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	<title>minori &#8211; La Gazzetta Augustana</title>
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	<description>Notizie e ultim'ora su cronaca, politica, sport, eventi di Augusta</description>
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		<title>Augusta, &#8220;violenza sessuale sui minori&#8221;: profili psicologici, numeri e prevenzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2023 16:49:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Dalla notizia di grande clamore nazionale delle presunte violenze sessuali sulle due cuginette di Caivano (Napoli), di 10 e 12 anni, alla successiva notizia a Monreale (Palermo) della violenza sessuale di gruppo su due sorelle, all&#8217;epoca dei fatti contestati minori di 10 anni, che hanno portato all&#8217;arresto a vario titolo di nonno, zio [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">AUGUSTA &#8211; Dalla notizia di grande clamore nazionale delle presunte violenze sessuali sulle due cuginette di <strong>Caivano</strong> (Napoli), di 10 e 12 anni, alla successiva notizia a <strong>Monreale</strong> (Palermo) della violenza sessuale di gruppo su due sorelle, all&#8217;epoca dei fatti contestati minori di 10 anni, che hanno portato all&#8217;arresto a vario titolo di nonno, zio e genitori. Vicende che hanno dato il là alla necessità di parlarne anche ad Augusta, con relatori qualificati, sia per il profilo psicologico che per quello giuridico. Così si è tenuto ieri sera nella centrale sede dell&#8217;<strong>associazione filantropica &#8220;Umberto I&#8221;</strong> il convegno dal titolo &#8220;<strong>Violenza sessuale sui minori</strong>&#8220;, promosso dal sodalizio ospitante e dall&#8217;<strong>Unitre</strong> di Augusta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo i consueti saluti di rito dei rispettivi presidenti, <strong>Mimmo Di Franco</strong> e <strong>Salvo Cannavà</strong>, oltre che del sindaco <strong>Giuseppe Di Mare</strong>, il delicato argomento è stato introdotto da Cannavà, nella qualità di psicologo, il quale ha voluto fare un&#8217;analisi di cosa ci sia a monte della violenza sui minori, perpetrata da minori. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sottolineando l’aspetto dei diritti dei minori, in genere, il primo relatore ha osservato che &#8220;<em>dobbiamo essere noi adulti a insegnare ai minori i fondamentali crismi del vivere civile</em>&#8220;. Ha fatto riferimento all’ambiente e alle ragioni potenzialmente foriere della violenza: &#8220;<em>cattiva educazione: della mente, dello spirito, dell’ingegno, della fantasia, della memoria, ecc.; mancanza di etica: riflessione intorno al comportamento del minore per carenza nell’indicare quale sia il vero bene e quali i mezzi atti a conseguirlo; mancanza di rispetto: atteggiamento irriguardoso, di disistima e di gratuita cattiveria verso una persona apparentemente più debole da parte del “branco”. Dipendenza: psichica dal bisogno di prevalere e inconscia non-autonomia infantile che si manifesta nel nevrotico comportamento violento, del singolo o del branco. Spesso, la forza del branco di insulsi minorenni contro loro coetanee è data dalla consapevolezza di non poter agire contro donne più grandi di loro e meglio capaci di difendersi</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cannavà, per brevità di trattazione, si è limitato a osservare i <strong>presupposti psicologici</strong> a monte di quelli che definisce “<em>scempi sociali</em>”. &#8220;<em>Quando noi psicologi veniamo chiamati a formulare un profilo psicologico del violentatore, frequentemente, troviamo un individuo singolarmente fragile, insicuro </em>&#8211; ha raccontato &#8211; <em>afflitto da sindrome da prestazione, da carenza affettiva, da confusione mentale, da disattenzione da parte della società, da cattiva educazione, da mancanza di sani rifermenti negli adulti. Assetato e bisognoso di attenzione, di protagonismo, di approvazione esterna. Del surrogato alla propria disistima, alla scarsa fiducia in sé stesso. Di inebriarsi dell’effimero successo di branco</em>&#8220;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Cannavà ha invitato la platea a riflettere sull’<strong>impatto psicologico</strong> sulla vittima di violenza e, in seguito, sugli stessi aggressori per postumi e tardivi sensi di colpa<strong>. </strong>&#8220;<em>Disturbi comportamentali e psicosomatici riconducibili al grave evento emozionale vissuto </em>&#8211; ha riferito &#8211;<em> Che, nella sua complessità, possiede caratteristiche plurifattoriali; vi troviamo, infatti, implicate varie categorie di risposte: risposte soggettive (senso di disagio o di apprensione, che viene paragonato a una sensazione di pericolo imminente); risposte cognitive (preoccupazioni, pensieri di pericolo, ipervigilanza, aspettative negative); diminuzione della fiducia in sé stessi; risposte di attivazione fisiologica (tensione muscolare, iperventilazione, palpitazioni o tachicardia, bisogno di urinare frequentemente, dispnea, sudorazione, cefalea, annebbiamenti della vista, tremore, gastrite, dermatosi, amenorrea secondaria, ecc.); preoccupazioni, pensieri ed immagini mentali spiacevoli, aspettative di fallimento e autosvalutazione; conflitti interpersonali, induzione