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	<title>francesco scarpinato &#8211; La Gazzetta Augustana</title>
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	<description>Notizie e ultim'ora su cronaca, politica, sport, eventi di Augusta</description>
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		<title>Brucoli, mappati i fondali profondi sulle tracce dei Bronzi di Riace: ora verifiche con ROV</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Casole]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 12:38:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Le profondità del mare antistante a Brucoli, adesso, al centro dell’interesse scientifico e archeologico regionale. Negli ultimi giorni di aprile, nello specchio acqueo del borgo marinaro nel territorio di Augusta, sono entrate in azione le sofisticate strumentazioni del “Progetto pilota per la ricerca sistematica in acque profonde”, promosso dalla Regione Siciliana nell’ambito della [&#8230;]]]></description>
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<p>AUGUSTA &#8211; Le profondità del mare antistante a <strong>Brucoli</strong>, adesso, al centro dell’interesse scientifico e archeologico regionale. Negli ultimi giorni di <strong>aprile</strong>, nello specchio acqueo del borgo marinaro nel territorio di Augusta, sono entrate in azione le sofisticate strumentazioni del “<strong>Progetto pilota per la ricerca sistematica in acque profonde</strong>”, promosso dalla <strong>Regione</strong> Siciliana nell’ambito della collaborazione tra la <strong>Soprintendenza</strong> del mare e <strong>Arpa</strong> Sicilia.</p>



<p>L’iniziativa, avviata ufficialmente il 21 aprile, punta a &#8220;<em>individuare nei fondali della Sicilia sud-orientale nuove aree di interesse archeologico e ambientale</em>&#8221; attraverso l’impiego di <strong>tecnologie</strong> avanzate. A bordo dell’imbarcazione <em><strong>Pegasus Secondo</strong></em> vengono utilizzati <strong>sonar ad alta risoluzione</strong>, quali Side scan sonar (SSS), Multi beam echo sounder (MBES), e veicoli subacquei telecomandati (<strong>ROV</strong>), in grado di mappare i fondali <strong>tra i 50 e i 150 metri</strong> di profondità e di acquisire dati dettagliati sulla morfologia del mare.</p>



<p>Le indagini non hanno solo finalità esplorative generali. È la stessa <strong>Regione</strong> a evidenziare come il progetto sia destinato &#8220;<em>anche a fare chiarezza su uno dei più noti casi dell’archeologia subacquea mediterranea: un <strong>focus particolare</strong>, infatti, riguarderà il tratto costiero di Brucoli, nel Siracusano, area da tempo al centro dell’interesse storico-archeologico per alcune ipotesi sulla possibile provenienza dei celebri <strong>Bronzi di Riace</strong></em>&#8220;, esposti permanentemente al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria.</p>



<p>Un riferimento esplicito a una delle piste più discusse degli ultimi anni, rilanciata dalle ricerche del siracusano <strong>Anselmo Madeddu</strong>, medico e cultore di bronzistica greca, che ha riaperto il dibattito sulla cosiddetta <a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/bronzi-di-riace-pubblicato-nuovo-studio-analisi-scientifiche-portano-ai-fondali-di-brucoli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“<strong>ipotesi siciliana</strong>” relativa al ritrovamento delle due statue</a>, databili tra V e IV secolo a.C. e ufficialmente scoperte il 16 agosto <strong>1972</strong> al largo di <strong>Riace Marina</strong>.</p>



<p>Proprio questa ipotesi ha attirato, da un anno circa, anche l’attenzione del programma di approfondimento <a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/bronzi-di-riace-il-mistero-si-infittisce-a-brucoli-linchiesta-su-speciale-tg1/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em><strong>Speciale Tg1</strong></em>, che ha dedicato due puntate, a maggio 2025 e gennaio 2026</a>, al tema “Il mistero dei Bronzi di Riace”. Nei giorni scorsi la <strong>troupe Rai</strong>, con la giornalista <strong>Dania Mondini</strong>, è tornata a Brucoli per seguire da vicino le operazioni di monitoraggio condotte dalla <em>Pegasus Secondo</em>, a conferma del crescente interesse mediatico e scientifico sull’area.</p>



<p>Dal punto di vista tecnico, le attività condotte da Arpa Sicilia hanno già prodotto <strong>primi risultati</strong> significativi. Secondo quanto reso noto, è stata finora investigata un’area di circa <strong>10 chilometri quadrati</strong>, tra i 50 e i 170 metri di profondità, individuando &#8220;<em><strong>circa 50 potenziali target</strong></em>&#8221; e approfondendo obiettivi già conosciuti, tra cui il relitto del regio rimorchiatore <em>Curzola</em>, affondato nel 1935, e alcuni velivoli risalenti alla Seconda guerra mondiale (ai quali <em>La Gazzetta Augustana.it</em> ha dedicato un <a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/ad-augusta-larcheosub-fabio-portella-da-voce-ai-relitti-e-rilancia-lidea-di-un-museo-del-mare/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo in occasione di un recente convegno ad Augusta</a>).</p>



