversi giorni. Il sisma è ricordato come il “<strong>terremoto di Santa Lucia</strong>” (il nome del santo venerato in quel giorno), o “<strong>di Carlentini</strong>&#8220;, o anche “<strong>di Augusta</strong>”. Tutte attribuzioni in qualche modo legittime, come vedremo, ma che hanno probabilmente contribuito a generare confusione ed ambiguità sulla localizzazione geografica del sisma, sulla sua reale energia e sulla ricaduta economica e sociale di questo devastante evento tellurico. Qui proveremo a mettere un po’ di ordine nei fatti accaduti, riflettendo, per quanto possibile “serenamente”, attorno a un terremoto che ancora oggi alimenta polemiche e qualche sospetto di troppo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Magnitudo, ipocentro ed epicentro</strong>. Come si legge nel <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://emidius.mi.ingv.it/CPTI15-DBMI15/eq/19901213_0024_000" target="_blank" rel="noopener">Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani</a></strong></span>, la scossa principale ha sprigionato un’energia di magnitudo <strong>Mw 5.6</strong>, localizzata in mare pochi chilometri al largo di Brucoli, ad una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://legacy.ingv.it/roma/cultura/ingescuola/terremotopagina/epicentro.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>profondità ipocentrale</strong></a></span> di circa 10 chilometri. Sia l’epicentro del sisma, ubicato in mare e quindi decentrato rispetto alla Rete Sismica Nazionale, sia l’esiguo numero di stazioni sismiche allora esistenti, hanno reso più difficoltosi i calcoli di magnitudo e localizzazione. Ciò probabilmente spiega perché la “Magnitudo Momento” è stata valutata da alcuni scienziati fino a <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.crossref.org/iPage?doi=10.1785%2F0120030126" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mw 5.8</strong></a></span>, mentre la “Magnitudo Locale” è stata calcolata in <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.annalsofgeophysics.eu/index.php/annals/article/view/4122" target="_blank" rel="noopener"><strong>ML 5.4</strong></a></span> e la “Magnitudo Volume” in <strong>Mb 5.3</strong> (una spiegazione sui diversi modi di calcolare la magnitudo si trova <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.lagazzettasiracusana.it/il-caos-delle-magnitudo-tra-bufale-e-dati-scientifici/" target="_blank" rel="noopener">qui</a></strong></span>).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Intensità del sisma effettiva e “percepita”</strong>. L’intensità di un terremoto si misura in base agli effetti che esso produce sull’ambiente, sulle cose e sull’uomo ed è espressa in gradi (da 1 a 12) con la <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.ingv.it/ufficio-stampa/faq/terremoti/che-differenza-c-e-tra-scala-mercalli-e-magnitudo" target="_blank" rel="noopener">scala Mercalli</a></strong></span>. La scossa del 13 dicembre 1990 ha colpito oltre 250 località, principalmente tra le province di Siracusa e Catania. Sono stati dichiarati inagibili più di 7100 edifici pubblici e privati, con circa 15.000 sfollati. Il crollo di alcune palazzine a Carlentini ha causato 12 vittime, mentre altre 6 persone sono decedute per lo spavento e circa 300 sono rimaste ferite. La massima intensità del sisma (tra 7° e 8° grado) è stata registrata ad Augusta; tuttavia <strong>i lutti di Carlentini hanno determinato, nella percezione collettiva, lo “spostamento” dell’area più colpita da Augusta a Carlentini</strong>. Da qui nasce la doppia denominazione geografica dell’evento sismico, da alcuni indicato come terremoto “di Carlentini”, da altri come “di Augusta”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il ruolo dei terreni e la qualità dei manufatti</strong>. Il sisma ha danneggiato i manufatti del territorio in modo eterogeneo. I maggiori danni sono stati registrati dove gli edifici erano costruiti su terreni fortemente “compressibili” come argille e limi (ad esempio, nel rione “Borgata” ad Augusta), che hanno amplificato le onde sismiche. Danni rilevanti e crolli hanno anche subito edifici di qualità scadente o non costruiti secondo le normative antisismiche (a Carlentini), o vetusti per la loro età (come la Cattedrale di Noto e numerose altre chiese