all’utilizzo di sostanze alcoliche o stupefacenti; sintomi intrusivi, di evitamento e di aumentata attivazione psicofisiologica (es.: agire o sentire come se l’evento traumatico si stesse ripresentando); disagio psicologico intenso o reattività fisiologica intensa all’esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomiglino a qualche aspetto dell’evento traumatico vissuto; sforzi per evitare pensieri, sensazioni o conversazioni associate con il trauma; sforzi per evitare attività, luoghi o persone che evocano ricordi del trauma; incapacità di ricordare qualche aspetto importante della violenza subita (da riferire alle forze dell’ordine); riduzione marcata dell’interesse o della partecipazione ad attività significative (studio, sport, vita sociale, ecc.); difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno; irritabilità o scoppi di collera o di pianto; difficoltà a concentrarsi; esagerate risposte di allarme; intenzioni autolesionistiche; problemi esistenziali e/o comportamentali anche nei mesi ed anni successivi, lontani dalla violenza subita scatenante; e ancora: lento processo di &#8220;logoramento&#8221; o &#8220;decadenza&#8221; psicofisica dovuta alla mancanza di energie e di capacità per sostenere e scaricare e metabolizzare la violenza subita. Depressione, isolamento sociale e autocolpevolizzazione, fino al suicidio. Non è raro che atti di violenza, mai confidati alla famiglia o mai denunciati, emergano da adulti, compromettendo una sana affettività</em>&#8220;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’aspetto giuridico del fenomeno maladattativo è stato trattato dall’avvocata <strong>Stefania D’Agostino</strong>, presidente dell&#8217;<strong>associazione antiviolenza &#8220;Nesea&#8221;</strong>, che ha definito violenza sessuale &#8220;<em>qualsiasi attività sessuale con una persona che non voglia o sia impossibilitata ad acconsentire all’atto sessuale a causa di alcol, droga o altre situazioni</em>&#8220;, intendendo per atto sessuale &#8220;<em>qualsiasi tipo di atto che esprima l’impulso sessuale dell’agente con invasione della sfera sessuale del soggetto passivo, inclusi, pertanto, toccamenti, palpeggiamenti e sfregamenti sulle parti intime delle vittime</em>&#8220;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>Sono considerati atti sessuali non solo gli atti che involgono la sfera genitale, bensì tutti quelli che riguardano le zone erogene su persona non consenziente; anche il mero sfioramento con le labbra sul viso altrui per dare un bacio </em>&#8211; ha precisato l&#8217;avvocata &#8211; <em>allorché l’atto, sia tale da superare la contraria volontà del soggetto passivo. Nel caso specifico della violenza sessuale del minore il bene giuridico tutelato è l’integrità psico-fisica del minore nell’ambito di una progettualità di corretto ed armonico sviluppo della personalità e sessualità del minore</em>&#8220;. Ha precisato anche sulla &#8220;<strong>età del consenso</strong>&#8220;, &#8220;<em>che, in Italia, è diversa dalla maggiore età e da quella in cui è possibile contrarre matrimonio (ossia l’età in cui una persona è considerata capace di dare il proprio consenso a compiere atti sessuali) ed è pari a <strong>14 anni</strong></em>&#8220;, ritenuti adeguati &#8220;<em>affinché un soggetto possa disporre liberamente e consapevolmente della propria sfera sessuale</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto alle <strong>pene</strong> previste dal codice penale, D&#8217;Agostino ha asserito: &#8220;<em>In Italia, il reato di atti sessuali con minorenni è trattato con la massima severità, tant’è vero che è punito con la stessa pena prevista per la violenza sessuale, ossia con reclusione da 6 a 12 anni. Nell’ipotesi in cui il minore abbia già compiuto i 16 anni la pena va da 3 a 6 anni di reclusione. Qualora il minore non abbia ancora compiuto i 10 anni, tuttavia, la pena è raddoppiata, per cui va da un minimo di 12 a un massimo di 24 anni di reclusione. Al di sotto dei 14 anni è sempre reato, a prescindere dal consenso</em>&#8220;. &#8220;<em>Un minorenne che compie atti sessuali con altro minorenne non commette alcun reato </em>&#8211; ha proseguito &#8211;<em> a patto che sussistano due condizioni: 1) che il più piccolo dei due abbia compiuto i 13 anni (es. il quindicenne che fa sesso con una dodicenne commette sempre reato); 2) che la differenza di età tra i due non sia superiore a 4 anni (es. un ragazzo di 17 anni e 6 mesi può fare sesso con una ragazza di 13 anni e 9 mesi, non invece con una ragazza di 13 anni e 3 mesi)</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;avvocata D&#8217;Agostino ha menzionato i <strong>numeri</strong> di questa piaga sociale in Italia: &#8220;<em>In totale ci sono 23.122 giovani, a volte poco più che bambini, ospitati all’interno di 3.605 comunità; di questi <strong>1.030</strong> sono <strong>minori responsabili di abusi sessuali</strong>, di cui 607 sono accusati di violenze sessuale individuale, 289 minori autori di abusi in branco, 110 minorenni che hanno avuto rapporti sessuali con minori di anni 14 (l’ipotesi cui accennavo poco fa) e 24 il minore che ha costretto un minore di 14 anni ad assistere a un atto sessuale. Dai dati rilevati dai ventinove Uffici di Servizio sociale per i minorenni della Giustizia