<p>Le indagini, che &#8220;<em>mirano anche a verificare</em> &#8211; specifica Arpa Sicilia &#8211;<em>la possibile presenza del <strong>relitto</strong> che avrebbe trasportato i Bronzi di Riace oppure a individuare <strong>altri manufatti bronzei</strong></em>&#8220;, proseguiranno ora con verifiche puntuali attraverso l’impiego del <strong>ROV “Perseo”</strong>, dotato di videocamera ad alta definizione e sonar frontale, per caratterizzare con maggiore precisione le <strong>anomalie</strong> rilevate nella fase di prospezione.</p>



<p>Il progetto si inserisce in un più ampio accordo operativo tra Soprintendenza del mare e Arpa Sicilia, con il coordinamento scientifico affidato all’archeologo <strong>Roberto La Rocca</strong>, ed è finalizzato allo sviluppo di programmi integrati di ricerca e tutela. Un approccio che, come sottolineato dall’assessore regionale ai Beni culturali <strong>Francesco Paolo Scarpinato</strong>, &#8220;<em>segna un salto di qualità nell’approccio alla conoscenza del patrimonio sommerso</em>&#8220;, grazie all’integrazione tra archeologia, tecnologie avanzate e monitoraggio ambientale.</p>



<p>Sulla stessa linea il soprintendente del mare <strong>Ennio Turco</strong>, che ha evidenziato come si tratti di &#8220;<em>una sinergia che rafforza la tutela e apre a nuove prospettive di ricerca, restituendo centralità al mare come archivio della nostra storia</em>&#8220;.</p>



<p>In questo contesto, Brucoli si conferma uno dei punti più sensibili e suggestivi del Mediterraneo per la ricerca subacquea: un tratto di costa dove, tra dati scientifici, ipotesi storiche e racconti ancora da verificare, il confine tra archeologia e mistero resta sottile.</p>
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		<title>Brucoli, sui fondali ritrovato un aereo Douglas C-47 della Seconda guerra mondiale</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/brucoli-sui-fondali-ritrovato-un-aereo-douglas-c-47-della-seconda-guerra-mondiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 13:58:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia subacquea]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Un aereo statunitense Douglas C-47 della Seconda guerra mondiale è stato ritrovato sui fondali di Brucoli, borgo marinaro nel territorio di Augusta, durante un&#8217;immersione condotta con la supervisione della Soprintendenza del mare. Dopo la scoperta del relitto da parte dei subacquei Fabio Portella e Linda Pasolli del &#8220;Capo Murro diving center&#8221; di Siracusa, [&#8230;]]]></description>
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<p>AUGUSTA &#8211; Un aereo statunitense <strong>Douglas C-47</strong> della <strong>Seconda guerra mondiale</strong> è stato ritrovato sui fondali di <strong>Brucoli</strong>, borgo marinaro nel territorio di Augusta, durante un&#8217;immersione condotta con la supervisione della <strong>Soprintendenza del mare</strong>. </p>



<p>Dopo la <strong>scoperta</strong> del relitto da parte dei subacquei Fabio Portella e Linda Pasolli del &#8220;Capo Murro diving center&#8221; di Siracusa, lo studio di alcuni particolari costruttivi, attraverso le ricerche d&#8217;archivio di Marco Gargari, ha permesso di arrivare al riconoscimento.</p>



<p>L&#8217;aereo <strong>bimotore</strong> giace su un fondale fangoso pianeggiante, a circa <strong>un miglio</strong> di distanza da <strong>capo Campolato</strong>, e si presenta in assetto di volo, parzialmente danneggiato e ricoperto da fango e reti da strascico. Anche la parte superiore della fusoliera risulta danneggiata, apparendo scoperchiata per tutta la sua lunghezza. Il <strong>riconoscimento</strong> del Douglas C-47 è stato possibile grazie ai finestrini con il foro centrale, al portello di uscita ausiliaria con la relativa leva di apertura e agli occhielli metallici per il fissaggio delle attrezzature all’interno del vano di carico</p>