e palazzi barocchi del ‘700). In definitiva, il sisma ha evidenziato le carenze strutturali del patrimonio edilizio più antico, di quello non antisismico, nonché di quello realizzato senza tenere adeguatamente conto delle caratteristiche del substrato geologico. Il risultato finale ha mostrato un <strong>danno “a macchia di leopardo”</strong>, difficilmente decifrabile senza adeguate competenze tecniche e senza uno specifico studio, caso per caso, dell’immobile danneggiato e dei terreni presenti sotto le sue fondazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Altri effetti sull’ambiente</strong>. Numerose frane hanno interessato l’area iblea. Fenomeni di <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://ingvterremoti.wordpress.com/tag/liquefazione/" target="_blank" rel="noopener">liquefazione dei terreni</a></strong></span> hanno originato l’emersione di fanghi in superficie, come all’interno dello Stadio “Fontana” di Augusta. Un’onda anomala è stata osservata nel Porto Xifonio di Augusta, che ha sommerso la strada costiera in località “Granatello”. L’onda anomala è stata prodotta da una frana sottomarina avvenuta nei fondali antistanti Augusta e Brucoli, frana a sua volta innescata dalla scossa sismica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale faglia ha generato il terremoto?</strong> È una faglia appartenente alla Scarpata Ibleo-Maltese, una complessa struttura tettonica molto pericolosa, che ha generato il più violento sisma (<strong>Mw 7.4</strong>) accaduto in Italia negli ultimi 1.000 anni, quello che nel <strong>1693</strong> ha devastato la Sicilia sud-orientale causando <strong>oltre 50.000 morti</strong>. Molte vittime sono state causate da un’onda anomala che ha colpito la costa tra Capo Passero e Catania e che ha raggiunto la rada di Augusta con un’altezza di circa 15 metri.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Impariamo dal passato ma guardiamo al futuro</strong>. In Sicilia sud-orientale la pericolosità sismica è molto elevata. Per questo motivo, è estremamente importante eseguire <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.lagazzettasiracusana.it/aspettando-il-prossimo-terremoto-nel-siracusano-cosa-occorre-fare/" target="_blank" rel="noopener">studi di microzonazione sismica</a></strong></span>, che consentirebbero di mappare il territorio evidenziando le zone maggiormente soggette all’amplificazione delle onde sismiche. Questa conoscenza aiuta i progettisti a realizzare costruzioni resistenti al “sisma di progetto”, cioè quel sisma che si immagina possa accadere in una determinata area ed in un certo periodo di tempo. L’esempio del rione “Borgata” di Augusta, più gravemente colpito dal sisma del 1990 rispetto ad altre zone, mostra in modo inequivocabile quanto sia importante conoscere bene le caratteristiche dei terreni, affinché le costruzioni edificate sopra di esso siano progettate in modo da resistere al terremoto, <strong>senza danneggiarsi e senza causare vittime né feriti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa considerazione appare ancora più urgente se si osserva che la costa tra Augusta e Siracusa ospita uno dei <strong>poli petrolchimici più importanti del Mediterraneo</strong>. Per quanto possa apparire inopportuna la scelta, avvenuta a metà del secolo scorso, di realizzare una tale concentrazione industriale in una zona così altamente esposta al rischio sismico, rimane il fatto che questo enorme polo industriale oggi esiste. Ed occorre tenerne accuratamente conto nei piani di Protezione Civile di cui i Comuni del comprensorio siracusano devono dotarsi.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Marco Neri*</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>*Primo Ricercatore, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Sezione di Catania, Osservatorio Etneo</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<enclosure url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/12/mappa-ingv-terremoto-santa-lucia-13-dicembre-1990-blog-marco-neri.jpg" length="256191" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/12/mappa-ingv-terremoto-santa-lucia-13-dicembre-1990-blog-marco-neri-300x221.jpg" width="300" height="221" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/12/mappa-ingv-terremoto-santa-lucia-13-dicembre-1990-blog-marco-neri-150x150.jpg" width="150" height="150" />