minorile che si occupano di seguire gli autori di reato ex art. 609 decies del c.p., emergono le seguenti caratteristiche dei minorenni autori di reati a sfondo sessuale: nel <strong>99%</strong> del nostro campione i soggetti sono di genere <strong>maschile</strong>, prevalentemente adolescenti tra i 15 e 17 anni (55%) e di nazionalità italiana (81%). Nel 71% dei casi ha frequentato la scuola secondaria di 1° grado (scuole medie), mentre il 15% di essi ha conseguito solo la licenza elementare</em>&#8220;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella sua relazione, la giurista è passata alle <strong>proposte di prevenzione</strong>: &#8220;<em>Spesso si pensa che un contesto familiare e relazionale ben strutturato renda immuni i propri figli dall&#8217;essere vittima di un abuso sessuale ma anche la costante attenzione dei genitori può non essere sufficiente a proteggere i nostri ragazzi dall’abuso sessuale; è necessario che un’informazione corretta giunga ai minori dalla scuola, prevedendo l’inserimento nei programmi scolastici di materiale didattico su tematiche quali la parità dei sessi, il concetto di reciproco rispetto, una corretta educazione sessuale. La nostra generazione cresciuta all’interno di famiglie ove il sesso era un tabù, spesso, non è in grado di parlare ai propri figli di sessualità. E non biasimiamo i genitori che non riescono a farlo. L’educazione sessuale, purtroppo allo stato attuale, non può che essere un onere esclusivamente della scuola e delle istituzioni. È importante sottolineare che la prevenzione nell’ambito scolastico è finalizzata a creare un contesto socio-educativo che potenzi i meccanismi protettivi e riduca i fattori di rischio, perseguendo la protezione generale dei minori affinché essi non siano né vittime, né autori di reati a carattere sessuale e ricordando che un minore abusato può diventare un adulto abusante</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tema di prevenzione, il presidente dell&#8217;associazione filantropica, <strong>Mimmo Di Franco </strong>ha proposto &#8220;<em>una <strong>consulta permanente</strong> formata da uno psicologo, un sessuologo, un docente, un rappresentante delle forze dell&#8217;ordine, l&#8217;assessore alla pubblica istruzione, per verificare eventuali criticità e prevenire. Bisognerebbe chiedere al Governo, considerato l&#8217;aumento dei reati, di inserire in pianta organica in ogni istituto uno psicologo e un sessuologo, con un&#8217;ora di lezione dedicata</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A conclusione delle due relazioni tecniche, ulteriori contributi sono stati offerti al microfono dal generale dei carabinieri in pensione Vincenzo Inzolia, dal professore Giuseppe Cassisi e dall’assessore comunale Pino Carrabino, che hanno accoratamente richiamato il ruolo insostituibile della <strong>famiglia</strong>, ritenuto troppo allentato, e sottolineato la funzione di prevenzione che svolgono sia la <strong>scuola</strong> che le <strong>associazioni antiviolenza</strong>, a cui, però, andrebbero forniti programmi e mezzi adeguati in collaborazione con le forze dell&#8217;ordine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(<em>Nella foto di copertina, da sinistra: Cannavà, D&#8217;Agostino, Di Franco</em>)</p>
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	</item>
		<item>
		<title>App pericolose per bambini e adolescenti, scopriamo come prevenire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[PFE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2023 20:07:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hobby & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[app pericolose]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo smartphone è lo strumento che più caratterizza il nostro quotidiano come animali sociali: basta avere accesso a internet per usare applicazioni qualunque. Tra queste ci sono anche app che, considerata la sempre più giovane età nella quale si entra in contatto con lo smartphone, possono rappresentare un serio pericolo. Correre ai ripari rispetto alle app pericolose [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lo <strong>smartphone</strong> è lo strumento che più caratterizza il nostro quotidiano come animali sociali: basta avere accesso a internet per usare applicazioni qualunque. Tra queste ci sono anche app che, considerata la sempre più giovane età nella quale si entra in contatto con lo smartphone, possono rappresentare un serio pericolo.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Correre ai ripari rispetto alle app pericolose per i minori</h3>
<p style="text-align: justify;">Con le app rischiose per bambini e adolescenti c’è poco da scherzare. Va premesso che l&#8217;<strong>età legale</strong> per aprire un account è, nella maggior parte delle <a href="https://www.eyezy.com/it/social-spotlight" target="_blank"><strong>app &#8216;social&#8217;</strong></a>, di 13 anni, ma utenti più giovani purtroppo <strong>aggirano il limite</strong> in fase di registrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Che sia adolescente più o meno maturo, per evitare di vedere il proprio figlio o figlia cadere in brutti giri, finire vittima di pericoli trovati in rete, oppure per evitare di osservare il suo rendimento scolastico scendere drasticamente, c’è bisogno di conoscere e utilizzare gli strumenti adeguati.</p>