<p>Il Douglas C-47 era un aereo da trasporto militare statunitense, utilizzato in numerosi teatri bellici della Seconda guerra mondiale. Dei circa 13mila esemplari costruiti, 49 sono caduti in Sicilia e, di questi, durante l’<strong>operazione Husky</strong>, ne sono precipitati 31 lungo la costa del Canale di Sicilia e <strong>dieci</strong> su quella <strong>ionica</strong>. Questi ultimi sono stati abbattuti dalla contraerea, probabilmente per fuoco amico, durante l’<strong>operazione Fustian</strong>, la notte del <strong>13 luglio 1943</strong>. L’obiettivo della missione era lanciare i paracadutisti inglesi della <em><strong>1st Parachute Brigade</strong></em> incaricati di conquistare il <strong>ponte di Primosole</strong>, sul fiume Simeto.</p>



<p>&#8220;<em>Il ritrovamento di questo velivolo conferma ancora una volta la presenza di numerose testimonianze del recente passato nei fondali siracusani </em>&#8211; dichiara l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, <strong>Francesco Scarpinato</strong> &#8211;<em> L’instancabile lavoro di ricerca e documentazione della Soprintendenza del mare e del team di subacquei ci consente adesso di avere un quadro ancora più chiaro. L’identificazione di questi relitti consente, infatti, non solo di mettere in atto una più precisa azione di tutela per il patrimonio sommerso ma anche di raccogliere testimonianze significative sulle dinamiche di battaglia dell’ultimo conflitto mondiale e in particolare sulle vicende che hanno contrassegnato la Sicilia</em>&#8220;.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;augustana Ombretta Tringali nominata nel Cts del Parco archeologico di Siracusa</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/laugustana-ombretta-tringali-nominata-nel-cts-del-parco-archeologico-di-siracusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2023 18:18:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[assessorato regionale beni culturali]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; L&#8217;ex assessore comunale di Augusta, Ombretta Tringali (nella foto di repertorio in copertina) farà parte per i prossimi tre anni del neo costituito Comitato tecnico-scientifico (Cts) del Parco archeologico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai. La nomina arriva con lo stesso decreto assessoriale regionale di costituzione del Cts, firmato ieri dall&#8217;assessore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>AUGUSTA &#8211; L&#8217;ex assessore comunale di Augusta, <strong>Ombretta Tringali</strong> (nella foto di repertorio in copertina) farà parte per i prossimi tre anni del neo costituito <strong>Comitato tecnico-scientifico</strong> (Cts) del <strong>Parco archeologico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai</strong>.</p>



<p>La nomina arriva con lo stesso decreto assessoriale regionale di costituzione del Cts, firmato ieri dall&#8217;assessore regionale dei Beni culturali e dell&#8217;identità siciliana, <strong>Francesco Scarpinato</strong>. </p>



<p>L&#8217;esponente del governo Schifani ha designato entrambi gli <strong>esperti</strong> di sua competenza, che ai sensi della normativa regionale di riferimento devono essere &#8220;<em>scelti tra i docenti universitari o tra i componenti di fondazioni e associazioni culturali e ambientali di rilevanza nazionale</em>&#8220;.</p>



<p>L&#8217;augustana Tringali è stata designata quale &#8220;<em>membro della Pro loco di Augusta ed in possesso di laurea in “Conservazione dei beni culturali”, indirizzo storico-artistico</em>&#8220;, come si legge nel decreto assessoriale. Può annoverare la recente esperienza amministrativa per quasi tre anni di <strong>assessore comunale</strong> con deleghe a Politiche familiari, Turismo e promozione della città, Politiche dell’istruzione ed edilizia scolastica, ruolo da cui si è dimessa lo scorso luglio nell&#8217;ambito del <a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-nasce-lamministrazione-di-mare-ter-giunta-civica-e-di-coalizione-per-la-ricandidatura/" data-type="link" data-id="https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-nasce-lamministrazione-di-mare-ter-giunta-civica-e-di-coalizione-per-la-ricandidatura/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">secondo rimpasto della giunta guidata da Giuseppe Di Mare</a>.</p>



<p>L&#8217;altro esperto di nomina dell&#8217;assessore regionale è l&#8217;ex soprintendente di Siracusa, <strong>Rosalba Panvini</strong>, attualmente &#8220;<em>docente a contratto di “Egeo e Sicilia. Tra neolitico e II millennio a.C.” del corso di laurea in Archeologia &#8211; Disum &#8211; nonché docente a contratto di “Museologia e Museografia” del corso di laurea in Archeologia &#8211; Disfor &#8211; dell’Università degli studi di Catania, dipartimento di Scienze umanistiche</em>&#8220;.</p>



<p>Manca ancora un componente, l&#8217;esperto che deve essere designato unitariamente dai <strong>sindaci</strong> dei comuni di Avola, Buscemi, Noto, Palazzolo Acreide, Siracusa, i quali sono componenti di diritto del Cts. A presiedere il Cts è il soprintendente di Siracusa, <strong>Savi Martinez</strong>.</p>