	</item>
		<item>
		<title>Incidente stradale in Scozia, muore bimbo di 4 anni. Genitori in rianimazione, entrambi lavorano ad Augusta</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/incidente-stradale-in-scozia-muore-bimbo-di-4-anni-genitori-in-rianimazione-entrambi-lavorano-ad-augusta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jul 2018 16:10:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
		<category><![CDATA[bambino]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[incidente stradale]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[scozia]]></category>
		<category><![CDATA[siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[ultim'ora]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lagazzettaaugustana.it/?p=38575</guid>

					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Si chiama Lorenzo il bambino di 4 anni di Siracusa vittima del tragico incidente stradale avvenuto giovedì poco prima della mezzanotte in Scozia, nella regione di Moray. Era a bordo di un pulmino, insieme al padre, un militare della Capitaneria di porto di Augusta, alla madre, agente di polizia penitenziaria di Brucoli, e al fratellino [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Si chiama Lorenzo il <b>bambino di 4 anni</b> di <b>Siracusa</b> vittima del tragico incidente stradale avvenuto giovedì poco prima della mezzanotte in <b>Scozia</b>, nella regione di Moray.</p>
<p style="text-align: justify;">Era a bordo di un pulmino, insieme al padre, un militare della Capitaneria di porto di<b> Augusta</b>, alla madre, agente di polizia penitenziaria di<b> Brucoli</b>, e al fratellino di 3 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">La famiglia si era recata in Scozia da poco per trascorrere le vacanze. L&#8217;impatto  <b>contro un Suv</b>, i cui 3 occupanti sono deceduti, non ha dato scampo al piccolo, mentre sono ricoverati in terapia intensiva i genitori. Il fratellino di 3 anni risulta ricoverato ma non in pericolo di vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Gravi</b> le condizioni dell&#8217;agente penitenziaria, trasportata in elisoccorso in ospedale mentre un&#8217;altra donna, che si trovava insieme alla famiglia siracusana ma di cui non si conosce ancora l’identità, è deceduta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ieri dall’aeroporto di Catania si sono imbarcati su un volo per la Scozia i familiari, mentre anche la Farnesina e l’ambasciata si sono attivate per prestare assistenza ai familiari e per seguire le indagini sulle cause del gravissimo incidente, sul quale la magistratura locale ha aperto un’inchiesta.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<enclosure url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/07/incidente-stradale-mortale-scozia.jpg" length="50714" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/07/incidente-stradale-mortale-scozia-300x173.jpg" width="300" height="173" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2018/07/incidente-stradale-mortale-scozia-150x150.jpg" width="150" height="150" />
	</item>
		<item>
		<title>Il progetto cinematografico su Augusta ha un titolo, girato il video promo</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/il-progetto-cinematografico-su-augusta-ha-un-titolo-girato-il-video-promo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2016 17:26:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[carato]]></category>
		<category><![CDATA[claudia la ferla]]></category>
		<category><![CDATA[corto]]></category>
		<category><![CDATA[crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[giulio poidomani]]></category>
		<category><![CDATA[industrie]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[isabella roberto]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[palmiro prisutto]]></category>
		<category><![CDATA[polo petrolchimico]]></category>
		<category><![CDATA[promo]]></category>
		<category><![CDATA[riprese]]></category>
		<category><![CDATA[simone lucarelli]]></category>
		<category><![CDATA[tumori]]></category>
		<category><![CDATA[ultim'ora]]></category>
		<category><![CDATA[zero 2]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lagazzettaaugustana.it/?p=18762</guid>