<p style="text-align: justify;">Applicazioni per il monitoraggio come <strong><a href="https://www.eyezy.com/it/social-spotlight" target="_blank">Eyezy</a></strong> possono risultare risolutive in questi casi: una volta che si è installata l’applicazione sullo smartphone del più piccolo è possibile tenere d’occhio un sacco di parametri diversi, permettendo poi al genitore di scegliere in autonomia come tenere al sicuro il bambino dai rischi presenti. Con questa applicazione i genitori potranno <a href="https://www.eyezy.com/it/kik-tracker" target="_blank">monitoraggio kik</a>, Snapchat, WhatsApp e altre applicazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco alcuni <strong>pericoli</strong> che è possibile prevenire:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Cyberbullismo: Eyezy permette di scoprire se il bambino sta subendo bullismo attraverso le app di IM</li>
<li>Molestie sessuali: grazie al controllo di WhatsApp, Instagram e simili, è possibile arginare le molestie sul nascere</li>
<li>Rendimento scolastico: tenendo d’occhio le applicazioni installate sullo smartphone, è possibile contenere la discesa del rendimento scolastico</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;">Quali sono alcuni esempi di app potenzialmente pericolose per bambini e adolescenti?</h3>
<p style="text-align: justify;">Il mercato delle applicazioni per smartphone è tremendamente vasto, con numeri che crescono vertiginosamente di giorno in giorno tanto su Android quanto su iOS. Ciò implica che le app potenzialmente pericolose possono essere dappertutto e che è bene essere sempre aggiornati su quelle da monitorare. Per individuare qualche rimedio, apparentemente difficile da approcciare con una lista, vedremo di elencare alcune delle <strong>app</strong> più diffuse e potenzialmente pericolose per i bambini.</p>
<p><a href="https://www.eyezy.com/it/phone-tracker-app"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-64176" src="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2023/01/kids-cell-phone.png?x19700" alt="" width="800" height="463" srcset="https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2023/01/kids-cell-phone.png 800w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2023/01/kids-cell-phone-300x174.png 300w, https://www.lagazzettaaugustana.it/wp-content/uploads/2023/01/kids-cell-phone-768x444.png 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Snapchat<br />
Ad esempio l&#8217;utilizzo che si fa di Snapchat è di frequente pericoloso, poco da girarci intorno. La nota applicazione per la messaggistica istantanea permette si di scambiare messaggi ma anche foto e video come WhatsApp. La caratteristica che però lo rende rischioso, oltre ad essere molto popolare nelle fasce di età più giovani e non solo, è la sua capacità di permettere l’autodistruzione di foto e video dopo una singola visualizzazione: questo incentiva i contenuti proibiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Omegle<br />
Altro esempio di app che può esporre a pericoli è Omegle, una delle più note applicazioni per le videochat random che permettono a chiunque di entrare in contatto con un gruppo incredibilmente variegato di persone. Tra queste, purtroppo, si trovano spesso e volentieri sconosciuti in atti assolutamente non adatti a bambini o giovani ragazzi. L’applicazione, tra le altre cose, è anche nota per diversi casi di molestie sessuali partiti da una videochat del genere.</p>
<p style="text-align: justify;">Calculator%<br />
Un’applicazione da tenere d’occhio, oltre le solite app legate ai social media, è senza dubbio Calculator%. A dispetto del nome quest’applicazione ha uno scopo ben preciso: creare un raccoglitore segreto per video, file, cronologie e tante altre tipologie di contenuti. Questo raccoglitore segreto è spesso usato dai più piccoli per contenere file che non dovrebbero avere in relazione alla propria età. Se i genitori trovano quest’applicazione installata sullo smartphone in uso al proprio figlio minore, potrebbe significare che c’è qualcosa che non va.</p>
<p style="text-align: justify;">Holla<br />
L’ultima applicazione da tenere senza dubbio d’occhio è Holla: un’altra piattaforma per le video chat casuali che spopola tra adulti e meno adulti per la sua semplicità d’utilizzo e la sua natura gratuita. Nata come applicazioni divertente, Holla purtroppo si è popolata anche di personaggi dalle dubbie intenzioni che possono mettere a rischio l’innocenza dei più piccoli con contenuti non adatti alla loro età.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto ai suddetti esempi, si precisa che non sono le app in sé a generare i pericoli bensì gli utenti che le utilizzano per finalità diverse da quelle pensate dai programmatori.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Conclusioni</h3>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ecosistema degli smartphone vede quasi infinite applicazioni o strumenti da utilizzare per passare il tempo. Tra queste ci sono applicazioni non adatte ai più piccini, che è bene imparare a riconoscere ed evitare. Per far stare un po&#8217; più tranquilli i genitori, esistono quindi le applicazioni per il monitoraggio dell&#8217;uso dello smartphone come Eyezy.