Ad Augusta l’archeosub Fabio Portella dà voce ai relitti e rilancia l’idea di un museo del mare
di Giorgio Càsole
AUGUSTA – Presentazione del libro La voce dei relitti. Il mare racconta del sub siracusano Fabio Portella, lo scorso venerdì sera nel salone municipale “Rocco Chinnici”, grazie a Jano Di Mauro, esperto sub augustano e presidente della sezione locale della “Guardia costiera ausiliaria“, in collaborazione con l’associazione storico-culturale “Lamba Doria” e con il patrocinio del Comune.
Il referente augustano del sodalizio culturale, Francesco Paci ha condotto la serata, ringraziando il sindaco Giuseppe Di Mare, l’assessore alla cultura Pino Carrabino, il capo di stato maggiore di Marisicilia Tiziano Garrapa in rappresentanza del nuovo comandante Di Renzo, il capitano di fregata Emanuele Di Franco per la Quarta Divisione navale-Comforpat in rappresentanza del comandante Da Pozzo, il comandante della Capitaneria di porto di Augusta Domenico Santisi, quindi il generale in quiescenza Massimo Lucca vicepresidente dell’associazione “Lamba Doria” e Ombretta Tringali, già assessore del Comune, vicepresidente onoraria della stessa “Lamba Doria”.
Dopo i rituali saluti del sindaco e quelli dell’assessore Carrabino, Jano Di Mauro ha messo in risalto la recentissima assegnazione a Portella del prestigioso premio internazionale Golden Trident, assegnato in passato a uomini come Enzo Maiorca, Jacques Cousteau e Folco Quilici. Francesco Paci ha voluto precisare che “Lamba Doria” non è un’associazione che esalta la guerra, ma si prefigge di conservare la memoria e di valorizzare il coraggio di quei giovani che, in guerra, sono caduti per servire la patria.
Ombretta Tringali ha tracciato un breve profilo biografico di Portella, che è tra l’altro ispettore onorario per i beni subacquei di Siracusa, sottolineando che ha conseguito ben quattro lauree, la prima in giurisprudenza, l’ultima in lettere classiche con indirizzo archeologico. Paci ha caratterizzato l’opera di Portella come di chi predilige l’avventura della ricerca. Portella non si limita a compiere immersioni e a fotografare i reperti, ma compie una minuziosa ricerca documentaristica per ricostruire la “storia” dei relitti.
Nel raccontare al pubblico una parte di questa sua avventura, Fabio Portella è stato coinvolgente e persino trascinante, non legato né al tavolo della conferenza, né al microfono, ma muovendosi in mezzo al pubblico, alle cui domande o osservazioni rispondeva con il sorriso. Durante l’esposizione, non poteva non giovarsi delle splendide foto, in riproduzione sullo schermo di sala, dei tesori del mare, che resteranno custoditi sui fondali, a meno che non si realizzi un museo del mare.
Portella si è intrattenuto a parlare dei suoi ritrovamenti a Brucoli. Il pubblico ha potuto osservare le incredibili testimonianze fotografiche di reperti che il mare ha custodito per decenni o secoli. A cominciare dal ritrovamento del Curzola, rimorchiatore della Regia Marina, diretto ad Augusta da Taranto e scomparso nel 1935. È stato localizzato nel 2023 a 120 metri di profondità, dinanzi a capo Campolato, restituendo finalmente una collocazione al dramma di 18 marinai svaniti nel nulla. Si è poi passati al relitto dell’aereo bimotore statunitense Douglas C-47, ritrovato a 67 metri di profondità al largo di Brucoli, in assetto di volo. La sua scoperta è un contributo fondamentale alla ricostruzione dell’Operazione Fustian del 1943.
Portella ha accennato ad altri suoi recenti ritrovamenti nelle acque dinanzi alla costa siracusana: dal velivolo tedesco Junkers Ju 88 sul fondale davanti a Portopalo di Capo Passero alla nave di epoca tardo-antica chiamata “Relitto delle Olle“ e scoperta a Ognina (Siracusa), fino ai resti di idrovolanti come il Cant Z.506 al Plemmirio. L’appassionato sub aretuseo ha svelato un mosaico di epoche che narrano il legame inscindibile tra il nostro territorio e la storia sommersa.
Alla fine dell’interessate esposizione, l’assessore Carrabino, cogliendo l’auspicio di Portella di poter avere a Siracusa un museo del mare, ha detto che i lavori per la fruizione del Castello svevo di Augusta sono a buon punto e ha avanzato l’ipotesi che l’antico maniero potrebbe ospitare il museo auspicato da Portella. Si tratta dei lavori per il primo lotto funzionale del progetto di “consolidamento strutturale e restauro”, durati quasi cinque anni, giacché furono consegnati dalla Regione all’impresa aggiudicataria nel maggio del 2021 e ripartirono nel settembre del 2023 dopo una sospensione di circa nove mesi.





