					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; &#8220;Ho sempre sostenuto che Roma, città in cui ormai vivo da dodici anni, sia la città più bella del mondo… ma solo dopo lei: la mia isola felice&#8220;. Lo scriveva lo scorso ottobre la sceneggiatrice augustana Claudia La Ferla, al suo esordio da blogger de La Gazzetta Augustana.it, svelando il progetto di un ambizioso cortometraggio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; &#8220;<em>Ho sempre sostenuto che Roma, città in cui ormai vivo da dodici anni, sia la città più bella del mondo… ma solo dopo lei: la mia isola felice</em>&#8220;. Lo scriveva lo scorso ottobre la sceneggiatrice augustana <strong>Claudia La Ferla</strong>, al suo esordio da blogger de La Gazzetta Augustana.it, svelando il progetto di un ambizioso cortometraggio sulla terra natia.</p>
<p style="text-align: justify;">Rivelava i nomi del regista, il modicano <strong>Giulio Poidomani</strong>, e della produttrice, la barese <strong>Isabella Roberto</strong>, entrambi cresciuti professionalmente negli Stati Uniti. Rivelava inoltre di aver scelto le scenografie naturali di Augusta per le intrinseche valenze e cinematografica e letteraria, tanto che nei giorni scorsi le ha definite ideali per rendere un&#8217;atmosfera verghiana. Giorni in cui, con il contributo di <strong>Simone Lucarelli</strong>, operatore di macchina romano, sono state effettuate le riprese per il promo.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta del video di presentazione, che sarà pronto entro la fine del mese in corso, nel quale la stessa Claudia La Ferla, su ferma richiesta del regista, apparirà nell&#8217;inquadratura per introdurre la sceneggiatura della prossima pellicola e lanciare la campagna internazionale di crowdfunding, rendendo noto il budget necessario e raggiungibile per la produzione di un cortometraggio che intende lasciare il segno nel circuito dei più importanti festival.</p>
<p style="text-align: justify;">Si parte dal titolo: &#8220;<strong>Zero,2</strong>&#8220;. Un numero che agli orafi ricorderà l&#8217;unità di misura della massa dei materiali preziosi, pari proprio a 0,2 grammi, che è il <strong>carato</strong>. E non saranno fuori strada, perché l&#8217;allusione voluta è sì al carato, che qualifica i metalli preziosi, ma che è anche il sostantivo che indica i semi del carrubo, fonte di qualcosa di ancor più prezioso, ovvero la vita. La sceneggiatura è fondata sulle <strong>dicotomie</strong> tra ricchezza materiale e salute, tra industrie petrolchimiche e paesaggi naturali, tra inquinamento e bellezza, tra morte e vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il video promozionale sono già stati filmati i luoghi che la sceneggiatrice ritiene esprimano la <strong>bellezza</strong>, evidente o in potenza, del territorio e che poi saranno protagonisti anche del cortometraggio: il Castello Svevo, i Forti Garsia e Vittoria, l&#8217;Hangar per dirigibili, come la vista dell&#8217;Etna dal litorale di levante, i colori delle campagne augustane, i carrubi, arbusti carichi di quel simbolismo, e lo Sbarcatore, teatro fondamentale dell&#8217;intreccio narrativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Contestualmente le riprese dei giorni scorso hanno riguardato anche la &#8220;città delle macchine&#8221; del <strong>polo petrolchimico</strong> e coinvolto attraverso una breve intervista, adattata alla natura del video, <strong>don Palmiro Prisutto</strong>, l&#8217;arciprete ambientalista in più occasioni oggetto delle attenzioni dei media nazionali, nella quale ribadirà che la battaglia contro l&#8217;inquinamento non può arrestarsi finché qualcuno sarà costretto a scegliere tra morire di fame e morire di cancro.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono questi i primi passi mossi da &#8220;Zero,2&#8221; verso l&#8217;agognata fase di pre-produzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<enclosure url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2016/03/riprese-promo-cortometraggio-augusta-zero-2-claudia-la-ferla.jpg" length="242185" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2016/03/riprese-promo-cortometraggio-augusta-zero-2-claudia-la-ferla-300x180.jpg" width="300" height="180" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2016/03/riprese-promo-cortometraggio-augusta-zero-2-claudia-la-ferla-150x150.jpg" width="150" height="150" />