</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Augusta, maltrattamenti ai figli minori, madre condannata finisce in carcere</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-maltrattamenti-ai-figli-minori-madre-condannata-finisce-in-carcere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2021 12:15:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[condanna definitiva]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattamenti in famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[ultim'ora]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Una donna augustana di 46 anni è stata condannata in via definitiva per &#8220;una serie di maltrattamenti in famiglia commessi dai primi mesi dell’anno 2017 sino al mese di giugno dell’anno 2018&#8221; e pertanto tradotta in carcere. I carabinieri della locale stazione l&#8217;hanno arrestata, in ottemperanza all&#8217;ordine di esecuzione pena emesso dalla Procura [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Una <strong>donna</strong> augustana di 46 anni è stata <strong>condannata</strong> in via definitiva per &#8220;<em>una serie di maltrattamenti in famiglia commessi dai primi mesi dell’anno 2017 sino al mese di giugno dell’anno 2018</em>&#8221; e pertanto tradotta in <strong>carcere</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>carabinieri</strong> della locale stazione l&#8217;hanno arrestata, in ottemperanza all&#8217;ordine di esecuzione pena emesso dalla Procura di Siracusa, e l&#8217;hanno accompagnata alla <strong>casa circondariale di Agrigento</strong>, dove la donna sconterà una pena complessiva di circa <strong>due anni e mezzo</strong> di reclusione.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla quarantaseienne sono stati addebitati maltrattamenti reiterati in danno dei tre<strong> figli minori</strong>, poi affidati a parenti. All&#8217;epoca dei fatti le furono contestati anche atti persecutori nei confronti degli affidatari, avendo violato il <strong>divieto di avvicinamento</strong> a cui era sottoposta.</p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Foto di copertina: generica</em>)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Augusta, comunità alloggio per minori, un bilancio sui &#8220;Catalano summer labs&#8221;. Alla ricerca del prossimo progetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Aug 2019 13:21:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Si avvia a conclusione il progetto estivo di inclusione sociale &#8220;Catalano summer labs&#8220;, realizzato nella comunità alloggio per minori della Fondazione &#8220;Famiglia Giuseppe Catalano&#8221; e finanziato da un torneo di calcio a 5 giovanile, svolto al Palajonio nella prima parte di giugno, e da uno sponsor privato. Dal 18 giugno, e fino al 14 agosto, tre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Si avvia a conclusione il progetto estivo di inclusione sociale &#8220;<strong>Catalano summer labs</strong>&#8220;, realizzato nella comunità alloggio per minori della <strong>Fondazione &#8220;Famiglia Giuseppe Catalano&#8221;</strong> e finanziato da un <a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/augusta-comunita-alloggio-per-minori-fondazione-catalano-riparte-dai-laboratori-estivi-torneo-di-futsal-per-autofinanziamento/" target="_blank">torneo di calcio a 5</a> giovanile, svolto al Palajonio nella prima parte di giugno, e da uno sponsor privato.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 18 giugno, e fino al 14 agosto, tre giovani volontari augustani sono riusciti a mantenere in funzione la struttura di via Epicarmo, organizzando negli orari diurni laboratori estivi totalmente gratuiti rivolti a bambini delle famiglie meno abbienti, preventivamente segnalati dalle parrocchie e dai Servizi sociali comunali. La comunità alloggio era infatti <strong>chiusa da metà febbraio</strong>, esaurito il percorso con i migranti minori non accompagnati, per assenza di domanda.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono stati coinvolti nell&#8217;arco di questo bimestre complessivamente <strong>dodici bambini</strong>, tra i 6 e i 12 anni, che hanno potuto godere di mattinate tra attività ludiche ed educative. Queste ultime incentrate sui classici film di animazione della Walt Disney, &#8220;<em>da cui prendere spunto per parlare di valori profondi, quali l&#8217;amicizia, la famiglia</em>&#8220;, come riferisce una delle educatrici. Ad alcune attività hanno collaborato i volontari dell&#8217;associazione di clownterapia &#8220;<strong>Teniamoci per mano onlus</strong>&#8220;, creando momenti particolarmente apprezzati dai bimbi. Infine, lo scorso venerdì si è tenuta una recita che ha visto i bambini protagonisti e i genitori spettatori, arricchita da un conviviale pranzo collettivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto era previsto per un bimestre e, purtroppo, non proseguirà poiché, come spiega il giovane direttore della comunità alloggio, <strong>Federico Tinnirello</strong>, con l&#8217;iniziativa di inizio giugno, sono &#8220;<em>riusciti a finanziare solo una parte del progetto, l&#8217;altra parte è stata comunque finanziata dalla fondazione Catalano</em>&#8220;. Del futuro della struttura capace di accogliere continuativamente fino a nove bambini non v&#8217;è ancora certezza. &#8220;<em>Ci auguriamo di poter ripartire con un progetto per far rivivere questa struttura nel modo migliore possibile </em>&#8211; auspica Tinnirello &#8211;<em> Stiamo cercando un progetto da realizzare, stiamo valutando diverse opportunità</em>&#8220;.</p>