<p>Ricordiamo che direttore del Parco archeologico di Siracusa è l&#8217;architetto <strong>Carmelo Bennardo</strong>, dirigente regionale in servizio presso l&#8217;Assessorato dei beni culturali, insediatosi il 19 maggio scorso.</p>



<p>Risale al mese scorso (decreto assessoriale del 3 ottobre), invece, la costituzione del Cts del <strong>Parco archeologico di Leontinoi e Megara</strong>, che ha competenza sul sito archeologico di Megara Hyblaea, nel territorio di Augusta. In quel caso la designazione dei due esperti da parte di Scarpinato è ricaduta su due lentinesi: <strong>Luca Fazzino</strong>, quale &#8220;<em>delegato nazionale Unpli Sicilia Aps, membro della giunta regionale Unpli Sicilia Aps e presidente del comitato provinciale dell’Unpli di Siracusa Aps</em>&#8220;; <strong>Antonio Pino</strong>, quale &#8220;<em>membro di Legambiente e membro di Italia Nostra</em>&#8220;. Anche in questo caso manca il componente che devono designare unitariamente i sindaci, segnatamente di Augusta, Carlentini e Lentini. Ricordiamo che direttore del Parco, a decorrere dal 7 luglio scorso, è l&#8217;architetto Carla Mancuso, già soprintendente di Enna.</p>



<p>L&#8217;incarico di componente del Comitato tecnico-scientifico è a <strong>titolo gratuito</strong>, venendo corrisposto dal Parco il solo rimborso delle spese di viaggio dovute.</p>
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		<title>Augusta, ritrovato intatto il relitto del Curzola a quasi 90 anni dal naufragio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Mar 2023 13:01:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; A quasi 90 anni dalla sua scomparsa è stato ritrovato il relitto del rimorchiatore &#8220;Curzola&#8221;, del quale si erano perse le tracce al largo delle coste di Brucoli, attuale frazione turistica di Augusta, il 12 marzo del 1935. Causa del naufragio furono verosimilmente le avverse condizioni meteo o una collisione con una nave ignota. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; A quasi 90 anni dalla sua scomparsa è stato ritrovato il relitto del <strong>rimorchiatore &#8220;Curzola&#8221;</strong>, del quale si erano perse le tracce al largo delle coste di <strong>Brucoli</strong>, attuale frazione turistica di Augusta, il 12 marzo del <strong>1935</strong>. Causa del naufragio furono verosimilmente le avverse condizioni meteo o una collisione con una nave ignota. A bordo del rimorchiatore un equipaggio composto da 18 uomini, 3 sottufficiali e 15 marinai. Non fu trovato <strong>nessun superstite</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le operazioni di archeologia subacquea che hanno poi permesso, in maniera del tutto casuale, di identificare l’imbarcazione affondata, grazie alla presenza del <strong>nome</strong> ben evidente sulla <strong>poppa</strong>, sono state condotte dall’ispettore onorario per i beni subacquei di Siracusa, <strong>Fabio Portella</strong>, che si era messo sulle tracce di un sommergibile della seconda guerra mondiale, in stretto contatto con la Soprintendenza del mare della Regione siciliana.</p>
<p style="text-align: justify;">Il relitto è stato rinvenuto, all&#8217;apparenza pressoché intatto, a una profondità di circa <strong>120 metri</strong> e a una distanza di <strong>2,3 miglia</strong> dalla costa, al traverso di <strong>Capo Campolato</strong>, nei pressi di Brucoli. A causa dell&#8217;elevata profondità e delle difficili condizioni in cui operare, dovute alla completa oscurità, alla bassa temperatura e a problemi di decompressione, sarà improbabile riuscire a portare a galla parti del rimorchiatore. Certamente si procederà a una documentazione video e fotografica.</p>
<p style="text-align: justify;">La notizia è stata divulgata oggi dalla Regione. &#8220;<em>Il ritrovamento del rimorchiatore &#8220;Curzola&#8221; </em>&#8211; afferma l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana, <strong>Francesco Scarpinato</strong> &#8211;<em> è per noi motivo di orgoglio e al tempo stesso di sorpresa. Desidero esprimere un plauso all’ispettore Portella e ai suoi collaboratori. Un professionista del mare dalle elevate capacità tecniche che ha operato in condizioni estremamente complesse</em>&#8220;.</p>
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<p style="text-align: justify;">(<em>Foto di copertina crediti: Stefano Gualtieri</em>)</p>
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	<media:copyright>La Gazzetta Augustana</media:copyright>
	<media:title>Foto di Stefano Gualtieri</media:title>
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