	</item>
		<item>
		<title>Due anni dalla prima messa in suffragio delle vittime del cancro</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/due-anni-dalla-prima-messa-in-suffragio-vittime-del-cancro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2016 20:51:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[28 febbraio]]></category>
		<category><![CDATA[anniversario]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa madre]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[messa]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[padre palmiro prisutto]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
		<category><![CDATA[ultim'ora]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lagazzettaaugustana.it/?p=18021</guid>

					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Un manifesto funebre affisso per le vie di Augusta annuncia l&#8217;anniversario dei due anni dalla prima &#8220;messa per la vita&#8221;, l&#8217;iniziativa-denuncia di don Palmiro Prisutto finalizzata a imporre all&#8217;attenzione dei media e delle istituzioni nazionali la drammatica vicenda delle morti per cancro in città. L&#8217;arciprete, il 28 di ogni mese, ricorda la tragedia che nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Un manifesto funebre affisso per le vie di Augusta annuncia l&#8217;anniversario dei due anni dalla prima &#8220;messa per la vita&#8221;, l&#8217;iniziativa-denuncia di <strong>don Palmiro Prisutto</strong> finalizzata a imporre all&#8217;attenzione dei media e delle istituzioni nazionali la drammatica vicenda delle morti per cancro in città.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;arciprete, il 28 di ogni mese, ricorda la tragedia che nel tempo ha funestato centinaia di famiglie augustane e lo fa celebrando una messa particolare nella chiesa Madre. Con cadenza mensile, dà lettura di un <strong>elenco</strong> da lui stesso aggiornato delle vittime di un male troppo spesso incurabile e che in questo territorio registra un&#8217;incidenza tale da esser messo da più parti in relazione all&#8217;inquinamento ambientale causato dal polo petrolchimico più grande d&#8217;Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Si ricordano le ripetute lettere di invito a partecipare spedite agli ultimi due presidenti della Repubblica Napolitano e Mattarella, inviti declinati.</p>
<p style="text-align: justify;">In occasione della messa in programma <strong>domenica 28 febbraio</strong> alle ore 18,30, don Prisutto consegnerà agli amministratori locali una tabella toponomastica per richiedere l&#8217;intitolazione di una piazza cittadina alla memoria dei morti di tumore. Si prevede la presenza delle telecamere di Raiuno.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<enclosure url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2016/02/padre-palmiro-prisutto-messa-per-vittime-cancro-augusta.jpg" length="95726" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2016/02/padre-palmiro-prisutto-messa-per-vittime-cancro-augusta-300x169.jpg" width="300" height="169" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2016/02/padre-palmiro-prisutto-messa-per-vittime-cancro-augusta-150x150.jpg" width="150" height="150" />
	</item>
		<item>
		<title>Incidente mortale alla Eni Versalis, indagate otto persone</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/incidente-mortale-alla-eni-versalis-indagate-otto-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2015 00:20:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
		<category><![CDATA[autopsia]]></category>
		<category><![CDATA[ditta xifonia]]></category>
		<category><![CDATA[eni]]></category>
		<category><![CDATA[incidente]]></category>
		<category><![CDATA[indagati]]></category>
		<category><![CDATA[michele assente]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[operai]]></category>
		<category><![CDATA[polo petrolchimico]]></category>
		<category><![CDATA[priolo]]></category>
		<category><![CDATA[salvatore pizzolo]]></category>
		<category><![CDATA[tommaso pagano]]></category>
		<category><![CDATA[versalis]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lagazzettaaugustana.it/?p=13992</guid>