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		<title>Augusta, comunità alloggio per minori Fondazione Catalano riparte dai laboratori estivi. Torneo di futsal per autofinanziamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2019 22:46:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; La comunità alloggio per minori della Fondazione &#8220;Famiglia Giuseppe Catalano&#8221;, fondazione che si era distinta nel biennio 2015-2016 per attività di doposcuola gratuito, riaprirà a giorni le porte della sede operativa con il progetto di inclusione sociale chiamato &#8220;Catalano summer labs&#8220;, che prevede laboratori teatrali, artistici e didattici. La comunità alloggio era stata inaugurata nell&#8217;estate dello scorso anno e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; La comunità alloggio per minori della <strong>Fondazione &#8220;Famiglia Giuseppe Catalano&#8221;</strong>, fondazione che si era distinta nel biennio 2015-2016 per attività di doposcuola gratuito, riaprirà a giorni le porte della sede operativa con il progetto di inclusione sociale chiamato &#8220;<strong>Catalano summer labs</strong>&#8220;, che prevede laboratori teatrali, artistici e didattici.</p>
<p style="text-align: justify;">La comunità alloggio era stata <a href="https://www.lagazzettaaugustana.it/inaugurata-la-comunita-alloggio-per-minori-della-fondazione-giuseppe-catalano-onlus/" target="_blank">inaugurata nell&#8217;estate dello scorso anno</a> e precocemente chiusa a metà febbraio. Quando ormai nella sede di <strong>via Epicarmo</strong> 329, nel centro storico, era rimasto ospite soltanto un minore straniero non accompagnato, dopo che gli altri due erano stati accolti in affidamento familiare, diventando così proibitiva la gestione del personale stabilito per una struttura idonea a ospitare fino a nove minori.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>A regime avremmo potuto avere 9 ospiti, ne abbiamo avuti massimo 6, poi l&#8217;epilogo di inizio anno. Avevamo pensato a una riconversione ad altre tipologie di comunità alloggio, ma abbiamo optato per un periodo di transizione, con questo progetto, il &#8220;Catalano summer labs&#8221;, un laboratorio estivo per venti bambini dagli 8 ai 12 anni, totalmente gratuito</em>&#8220;. Questa la sintesi dell&#8217;iniziativa nelle parole del giovane direttore <strong>Federico Tinnirello</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un progetto, patrocinato dal Comune, lanciato e <strong>finanziato</strong> attraverso un torneo di calcio a 5 e uno sponsor privato. Si è infatti disputato, sabato scorso al Palajonio, il &#8220;<strong>1° Torneo Catalano</strong>&#8221; tra quattro formazioni di pulcini di società di futsal del territorio (nella foto in evidenza), segnatamente Maritime Augusta (che ha messo a disposizione l&#8217;impianto sportivo), Assoporto Melilli, Villasmundo e Megarini, per finanziare il progetto che promette di offrire un&#8217;estate in allegria e socialità, dal 18 giugno al 14 agosto, a venti bambini che &#8220;<em>per diverse circostanze si trovano a vivere in situazioni non agiate</em>&#8220;. Come riferisce Tinnirello, saranno il Comune e le parrocchie del territorio a segnalare i bambini fino al raggiungimento del numero massimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto alla cronaca &#8220;calcistica&#8221;, il torneo è stato vinto dai pulcini del <strong>Megarini</strong>, che in finale hanno battuto per 3 a 0 i pari età dell&#8217;Assoporto Melilli.</p>
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		<title>Sea Watch, verso lo sbarco al porto di Catania. Migranti maggiorenni all&#8217;hotspot di Messina</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/sea-watch-verso-lo-sbarco-al-porto-di-catania-migranti-maggiorenni-allhotspot-di-messina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2019 19:56:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Si sblocca la situazione della Sea Watch con 47 migranti a bordo: la nave ha avuto indicazione dal Viminale di dirigersi verso il porto di Catania. Secondo quanto riportato dall&#8217;Ansa, il ministero dell&#8217;Interno ha fatto sapere che la scelta è determinata dalla presenza di centri ministeriali per l&#8217;accoglienza di minori, mentre i maggiorenni saranno immediatamente trasferiti all&#8217;hotspot [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Si sblocca la situazione della Sea Watch con 47 migranti a bordo: la nave ha avuto indicazione dal Viminale di dirigersi verso il <strong>porto di Catania</strong>. Secondo quanto riportato dall&#8217;<em>Ansa</em>, il ministero dell&#8217;Interno ha fatto sapere che la scelta è determinata dalla presenza di centri ministeriali per l&#8217;accoglienza di <strong>minori</strong>, mentre i <strong>maggiorenni</strong> saranno immediatamente trasferiti all&#8217;<strong>hotspot di Messina</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel pomeriggio erano stati emessi dal Tribunale per i minorenni di Catania, presieduto da Maria Francesca Pricoco, su ricorso della Procura minorile etnea, &#8220;provvedimenti di <strong>nomina di tutore</strong> per ciascuno dei minori presenti sulla Sea Watch al fine delle attività di tutela previste dalla disciplina interna e dalla normativa internazionale&#8221;. L&#8217;atto è propedeutico allo tutela e allo sbarco dei minorenni non accompagnati che sono sulla nave della ong tedesca, battente bandiera olandese, da venerdì scorso alla fonda nella baia di Santa Panagia, in acque siracusane.</p>
<p style="text-align: justify;">Poco dopo mezzogiorno, era stato il premier <strong>Giuseppe Conte</strong> ad annunciare lo sblocco della situazione, con l&#8217;accordo raggiunto per la redistribuzione dei migranti con altri sei Paesi europei. &#8220;<em>Fra qualche ora </em>&#8211; aveva fatto sapere il premier &#8211;<em> inizieranno le operazioni di sbarco della Sea Watch</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Missione compiuta! </em>&#8211; aveva esultato il ministro dell&#8217;Interno, <strong>Matteo Salvini</strong> &#8211;<em> Ancora una volta, grazie all&#8217;impegno del governo italiano e alla determinazione del Viminale, l&#8217;Europa è stata costretta a intervenire e ad assumersi delle responsabilità. Sei Paesi hanno accettato di accogliere gli immigrati a bordo della Sea Watch3, coordinandosi con la Commissione europea: si tratta di Francia, Portogallo, Germania, Malta, Lussemburgo e Romania</em>&#8220;. Salvini aveva auspicato inoltre che &#8220;<em>in base alla documentazione raccolta, venga aperta un&#8217;indagine per fare chiarezza sul comportamento della Ong</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Nella foto in evidenza, pubblicata una settimana fa dal profilo italiano su twitter della ong Sea-Watch: alcuni dei migranti a bordo della nave</em>)</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Inaugurata la comunità alloggio per minori della fondazione &#8220;Giuseppe Catalano&#8221; onlus</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/inaugurata-la-comunita-alloggio-per-minori-della-fondazione-giuseppe-catalano-onlus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Aug 2018 12:48:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Si è tenuta lo scorso martedì l’inaugurazione della comunità alloggio per minori della Fondazione &#8220;Famiglia Giuseppe Catalano&#8221; onlus, nel centro storico, in via Epicarmo 329. Alla presenza del sindaco Cettina Di Pietro, l’arciprete don Palmiro Prisutto ha svolto il rito della benedizione della struttura. Sono seguiti due interventi, quello dell’amministratore delegato della fondazione, Cirino Di Mauro, e del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Si è tenuta lo scorso martedì l’inaugurazione della<strong> comunità alloggio</strong> per minori della <strong>Fondazione &#8220;Famiglia Giuseppe Catalano&#8221; onlus</strong>, nel centro storico, in via Epicarmo 329. Alla presenza del sindaco Cettina Di Pietro, l’arciprete don Palmiro Prisutto ha svolto il rito della benedizione della struttura. Sono seguiti due interventi, quello dell’amministratore delegato della fondazione, Cirino Di Mauro, e del segretario direttore, Federico Tinnirello.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>La Fondazione nasce con lo scopo di aiutare ed educare con amore e con sani principi i bambini bisognosi di sostegno materiale, educativo e morale</em>”, ha riferito <strong>Di Mauro</strong>. Precisando che la comunità alloggio è una struttura ricettiva che può ospitare <strong>fino a 10 minori</strong>, di età compresa tra 8 e 18 anni, allontanati dalle famiglie d’origine per un provvedimento da parte del tribunale.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Dal primo momento dell’ingresso, il minore verrà seguito con un progetto educativo individualizzato, seguendo un percorso che lo condurrà o al ritorno in famiglia o all’affidamento o, una volta raggiunta la maggiore età, al debutto nella vita lavorativa</em>”, ha poi aggiunto <strong>Tinnirello</strong>, esponendo nel dettaglio le finalità della struttura.</p>
<p style="text-align: justify;">Conclusi gli interventi, si è infine proceduto ad un momento di convivialità e alla visita guidata per i presenti della struttura che ospiterà i minori.</p>
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		<title>Raid vandalico al &#8220;Costa&#8221;, identificati i tre presunti autori</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/raid-vandalico-al-costa-identificati-i-tre-presunti-autori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2018 12:52:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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		<category><![CDATA[istituto comprensivo domenico costa]]></category>