					<description><![CDATA[PRIOLO &#8211; A seguito dell&#8217;incidente avvenuto mercoledì nell&#8217;impianto Versalis-Eni, nel quale hanno perso la vita i due operai della ditta Xifonia Salvatore Pizzolo e Michele Assente, la Procura di Siracusa, coadiuvata dal Commissariato di PS di Priolo e dalla Polizia giudiziaria del Nictas di Siracusa, si è mossa per far luce sulle dinamiche della vicenda. Il sostituto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/versalis-eni-priolo.jpg?x84197"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-13902" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/versalis-eni-priolo-263x300.jpg?x84197" alt="Impianto Versalis Eni nel polo petrolchimico di Priolo" width="263" height="300" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/versalis-eni-priolo-263x300.jpg 263w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/versalis-eni-priolo.jpg 394w" sizes="(max-width: 263px) 100vw, 263px" /></a>PRIOLO &#8211; A seguito dell&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.lagazzettaaugustana.it/tragico-incidente-nellimpianto-versalis-eni-dure-reazioni-dei-sindacati/" target="_blank">incidente avvenuto mercoledì</a></strong></span> nell&#8217;impianto Versalis-Eni, nel quale hanno perso la vita i due operai della ditta Xifonia Salvatore Pizzolo e Michele Assente, la Procura di Siracusa, coadiuvata dal Commissariato di PS di Priolo e dalla Polizia giudiziaria del Nictas di Siracusa, si è mossa per far luce sulle dinamiche della vicenda.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="s1">Il sostituto procuratore <strong>Tommaso Pagano</strong>, dopo aver disposto immediatamente il sequestro dell&#8217;area in questione, nella giornata di venerdì ha iscritto otto persone nel registro degli indagati.</span><span class="s1"> Il magistrato, inoltre, oggi conferirà l&#8217;incarico al medico legale per le <strong>autopsie</strong>, che saranno eseguite entro la giornata. Sarà importante anche l&#8217;esito degli <strong>esami tossicologici</strong>, per conoscere quale sostanza abbiano inalato le due vittime.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">   </span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<enclosure url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/versalis-eni-priolo.jpg" length="156247" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/versalis-eni-priolo-263x300.jpg" width="263" height="300" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/versalis-eni-priolo-150x150.jpg" width="150" height="150" />
	</item>
		<item>
		<title>Tragico incidente nell&#8217;impianto Versalis-Eni, dure reazioni dei sindacati</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/tragico-incidente-nellimpianto-versalis-eni-dure-reazioni-dei-sindacati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2015 12:53:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[claudio barone]]></category>
		<category><![CDATA[emanuele sorrentino]]></category>
		<category><![CDATA[eni]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni condorelli]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe messina]]></category>
		<category><![CDATA[incidente]]></category>
		<category><![CDATA[michele assente]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[priolo]]></category>
		<category><![CDATA[salvatore pizzolo]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati]]></category>
		<category><![CDATA[Ugl]]></category>
		<category><![CDATA[uiltec]]></category>
		<category><![CDATA[versalis]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lagazzettaaugustana.it/?p=13901</guid>

					<description><![CDATA[PRIOLO &#8211; Grave&#160;incidente nell&#8217;impianto della&#160;Versalis, ex Polimeri Europa, società del gruppo Eni impegnata nei settori della chimica e della petrolchimica.