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		<category><![CDATA[vandali]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Nella mattina di ieri, i carabinieri del nucleo Radiomobile di Augusta hanno segnalato alla competente Procura per i minori di Catania, a seguito di una meticolosa attività di indagine, i presunti responsabili del raid vandalico all&#8217;istituto comprensivo &#8220;Domenico Costa&#8221;, avvenuto nella notte tra il 22 e il 23 luglio. I tre minori identificati, due tredicenni studenti dell&#8217;istituto e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Nella mattina di ieri, i <strong>carabinieri</strong> del nucleo Radiomobile di Augusta hanno segnalato alla competente Procura per i minori di Catania, a seguito di una meticolosa attività di indagine, i presunti responsabili del <strong>raid vandalico</strong> all&#8217;istituto comprensivo &#8220;Domenico Costa&#8221;, avvenuto nella notte tra il 22 e il 23 luglio.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>tre minori</strong> identificati, due tredicenni studenti dell&#8217;istituto e un quattordicenne straniero, sono sospettati di essersi introdotti all’interno della scuola, mediante la forzatura di infissi, e di aver quindi danneggiato parte del mobilio e suppellettili vari dell’ufficio del dirigente scolastico Michele Accolla.</p>
<p style="text-align: justify;">Decisivi per le indagini l&#8217;accurato <strong>sopralluogo</strong> effettuato dai carabinieri e in particolare l&#8217;acquisizione dei <strong>filmati</strong> di registrazione estrapolati dal sistema a circuito chiuso dell&#8217;istituto scolastico.</p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Foto in evidenza: repertorio</em>)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Rissa tra giovani immigrati alla nuova darsena di Augusta</title>
		<link>https://www.lagazzettaaugustana.it/rissa-tra-giovani-immigrati-alla-nuova-darsena-di-augusta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2017 16:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[ultim'ora]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Una rissa tra quattro immigrati minori di nazionalità eritrea, pare scaturita per futili motivi, è stata sedata ieri sera alla nuova darsena del porto di Augusta dai carabinieri della locale Stazione e dell’Aliquota radiomobile. I giovani eritrei, attualmente domiciliati presso il centro di prima accoglienza denominato “Albachiara”, sito in contrada Cozzo delle Forche, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Una <b>rissa</b> tra quattro immigrati minori di nazionalità eritrea, pare scaturita per futili motivi, è stata sedata ieri sera alla <b>nuova darsena</b> del porto di Augusta dai carabinieri della locale Stazione e dell’Aliquota radiomobile.</p>
<p style="text-align: justify;">I giovani eritrei, attualmente domiciliati presso il centro di prima accoglienza denominato “Albachiara”, sito in contrada Cozzo delle Forche, probabilmente per cause riconducili al momentaneo stato di alterazione psicofisica dovuto all’assunzione di bevande alcoliche, stavano litigando tra loro. Quando i militari della locale <strong>Capitaneria di porto</strong>, accortisi della situazione, sono intervenuti per provare a sedare gli animi, i giovani si sarebbero scagliati anche contro gli stessi militari.</p>
<p style="text-align: justify;">A quel punto è stato necessario l’intervento di alcune pattuglie dei <b>carabinieri</b> della Compagnia di Augusta per riuscire, con non poche difficoltà, a neutralizzare i quattro minori, che si sarebbero scagliati anche contro di loro, procurandogli <b>lievi traumi</b> contusivi guaribili in pochi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">I carabinieri hanno quindi proceduto a <b>segnalare</b> i quattro immigrati eritrei alla competente Autorità giudiziaria minorile di Catania per rissa e resistenza a pubblico ufficiale.</p>
<p style="text-align: justify;">(<i>Foto in evidenza: repertorio</i>)</p>
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		<title>Augustana quarantottenne fermata con 200 grammi di droga in auto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2016 10:31:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[augusta]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
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					<description><![CDATA[AUGUSTA &#8211; Nel tardo pomeriggio di martedì una pattuglia della Polizia, in servizio al Commissariato di P.S. di Augusta, ha intercettato un&#8217;autovettura modello Ford Focus in viale America e in uscita dalla città, rinvenendo a bordo del mezzo e sequestrando oltre 200 grammi di marijuana contenuti in diversi sacchetti di cellophane. Gli occupanti dell&#8217;autovettura, una donna [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUGUSTA &#8211; Nel tardo pomeriggio di martedì una pattuglia della <strong>Polizia</strong>, in servizio al Commissariato di P.S. di Augusta, ha intercettato un&#8217;autovettura modello Ford Focus in viale America e in uscita dalla città, rinvenendo a bordo del mezzo e sequestrando oltre 200 grammi di marijuana contenuti in diversi sacchetti di cellophane.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli occupanti dell&#8217;autovettura, una <strong>donna augustana di 48 anni</strong> e altri <strong>quattro giovani</strong>, di cui tre minorenni, secondo gli investigatori avrebbero cercato di occultare la droga, ma la sostanza è stata ugualmente rinvenuta nel portaoggetti e sotto una pedana della Ford Focus.</p>
<p style="text-align: justify;">Pare che il quintetto, <strong>denunciato</strong> a piede libero alle Procure competenti di Siracusa e Catania, fosse diretto nel capoluogo etneo per finalità ancora non chiarite.</p>
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