&#160;Due operai di una ditta dell&#8217;indotto hanno perso&#160;la vita mentre svolgevano&#160;operazioni di ispezione, con utilizzo di videocamera e robot, presso un pozzetto della rete fognaria oleosa nell&#8217;impianto di produzione di etilene. Si tratta di Salvatore Pizzolo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/versalis-eni-priolo.jpg?x84197"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-13902" src="http://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/versalis-eni-priolo-263x300.jpg?x84197" alt="versalis-eni-priolo" width="263" height="300" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/versalis-eni-priolo-263x300.jpg 263w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/versalis-eni-priolo.jpg 394w" sizes="auto, (max-width: 263px) 100vw, 263px" /></a>PRIOLO &#8211; Grave&nbsp;incidente nell&#8217;impianto della&nbsp;Versalis, ex Polimeri Europa, società del gruppo Eni impegnata nei settori della chimica e della petrolchimica.&nbsp;Due operai di una ditta dell&#8217;indotto hanno perso&nbsp;la vita mentre svolgevano&nbsp;<strong>operazioni di ispezione</strong>, con utilizzo di videocamera e robot, presso un pozzetto della rete fognaria oleosa nell&#8217;impianto di produzione di etilene.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di <strong>Salvatore Pizzolo</strong>, 37 anni, originario di Melilli, e&nbsp;<strong>Michele Assente</strong>, 33 anni, di&nbsp;Siracusa, che tra un mese sarebbe&nbsp;diventato padre di un bimbo. Pare che l&#8217;incidente sia avvenuto intorno alle ore 10,30 e che siano stati vani i tentativi di rianimazione a causa delle esalazioni a cui sono stati esposti. Il sostituto procuratore Tommaso Pagano ha immediatamente disposto il <strong>sequestro</strong> dell&#8217;area.</p>
<p style="text-align: justify;">I sindacati di categoria hanno annunciato per domani <strong>8 ore di sciopero generale</strong>.&nbsp;Claudio Barone, segretario generale della <strong>Uil </strong>Sicilia ed Emanuele Sorrentino della <strong>Uiltec </strong>Sicilia dichiarano con una nota congiunta: &#8220;<em>Ancora una volta si tratta di una tragedia annunciata vista la continua assenza di controlli nell&#8217;assegnazione degli appalti, un problema da anni denunciato da questo sindacato; chiediamo più controlli e una formazione continua per gli operai; non è possibile andare avanti così</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">La Fim<strong> Cisl</strong> comunica: &#8220;<em>Quanto accaduto questa mattina è inaccettabile, non si può andare a lavorare ogni mattina senza sapere se si tornerà a casa; è assurdo morire di lavoro, bisogna accertare subito i fatti e intensificare i controlli e la prevenzione</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi&nbsp;Emilio Miceli, segretario generale della Filctem<strong> Cgil</strong>: &#8220;<em>Accertare subito le responsabilità; seguiremo con grande attenzione l&#8217;evolversi della situazione e i risultati dell&#8217;inchiesta, senza fare sconti a nessuno; purtroppo in Italia i lavoratori in appalto sono ancora considerati di serie B, con scarsi diritti e tutele; è urgente una severa riflessione sulla sicurezza e sul controllo degli appalti</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Giovanni Condorelli, segretario confederale <strong>Ugl</strong>: &#8220;<em>Priolo rientra nel maledetto triangolo industriale che con Melilli e Augusta costituisce il polo petrolchimico siciliano, fonte di veleni e incidenti; l&#8217;Ugl&nbsp;ha da sempre richiesto maggiore attenzione, denunciando &nbsp;la mancanza di sicurezza dei &nbsp;lavoratori, in particolare a Priolo, intesa come tutela e protezione della salute</em>&#8220;. Seguito dalla dichiarazione&nbsp;di Giuseppe Messina, responsabile Ugl Sicilia: &#8220;<em>Che venga fatta chiarezza su quanto accaduto; ci uniamo al dolore dei familiari, ma a troppe morti abbiamo assistito oramai, la sicurezza è un valore imprescindibile</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto l&#8217;<strong>Eni</strong>, con un comunicato ufficiale nel quale spiega che gli accertamenti sono&nbsp;in corso, esprime &#8220;<em>le più sentite condoglianze alle famiglie coinvolte in questo tragico incidente</em>&#8220;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<enclosure url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/versalis-eni-priolo.jpg" length="156247" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/versalis-eni-priolo-263x300.jpg" width="263" height="300" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2015/09/versalis-eni-priolo-150x150.jpg" width="150" height="150" />
	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: www.lagazzettaaugustana.it @ 2026-07-05 04:46:00 by W3 Total Cache
-->